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Caro Scuola, stessa identica cifra di 1.300 euro per 3 anni senza nessuna verifica: aumenti non sono reali per Federcartolai

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di Marianna Quatraro pubblicato il

Ogni anno torna il dibattito sul caro scuola. E ogni anno, secondo Federcartolai Confcommercio, torna anche lo stesso identico numero: 1.300 euro a studente per corredo scolastico e libri di testo, a meno di sconti con associazioni dei consumatori e Codacons. Una cifra che, secondo l'associazione dei cartolai, viene riproposta senza variazioni da t

Ogni anno, puntuale come il primo giorno di lezione, torna il dibattito sul caro scuola. E ogni anno, secondo Federcartolai Confcommercio, torna anche lo stesso identico numero: 1.300 euro a studente per corredo scolastico e libri di testo, a meno di sconti con associazioni dei consumatori e Codacons. Una cifra che, secondo l'associazione dei cartolai, viene riproposta senza variazioni da tre anni consecutivi, cioè dal 2024/2025, e che questa volta ha scatenato una vera e propria replica pubblica da parte del settore.

Il nodo della questione non è tanto se le famiglie spendano di più a settembre, quanto quanto spendano realmente e se le stime diffuse da alcune associazioni dei consumatori, come il Codacons, riflettano i prezzi effettivamente praticati nei negozi di cartoleria italiani.

La polemica: tre anni, stesso numero tondo

A far scattare la reazione di Federcartolai è stata la ripetizione, identica, della soglia di 1.300 euro per studente nelle stime relative agli anni scolastici 2024/2025, 2025/2026 e ora 2026/2027. Secondo l'associazione, un dato così stabile nel tempo, mentre i prezzi al consumo continuano comunque a muoversi, solleva più di un dubbio sulla sua attendibilità.

Federcartolai Confcommercio ha diffuso attraverso l'ANSA una nota molto diretta, definendo la cifra un "numero gonfiato" che rischia di offrire alle famiglie una fotografia distorta della spesa reale. Il punto centrale della critica è semplice: se lo stesso identico importo compare da tre anni scolastici di fila, è lecito chiedersi se venga effettivamente aggiornato o semplicemente ricopiato ogni fine estate senza una verifica sul campo.

L'associazione ha quindi deciso di rispondere con numeri propri, raccolti direttamente presso centinaia di cartolerie italiane, per mostrare quale sia lo scenario di spesa realistico per una famiglia media che acquista materiale scolastico non di lusso.

I dati reali secondo Federcartolai: aumenti tra il 2% e il 4%

Secondo le rilevazioni ufficiali dell'associazione, gli aumenti reali su cancelleria e materiale scolastico per l'anno 2026/2027 si muovono in una forbice compresa tra il più 2% e il più 4%, un dato molto lontano dagli allarmi diffusi nei giorni precedenti l'apertura delle scuole. Per quanto riguarda i libri di testo, l'incremento indicato da Federcartolai è ancora più contenuto, attestandosi intorno al più 1,8%.

Per dare concretezza a questi numeri, l'associazione ha pubblicato un vero e proprio listino medio, costruito sulle risposte fornite da centinaia di cartolerie sul territorio nazionale:

  • Zaino base, non griffato: tra 40 e 50 euro nel 70% dei negozi
  • Astuccio a tre zip: tra 19 e 29 euro
  • Astuccio semplice: tra 5 e 15 euro
  • Diario scolastico: tra 16 e 25 euro
  • Set completo di quaderni e copertine: tra 12 e 20 euro
  • Calcolatrice scientifica: fino a 18 euro
  • Cancelleria completa: fino a 14 euro.
La voce più variabile e onerosa resta quella dei libri di testo, soprattutto quando lo studente affronta il passaggio a un nuovo ciclo scolastico. Federcartolai stima che in prima media la spesa per i testi possa arrivare fino a circa 350 euro. Secondo l'associazione, per raggiungere davvero la soglia dei 1.300 euro sarebbe necessario orientarsi verso prodotti di fascia alta, come zaini firmati, ben lontani dal corredo scolastico standard acquistato dalla maggior parte delle famiglie italiane.

Il confronto con le stime di Codacons e Federconsumatori

Non tutte le associazioni dei consumatori concordano con la lettura di Federcartolai. Il Codacons, che ha indicato proprio la soglia dei 1.300 euro come budget massimo per libri e corredo scolastico, continua a segnalare rincari compresi tra il 2% e il 4% sulla cartoleria e circa l'1,8% sui testi, in linea peraltro con le percentuali dei cartolai, ma applicate a un paniere di spesa più ampio.

Anche Federconsumatori ha diffuso una propria ricerca sul tema, stimando per il 2026 una spesa media di circa 673,60 euro per il solo corredo scolastico completo di ricambi durante l'intero anno, con un aumento del 2,3% rispetto al 2025. A questa cifra si aggiungono naturalmente i costi dei libri di testo, che per uno studente che affronta il primo anno delle superiori possono far lievitare notevolmente il totale, soprattutto se nel calcolo rientrano anche dizionari e materiali di ricambio acquistati nel corso dell'anno.

La distanza tra le diverse stime, quindi, non nasce necessariamente da errori di calcolo, ma dalla diversa composizione del paniere utilizzato da ciascuna associazione. Chi include prodotti di marca, dizionari, ricambi stagionali e materiale extra ottiene inevitabilmente un totale più alto rispetto a chi si concentra sui soli articoli essenziali reperibili nella cartoleria di quartiere.

Perché il paniere fa la differenza

Il punto più interessante della vicenda riguarda proprio la metodologia di calcolo. Una cifra come 1.300 euro può essere plausibile se si considerano zaini di marca, capi di abbigliamento tecnico, dispositivi elettronici o dizionari completi acquistati ogni anno. Diventa invece molto meno realistica se il calcolo si limita al materiale scolastico di base, comprato in una cartoleria di prossimità e non rinnovato interamente ogni dodici mesi.

Le associazioni di categoria dei commercianti, come Confcommercio, Ali Confcommercio e la stessa Federcartolai, insistono su un punto: gran parte della cancelleria non si acquista ex novo ogni settembre, ma viene in parte riutilizzata dall'anno precedente. Questo, secondo loro, contribuisce a ridurre ulteriormente la spesa effettiva rispetto alle proiezioni più allarmistiche diffuse dai media.

Resta comunque il fatto che, indipendentemente da quale stima si consideri più vicina alla realtà, il rientro a scuola rappresenta per moltissime famiglie italiane un impegno economico significativo, che si concentra in poche settimane e che va ad aggiungersi ad altre spese fisse del periodo autunnale.

Sconti con associazioni dei consumatori e Codacons

Al di là della disputa sulle cifre esatte, esiste uno strumento concreto a disposizione delle famiglie per ridurre l'impatto del caro scuola sul bilancio domestico: l'iscrizione a un'associazione dei consumatori.

Realtà come il Codacons, pur essendo tra le voci più critiche sul fronte del caro scuola, offrono ai propri iscritti vantaggi molto concreti che vanno ben oltre la sola attività di tutela legale e di monitoraggio dei prezzi. Iscriversi a un'associazione dei consumatori significa infatti accedere a una rete di sconti dedicati, promozioni commerciali e convenzioni stipulate con aziende partner attive in diversi settori, dall'energia elettrica e il gas ai servizi assicurativi e finanziari, fino ai prodotti alimentari e ai beni di largo consumo.

Per una famiglia alle prese con le spese di settembre, questo tipo di iscrizione può tradursi in un risparmio reale su più fronti contemporaneamente: dalla bolletta di luce e gas, spesso oggetto di tariffe agevolate riservate ai soci, fino agli acquisti quotidiani di generi alimentari, dove le convenzioni con catene e produttori partner permettono di accedere a sconti non disponibili al pubblico generico. A questo si aggiungono spesso consulenze gratuite o agevolate su contratti, bollette, servizi bancari e questioni legate al consumo, un supporto che può rivelarsi utile non solo nel periodo del rientro a scuola ma durante tutto l'anno.

In un momento in cui il dibattito pubblico si concentra sulla contrapposizione tra le cifre diffuse dalle associazioni dei consumatori e quelle rilanciate dai commercianti, vale la pena ricordare che iscriversi a un'associazione di tutela non serve soltanto a far sentire la propria voce nelle vertenze collettive, ma può trasformarsi in un vantaggio economico immediato e misurabile, proprio nei mesi in cui le uscite familiari tendono ad accumularsi.

 




Marianna Quatraro

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e Scienze dalla Comunicazione, giornalista pubblicista dal 2008, collaboratrice presso testate locali e nazionali, con ottime competenze linguistiche straniere, specializzata in campo letterario ed economico, collabora con la testata online Businessonline trattando in particolar modo il mondo delle pensioni, argomento di cui si occupa ormai da circa 20 an...