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Come una Smart ferma su un carro attrezzi ha preso una sanzione di 170 euro a Firenze e cosa è successo dopo

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di Alberto Pelletti pubblicato il
Telecamera di controllo

A Firenze una Smart caricata su un carro attrezzi ha ricevuto una sanzione da 170 euro dopo il passaggio sotto una telecamera. Il caso solleva dubbi su infrazione, prove da presentare e termini per autotutela e ricorso.

Il 1° luglio 2025 una Smart in panne attraversò la corsia preferenziale di piazza Puccini a Firenze sul carro attrezzi: la telecamera fotografò la targa e il verbale fu notificato al proprietario, che pagò circa 75 euro. I 170 euro compaiono invece in una seconda contestazione, relativa a un altro automobilista e raccontata nel settembre 2026.

I due episodi si sono verificati nello stesso punto e hanno coinvolto auto trasportate da un mezzo di soccorso. Nel primo caso, la fotografia completa ha consentito di ricostruire la posizione della Smart e di avviare l’annullamento della sanzione. La vicenda offre anche indicazioni pratiche su come ottenere l’immagine del varco e presentare una richiesta di revisione.

La Smart sul carro attrezzi a Firenze

La Smart si fermò per un guasto il 29 giugno 2025 in piazza San Felice. Il proprietario chiamò l’ACI e il soccorso stradale portò l’auto in un deposito a Campi Bisenzio, dove rimase perché l’officina era chiusa. Due giorni dopo, la mattina del 1° luglio, il carro attrezzi riprese la vettura per accompagnarla dal meccanico. Il percorso passava da piazza Puccini.

Al varco la telecamera registrò la targa della Smart, che si trovava sul mezzo di soccorso. Il verbale contestava l’accesso alla corsia preferenziale e fu recapitato al proprietario dell’auto. Convinto di non essere transitato in quel punto, l’uomo controllò la fotografia associata alla contestazione e nel 2025 pagò circa 75 euro.

In seguito chiese di visionare l’immagine completa. Il fotogramma mostrava la Smart trasportata dal carro attrezzi. La Polizia Municipale archiviò quindi la sanzione in autotutela e comunicò al proprietario le modalità per ottenere il rimborso. Il passaggio in corsia era stato effettuato dal mezzo di soccorso; il verbale, invece, era stato notificato al titolare della targa rilevata. La fotografia integrale chiarì la circostanza e permise di ricostruire l’episodio.

Perché si è parlato di 170 euro

La cifra di 170 euro si riferisce a un’altra contestazione avvenuta a Firenze, di cui si è parlato nel settembre 2026. Anche in quel caso un’auto era stata fotografata a piazza Puccini mentre viaggiava su un carro attrezzi. Il verbale, però, risaliva al 26 ottobre 2025 ed era intestato a un automobilista diverso dal proprietario della Smart.

La comunicazione era stata inviata tramite posta elettronica certificata. Il destinatario se ne accorse più tardi, quando l’importo indicato era passato da circa 70 a 170 euro. Si recò quindi agli uffici della Polizia Municipale e mostrò la fotografia collegata al verbale: l’auto risultava caricata sul mezzo di soccorso. La sanzione fu annullata.

In questo secondo episodio i 170 euro erano la somma richiesta quando l’automobilista prese visione della comunicazione. L’importo effettivo e le singole voci si ricavano dal verbale e dagli eventuali successivi atti di pagamento. Quando una somma aumenta nel corso della procedura, il totale può dipendere dalla fase raggiunta, dalle scadenze e dagli oneri indicati nell’atto. È quindi utile controllare il dettaglio del documento, per distinguere l’importo in misura ridotta da quello maturato dopo una scadenza e dalle altre eventuali voci:

Smart del 2025

Passaggio in piazza Puccini il 1° luglio 2025; multa di circa 75 euro pagata dal proprietario; archiviazione in autotutela e rimborso.

Altro caso del 2026

Verbale del 26 ottobre 2025; importo arrivato a 170 euro dopo la mancata lettura della comunicazione; annullamento dopo la visione della fotografia.

Quale infrazione contestava la telecamera

Il verbale riguardava l’accesso o il transito in una corsia preferenziale, riservata ai veicoli autorizzati. Il riferimento generale è l’articolo 7 del Codice della strada: la norma consente ai Comuni di disciplinare la circolazione e di riservare alcune corsie a determinate categorie di mezzi. La contestazione fiorentina era dunque legata al passaggio in una corsia sottoposta a limitazione.

La ricostruzione pubblicata sul caso del 2025 indicava che, nelle circostanze descritte, il carro attrezzi non rientrava tra i mezzi ammessi al varco. La condotta da esaminare era quella del conducente del mezzo di soccorso. Il proprietario della Smart non stava guidando l’auto: la vettura era sul carro attrezzi durante il tragitto verso il meccanico.

L’articolo 196 del Codice della strada prevede, in diversi casi, la responsabilità solidale del proprietario con il conducente. Per questo, quando il conducente non viene identificato sul posto, il verbale può essere notificato al proprietario registrato. Nell’episodio fiorentino, la fotografia completa ha documentato la posizione della vettura sul mezzo di soccorso e ha contribuito alla ricostruzione dei fatti.

Che cosa registra il varco

Le telecamere che controllano le corsie acquisiscono immagini del passaggio e leggono la targa, associandola al momento e al luogo del rilevamento. Il riconoscimento automatico individua il veicolo; l’ente procede poi con l’accertamento e la formazione del verbale. A seconda dell’inquadratura, nella prima immagine può apparire soprattutto la targa, mentre il fotogramma più ampio restituisce la posizione dell’auto rispetto al carro attrezzi e agli altri elementi della scena.

Per la Smart, il proprietario aveva inizialmente consultato un’immagine ritagliata sulla targa. Con la richiesta di accesso agli atti ottenne la fotografia completa, nella quale si vedeva che l’auto era trasportata dal mezzo di soccorso. Anche nel secondo episodio la visione dell’immagine associata al verbale portò all’annullamento della sanzione. La documentazione va quindi letta insieme ai dati riportati nell’atto: luogo, data, ora, direzione di marcia, norma contestata e destinatario.

Se il verbale riguarda un transito avvenuto durante un intervento di soccorso, anche i documenti relativi a quell’intervento aiutano a ricostruire la sequenza. In particolare, è utile confrontare i dati del rilevamento con la data e il luogo del prelievo e della consegna dell’auto.

Quali prove allegare alla richiesta

Una richiesta di archiviazione in autotutela è più semplice da esaminare quando l’ufficio può collegare rapidamente la targa al trasporto sul carro attrezzi. Per documentare il caso si possono allegare:

  • la fotografia completa del varco, oltre all’immagine ritagliata sulla targa;
  • la ricevuta o il rapporto del soccorso stradale, con la data e il luogo del prelievo e della consegna;
  • la fattura o il documento d’intervento dell’ACI o dell’operatore incaricato;
  • eventuali fotografie scattate durante il trasporto e i messaggi con l’officina o con il soccorritore;
  • una copia del verbale e una ricostruzione cronologica, breve e coerente, dei fatti.
È opportuno conservare anche le prove di invio e ricezione delle comunicazioni, soprattutto se il verbale è stato notificato tramite posta elettronica certificata. Nella richiesta conviene indicare il numero del verbale, la targa, il punto del rilevamento e il motivo per cui il proprietario non conduceva l’auto. Nel caso del 2025, la fotografia completa e la documentazione dell’intervento di soccorso permisero alla Polizia Municipale di archiviare la sanzione.

L’autotutela consiste in una richiesta all’amministrazione che ha emesso il verbale: si chiede all’ente di riesaminare la contestazione e, se ne ricorrono i presupposti, di annullarla. La domanda può essere presentata al comando o all’ufficio indicato nel verbale, insieme alle prove. Nel caso della Smart, la Polizia Municipale intervenne anche dopo il pagamento, dispose l’archiviazione e indicò come ottenere il rimborso. L’esito dipende comunque dalla valutazione dell’amministrazione.

La richiesta di autotutela è distinta da un ricorso formale e non sospende automaticamente i termini. In base alle regole ordinarie del Codice della strada, nel 2026 il ricorso al Prefetto va presentato entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica; l’opposizione al Giudice di pace competente per il luogo dell’infrazione entro 30 giorni. Sono procedure alternative e seguono regole diverse. Il pagamento in misura ridotta può impedire l’impugnazione ordinaria del verbale: prima di pagare o di attendere una risposta all’autotutela, è quindi necessario verificare i termini indicati nell’atto e valutare la propria posizione.

Per ricostruire una contestazione di questo tipo occorre stabilire chi guidava e in quale condizione si trovava l’auto al momento del passaggio. La fotografia completa, insieme ai documenti del soccorso, consente di documentare il transito del carro attrezzi e la posizione della vettura. Nel caso della Smart del 2025 la multa iniziale fu di circa 75 euro; dopo l’annullamento in autotutela, il proprietario ricevette le indicazioni per il rimborso. I 170 euro appartengono invece al secondo verbale, relativo a un altro automobilista.






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Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...