Chi sono i più grandi collezionisti di monete in Italia e che cosa hanno raccolto? Dalle loro storie un metodo per riconoscere in casa e nei mercatini le monete che valgono davvero. Scopri come si fa.
Tra i più grandi collezionisti di monete della storia italiana c’è un re: Vittorio Emanuele III, che ha raccolto oltre 110.000 monete italiane del Medioevo e dell’età moderna, oggi patrimonio dello Stato. Accanto a lui ci sono collezionisti come Nicola Bottacin, con più di 100.000 pezzi, il conte Nicolò Papadopoli Aldobrandini, Carlo Piancastelli e Alessandro Magnaguti, fino a Francesco Petrarca, considerato il primo grande collezionista italiano. Le loro raccolte raccontano un metodo che vale anche per chi ha in casa una scatola di vecchie lire: guardare, confrontare e conservare. Ecco chi sono, dove sono finite le loro collezioni e come riconoscere nei cassetti e nei mercatini le monete che valgono davvero.
La raccolta più grande è quella di Vittorio Emanuele III, nato nel 1869 e morto nel 1947. La collezione supera le 110.000 monete coniate in Italia nel Medioevo e in età moderna, e comprende anche pesi monetali, prove di conio e scarti di zecca. Il 9 maggio 1946, alla vigilia dell’esilio, il re scrisse al presidente del Consiglio Alcide De Gasperi per esprimere il desiderio di lasciarla al popolo italiano. È stata custodita al Quirinale e all’Istituto italiano di numismatica prima di essere trasferita al Museo Nazionale Romano con decreto legge del 5 novembre 1968, ed è entrata nel Medagliere nel luglio 1971. Oggi è esposta a Palazzo Massimo.
Sullo stesso piano, per dimensioni, c’è Nicola Bottacin, che iniziò a collezionare nel 1857 e arrivò a oltre 100.000 monete antiche e moderne. La sua raccolta è il nucleo del Museo Bottacin di Padova, nato nel 1865. Il conte Nicolò Papadopoli Aldobrandini, nato a Venezia nel 1841 e morto a Roma nel 1922, si concentrò sulle monete italiane medievali e moderne, con una predilezione per le zecche minori e per i pezzi piccoli e di poco valore, e donò la raccolta al Museo Correr di Venezia. Presiedette per venticinque anni la Società Numismatica Italiana e firmò l’opera «Le monete di Venezia», uscita in tre parti tra il 1893 e il 1919.
Altri nomi pesano nella storia del collezionismo. Carlo Piancastelli (1867-1938) lasciò le sue raccolte alla città di Forlì, Alessandro Magnaguti (1887-1966) è considerato tra i grandi raccoglitori del Novecento e Stefano Borgia (1731-1804) è tra i collezionisti profilati negli studi dei numismatici professionisti. Il precursore è Francesco Petrarca (1304-1374), indicato come il primo e il più famoso collezionista italiano: apprezzava le monete antiche perché mostravano i volti degli imperatori. La storia del collezionismo italiano conta, secondo gli studi dei numismatici professionisti, almeno diciotto profili di primo piano, quasi tutti dell’Ottocento e del Novecento.
C’è un tratto che accomuna questi collezionisti, ed è utile a chi parte da zero. Quasi nessuno ha cercato solo il pezzo costoso. Papadopoli puntava sulle zecche minori e sui pezzi piccoli e di poco valore. Vittorio Emanuele III raccolse monete italiane medievali e moderne, comprese prove di conio, pesi monetali e scarti di zecca. Bottacin cominciò nel 1857 e arrivò a oltre 100.000 pezzi. È la regola di ogni collezione di valore: un filo conduttore, pazienza e studio.
La seconda lezione è la destinazione. Le grandi raccolte non sono state vendute pezzo per pezzo, ma donate o lasciate a musei e città: il Museo Nazionale Romano, il Museo Bottacin, il Museo Correr, la città di Forlì. Per questo il valore storico di una collezione dipende dalla sua integrità e dalla documentazione. Una scheda con provenienza, data di acquisto e descrizione di ogni pezzo è decisiva, perché permette di ricostruire la storia dell’esemplare.
Il primo luogo in cui cercare è la casa. Nei cassetti, nelle scatole di latta, nei barattoli, nei portamonete dei nonni e tra le carte di un’eredità si trovano lire, monete del Regno d’Italia e pezzi della Repubblica. La regola è una sola: non pulire e non buttare nulla prima di aver capito che cosa si ha in mano. La pulizia con acidi, spazzole o prodotti abrasivi cancella la patina e abbassa il valore. Si guarda la data, si controlla il taglio, si osserva lo stato di conservazione e si fotografa ogni moneta con luce naturale.
Il valore dipende da tre fattori: la rarità, la tiratura, lo stato di conservazione. Più una moneta è vicina al fior di conio, cioè mai circolata, più vale, e le emissioni con tiratura bassa o con errori di conio sono le più cercate. Le monete in lire sono il campo in cui oggi si trovano più sorprese, perché si parte da pezzi comuni e si arriva a pezzi che superano le migliaia di euro.
Queste sono le cifre indicative di alcune monete della Repubblica e del Regno d’Italia:
Nei mercatini, nei lotti sfusi e alle fiere di numismatica si trovano monete a pochi euro, ma serve metodo. Si portano una lente, un catalogo aggiornato o il telefono con la fotocamera in modalità macro, si controllano data e stato di conservazione e si diffida delle valutazioni immediate. Chi offre molto più o molto meno del valore, senza guardare con attenzione la moneta, o chi propone pagamenti rapidi in contanti senza tracciabilità, mette in guardia contro le truffe.
Per sapere quanto vale un pezzo che «suona diverso» ci si rivolge a un numismatico professionista, per esempio tra gli iscritti alle associazioni di settore come i Numismatici Italiani Professionisti o la Società Numismatica Italiana, a una casa d’asta specializzata oppure a un negozio di numismatica. Conviene portare le monete non pulite, con tutte le informazioni su dove e quando sono state trovate, e farsi fare più di una valutazione prima di vendere.
La lezione dei grandi collezionisti è la stessa per tutti: una collezione di valore non nasce da un colpo di fortuna, ma da anni di sguardo, ordine e curiosità, con un filo conduttore e una documentazione che resta. Chi parte dai cassetti di casa e dai mercatini ha già in mano il primo passo.
Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...