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Come è andato l'incontro per il rinnovo del CCNL della Vigilanza Privata 2026: resoconto e prossimi appuntamenti

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il
Come andato incontro rinnovo CCNL Vigilanza Privata 2026

Si è tenuto ieri, lunedì 14 settembre 2026 il nuovo incontro in seduta plenaria per il rinnovo del CCNL della Vigilanza Privata e dei Servizi di Sicurezza: comìè andato, temi affrontati e prossimi appuntamenti.

Si è tenuto ieri, lunedì 14 settembre 2026, presso la sede di Confcooperative a Roma, il nuovo incontro in seduta plenaria per il rinnovo del CCNL della Vigilanza Privata e dei Servizi di Sicurezza. Al tavolo negoziale erano presenti, come nelle precedenti sessioni, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, insieme alle associazioni datoriali di settore Ani Sicurezza, Anivp, Assiv, Univ, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi e Agci.

L'appuntamento rappresenta una nuova tappa di un negoziato che dura ormai da diversi mesi e che coinvolge oltre 100mila lavoratrici e lavoratori del comparto della vigilanza privata, dei servizi fiduciari e della sicurezza sussidiaria. Il contratto, scaduto il 31 maggio 2026, è al centro di una trattativa complessa che tocca sia la parte economica sia quella normativa del rapporto di lavoro.

Il percorso di rinnovo era partito ufficialmente lo scorso 5 febbraio 2026, con la presentazione della piattaforma rivendicativa unitaria da parte dei sindacati. Da allora il tavolo si è riunito a più riprese, affrontando progressivamente i diversi capitoli del contratto: dalle relazioni sindacali alla formazione, dalla malattia e infortunio alla previdenza integrativa, fino alle politiche di pari opportunità. L'incontro di ieri si inserisce quindi in una sequenza di confronti che, dopo la pausa estiva, sono ripresi con l'obiettivo dichiarato di accelerare verso una soluzione condivisa.

Il settore, va ricordato, rappresenta un comparto economico strategico per il Paese, con un fatturato che ha superato i 4 miliardi di euro e oltre 100mila addetti impiegati in più di 1.500 imprese attive sul territorio nazionale. Proprio per questo le parti sociali insistono da mesi sulla necessità di arrivare a un accordo che aggiorni condizioni economiche e normative rimaste in molti casi invariate da tempo.

I temi affrontati nell'incontro del 14 settembre

Anche nella sessione di ieri il confronto si è concentrato sui tre grandi nodi che da mesi caratterizzano la trattativa: gli aumenti contrattuali, la parte normativa e i temi di formazione e classificazione professionale.

Aumenti contrattuali

Sul fronte economico, le organizzazioni sindacali continuano a chiedere un adeguamento salariale che tenga conto del lungo periodo di vacanza contrattuale e dell'aumento del costo della vita. La richiesta riguarda sia le guardie particolari giurate, per le quali si chiede anche una rivalutazione delle indennità giornaliere, sia il personale dei servizi fiduciari e di sicurezza, per cui i sindacati sollecitano un recupero più rapido di condizioni retributive sostenibili. Le associazioni datoriali, dal canto loro, hanno più volte ribadito la disponibilità a migliorare la proposta economica, pur segnalando la necessità di verifiche interne prima di formalizzare nuove cifre.

Parte normativa

Il secondo grande capitolo riguarda l'aggiornamento della parte normativa del contratto. Tra i temi discussi nel corso delle ultime sessioni, e ripresi anche ieri, figurano il rafforzamento del sistema di relazioni sindacali, con la previsione di momenti di confronto periodico a diversi livelli, le tutele in caso di malattia e infortunio, gli strumenti di previdenza e assistenza integrativa e l'introduzione di una politica strutturata di pari opportunità, che comprenda anche la figura di un garante per la parità di genere. Non manca, tra le richieste sindacali, l'attenzione al contrasto del dumping contrattuale e delle irregolarità che, secondo i sindacati, penalizzano le imprese corrette e i lavoratori del settore.

Formazione e classificazione professionale

Il terzo pilastro del confronto riguarda formazione e classificazione professionale, temi che i sindacati considerano centrali per il rilancio dell'intero comparto. Le organizzazioni sindacali chiedono da tempo che il contratto garantisca un vero e proprio diritto individuale alla formazione in orario di lavoro, ritenuto indispensabile per il recupero di professionalità e attrattività del settore. Parallelamente, resta aperto il tema di una nuova classificazione del personale, più coerente con le competenze, le mansioni e le responsabilità oggi richieste agli addetti, in un comparto che negli ultimi anni ha visto crescere sensibilmente la complessità operativa e l'ampliamento delle mansioni svolte.

Le posizioni delle parti

Come già avvenuto nei mesi scorsi, anche in questa fase della trattativa emergono distanze non trascurabili tra le richieste sindacali e le proposte delle associazioni datoriali. Le organizzazioni sindacali hanno rimarcato l'esigenza che l'aumento salariale complessivo, nel suo valore a regime, sia coerente con la lunga fase di vuoto contrattuale che il settore ha attraversato. Le associazioni datoriali, pur confermando la volontà di chiudere l'accordo in tempi ragionevoli, hanno segnalato la necessità di ulteriori approfondimenti su alcuni punti, in particolare quelli con maggiore impatto economico.

A pesare sul negoziato, secondo quanto emerso nelle sessioni più recenti, c'è anche un elemento di novità normativa: il riferimento alla Legge di Bilancio 2026, che prevede la possibilità di applicare un'imposta sostitutiva agevolata sugli aumenti contrattuali sottoscritti tra il 2024 e il 2026. Le parti datoriali hanno più volte segnalato incertezze interpretative su questo punto, tanto da ipotizzare un interpello congiunto all'Agenzia delle Entrate per chiarire le modalità di applicazione del beneficio a favore dei lavoratori.

Le trattative proseguono: cosa succede adesso

Al termine dell'incontro di ieri, come confermato dalle stesse organizzazioni sindacali, la trattativa non si è chiusa e il tavolo negoziale proseguirà nelle prossime settimane. Le parti hanno ribadito l'intenzione comune di lavorare per arrivare a una soluzione che possa migliorare concretamente le condizioni di lavoro degli oltre 100mila operatori della vigilanza privata in Italia, pur restando ancora distanti su alcuni punti qualificanti dell'accordo, in particolare quelli legati alla parte economica.

Al momento non è stata ancora comunicata in via ufficiale la data del prossimo incontro plenario, che verrà definita e resa nota dalle segreterie nazionali nelle prossime settimane, secondo la prassi seguita finora per questo negoziato. Considerando il calendario fitto di appuntamenti che caratterizza il mese di settembre 2026 per la contrattazione collettiva nazionale, complice la ripresa dei tavoli dopo la pausa estiva, è ragionevole attendersi che le parti si aggiornino a breve, verosimilmente entro la fine del mese o nella prima parte di ottobre, per proseguire il confronto sui temi ancora aperti.

Perché questo rinnovo è importante

Il rinnovo del CCNL della Vigilanza Privata riguarda un settore che, negli ultimi anni, ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel sistema della sicurezza del Paese, tra guardie giurate, servizi fiduciari, portavalori e sorveglianza. La lunga fase di vacanza contrattuale, unita alle trasformazioni tecnologiche e organizzative che stanno interessando il comparto, rende urgente per i lavoratori un aggiornamento sia della parte economica sia di quella normativa del contratto.

Per le imprese del settore, dal canto loro, un rinnovo tempestivo rappresenta anche uno strumento per contrastare la concorrenza sleale e le pratiche di dumping contrattuale che, secondo le stesse associazioni datoriali, penalizzano gli operatori più corretti. Non a caso, tra i temi che accompagnano il negoziato figura anche la richiesta sindacale di un osservatorio permanente presso l'ente bilaterale di settore, con l'obiettivo di monitorare i bandi di gara pubblici e sollecitare interventi normativi presso i ministeri competenti.

 




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...