Quali sono le scadenze fiscali di ottobre 2026: il 12 ottobre per l'acconto Irpef, il 16 per Iva, ritenute e contributi Inps, poi 730 integrativo, Intrastat e il rinvio al 2 novembre.
Ottobre è uno dei mesi più densi dell'anno per contribuenti, imprese e professionisti. Il calendario fiscale di ottobre 2026 si sviluppa attorno a due appuntamenti centrali, il 12 ottobre e il 16 ottobre. Il primo interessa soprattutto i lavoratori dipendenti, il secondo mette sotto pressione la liquidità di aziende, autonomi e sostituti d'imposta. A chiudere il mese c'è poi un piccolo colpo di scena del calendario: il 31 ottobre cade di sabato e molte scadenze slittano a lunedì 2 novembre.
Lunedì 12 ottobre 2026 è l'ultimo giorno utile per comunicare al sostituto d'imposta di non versare, o di versare in misura ridotta, il secondo (o unico) acconto Irpef 2026. È la data che riguarda direttamente anche i lavoratori dipendenti e i pensionati che hanno presentato il modello 730 e che si vedono trattenere l'acconto in busta paga o sul cedolino della pensione.
Come funziona? Chi ha presentato il 730 ha già ricevuto un prospetto di liquidazione con l'importo dell'acconto calcolato sulla base dei redditi del 2025. Può però accadere che, per il 2026, il reddito previsto sia più basso: un cambio di lavoro, una riduzione dell'orario, la perdita di un incarico, maggiori oneri deducibili o detraibili, oppure un ammontare di ritenute più elevato rispetto all'anno precedente. In queste situazioni conviene fare una stima prudente dell'imposta effettivamente dovuta e, se l'acconto risulta eccessivo, comunicare per iscritto al datore di lavoro (o all'ente pensionistico) la richiesta di non effettuare il versamento oppure di effettuarlo in misura ridotta.
Attenzione a un aspetto importante: la scelta comporta una responsabilità. Se l'imposta definitiva si rivela più alta di quella stimata, la differenza emerge con la dichiarazione dell'anno successivo e può essere richiesta con sanzioni e interessi. Prima di rinunciare all'acconto, quindi, è consigliabile fare due conti con un CAF o con un consulente.
Prima della grande scadenza del 16 c'è una data che spesso passa inosservata. Il 15 ottobre 2026 è il termine entro cui emettere le fatture differite relative alle consegne o spedizioni effettuate nel mese di settembre, documentate da DDT o da altro documento idoneo. Per chi lavora con questa modalità di fatturazione è un passaggio da presidiare, perché condiziona la liquidazione Iva del mese.
Nella stessa giornata scade anche il termine per alcuni annullamenti online del modello Redditi persone fisiche senza necessità di versare tramite F24, una possibilità riservata a casi molto specifici, da valutare con l'assistenza di un intermediario abilitato.
Venerdì 16 ottobre 2026 è la data più affollata del mese. In questo giorno imprese e liberi professionisti devono versare l'Iva mensile relativa al mese di settembre, insieme all'Iva trimestrale per chi rientra nella liquidazione cadenzata. Il versamento avviene tramite modello F24 telematico, con i relativi codici tributo.
Nello stesso giorno i sostituti d'imposta devono versare le ritenute Irpef operate nel mese precedente su redditi da lavoro dipendente e assimilati, compensi per lavoro autonomo e provvigioni, insieme alle addizionali regionali e comunali trattenute.
A questi importi si aggiunge il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali Inps per i lavoratori dipendenti e per i collaboratori iscritti alla Gestione separata. Non è tutto: nello stesso F24 cade anche il pagamento della rata relativa al saldo Iva 2025 e alle rateazioni delle imposte derivanti dalle dichiarazioni dei redditi, comprese quelle di Irpef, Ires e Irap per chi ha scelto di dilazionare i pagamenti.
La concomitanza di imposte dirette, indirette e contributi previdenziali genera una richiesta di liquidità immediata di notevole entità. Per una piccola impresa o per uno studio professionale con più collaboratori, in un solo giorno possono uscire dal conto corrente cifre pari a diverse mensilità di incassi. Per questo conviene arrivarci preparati:
Per chi ha in famiglia un lavoratore domestico, ottobre porta anche il versamento dei contributi Inps del terzo trimestre 2026 (luglio, agosto e settembre). Il termine ordinario è il 10 ottobre, che quest'anno cade di sabato: in base alle regole generali sullo slittamento dei termini, il pagamento può essere effettuato entro il primo giorno lavorativo utile, cioè lunedì 12 ottobre. Il versamento si effettua con il bollettino PagoPA generato dal portale Inps o con gli altri canali abilitati.
Lunedì 26 ottobre 2026, giorno di slittamento del 25 che cade di domenica, scadono due adempimenti.
730 integrativo. È il termine ultimo per presentare il modello 730 integrativo, utile a correggere errori o a inserire dati dimenticati nel 730 già inviato, quando la correzione porta a un maggior credito, a un minor debito o a un debito diverso. La presentazione avviene esclusivamente tramite CAF o professionista abilitato, anche quando l'assistenza fiscale era stata prestata dal sostituto d'imposta. Chi deve correggere un errore che comporta un maggior debito farebbe bene a non aspettare l'ultimo giorno, perché il conguaglio successivo va gestito con le tempistiche corrette.
Elenchi Intrastat. Entro il 26 ottobre devono essere trasmessi in via telematica gli elenchi riepilogativi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari di beni e servizi relativi al mese di settembre, per i soggetti mensili, oppure al terzo trimestre 2026, per i trimestrali. Chi opera con partner europei deve verificare la soglia e la periodicità di presentazione applicabili alla propria posizione.
Il 31 ottobre cade di sabato, ma esiste un'eccezione importante alla regola del rinvio. Per il regime OSS (One Stop Shop) la dichiarazione e il versamento del terzo trimestre, insieme alla dichiarazione IOSS di settembre, restano fissati al 31 ottobre 2026, perché la normativa europea non consente lo spostamento al primo giorno lavorativo successivo. Chi vende a consumatori finali in altri Paesi dell'Unione dovrebbe quindi considerare questa data come non prorogabile.
Il 31 ottobre è sabato e il 1° novembre è festivo, quindi le grandi scadenze dichiarative di fine mese si spostano a lunedì 2 novembre 2026. Riguardano:
Infine, poiché le date possono essere modificate da eventuali proroghe o provvedimenti dell'ultima ora, è sempre bene confrontarsi con il proprio commercialista prima di effettuare il pagamento o di rinunciare a un versamento, come nel caso dell'acconto Irpef.
Il 12 e il 16 ottobre restano quindi i due riferimenti da cerchiare sul calendario: il primo per decidere se e quanto anticipare Irpef in busta paga, il secondo per far fronte a un'uscita di cassa che, tra imposte dirette, indirette e contributi, richiede attenzione e pianificazione.
Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...