Il mercato delle auto d’epoca in Italia vive un momento di grande trasformazione: evoluzioni nei segmenti di interesse, aste, criteri d’investimento, modelli più richiesti e giovani promesse, tra opportunità e rischi.
Negli ultimi anni, il mercato dei veicoli storici ha assunto un rilievo crescente nel panorama nazionale, attirando l’interesse di appassionati, investitori e professionisti. L’interesse per le vetture di altri tempi è motivato da un mix di fattori, che spazia dalla fascinazione per l’artigianalità meccanica e stilistica, fino al desiderio di possedere un bene dal valore potenzialmente in crescita. In Italia, questa passione si intreccia profondamente con la tradizione automobilistica nazionale, alimentando un comparto vivace e variegato. Il Salone Auto e Moto d’Epoca di Bologna rimane un evento cardine, consentendo di tastare il polso a un mercato che combina cultura, lifestyle, investimento e memoria storica. La crescente domanda di youngtimer e classiche testimonia una rinnovata energia e apre il settore a nuove generazioni di collezionisti.
L’andamento del comparto si è distinto per una marcata alternanza ciclica negli ultimi dieci anni. Dopo la crisi economica globale del 2008, le quotazioni sono tornate a salire grazie a un rinnovato interesse internazionale e all’afflusso di nuovi investitori, culminando in un picco tra il 2016 e il 2022, caratterizzato da rivalutazioni nell’ordine del 30-40% per alcuni modelli iconici. A partire dal 2023, però, il mercato ha mostrato segnali di assestamento: i valori medi si sono stabilizzati su livelli solidi, mentre la domanda si è fatta più selettiva e informata.
La dinamica attuale premia la qualità, la rarità e la tracciabilità delle vetture, come confermano i dati delle principali aste internazionali e il consolidamento di eventi come il Pebble Beach Concours d’Elegance e la Monterey Car Week. In Europa si prevede una crescita annua tra il 5 e l’8% nei prossimi anni, sostenuta dal progressivo esaurirsi di esemplari originali e dalla presenza costante di acquirenti giovani, attratti più dalla storia personale e dall’emozione della guida che dalla semplice speculazione economica.
Per l’Italia, il mercato resta fortemente frammentato tra grandi aste e innumerevoli transazioni private, con una forte connessione con il tessuto economico e territoriale: la Motor Valley emiliana diventa fulcro e simbolo di questa cultura, mentre il Salone bolognese costituisce un laboratorio dove trend e gusti si ridefiniscono in tempo reale.
Secondo le recenti analisi (Hagerty, Classic Car Auction Yearbook), nel 2025 il settore ha mostrato segnali di lievissimo rallentamento per il segmento delle ultra-classiche (modelli anteguerra e anni ’50-’60), con quotazioni in calo soprattutto per esemplari molto datati. Le vetture anni ’70 e le cosiddette youngtimer — veicoli prodotti negli anni ’80 e ’90 — si confermano come le categorie più dinamiche e ricercate. In Italia, la domanda di sportive compatte, berlinette e roadster d’epoca rispecchia le tendenze europee, mentre cresce il ruolo delle automobili con storia di restauro certificata, basso chilometraggio, dotazione originale e fascino estetico.
Quando si parla di acquisto e selezione di vetture storiche, diversi criteri influenzano il valore di mercato e le prospettive di investimento. Oltre ai canoni classici come la rarità, lo stato di conservazione e la documentazione, nuove variabili hanno assunto crescente importanza:
Tre elementi risultano determinanti nella definizione del prezzo di una vettura storica:
La ricerca delle vetture più desiderate si concentra su due grandi filoni: alcune auto d’epoca ormai consacrate dalla storia e una nuova ondata di youngtimer, spesso legate ai ricordi generazionali e a un piacere di guida diretto e analogico. Le scelte degli ultimi anni rivelano una forte attenzione verso modelli italiani dalla grande tradizione, ma anche per alcune icone straniere che combinano sportività, affidabilità e design senza tempo.
Tra i classici italiani, il fascino della Lancia Fulvia Coupé e della Fiat 130 Coupé continua a essere trainante, complici il design firmato Pininfarina e la presenza nelle competizioni. Lo stesso vale per modelli firmati Alfa Romeo — dalla Giulietta berlina e Sprint agli Spider Duetto e GTV — e auto simbolo della Motor Valley come Maserati Indy o alcune Ferrari meno inflazionate.
L’apprezzamento internazionale si riflette sulle tedesche Mercedes SL (R107 e R129) e sulle Porsche raffreddate ad aria degli anni ’70 e ’80, mentre tra le coupé inglesi la Triumph TR6 rappresenta un’alternativa ancora accessibile. Sul versante youngtimer, modelli come BMW M3 E46 e Audi TT prima serie risaltano per equilibrio tra stile, prestazioni e possibilità di rivalutazione. Vetture giapponesi degli anni ’90, come Mazda MX-5 e Nissan Skyline, rappresentano l’ingresso di nuovi pubblici, attratti da una meccanica ancora semplice e da costi sostenibili.
Tabella esemplificativa delle principali quotazioni nel 2026:
| Modello | Quotazione media (euro) |
| BMW M3 E46 | da 25.000 a 50.000 |
| BMW M3 E46 CSL | da 100.000 |
| Triumph TR6 | 20.000 – 30.000 |
| Alfa Romeo Giulietta berlina | 10.000 – 25.000 |
| Mercedes-Benz SL R129 | 12.000 – 50.000 |
L’acquisto di questi modelli presuppone attenzione alla documentazione, alla manutenzione e, dove possibile, alla presenza di restauri certificati.
La selezione dei veicoli con maggior potenziale di rivalutazione premia:
Le youngtimer (auto tra i 20 e i 30 anni d’età) stanno assumendo un ruolo trainante nel settore, grazie alla possibilità di associare prezzi ancora accessibili a una progressiva rivalutazione. Queste vetture incarnano un’epoca in cui design, meccanica tradizionale e semplicità si sposano con i primi passi della modernità tecnica. Le versioni sportive, come BMW M3 E46, Lancia Delta Integrale, Porsche 944 e Mercedes SL R129, rappresentano le scelte privilegiate. Prezzi d’ingresso oscillano spesso tra i 10.000 e i 30.000 euro, ma i modelli più esclusivi possono superare ampiamente questa soglia, specie in caso di condizioni perfette e rarità degli allestimenti.
Acquistare una vettura storica offre vantaggi unici legati a fiscalità, assicurazione e valore culturale. Per i veicoli ultraventennali o trentennali, sono previste esenzioni o riduzioni sulle tasse automobilistiche secondo le normative regionali, oltre a polizze assicurative particolarmente vantaggiose se l’auto è riconosciuta di interesse storico (ASI, ACI). I rendimenti medi in Italia si attestano intorno al 4,6% annuo secondo dati Hagerty 2018-2023, con picchi superiori su esemplari desiderabili, ben documentati e restaurati professionalmente.
Tuttavia, occorre considerare anche gli oneri economici e i rischi: