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Come è la casa nel modenese che dopo 6 anni di lavori attira milioni di visitatori da tutto il mondo

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di Arch. Giuseppe Bergodi pubblicato il
Nata quasi gioco casa 1029 metri modenese attira visitatori tutto mondo

La casa di Claudio ed Elena Caselli a Piandelagotti, premiata nel 2025 nel circuito Comuni Fioriti, è una meta per visitatori da tutta Italia e dall’estero. La storia di un giardino nato quasi per caso.

C’è una casa sull’Appennino modenese che da qualche estate ferma le auto, fa scendere i turisti e riempie le gallerie dei telefoni. È la casa fiorita di Claudio ed Elena Caselli, a 1029 metri di altitudine, a Piandelagotti, nel territorio di Frassinoro. Oggi è uno dei luoghi più fotografati della montagna modenese. All’inizio, però, era nata quasi per gioco.

Nessun piano turistico e nessun progetto promozionale. La storia dei Caselli comincia con la voglia di rendere più bella la propria abitazione con qualche vaso in più, qualche composizione di fiori, un po’ di colore davanti a una facciata di montagna. Poi un vaso ne ha chiamato un altro, e quello che sembrava un passatempo è diventato un impegno quotidiano.

Ci sono voluti sei anni di lavoro, fatti di prove, di piante che non hanno retto e di combinazioni che invece hanno funzionato. Ogni stagione ha aggiunto qualcosa: nuove varietà, nuovi punti di appoggio per i fiori, nuove idee per riempire balconi, scale, muretti e angoli del giardino. Il risultato è un’abitazione che, secondo quanto riportato dalla stampa locale, è adornata da un milione di fiori. 

Il riconoscimento del 2025 nel circuito Comuni Fioriti

Il salto di notorietà è arrivato nel 2025, quando l’abitazione è stata premiata nel circuito Comuni Fioriti, il marchio nazionale che valorizza i paesi e le realtà che fanno del verde un elemento di identità e di accoglienza. Alla casa è stato assegnato il titolo di “La casa più fiorita d’Italia”, un riconoscimento che ha dato visibilità non solo a Claudio ed Elena, ma a tutto il paese.

Per una località appenninica, abituata a essere associata soprattutto alla neve, alle escursioni e alla bellezza ambientale, un titolo nazionale legato ai fiori è una novità importante. Racconta che la montagna non è fatta solo di piste e sentieri, e che anche a più di mille metri si può costruire un’attrazione capace di richiamare persone in ogni stagione calda.

Dopo il premio, la casa è diventata una vera meta turistica. Secondo la stampa locale, ogni estate attira migliaia di passanti, e a fermarsi non sono soltanto gli italiani. I Caselli raccontano di visitatori stranieri che si fermano per vedere il giardino, passeggiare davanti alla casa e scattare fotografie.

Il richiamo funziona soprattutto grazie ai social. Una facciata coperta di fiori è un soggetto perfetto per Instagram, Facebook e TikTok e ogni immagine condivisa porta nuove persone a Piandelagotti. È un passaparola digitale che nessuna campagna pubblicitaria potrebbe comprare, e che nasce dalla spontaneità di un luogo vero.

L’accoglienza: il segreto più amato

Quello che colpisce chi visita la casa non è solo la quantità di fiori, ma il modo in cui i proprietari accolgono chi arriva. Claudio ed Elena non si limitano a lasciare che i turisti guardino da lontano. Parlano con loro, rispondono alle domande e spiegano i segreti della coltivazione in quota.

Il principale riguarda il clima. A Piandelagotti l’inverno dura più a lungo che in altre zone e questo obbliga a scegliere con attenzione le specie, i tempi di semina e il momento giusto per portare le piante all’aperto. Curare un giardino a 1029 metri significa fare i conti con le gelate tardive, con gli sbalzi di temperatura e con una stagione di fioritura più breve rispetto alla pianura.

Proprio per questo il lavoro dei Caselli ha un valore particolare. Ottenere una fioritura così abbondante in montagna richiede competenza, pazienza e una cura costante, e chi si ferma a chiedere consigli trova sempre qualcuno disposto a condividere la propria esperienza.

L’iniziativa dei Caselli non è rimasta isolata. A Piandelagotti c’è grande orgoglio per questa casa e il paese ha seguito l’esempio, con composizioni floreali che oggi accompagnano il visitatore lungo le vie. I fiori sono diventati un veicolo di promozione turistica per l’intera comunità, che prima era conosciuta soprattutto per la qualità dell’ambiente e per lo sci.

Si è creato così un circolo virtuoso. Chi arriva per la casa fiorita passeggia nel centro, si ferma a mangiare, fa una sosta in un bar o acquista prodotti locali. Un’idea nata in un giardino privato diventa una risorsa per le attività del paese e per l’immagine di tutta la zona.

Il fenomeno ha incuriosito anche altri territori. Secondo quanto riferito, diversi comuni italiani hanno mostrato interesse per alcune delle soluzioni adottate a Piandelagotti, in particolare per le cosiddette “dame”, colonne fiorite di forte impatto visivo, che potrebbero essere replicate altrove.

Perché la casa fiorita funziona e come visitarla

Il successo di questa storia ha poche ragioni, ma solide:

  • Autenticità: non si tratta di un’attrazione costruita a tavolino, ma di una passione reale che si vede in ogni dettaglio.
  • Impatto visivo: una casa interamente ricoperta di fiori è immediatamente riconoscibile e fotografabile.
  • Contesto: il contrasto tra i colori e il paesaggio appenninico rende ogni scatto diverso dagli altri.
  • Accoglienza: la gentilezza dei proprietari trasforma una semplice sosta in un ricordo.
  • Sostegno della comunità: l’intero paese partecipa, e questo moltiplica l’effetto.
Piandelagotti si trova nell’Appennino modenese, nel comune di Frassinoro, ed è raggiungibile in auto da Modena attraverso le strade della montagna. Il periodo migliore per vedere la casa nel suo splendore è l’estate, quando la fioritura è al massimo. Conviene arrivare con calma, perché la casa è una tappa da vivere con tempo a disposizione: una passeggiata nel paese, qualche fotografia e magari una chiacchierata con Claudio ed Elena.

Chi desidera approfondire il territorio può abbinare la visita a una giornata tra boschi, sentieri e panorami appenninici. L’area offre molte possibilità per chi ama il turismo lento, e la casa fiorita è un ottimo punto di partenza, o un’ottima conclusione, di un itinerario in montagna.

La storia dei Caselli dimostra che, in un’epoca in cui il turismo cerca esperienze autentiche, le idee più efficaci sono spesso le più semplici. Non servono grandi investimenti né strutture imponenti. Può bastare una passione coltivata con costanza, un luogo riconoscibile e la voglia di condividere la propria bellezza con gli altri.

La casa fiorita di Piandelagotti è oggi il simbolo di una montagna che si racconta in modo nuovo, con colori, cura e ospitalità. È la prova che anche un’iniziativa partita quasi per caso, e portata avanti per sei anni con determinazione, può trasformarsi in un patrimonio per un’intera comunità.

Domande frequenti

Dove si trova la casa fiorita di Claudio ed Elena Caselli?
A Piandelagotti, nell’Appennino modenese, a 1029 metri di altitudine.

Quando è stata premiata?
Nel 2025, nel circuito nazionale Comuni Fioriti.

Quando conviene visitarla?
In estate, nel periodo di massima fioritura.

Quanto tempo c’è voluto per realizzarla?
Circa sei anni di lavoro e di cura costante.




Arch. Giuseppe Bergodi

Giuseppe Bergodi è un esperto consulente immobiliare con oltre 35 anni di esperienza nel settore. Laureato in Architettura presso il Politecnico di Milano, ha dedicato la sua carriera alla valutazione e gestione di proprietà residenziali e commerciali. Grazie alla sua profonda conoscenza del mercato immobiliare milanese, offre analisi dettagliate e strategie efficaci per ottimizzare gli investi...