La nuova Opel Agila potrebbe portare Stellantis nel segmento delle elettriche da circa 15mila euro, accanto a Fiat Koala e Citroën 2CV. Dimensioni, stile, abitacolo, autonomia e produzione a Pomigliano delineano il progetto.
Stellantis ha annunciato che la produzione della nuova famiglia di piccole auto elettriche E-Car partirà nel 2028 nello stabilimento di Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. Accanto alla Citroën 2CV e alla Fiat che potrebbe chiamarsi Koala, una terza vettura è stata associata al marchio Opel e al possibile ritorno del nome Agila.
Per chi cerca un’elettrica compatta, con un prezzo inferiore a quello dei modelli più grandi, il progetto punta su una base tecnica condivisa fra più marchi. L’eventuale Opel si distinguerebbe per una carrozzeria alta, pensata per ricavare più spazio in abitacolo senza aumentare troppo gli ingombri. La formula richiama la Agila storica: una piccola auto pratica, adatta agli spostamenti di tutti i giorni.
Con E-Car Stellantis riunisce una famiglia di piccole auto completamente elettriche, destinate alla mobilità quotidiana e a una fascia di mercato in cui le vetture economiche si sono ridotte. Il gruppo ha indicato più marchi e scelto Pomigliano d’Arco per la produzione, con l’avvio delle linee previsto nel 2028.
La Citroën 2CV e la Fiat attesa con il possibile nome Koala sono già al centro dell’attenzione. Accanto a loro, le ipotesi sul terzo modello indicano una Opel, con l’Agila fra i nomi più plausibili per storia e impostazione. L’idea è quella di una vettura urbana dalla forma alta, diversa dalle utilitarie basse e dalle crossover più ingombranti.
La base industriale del piano è definita: Pomigliano ospiterà la produzione e le vetture useranno tecnologie BEV, cioè sistemi elettrici a batteria sviluppati con partner selezionati. Condividere componenti e soluzioni tecniche fra modelli di marchi diversi può contenere i costi di sviluppo e fabbricazione. Ogni casa, poi, può intervenire su stile, abitacolo e dotazioni per dare alla propria auto un’identità riconoscibile.
Per il modello d’ingresso, il riferimento economico è circa 15mila euro. Nel 2026 Citroën ha collegato questa cifra indicativa alla futura vettura ispirata alla 2CV; Stellantis ha descritto le E-Car come auto accessibili e, nelle comunicazioni sul progetto, ha indicato un obiettivo inferiore a 15mila euro. È la soglia attorno alla quale si misura l’ambizione della famiglia.
Per la possibile Agila, dunque, il prezzo va considerato nel quadro generale delle E-Car. La spesa effettiva dipenderà dalla configurazione scelta, dalle dotazioni e dalla batteria. Incideranno anche le condizioni commerciali: prezzo promozionale e listino possono differire, mentre incentivi, finanziamenti e servizi modificano il costo sostenuto dal cliente.
In città la convenienza si costruisce anche nell’uso quotidiano. Contano il costo della ricarica, la presenza di una presa a casa o sul posto di lavoro, l’assicurazione e il numero di chilometri percorsi. Per chi segue tragitti regolari e prevedibili, una vettura elettrica compatta con prezzo d’ingresso contenuto può essere una scelta adatta. Nei viaggi lunghi diventano centrali anche autonomia, tempi di ricarica e disponibilità delle infrastrutture.
Le ricostruzioni del progetto collocano la possibile Opel entro i quattro metri di lunghezza. Si immagina un cofano corto, con sbalzi ridotti, in linea con la vocazione urbana della famiglia E-Car. Per confronto, il concept Citroën 2CV presentato nel 2026 misura 3,76 metri.
La forma alta, simile a quella di una piccola monovolume, favorirebbe una seduta rialzata e l’accesso a bordo. In manovra, una lunghezza contenuta aiuta a muoversi nelle strade strette e a trovare parcheggio; il tetto più alto e il profilo verticale possono rendere l’abitacolo più comodo da raggiungere rispetto a quello di una berlina della stessa categoria.
Per le famiglie, però, lo spazio utile si misura soprattutto nella vita di tutti i giorni. La posizione dei sedili, l’apertura delle porte e il vano di carico incidono sulla praticità. Servono posto per le gambe, facilità nell’installare un seggiolino e un bagagliaio che resti utilizzabile con i sedili in uso. Chi viaggia spesso con passeggeri o bagagli può dare più peso a questi aspetti che a qualche centimetro in meno all’esterno.
La famiglia E-Car nasce per la mobilità quotidiana. Una Opel dalla carrozzeria alta avrebbe quindi una caratteristica precisa da mettere in evidenza: offrire un abitacolo sfruttabile conservando dimensioni adatte alla città. È questo il tratto che potrebbe separarla dalle altre due vetture del gruppo.
La Opel Agila originale era una piccola auto dal tetto alto, venduta dal 2000 al 2014. La prima generazione, prodotta fino al 2007, condivideva la base con la Suzuki Wagon R+; la seconda aveva una parentela tecnica con la Suzuki Splash. Il nome è legato a un’idea di auto compatta e pratica, con una linea più verticale rispetto alle utilitarie tradizionali.
Le immagini ipotetiche della nuova Agila riprendono alcuni dettagli legati a quella vocazione: una terza luce laterale, protezioni scure lungo la fiancata e gruppi ottici posteriori con elementi circolari. Il richiamo al modello storico sarebbe soprattutto funzionale. Più che riproporre le forme del passato, la vettura punterebbe su una carrozzeria squadrata e facile da sfruttare.
All’anteriore viene immaginato il frontale Opel Vizor, con un pannello scuro che riunisce mascherina e fari in un’unica fascia visiva. Una firma luminosa a LED potrebbe collegare i gruppi ottici e dare all’elettrica un aspetto attuale. Il risultato si differenzierebbe dai riferimenti rétro della Citroën 2CV e dalle scelte stilistiche della Fiat.
La ricerca di un prezzo contenuto potrebbe tradursi in un abitacolo essenziale, soprattutto nelle versioni d’ingresso. Fra le soluzioni immaginate ci sono una plancia lineare, un quadro strumenti compatto e una dotazione digitale ridotta. È stato prospettato anche un supporto per smartphone al posto di un grande schermo multimediale nelle configurazioni meno costose.
Per chi usa l’auto in città, la semplicità dell’abitacolo ha valore se rende i comandi immediati. Servono vani portaoggetti, buona visibilità e sedili adatti a salire e scendere spesso. Anche la compatibilità con il telefono e la gestione della navigazione incidono sull’esperienza quotidiana, insieme ai sistemi di sicurezza attiva.
La dotazione di serie e quella riservata agli allestimenti superiori determinano una parte importante del valore dell’offerta. Un prezzo d’ingresso basso può attirare l’attenzione; poi sono gli equipaggiamenti e la praticità a definire quanto l’auto risponde alle esigenze di chi la compra.
Una carrozzeria alta può agevolare l’accesso, mentre il pavimento progettato attorno alla batteria influisce sulla posizione dei sedili e sullo spazio per i piedi. Sono aspetti che si intrecciano con la forma esterna e con l’organizzazione dell’abitacolo.
Per l’intera famiglia è prevista una propulsione elettrica a batteria, basata su tecnologie BEV sviluppate con partner selezionati. Nell’eventuale Agila, potenza, capacità dell’accumulatore, autonomia, accelerazione e velocità massima concorreranno a definire l’uso della vettura. Per chi la sceglie, il dato più utile sarà il modo in cui questi elementi si combinano.
Una batteria più capiente può aumentare la distanza percorribile fra una ricarica e l’altra, ma comporta effetti sul peso e sul costo. Un pacco più piccolo, invece, può aiutare a mantenere l’auto leggera e accessibile, se la percorrenza resta adatta all’impiego previsto. I consumi nel ciclo europeo WLTP andranno letti insieme alla capacità utilizzabile e ai tempi di ricarica in corrente alternata e continua.
Per un uso prevalentemente urbano, la potenza di picco può contare meno della risposta nel traffico, della facilità di parcheggio e della possibilità di ricaricare con regolarità. Chi percorre spesso l’autostrada guarderà con maggiore attenzione all’autonomia a velocità sostenuta e alle soste lungo i tragitti. In base a queste esigenze, una E-Car potrà diventare l’auto principale oppure affiancare un’altra vettura per gli spostamenti locali.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...