Poltronesofà è una realtà italiana nota per la produzione di divani, con sedi e negozi diffusi anche in Europa. La storia, produzione, numeri, strategie, qualità dei prodotti e criticità aziendali.
Da oltre trent’anni, l’azienda con sede in Emilia-Romagna rappresenta un punto di riferimento nel panorama dell’arredamento imbottito in Italia. Fondata all’inizio degli anni Novanta, si è distinta per una specializzazione esclusiva in divani e poltrone, elementi che ne hanno definito la filosofia produttiva. Nel corso della sua evoluzione, ha scelto di puntare sull’accoglienza nei punti vendita, valorizzando la consulenza personalizzata, e sull’affermazione di una mission fondata su confort e stile accessibile. Questo posizionamento, sottolineato dal claim “gli Specialisti dei divani”, è stato sostenuto da strategie di marketing mirate e da una forte riconoscibilità del marchio sia sul territorio nazionale che all’estero.
Il quartier generale di Poltronesofà si trova a Forlì, in Emilia-Romagna, regione storicamente legata al settore manifatturiero. Dal cuore dell’azienda si dirama una rete commerciale che supera i 300 punti vendita diffusi capillarmente su tutto il territorio italiano. La vicinanza al cliente è stata sin da subito una delle priorità strategiche, attraverso una presenza costante nelle principali città e nei centri commerciali di medie e grandi dimensioni.
La distribuzione si è rapidamente affermata anche oltre i confini nazionali, specialmente in Francia e nel Regno Unito, grazie all’acquisizione di operatori locali come ScS, consolidando così la propria posizione tra i principali retailer europei del comfort domestico. In particolare, l’azienda controlla ormai una fetta significativa del mercato italiano dei divani, stimata in circa il 30%, e continua a rafforzare la sua impronta europea.
La presenza fisica dei negozi è affiancata da un’attività online dinamica, che consente di offrire consulenze, servizi e promozioni personalizzate anche ai clienti più digitalizzati.
L’immagine di aziende italiane legate alla manifattura artigianale rimane centrale nella comunicazione di Poltronesofà, che si definisce “artigiana della qualità”. Tuttavia, la realtà produttiva appare complessa e articolata. Una parte importante della produzione è affidata a una rete di subappaltatori, con piccoli laboratori localizzati nell’area di Forlì e in altri distretti. Spesso, questi laboratori sono gestiti da imprenditori italiani, ma non mancano realtà guidate da stranieri, in particolare cinesi, riconducendo così una parte della filiera a modelli produttivi misti.
Secondo dichiarazioni riportate sia dalla stessa azienda che da sindacati di categoria, circa il 67% delle lavorazioni avviene in Italia, il che consente di avvalersi legalmente del marchio Made in Italy su buona parte delle collezioni. Tuttavia, alcune fasi, come la cucitura dei rivestimenti, sarebbero affidate a fornitori esteri, in particolare in Romania, permettendo di ottimizzare i costi. Questo duplice approccio, tra produzione interna e subappaltata, riflette le dinamiche del settore, ma solleva anche interrogativi su trasparenza e controllo delle condizioni di lavoro nei subappalti.
Le recenti inchieste giornalistiche e le ispezioni delle autorità hanno infatti evidenziato criticità legate ai ritmi di produzione e alla regolarità delle assunzioni nei laboratori collegati. In risposta, la società ha sottolineato che tutti i contratti con i fornitori richiedono il rispetto delle normative di legge e che vengono svolte ispezioni periodiche, soprattutto sulla qualità dei prodotti finiti.
A livello di struttura occupazionale diretta, i numeri ufficiali parlano di circa 600 dipendenti, una percentuale contenuta rispetto all’ampiezza della rete commerciale e produttiva. Questo deriva anche dall’ampio ricorso a subappalti e collaborazioni con partner esterni, soprattutto per alcune fasi delle lavorazioni. All’interno dei punti vendita, spicca la figura dell’arredatore, il cui ruolo va ben oltre quello della semplice vendita: si tratta di professionisti destinatari di percorsi di formazione e aggiornamento continuo.
La presenza di opportunità lavorative per giovani e neolaureati è testimoniata dalle campagne di recruiting e dal coinvolgimento nei job meeting e nelle iniziative di employer branding. Tuttavia, alcune controversie sindacali hanno portato alla luce questioni sulla tipologia dei contratti in alcuni punti vendita, tematica che ha interessato anche la magistratura del lavoro negli ultimi anni.
La strategia pubblicitaria di Poltronesofà è una delle più riconoscibili del panorama italiano: investimenti consistenti in campagne televisive, testimonial famosi e una presenza martellante su più media. Volti noti come Sabrina Ferilli, Amadeus, Mara Maionchi, Gerry Scotti e numerosi altri hanno contribuito a consolidare l’immagine popolare del marchio. Caratteristica di queste campagne è l’enfasi sulle promozioni e sugli “sconti” a tempo, spesso accompagnati dallo slogan “termina domenica”, sfruttato in modo continuativo.
Questa scelta di comunicazione, però, è finita sotto la lente dell’Antitrust. Sono emerse infatti accuse di pratica commerciale scorretta, per via della pubblicità di sconti calcolati su prezzi di listino che, nella sostanza, sarebbero stati raramente applicati. Secondo le indagini dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la reiterazione di offerte a termine avrebbe spinto i consumatori a prendere decisioni d’acquisto indotte dalla percezione di un’urgenza “artificiale”.
In passato, l’azienda ha già ricevuto sanzioni amministrative per queste modalità promozionali, inclusa una multa di un milione di euro nel 2021. Nonostante le polemiche, gli investimenti pubblicitari rimangono sostanziosi, con una spesa annua che, solo per la televisione, sarebbe prossima ai 50 milioni di euro. La reputazione del brand, da questo punto di vista, resta ambivalente: fortemente radicata nella memoria collettiva, ma anche oggetto di monitoraggio da parte delle autorità di tutela dei consumatori.
L’innovazione rappresenta un altro dei cardini comunicati dall’azienda: ogni anno vengono presentati nuovi prodotti, frutto dell’analisi del mercato e delle preferenze dei clienti, sia in termini di design che di tecnologia applicata ai rivestimenti e alle strutture degli imbottiti. Oltre al comfort, le recensioni degli utenti evidenziano spesso la vasta scelta di personalizzazioni e di opzioni su misura offerte nei vari modelli.
Una recente sentenza del Tribunale di Torino ha evidenziato irregolarità nell’interpretazione di rapporti di lavoro presso alcuni punti vendita: lavoratrici licenziate per non aver accettato la conversione del contratto in una forma “autonoma” sono state reintegrate, poiché il giudice ha riconosciuto l’imposizione di orari e obblighi assimilabili al rapporto subordinato. Questo episodio ha riacceso il dibattito sull’applicazione delle normative introdotte dalla legge Fornero e sulla tutela dei diritti dei dipendenti nel settore del retail.
In parallelo, controlli delle autorità hanno portato alla luce sanzioni per violazioni su sicurezza e regolarità delle assunzioni presso laboratori collegati alla filiera produttiva, con particolare riferimento a turni di lavoro impegnativi e compensi inferiori agli standard del settore. L’azienda, da parte sua, sostiene di monitorare il rispetto delle normative attraverso controlli e accordi contrattuali, pur senza entrare pubblicamente nei dettagli sulle condizioni di lavoro praticate dai subappaltatori.