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Carta di identità elettronica necessaria per l'espatrio anche dopo il rinvio dell'obbligo del 3 Agosto: cosa succede ora

di Marcello Tansini pubblicato il

Dal 3 agosto, la proroga della carta d'identità cartacea solleva dubbi sull'espatrio, poiché la CIE rimane indispensabile per viaggiare all'estero.

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Appena lo scorso lunedì, il governo ha deciso di intervenire sulla scadenza delle carte d’identità cartacee, prorogandone la validità oltre la data inizialmente fissata per il definitivo passaggio al formato elettronico. Il provvedimento si inserisce in un contesto segnato da criticità operative presso gli uffici anagrafici, spesso sotto pressione per le numerose richieste di rilascio della nuova Carta d’Identità Elettronica (CIE). Con questa misura, si mira a evitare disagi per i cittadini che ancora dispongono del documento cartaceo, consentendo loro di utilizzarlo fino alla naturale scadenza riportata sul retro o sul fronte della carta stessa.

L’estensione, tuttavia, non riguarda tutte le possibili modalità di utilizzo. Da un lato, la carta cartacea continuerà a mantenere valore per l’identificazione in Italia e nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, dall’altro sorgono interrogativi e dubbi sull’uso della vecchia carta per spostarsi fuori dai confini nazionali dopo il termine stabilito dalle normative europee. Proprio questo punto – quello relativo all’espatrio – rappresenta ancora oggi un nodo irrisolto, che ha acceso un acceso dibattito a livello politico e tra le diverse istituzioni, chiamate a chiarire gli ambiti di applicazione della proroga.

L’adeguamento alle direttive comunitarie resta centrale, accanto all’impegno delle autorità italiane nell’assicurare un percorso di transizione ordinato e gestibile verso l’integrazione della CIE come documento principale per l’identificazione personale e per la fruizione dei servizi digitali e pubblici sul territorio nazionale.

La proroga governativa: perché la carta d’identità cartacea resta valida oltre il 3 agosto 2026

La decisione di estendere la validità delle carte d’identità tradizionali risponde a una necessità concreta: alleggerire il carico su Comuni e uffici anagrafe, spesso incapaci di soddisfare tempestivamente tutte le richieste di conversione verso il documento elettronico. In molte realtà territoriali, soprattutto a ridosso delle vacanze estive, le file agli sportelli e i tempi prolungati per l’emissione della CIE hanno spinto le istituzioni a prevedere una transizione più graduale.

Con la proroga, tutti i possessori di una carta ancora valida possono continuare a utilizzarla, senza dover necessariamente presentare domanda per la sostituzione immediata. Fa fede, in tal senso, la data di scadenza riportata sulla carta. La misura è stata varata nel corso dell’ultimo Consiglio dei Ministri per garantire la continuità nei rapporti tra cittadini e Pubblica Amministrazione e per evitare improvvise interruzioni nell’erogazione dei servizi che richiedono un documento di identità valido.

L’impatto amministrativo è tangibile: meno pressione sugli operatori comunali e meno lungaggini per chi, soprattutto in periodi di maggiore affluenza, avrebbe dovuto attendere settimane per ottenere un appuntamento. La proroga è quindi una risposta pragmatica a una situazione di disagio diffusa, pur senza fermare la progressiva diffusione del formato elettronico su tutto il territorio nazionale.

Limitazioni d’uso: utilizzi nazionali e obbligo della CIE per l’espatrio

È necessario sottolineare le differenze sostanziali che la proroga comporta in termini di utilizzo del documento. Da un lato, la vecchia carta consente ancora l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione, l’identificazione personale nelle diverse sedi istituzionali e negli enti che erogano servizi pubblici. Dall’altro, per tutto ciò che riguarda lo spostamento all’estero, le regole cambiano radicalmente.

Dopo la data fissata dal Regolamento europeo (3 agosto 2026), la carta cartacea non rappresenta più un valido documento di viaggio. Le nuove disposizioni impongono dunque che, per varcare i confini dell’Unione Europea – o dei Paesi con cui sono in vigore specifici accordi – sia necessario esibire il documento elettronico oppure il passaporto. Simone Billi, presidente del Comitato per gli Italiani nel Mondo, lo ha ribadito più volte: la proroga stabilita dalle autorità italiane ha valore esclusivamente sul territorio nazionale e nei rapporti con amministrazioni pubbliche italiane.

L’adozione di questa impostazione si riflette anche sulla necessità, per chi risiede all’estero o viaggia frequentemente, di verificare con tempestività la validità dei propri documenti e calendarizzare per tempo il passaggio alla versione elettronica, onde evitare il rischio di ritardi e impedimenti al viaggio.

Normativa europea: il Regolamento UE 2019/1157 e l’impatto sugli italiani all’estero

Il quadro normativo di riferimento è rappresentato dal Regolamento UE 2019/1157, che prevede l’introduzione di standard più stringenti per la sicurezza e la riconoscibilità dei documenti d’identità dei cittadini europei. Come chiarito da fonti ufficiali e dalle stesse istituzioni comunitarie, “non è prevista alcuna proroga” alla scadenza fissata per l’utilizzo delle carte cartacee come documento di viaggio.

Il mancato adeguamento alla normativa comporta, dal 3 agosto 2026, l’impossibilità per le vecchie carte di essere utilizzate per l’espatrio, anche qualora non ancora scadute. Questa posizione è stata ribadita sia dal commissario UE alla Giustizia sia dagli esponenti del Parlamento italiano: la proroga nazionale non modifica le regole di validità oltreconfine. Per i cittadini iscritti all’AIRE o residenti temporaneamente all’estero, è quindi consigliabile agire con anticipo nel pianificare la sostituzione dei documenti di riconoscimento.

La ratio della normativa europea mira a rafforzare la sicurezza dei documenti, ridurre il rischio di frodi e garantire maggiore coerenza e interoperabilità tra i Paesi membri. Il percorso di transizione verso la CIE si innesta proprio nel più ampio processo di digitalizzazione delle identità, per favorire una circolazione sicura e certificata all’interno e all’esterno dell’Unione.

Documenti temporanei: soluzioni per le urgenze e casi in cui non sia disponibile la CIE

In presenza di esigenze improrogabili – come la necessità di partire all’estero mentre si è in attesa della nuova Carta di Identità Elettronica – i Comuni possono rilasciare un documento sostitutivo temporaneo, valido esclusivamente per il periodo di emergenza e per specifiche finalità. Questa soluzione, già prevista dalla normativa nazionale, serve ad assicurare la documentazione d’urgenza a chi si trova, ad esempio, con la carta cartacea scaduta e impossibilità di ricevere la nuova tessera in tempi utili.

La durata e le modalità di rilascio del documento variano in base al caso e alla disponibilità degli uffici, ma restano comunque legate alle regole definite dalle autorità e non abilitano automaticamente l’espatrio nei Paesi UE qualora non siano compatibili con le normative comunitarie.

Le soluzioni allo studio per la gestione delle criticità

Pur avendo garantito una proroga della validità delle carte cartacee, il percorso verso l’adozione sistematica della versione elettronica resta centrale nelle strategie istituzionali. Le autorità si stanno impegnando nell’individuare soluzioni capaci di gestire in modo efficace le criticità riscontrate sia a livello amministrativo sia in relazione agli obblighi normativi europei per l’espatrio.

Saranno necessari ulteriori chiarimenti normativi e soluzioni organizzative volte a garantire a tutti i cittadini un passaggio ordinato e senza disagi, mantenendo come priorità la sicurezza, la trasparenza e la protezione dell’identità personale. Il futuro dell’identificazione passa dalla progressiva digitalizzazione dei servizi e dalla capacità delle istituzioni di accompagnare la società verso una piena integrazione degli strumenti moderni, senza lasciare indietro nessuno.




Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...