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Conto termico 3.0: riapertura domande il 26 aprile: la situazione dei fondi per finanziamenti e le nuove regole

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di Dott. Giovanni Matano pubblicato il

La riapertura del Conto Termico 3.0 segna un momento atteso e importante per famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni. L’articolo analizza fondi disponibili, nuove regole, modalità di accesso e prospettive del sistema d’incentivi energetici.

L’efficienza energetica degli edifici e la promozione dell’autoconsumo rappresentano temi sempre più centrali nel dibattito pubblico, complice anche l’aggiornamento degli incentivi statali. Il recente stop temporaneo al portale di accesso ai contributi del Conto Termico ha suscitato vasta attenzione in quanto, a partire dal 13 aprile, verrà riaperta la possibilità di presentare richieste per le agevolazioni con le nuove regole. L’annuncio della riattivazione nasce dalla necessità di rispondere alla forte domanda di contributi, come confermato dal Gestore dei Servizi Energetici, e dalla volontà delle istituzioni di non restringere la platea dei beneficiari.

Il meccanismo di incentivo promuove interventi sia per cittadini che per imprese e pubbliche amministrazioni, includendo anche enti del terzo settore e piccoli comuni. Proprio questa apertura maggiore ha generato una rincorsa agli incentivi, che ora verranno nuovamente messi a disposizione dopo serrate verifiche. 

Cronistoria e motivazioni della sospensione del portale GSE

L’avvio della nuova versione delle agevolazioni ha coinciso con una richiesta di fondi senza precedenti. Il 3 marzo, il GSE ha annunciato lo stop temporaneo del portale PortalTermico 3.0, scelta motivata dall’elevato numero di domande raccolte in pochi giorni: circa 2.200 richieste per oltre 1,3 miliardi di euro, un dato superiore al plafond annuale. Le domande hanno riguardato soprattutto la riqualificazione di edifici pubblici nei piccoli comuni, per cui l’attuale versione della misura prevede copertura integrale delle spese ammissibili.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, in accordo con il GSE, ha sottolineato che la sospensione si rendeva necessaria per assicurare una verifica puntuale delle pratiche inoltrate, così da garantire la sostenibilità delle risorse disponibili per le future richieste e valutare la reale distribuzione delle domande tra pubblico e privato. Fondamentale, inoltre, evitare ritardi nelle istruttorie ed escludere richieste potenzialmente inammissibili o che impatterebbero solo sui bilanci futuri.

L’iniziativa, confermata anche da comunicati delle principali associazioni di settore come CNA, evidenzia la necessità di una rendicontazione chiara e trasparente sulle domande presentate.
Un passaggio decisivo per assicurare una valutazione efficace e selettiva delle pratiche, dettato dalla volontà di allineare la misura agli obiettivi di decarbonizzazione nazionale.

Situazione attuale dei fondi disponibili e distribuzione delle richieste

L’analisi delle pratiche raccolte e la loro suddivisione rappresentano uno degli aspetti più delicati della fase di riapertura. Il budget fissato dalla normativa per il meccanismo è pari a 900 milioni di euro annui, divisi tra 500 milioni per privati e imprese e 400 milioni per la pubblica amministrazione. Durante i primi giorni di apertura, il volume di richieste ha saturato quasi totalmente il plafond previsto: circa 1,3 miliardi di euro tra tutte le tipologie di beneficiari.

La distribuzione delle domande ha evidenziato una concentrazione pressoché totale sugli interventi degli enti pubblici, specialmente i comuni con meno di 15.000 abitanti e le opere di riqualificazione di edifici pubblici, pari all’85% del totale. Di seguito si riassume la situazione delle domande e dei fondi:

Plafond annuo (totale) 900 milioni €
Privati/Imprese 500 milioni €
Pubblica Amministrazione 400 milioni €
Domande pervenute (valore stimato) 1,3 miliardi €

Considerando richieste potenzialmente non ammesse o con impatto finanziario su anni successivi, il GSE è impegnato in un processo di verifica operativa per definire l’effettivo esaurimento dei fondi e valutare eventuali margini di finanziabilità residua. Nei prossimi giorni sarà dunque possibile comprendere se e quali risorse saranno effettivamente ancora disponibili dopo la riapertura, in base all’esito delle verifiche sulle pratiche giacenti.

Le nuove regole e FAQ del GSE: cosa cambia per utenti e operatori

A seguito della sospensione, il GSE ha diffuso nuove regole attuative e un set rivisitato di FAQ, che introducono maggiore trasparenza e rigore nei controlli. In particolare, emergono quattro direttrici rilevanti per operatori e beneficiari:

  • Requisiti tecnici più stringenti: la documentazione a supporto deve comprendere fotografie e schede tecniche dettagliate, per garantirne la completezza sin dalle prime fasi della presentazione della pratica.
  • Obbligo di manutenzione programmata: favorendo la continuità degli standard di efficienza dopo gli interventi.
  • Chiarezza tra sostituzione e potenziamento: solo la sostituzione di impianti obsoleti sarà incentivata, mentre il mero miglioramento di prestazioni non sempre rientrerà nelle spese coperte.
  • Velocizzazione dei bonifici: lo scopo è di ridurre ulteriormente i tempi di erogazione una volta approvata la domanda.
Le nuove regole puntano a selezionare pratiche qualificate ed evitare richieste “improvvisate”. Il GSE sottolinea nei suoi chiarimenti che un progetto ben documentato sarà determinante per accedere agli incentivi, mentre errori o incompletezze potrebbero facilmente portare allo scarto della domanda o alla richiesta di restituzione degli importi. Questi aggiornamenti allineano i processi di valutazione alle direttive del Decreto 7 agosto 2025 e rappresentano un avanzamento nell’affidabilità dei finanziamenti pubblici.

Beneficiari e interventi ammessi: cosa si può finanziare col Conto Termico 3.0

La nuova versione dell’incentivo abbraccia una gamma estesa di soggetti e interventi. Tra i beneficiari rientrano:

  • Privati e condomini
  • Imprese di ogni dimensione
  • Enti pubblici, tra cui scuole, strutture sanitarie, ospedali
  • Enti del terzo settore (equiparati alle PA nelle nuove regole)
  • Comunità energetiche e configurazioni di autoconsumo collettivo
Sotto il profilo degli interventi incentivabili, oltre alla riqualificazione energetica di edifici, la copertura si estende anche a opere quali:
  • Installazione di pompe di calore ad alta efficienza (anche ibride o add-on)
  • Sostituzione integrale di caldaie e sistemi di climatizzazione datati
  • Impianti a biomassa, collettori solari termici e impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo
  • Colonnine di ricarica per auto elettriche (solo se contestuale a impianti a pompa di calore)
  • Lavori di isolamento termico e miglioramento degli infissi
La finalità della misura è rendere davvero accessibili le tecnologie ad alta efficienza e favorire la transizione verso sistemi a basse emissioni, con procedure di selezione più stringenti ma premianti per chi investe davvero nell’innovazione e nella sostenibilità.

Come presentare la domanda e gestire le pratiche nella fase di riapertura

A seguito della riattivazione prevista, la procedura di presentazione delle domande rimane digitalizzata tramite il portale PortalTermico del GSE. L’invio delle richieste dovrà avvenire corredando la domanda di tutta la documentazione tecnica, amministrativa e fotografica richiesta dalle nuove direttive. La qualità e l’organizzazione dei dossier rivestiranno importanza decisiva: pratiche incomplete o non rispondenti alle FAQ aggiornate saranno respinte senza possibilità di successivo perfezionamento.

Per le amministrazioni pubbliche, resta valida la possibilità di prenotare l’incentivo prima dell’inizio dei lavori, consentendo una pianificazione di intervento a medio termine. Privati e imprese, invece, devono caricare richiesta una volta conclusi gli interventi. Il portale indicherà inoltre le finestre temporali per presentare richiesta, in base ai fondi residui e ai massimali di spesa aggiornati.

Un altro dettaglio operativo importante riguarda la verifica di idoneità: è responsabilità sia dell’utente che del tecnico incaricato accertare che le opere rientrino effettivamente tra quelle ammesse, confermando la corrispondenza dei dati dichiarati tramite una check-list documentale fornita dal GSE.

Massimali di spesa, tempistiche e modalità di erogazione degli incentivi

Le regole aggiornate hanno stabilito nuovi limiti di spesa e procedure di pagamento velocizzate rispetto alle versioni precedenti della misura. In sintesi:

  • Massimale coperto dal contributo: fino al 65% della spesa ammissibile per interventi su edifici privati e per imprese; fino al 100% nei casi di lavori su edifici pubblici di piccoli comuni, scuole e strutture sanitarie
  • Erogazione dei fondi: per importi fino a 15.000 euro, viene effettuato un bonifico singolo entro 60 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria. Oltre tale soglia, il pagamento è suddiviso in più rate annuali.
  • Adeguamento massimali: i nuovi massimali di spesa sono stati riallineati ai costi medi aggiornati di mercato e variano in funzione della categoria di intervento.
Gli importi disponibili sono vincolati al rispetto delle soglie previste dal decreto ministeriale applicativo di agosto 2025; superati tali limiti l’erogazione resta subordinata alla valutazione della residua capienza del plafond.


Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...