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Come affrontare una rotatoria con il nuovo Codice: precedenza, corsia giusta e uscita senza rischi sanzioni

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di Alberto Pelletti pubblicato il
Precedenza, corsia giusta

Precedenza, corsia e frecce: affrontare una rotatoria senza esitazioni richiede di conoscere le regole del Codice e leggere i segnali. Ecco come scegliere il percorso, segnalare le manovre e uscire in sicurezza.

Il Codice della strada assegna la precedenza in base ai segnali presenti; quando mancano, si applica la regola generale dell’articolo 145, che impone di dare strada a chi arriva da destra. Nelle rotatorie, quindi, la priorità dipende dalla segnaletica che regola l’intersezione. Adesso è stata elaborata la proposta di riforma del nuovo Codice in attesa di diventare una norma operativa.

Per affrontare una rotonda con sicurezza conviene tenere distinti tre elementi: i segnali verticali, le frecce dipinte sulle corsie e gli indicatori di direzione del veicolo. I segnali verticali stabiliscono le precedenze; la segnaletica orizzontale organizza i percorsi, mentre le frecce del veicolo comunicano agli altri conducenti le manovre che si stanno per compiere. Scambiarne la funzione è all’origine di molti errori, soprattutto nei cambi di corsia e in uscita.

Il nuovo Codice e la precedenza nelle rotonde

La proposta di modifica attribuisce in modo esplicito la precedenza ai veicoli già presenti nelle rotatorie. La previsione compare in uno schema di decreto. Per diventare una regola effettiva, la modifica deve completare l’iter normativo ed entrare in vigore: fino a quel momento, conducenti e candidati all’esame devono attenersi al testo vigente e ai segnali presenti.

Oggi, dunque, la proposta non modifica la precedenza nelle rotatorie. Si applicano l’articolo 145 e le prescrizioni della segnaletica: con il dare precedenza o lo stop all’ingresso, si lascia passare chi circola nell’anello; se manca una regolazione specifica, si dà precedenza a destra. Conta la situazione concreta, non la definizione di “nuovo Codice” associata a una misura ancora prospettata.

È diffusa l’idea che chi circola già nell’anello passi prima di chi sta entrando. Vale quando l’accesso è regolato dal segnale di dare precedenza o dallo stop: chi arriva deve lasciare passare i veicoli che percorrono la carreggiata circolare, provenienti da sinistra. La precedenza, però, si determina leggendo i segnali collocati sul posto e non dalla sola forma della rotatoria.

All’ingresso, il triangolo rovesciato chiede di rallentare e di cedere il passo ai veicoli che hanno la precedenza. Se la strada è libera e si può entrare senza intralciare, non è necessario fermarsi. Lo stop comporta invece l’arresto completo in corrispondenza della linea di arresto, quando presente, e poi la cessione del passo. Anche dopo essersi fermati occorre controllare il traffico prima di ripartire: l’obbligo di prudenza resta.

Le frecce disposte ad anello sul segnale di rotatoria indicano il senso di circolazione attorno all’isola centrale. La precedenza si stabilisce attraverso gli altri segnali, in particolare quelli collocati agli accessi. Se sono presenti semafori o indicazioni specifiche, si seguono le prescrizioni valide in quel punto, senza affidarsi alle abitudini osservate in altre rotatorie.

Se mancano i segnali decide l’articolo 145

Quando all’intersezione non ci sono segnali che regolano la precedenza, si applica la norma generale dell’articolo 145 del Codice della strada: il conducente deve dare la precedenza a chi proviene da destra. Avvicinandosi a un incrocio, deve inoltre procedere con la massima prudenza e moderare la velocità, così da poter valutare la situazione e fermarsi se occorre.

Lo stesso criterio vale in una rotatoria priva di segnaletica che assegni la precedenza. In quel caso si considera la direzione da cui arriva l’altro veicolo rispetto al proprio mezzo. Se proviene da destra, gli si lascia passare. La posizione del veicolo, dentro o fuori dall’anello, non cambia il criterio stabilito dal Codice.

Le indicazioni verticali possono essere integrate da una linea di arresto, da un triangolo dipinto sulla carreggiata o da altri segnali. La lettura va fatta prima di impegnare l’accesso, tenendo conto anche della segnaletica orizzontale e dei semafori. Prima si seguono i segnali; quando manca una regolazione specifica, si applica la precedenza a destra.

Le frecce dipinte sulla carreggiata e i cartelli che indicano le direzioni consentite guidano la scelta della corsia. Con una sola corsia, il percorso è lineare: si segue l’anello e ci si prepara all’uscita senza interferire con la traiettoria degli altri. Se le corsie sono più d’una, occorre individuare in anticipo quella compatibile con la direzione desiderata e rispettare le indicazioni previste per quella specifica rotatoria.

La corsia da usare non è identica in tutte le rotatorie e per ogni uscita. In molti impianti si usa quella esterna per la prima uscita o per proseguire diritto, mentre quella interna serve per raggiungere uscite più lontane. Le frecce a terra e i pannelli possono però disporre percorsi differenti. Si seguono le indicazioni dipinte, anche quando una rotonda simile, in un altro luogo, è organizzata diversamente.

La scelta si fa prima di entrare, non all’ultimo momento mentre si percorre l’anello. Con traffico intenso, oppure se non è possibile raggiungere in sicurezza la corsia desiderata, si segue il percorso consentito dalla corsia occupata e si cambia direzione più avanti, quando le condizioni lo permettono. Un attraversamento brusco o il taglio della strada a un veicolo già in corsia possono creare pericolo. L’articolo 143 richiede di mantenere una posizione corretta sulla carreggiata; l’articolo 154 impone di verificare che ogni spostamento avvenga senza pericolo o intralcio.

Frecce: ingresso, cambio corsia e uscita

Gli indicatori di direzione rendono leggibili gli spostamenti agli altri conducenti. Non attribuiscono la precedenza. Prima di cambiare corsia si controllano gli specchi e l’angolo cieco, si segnala per tempo e ci si sposta soltanto quando c’è spazio. La freccia non autorizza a inserirsi davanti a un altro veicolo e non impone a chi segue di cedere il passo.

All’ingresso, l’indicatore si usa quando si sta per compiere una svolta o uno spostamento da comunicare agli altri. Nelle rotatorie, le indicazioni pratiche più diffuse associano la freccia destra alla prima uscita e quella sinistra alla permanenza nell’anello o al passaggio verso una corsia interna, se comporta un cambio di corsia. La regola è segnalare con sufficiente anticipo le manovre che si stanno effettivamente compiendo. Una freccia lasciata inserita può trarre in inganno.

Per uscire si segnala a destra prima di raggiungere l’uscita prescelta. Prima, però, si verifica che il passaggio verso la corsia esterna sia sicuro e consentito. L’indicatore resta acceso durante la manovra e si disattiva una volta completata. Se per raggiungere l’uscita occorre attraversare una corsia occupata, si prosegue nell’anello seguendo la segnaletica e si esce quando la traiettoria è libera.

Tre esempi: prima uscita, diritto e sinistra

Gli esempi mostrano come tradurre segnali e indicazioni in una sequenza di guida. In ogni caso fanno testo le frecce dipinte, i cartelli e la configurazione della rotatoria: quando indicano un percorso diverso, si segue quello previsto sul posto.

  • Prima uscita: ci si avvicina nella corsia indicata per l’uscita immediata, spesso quella esterna, e si attiva per tempo l’indicatore destro. Dopo aver ceduto la precedenza secondo i segnali e controllato che la traiettoria sia libera, si entra a velocità adeguata e si imbocca la prima uscita, senza stringere il percorso degli altri veicoli.
  • Proseguimento diritto: si sceglie la corsia che la segnaletica associa alla direzione frontale. Se la rotatoria ha una sola corsia, si percorre l’anello fino all’uscita. Con più corsie, si resta in quella assegnata, si controlla il traffico e si accende la freccia destra prima di uscire, evitando spostamenti all’ultimo istante.
  • Svolta a sinistra o inversione: si entra nella corsia interna quando cartelli e frecce lo consentono. Si percorre l’anello senza ostacolare i veicoli nelle corsie adiacenti; avvicinandosi all’uscita, si segnala a destra e si passa verso l’esterno dopo aver verificato che il cambio sia sicuro. Se non ci si può spostare, si continua il giro invece di tagliare la corsia.
La disposizione varia da un impianto all’altro: alcune rotatorie assegnano più direzioni alla stessa corsia, altre prevedono cambi di corsia in punti precisi. Le frecce longitudinali, i cartelli di preselezione e le linee continue o discontinue indicano dove le manovre sono ammesse. Dall’ingresso all’uscita, il percorso deve restare comprensibile agli altri conducenti.

La sequenza di controllo per guidare sicuri

In avvicinamento si riduce la velocità e si controllano cartelli, segnaletica orizzontale e traffico. Per stabilire la precedenza si rispettano stop, dare precedenza, semafori e altre prescrizioni. Quando manca una regolazione, si applica l’articolo 145 e si lascia passare chi arriva da destra. A quel punto, individuato un accesso sicuro, si entra senza fare affidamento sulle abitudini degli altri conducenti.

Nell’anello si mantiene la corsia assegnata e una distanza adeguata. Niente accelerazioni per guadagnare l’uscita. Prima di spostarsi si controllano gli specchi e l’angolo cieco; per uscire si accende l’indicatore destro con anticipo e si lascia passare chi ha diritto di proseguire nella corsia interessata. Attenzione anche a pedoni e ciclisti, soprattutto vicino agli attraversamenti in uscita: in quei punti serve una velocità moderata.

Per ricordare l’ordine delle operazioni si può usare questa sequenza: segnali, precedenza, corsia, controlli, freccia. Prima si leggono le indicazioni, poi si sceglie la corsia e si controlla che la manovra sia libera; infine si segnala l’uscita. Così si evita di attribuire una priorità automatica a chi è già nella rotatoria e si rende il proprio percorso prevedibile per gli altri.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...