Un notaio bolognese, rimasto isolato per sessantadue giorni tra il 2022 e il 2023, ha ottenuto dal tribunale civile circa 21mila euro tra indennizzi, danni e spese legali. Una vicenda che interessa tutti i professionisti con un contratto «business». Cosa è accaduto e come tutelarsi.
Immaginate di aprire il vostro studio professionale nel cuore di una città come Bologna e di scoprire che nessuno può più chiamarvi, che voi non potete chiamare nessuno e che la connessione a Internet è sparita. Non per un’ora, non per un giorno, ma per due mesi. È quanto accaduto a un notaio del capoluogo emiliano, che nei giorni scorsi ha visto riconosciute le proprie ragioni dal tribunale civile di Bologna: la compagnia telefonica Tim è stata condannata a versare circa 21mila euro, tra indennizzi, risarcimento danni e spese legali.
Una sentenza che fa notizia e che offre spunti utili a chiunque lavori con un contratto di telefonia dedicato alle imprese e alle partite IVA.
Tra il 2022 e il 2023 il professionista aveva sottoscritto con Tim un contratto «business», pensato per le esigenze di chi usa linea fissa e connessione come strumenti essenziali di lavoro. Per un notaio, il telefono e la rete non sono un accessorio: servono per ricevere i clienti, coordinarsi con banche, uffici pubblici e colleghi, inviare e ricevere atti, gestire appuntamenti e adempimenti telematici.
Secondo quanto ricostruito, però, le cose sono andate male sin da subito e sono finite anche peggio. I problemi iniziali non sono stati risolti in tempi ragionevoli e la situazione è degenerata fino al blackout totale delle comunicazioni.
Nel corso del procedimento è emerso un dato che ha pesato in modo decisivo: per ben sessantadue giorni, dal pomeriggio di venerdì 25 novembre 2022 fino a tutto il 26 gennaio 2023, non solo Internet ma anche l’utenza telefonica dello studio professionale era divenuta irraggiungibile, sia in entrata sia in uscita.
In pratica, lo studio era isolato. I clienti non riuscivano a contattarlo, il notaio non poteva effettuare né ricevere chiamate e, di fatto, svolgere la propria attività era diventato impossibile. Un periodo che, tra l’altro, comprende le settimane di fine anno, tradizionalmente ricche di scadenze, rogiti e adempimenti.
Per un professionista, un’interruzione così lunga significa non soltanto disagi, ma anche pratiche rallentate, appuntamenti saltati, perdita di fiducia da parte della clientela e possibili mancati guadagni.
Dopo aver esaminato la documentazione e le circostanze del caso, il tribunale civile di Bologna ha dato ragione al notaio, condannando Tim a una somma complessiva di circa 21mila euro. L’importo comprende tre componenti:
Un aspetto che spesso crea confusione riguarda la differenza tra due concetti che nella sentenza compaiono e che sono:
L’indennizzo è una somma prevista in caso di disservizio, spesso quantificata in base ai giorni di interruzione e alle regole stabilite dalla carta dei servizi e dalla normativa di settore. È un ristoro “standard”, legato al solo fatto che il servizio non è stato fornito come promesso.
Il risarcimento del danno, invece, serve a compensare le conseguenze concrete e ulteriori subite dal cliente: per un professionista, ad esempio, la difficoltà di lavorare, il pregiudizio all’immagine o i mancati introiti. Per ottenerlo occorre in genere dimostrare il danno e il collegamento con l’inadempimento. Nel caso del notaio bolognese, il tribunale ha riconosciuto entrambe le voci, oltre al rimborso delle spese legali.
La vicenda offre indicazioni pratiche a tutti coloro che dipendono da un contratto business per lavorare. Ecco alcuni passaggi utili in caso di disservizi prolungati:
1. Segnalare subito il guasto in forma scritta. Oltre alle chiamate al servizio clienti, conviene inviare una PEC o una raccomandata, così da avere una prova certa della data e del contenuto della segnalazione.
2. Conservare tutta la documentazione. Numeri di ticket, email, screenshot, ricevute, comunicazioni con gli operatori: tutto può servire per dimostrare durata e gravità del disservizio.
3. Quantificare i danni. Appuntamenti persi, clienti che non sono riusciti a contattarvi, spese per soluzioni alternative come una SIM di emergenza o un hotspot: ogni voce va documentata.
4. Tentare la conciliazione. In materia di telecomunicazioni è spesso previsto un tentativo di conciliazione prima di rivolgersi al giudice, tramite i Corecom regionali o gli organismi di risoluzione extragiudiziale delle controversie.
5. Rivolgersi a un legale. Quando il danno è rilevante, un avvocato può valutare se sussistano i presupposti per chiedere un risarcimento in tribunale, come avvenuto a Bologna.
Il caso non riguarda soltanto un notaio. Sono moltissimi i professionisti, i piccoli imprenditori e gli esercenti che si affidano a contratti business di telefonia e connettività, spesso più costosi di quelli per i privati proprio perché promettono maggiore assistenza e tempi di ripristino più rapidi.
Quando queste promesse non vengono mantenute, il danno può essere ben superiore al canone pagato. Una linea muta significa clienti persi, lavoro fermo e reputazione a rischio. La decisione del tribunale di Bologna conferma che l’inadempimento di un operatore, se lungo e documentato, può essere sanzionato anche con importi significativi.
Per ridurre i rischi, prima di firmare un contratto di telefonia per la propria attività è consigliabile:
La storia del notaio bolognese è emblematica: un professionista che aveva fatto la scelta, apparentemente prudente, di un contratto dedicato alle aziende si è ritrovato con lo studio isolato per due mesi, nel pieno centro di una grande città italiana. Dopo il lungo disservizio, ha scelto di far valere i propri diritti davanti a un giudice e ha ottenuto una condanna che riconosce l’entità del danno subito.
Il messaggio per imprese e professionisti è chiaro: la continuità dei servizi di comunicazione è un elemento essenziale dell’attività e, quando viene meno per responsabilità dell’operatore, esistono strumenti per tutelarsi e ottenere un ristoro adeguato. Per riassumere, dunque, vicenda e decisione finale:
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...