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Chi riceverà le 2mila lettera inviate ad utenti che hanno usato pezzotto da Lega Serie A, cosa fare se arriva e non pagare multa

di Chiara Compagnucci pubblicato il
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La Lega Serie A ha inviato 2mila lettere a chi ha utilizzato il pezzotto, affrontando la pirateria IPTV. L'articolo approfondisce criteri, rischi legali e suggerimenti per chi riceve queste comunicazioni.

Negli ultimi anni, il fenomeno del pezzotto – termine con cui si indicano i dispositivi e le applicazioni che permettono di accedere illegalmente a programmi televisivi a pagamento, fra cui partite di Serie A – è diventato oggetto di una lotta serrata da parte delle autorità e dei principali broadcaster. L’inasprimento delle misure antipirateria, rafforzato dall’applicazione del cosiddetto "Piracy Shield" e dalla collaborazione con la Guardia di Finanza e le Procure, ha reso possibile l’identificazione di migliaia di utenti trasgressori. Recentemente, piattaforme come DAZN e la stessa Lega Serie A hanno dichiarato guerra agli spettatori pirata, avviando l’invio di lettere formali con richieste di indennizzo economico e impegni scritti alla cessazione delle condotte illecite. 

Chi riceverà le lettere della Lega Serie A e DAZN: criteri di selezione degli utenti coinvolti

L’identificazione dei destinatari delle comunicazioni avviene grazie all’attività investigativa svolta dalla Guardia di Finanza, spesso in stretta collaborazione con varie procure, come quella di Lecce, e con il supporto di nuove tecnologie di tracciamento digitale. Gli utenti individuati appartengono a un gruppo ristretto: parliamo di circa 2.000 persone che già hanno subito una sanzione amministrativa per violazione del diritto d’autore, distinti per avere utilizzato abbonamenti IPTV non regolari, comunemente noti come pezzotto.

  • La selezione si basa sulla combinazione di dati bancari, anagrafici e geografici raccolti durante operazioni coordinate contro la pirateria digitale.
  • Le autorità hanno trasmesso ai broadcaster i nominativi solo dopo il nulla osta giudiziario, a tutela dei dati sensibili e nel rispetto della normativa privacy.
I destinatari delle raccomandate sono persone per cui esiste già un accertamento formale della violazione, dunque non si tratta di iniziative indiscriminate, ma di azioni puntuali mirate ai soggetti effettivamente coinvolti. Inoltre, la platea potrebbe ampliarsi, dato che altre migliaia di utenti sono in fase di identificazione su tutto il territorio nazionale.

Si tratta quindi di una misura indirizzata direttamente a coloro che hanno utilizzato sistemi illeciti per consumare contenuti sportivi trasmessi dalle pay-tv senza regolare abbonamento, con una particolare attenzione agli utilizzatori finali, non solo a chi gestisce o distribuisce il pezzotto.

Contenuto e significato della lettera: richieste di indennizzo e impegni richiesti

Le lettere inviate da DAZN e, a breve, dalla Lega Serie A, contengono strutture simili sia nei toni che nei contenuti. La richiesta principale è il pagamento di un indennizzo forfettario, generalmente di 500 euro, concepito per chiudere la vicenda in via amichevole senza ricorrere in giudizio.

  • Il termine per il pagamento dell’indennizzo è solitamente fissato in sette giorni dalla ricezione della comunicazione.
  • Viene inoltre richiesto al destinatario un impegno formale e scritto a non reiterare in futuro alcuna condotta illecita relativa alla pirateria digitale.
Il testo evidenzia che la somma richiesta rappresenta una composizione formale del danno subito, evitando così ulteriori azioni legali che potrebbero comportare richieste risarcitorie ben più onerose, talvolta pari a diversi anni di abbonamento regolare.

La lettera funge da tentativo di conciliazione, prefigurando la possibilità di iniziative giudiziarie in caso di mancato pagamento. Si precisa che tale richiesta è stata inoltrata in quanto i soggetti sono già stati individuati e sanzionati dalle autorità competenti nell’ambito di operazioni specifiche di contrasto alla pirateria.

Il contenuto, tuttavia, non si limita all’aspetto economico: viene richiesto anche un impegno morale oltre che giuridico a non utilizzare più sistemi simili (IPTV, decoder modificati o software equivalenti) in futuro, sottolineando così la volontà di intraprendere una battaglia culturale oltre che legale contro la diffusione della pirateria digitale.

Conseguenze per chi non paga: rischi legali e procedure civili

Chi decide di non aderire alla proposta di indennizzo contenuta nella lettera si espone a una serie di rischi concreti e rilevanti sul piano giudiziario. I principali broadcaster hanno già annunciato che la mancata risposta entro il termine indicato attiverà il percorso per il risarcimento in sede civile.

  • Il destinatario potrebbe quindi trovarsi coinvolto in un’azione legale, con relativa richiesta danni che spesso supera l’importo inizialmente richiesto nella fase di conciliazione.
  • Le cause civili possono comportare costi aggiuntivi in termini di spese legali, oneri processuali e risarcimenti che in alcuni casi sono stati quantificati come l’equivalente di diverse annualità di abbonamento regolare alle pay-tv coinvolte.
  • Il rischio di ricevere un decreto ingiuntivo o una condanna in sede civile aumenta se la controparte, in questo caso DAZN o la Lega Serie A, riesce a dimostrare l’effettivo utilizzo di servizi illeciti per un periodo prolungato.
Non rispondere alla raccomandata o ignorare le richieste può inoltre avere conseguenze sul piano reputazionale e, in casi gravi, portare all’iscrizione di ipoteche o pignoramenti in caso di condanna esecutiva non onorata.

Va ricordato che queste iniziative seguono una specifica normativa, in particolare il Decreto Legge contro la pirateria digitale e le recenti indicazioni AGCOM, che rafforzano il potere di intervento dei titolari dei diritti, ampliando gli strumenti di tutela anche in sede civile.

Valore e legittimità della richiesta di risarcimento: sanzioni, indennizzo e aspetti giuridici

La richiesta di indennizzo avanzata dai broadcaster dopo la multa già comminata dalle autorità amministrative solleva complessi dubbi giuridici e valutativi. Secondo gli esperti, la pretesa di ulteriori somme a titolo di risarcimento è ritenuta teoricamente legittima, in quanto il danno subito dal titolare dei diritti si distingue dalla sanzione amministrativa inflitta dalla Guardia di Finanza.

  • La sanzione amministrativa mira a punire la condotta illecita, mentre il risarcimento richiesto da realtà come DAZN o Lega Serie A tende a compensare economicamente il danno patrimoniale subito dai titolari dei diritti.
  • Vi sono tuttavia zone d’ombra in merito ai criteri di calcolo del danno, poiché spesso viene proposta una cifra identica per tutti i destinatari della lettera – normalmente 500 euro – senza una personalizzazione basata sul reale utilizzo del servizio pirata.
  • Basterà che il broadcaster fornisca prova effettiva e specifica della visione illecita dei propri contenuti affinché il giudice civile accolga l’eventuale richiesta? Su questo punto, alcuni giuristi sottolineano che la quantificazione del danno è oggetto di valutazione caso per caso.
Sotto il profilo della privacy, l’ottenimento e l’uso dei dati giudiziari da parte dei soggetti privati sono stati autorizzati dalle procure nell’ambito di azioni legali effettivamente avviabili; tuttavia, restano aperti dubbi sulla legittimità di campagne massive che si pongano unicamente come deterrente o pressione morale.

Le azioni di DAZN e Lega Serie A si inquadrano all’interno di progetti più ampi contro la pirateria, sostenuti da normative nazionali come il Piracy Shield e da raccomandazioni AGCOM, che prevedono espressamente la possibilità di tutelare i diritti anche attraverso azioni civili risarcitorie autonome rispetto alle sanzioni amministrative già inflitte all’utente.

Cosa fare se si riceve la lettera: indicazioni legali e suggerimenti pratici

Ricevere una raccomandata con richiesta di indennizzo per uso di sistemi IPTV illegali impone una valutazione attenta del proprio caso, possibilmente con il supporto di un professionista esperto in diritto dell’informazione e della privacy. Ecco alcune azioni suggerite da avvocati specializzati:

  • Verificare che la contestazione sia corretta e fondata sui fatti; controllare la presenza di precedenti sanzioni amministrative e la documentazione allegata.
  • Valutare se la somma richiesta e l’impegno a non reiterare l’illecito siano coerenti con l’effettiva durata e la modalità di utilizzo del servizio.
  • Considerare la possibilità di non rispondere immediatamente: alcuni esperti suggeriscono di attendere un eventuale avvio concreto di azione civile, dal momento che molte lettere sembrano configurarsi come atti di dissuasione e non come citazioni vere e proprie.
  • Non firmare dichiarazioni di ammissione né impegni morali senza un attento esame delle conseguenze giuridiche.
  • In caso di dubbi, rivolgersi a un avvocato per analizzare rischi e opportunità, soprattutto in relazione agli sviluppi del quadro normativo e giurisprudenziale più recente.
Essere consapevoli delle tutele in materia di privacy è altrettanto rilevante: ogni trasmissione di dati sensibili a soggetti privati deve avvenire solo nell’ambito di procedimenti effettivamente fondati e secondo le regole previste dal Regolamento europeo (GDPR) e dalla normativa nazionale sulle informazioni giudiziarie.