Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Come un cliente è riuscito a battere Tim per un malfunzionamento a Bologna e ottenere un maxi risarcimento

WhatsApp X Telegram
di Dott. Marco Castagna pubblicato il
Due mesi senza telefono centro Bologna cliente batte Tim tribunale

Un notaio bolognese, rimasto isolato per sessantadue giorni tra il 2022 e il 2023, ha ottenuto dal tribunale civile circa 21mila euro tra indennizzi, danni e spese legali. Una vicenda che interessa tutti i professionisti con un contratto «business». Cosa è accaduto e come tutelarsi.

Immaginate di aprire il vostro studio professionale nel cuore di una città come Bologna e di scoprire che nessuno può più chiamarvi, che voi non potete chiamare nessuno e che la connessione a Internet è sparita. Non per un’ora, non per un giorno, ma per due mesi. È quanto accaduto a un notaio del capoluogo emiliano, che nei giorni scorsi ha visto riconosciute le proprie ragioni dal tribunale civile di Bologna: la compagnia telefonica Tim è stata condannata a versare circa 21mila euro, tra indennizzi, risarcimento danni e spese legali.

Una sentenza che fa notizia e che offre spunti utili a chiunque lavori con un contratto di telefonia dedicato alle imprese e alle partite IVA.

La storia: un contratto «business» che non ha mantenuto le promesse

Tra il 2022 e il 2023 il professionista aveva sottoscritto con Tim un contratto «business», pensato per le esigenze di chi usa linea fissa e connessione come strumenti essenziali di lavoro. Per un notaio, il telefono e la rete non sono un accessorio: servono per ricevere i clienti, coordinarsi con banche, uffici pubblici e colleghi, inviare e ricevere atti, gestire appuntamenti e adempimenti telematici.

Secondo quanto ricostruito, però, le cose sono andate male sin da subito e sono finite anche peggio. I problemi iniziali non sono stati risolti in tempi ragionevoli e la situazione è degenerata fino al blackout totale delle comunicazioni.

Nel corso del procedimento è emerso un dato che ha pesato in modo decisivo: per ben sessantadue giorni, dal pomeriggio di venerdì 25 novembre 2022 fino a tutto il 26 gennaio 2023, non solo Internet ma anche l’utenza telefonica dello studio professionale era divenuta irraggiungibile, sia in entrata sia in uscita.

In pratica, lo studio era isolato. I clienti non riuscivano a contattarlo, il notaio non poteva effettuare né ricevere chiamate e, di fatto, svolgere la propria attività era diventato impossibile. Un periodo che, tra l’altro, comprende le settimane di fine anno, tradizionalmente ricche di scadenze, rogiti e adempimenti.

Per un professionista, un’interruzione così lunga significa non soltanto disagi, ma anche pratiche rallentate, appuntamenti saltati, perdita di fiducia da parte della clientela e possibili mancati guadagni.

La decisione del tribunale civile di Bologna

Dopo aver esaminato la documentazione e le circostanze del caso, il tribunale civile di Bologna ha dato ragione al notaio, condannando Tim a una somma complessiva di circa 21mila euro. L’importo comprende tre componenti:

  • indennizzi per il disservizio, legati ai giorni di mancata fornitura del servizio;
  • risarcimento dei danni subiti dal professionista a causa dell’impossibilità di lavorare;
  • spese legali sostenute per ottenere giustizia.
Il caso dimostra che, quando l’inadempimento di un operatore telefonico è grave e prolungato, la via giudiziaria può portare a un ristoro concreto, che non si limita ai semplici rimborsi previsti dalle condizioni di contratto.

Un aspetto che spesso crea confusione riguarda la differenza tra due concetti che nella sentenza compaiono e che sono:

L’indennizzo è una somma prevista in caso di disservizio, spesso quantificata in base ai giorni di interruzione e alle regole stabilite dalla carta dei servizi e dalla normativa di settore. È un ristoro “standard”, legato al solo fatto che il servizio non è stato fornito come promesso.

Il risarcimento del danno, invece, serve a compensare le conseguenze concrete e ulteriori subite dal cliente: per un professionista, ad esempio, la difficoltà di lavorare, il pregiudizio all’immagine o i mancati introiti. Per ottenerlo occorre in genere dimostrare il danno e il collegamento con l’inadempimento. Nel caso del notaio bolognese, il tribunale ha riconosciuto entrambe le voci, oltre al rimborso delle spese legali.

Cosa può fare un professionista senza linea telefonica o Internet

La vicenda offre indicazioni pratiche a tutti coloro che dipendono da un contratto business per lavorare. Ecco alcuni passaggi utili in caso di disservizi prolungati:

1. Segnalare subito il guasto in forma scritta. Oltre alle chiamate al servizio clienti, conviene inviare una PEC o una raccomandata, così da avere una prova certa della data e del contenuto della segnalazione.

2. Conservare tutta la documentazione. Numeri di ticket, email, screenshot, ricevute, comunicazioni con gli operatori: tutto può servire per dimostrare durata e gravità del disservizio.

3. Quantificare i danni. Appuntamenti persi, clienti che non sono riusciti a contattarvi, spese per soluzioni alternative come una SIM di emergenza o un hotspot: ogni voce va documentata.

4. Tentare la conciliazione. In materia di telecomunicazioni è spesso previsto un tentativo di conciliazione prima di rivolgersi al giudice, tramite i Corecom regionali o gli organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie.

5. Rivolgersi a un legale. Quando il danno è rilevante, un avvocato può valutare se sussistano i presupposti per chiedere un risarcimento in tribunale, come avvenuto a Bologna.

Perché questa sentenza interessa le partite IVA

Il caso non riguarda soltanto un notaio. Sono moltissimi i professionisti, i piccoli imprenditori e gli esercenti che si affidano a contratti business di telefonia e connettività, spesso più costosi di quelli per i privati proprio perché promettono maggiore assistenza e tempi di ripristino più rapidi.

Quando queste promesse non vengono mantenute, il danno può essere ben superiore al canone pagato. Una linea muta significa clienti persi, lavoro fermo e reputazione a rischio. La decisione del tribunale di Bologna conferma che l’inadempimento di un operatore, se lungo e documentato, può essere sanzionato anche con importi significativi.

Per ridurre i rischi, prima di firmare un contratto di telefonia per la propria attività è consigliabile:

  • leggere con attenzione le condizioni economiche e contrattuali, in particolare tempi di ripristino e livelli di servizio garantiti (le cosiddette SLA);
  • verificare indennizzi previsti in caso di guasto prolungato;
  • valutare una linea di backup, ad esempio una seconda connessione mobile, per non restare mai isolati;
  • predisporre un sistema di inoltro delle chiamate verso un cellulare in caso di emergenza;
  • tenere un archivio ordinato di fatture, segnalazioni e comunicazioni con l’operatore.
Piccoli accorgimenti che, in caso di problemi, possono fare la differenza tra un disagio gestibile e un blocco totale dell’attività.

Una lezione che va oltre il caso singolo

La storia del notaio bolognese è emblematica: un professionista che aveva fatto la scelta, apparentemente prudente, di un contratto dedicato alle aziende si è ritrovato con lo studio isolato per due mesi, nel pieno centro di una grande città italiana. Dopo il lungo disservizio, ha scelto di far valere i propri diritti davanti a un giudice e ha ottenuto una condanna che riconosce l’entità del danno subito.

Il messaggio per imprese e professionisti è chiaro: la continuità dei servizi di comunicazione è un elemento essenziale dell’attività e, quando viene meno per responsabilità dell’operatore, esistono strumenti per tutelarsi e ottenere un ristoro adeguato. Per riassumere, dunque, vicenda e decisione finale:

  • Un notaio di Bologna aveva un contratto business con Tim stipulato tra il 2022 e il 2023.
  • Dal 25 novembre 2022 al 26 gennaio 2023, per 62 giorni, linea telefonica e Internet dello studio sono rimaste irraggiungibili.
  • Il tribunale civile di Bologna ha condannato Tim a pagare circa 21mila euro tra indennizzi, risarcimento danni e spese legali.
  • Per i professionisti è fondamentale documentare i disservizi, segnalarli per iscritto e valutare le vie di tutela, dalla conciliazione al ricorso al giudice.





Leggi anche

Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...