Foto vecchie, Street View e 1.600 km di viaggio: così è stato ritrovato un concessionario Ford con auto degli anni Ottanta mai immatricolate. Chi le custodiva, cosa resta da chiarire
Dietro le vetrine impolverate di un vecchio concessionario Ford, nei dintorni di Ingolstadt, in Baviera, ci sono ancora auto degli anni Ottanta che, secondo quanto riportato, non sono mai state immatricolate. La città è famosa soprattutto perché ospita la sede di Audi, il che rende la scoperta ancora più curiosa: in una piazza dominata dai quattro anelli, un salone del marchio dell'ovale blu è rimasto fermo nel tempo, con la sua polvere, i suoi pavimenti e le sue vetture esposte come decenni fa. Il colpo d'occhio, hanno raccontato i primi visitatori, è quello di una capsula del tempo.
All'interno sono state contate almeno tre Ford Sierra, una Escort, una Orion e una Fiesta, in alcune ricostruzioni indicate in numero leggermente diverso. Le descrizioni più dettagliate parlano di una Sierra berlina cinque porte in allestimento base, di una Sierra 1.6 rossa e di una Sierra station wagon blu, accanto a una Fiesta S di seconda serie, a una Escort 1.1 e a una Orion diesel.
Sono modelli che negli anni Ottanta riempivano le strade europee e che oggi, soprattutto in condizioni quasi di fabbrica, sono diventati rarissimi. Il fatto che non siano mai state immatricolate significa, in pratica, che non hanno mai circolato su strada pubblica. Per capire perché la scena colpisca tanto, basta ricordare cosa rappresentavano quei modelli: la Sierra segnò una svolta stilistica e aerodinamica per il marchio, mentre Escort e Fiesta furono le protagoniste del mercato di massa, quelle che si vedevano in ogni parcheggio e in ogni garage di famiglia. Vederle ancora riunite nel loro ambiente originario, e non in un museo o in una collezione privata, ha qualcosa di diverso da qualsiasi restauro.
Come è stato trovato: vecchie foto, Street View e un viaggio di 1.600 chilometri
La scoperta è merito del canale YouTube britannico Auto Retro, che documenta le sue visite a luoghi e vetture dimenticate. Gli autori avevano visto online alcune vecchie fotografie di un concessionario abbandonato e avevano sentito parlare del deposito, ma nessuno sapeva dove si trovasse. Per risolvere il mistero hanno confrontato le immagini e usato Google Earth e Street View, fino a individuare un edificio in una strada vicino a Ingolstadt. Secondo alcune fonti, le foto che hanno dato il via alla ricerca risalivano a diversi anni prima, e la caccia vera e propria sarebbe iniziata intorno al 2021.
Il problema era che anche le immagini disponibili erano datate. Su una ripresa di una decina di anni prima si distingueva ancora una delle auto all'interno, ma non esistevano informazioni recenti. Il gruppo ha così deciso di partire dal Regno Unito, con un viaggio di circa 1.000 miglia, quasi 1.600 chilometri, per verificare di persona. Arrivati sul posto, la sorpresa: le Ford erano ancora lì, coperte dalla polvere ma sostanzialmente uguali a quelle viste nelle vecchie foto. Il video della visita è diventato rapidamente popolare, con oltre due milioni di visualizzazioni, e ha fatto il giro dei siti di auto di tutto il mondo.
Un dettaglio importante, che ridimensiona il titolo di molte ricostruzioni: non si tratta di una scoperta recente. Le prime notizie sul ritrovamento circolavano già nell'autunno del 2023, e la storia è tornata a farsi notare più volte nei mesi e negli anni successivi, come spesso accade con le immagini di auto dimenticate. Per questo conviene leggere con cautela le versioni che la presentano come una novità di questi giorni.
La parte più commovente della vicenda riguarda chi si è preso cura del salone. Secondo una ricostruzione approfondita pubblicata due settimane dopo il primo video, il concessionario era stato fondato intorno alla metà degli anni Sessanta ed era stato il principale rivenditore Ford della città. Il titolare, indicato come Josef Stock, faticava a stare al passo con la concorrenza in una città in cui Audi era di gran lunga il marchio più amato, e a un certo punto era diventato un concessionario indipendente. Alla sua morte, nel 1994, lasciò più di 300 Ford di epoche diverse, più della metà delle quali nuove e mai immatricolate.
La vedova e il figlio decisero di chiudere l'attività e di vendere quanto restava, e le auto più vecchie attirarono grande attenzione. Nel magazzino c'era anche un deposito di ricambi, in gran parte carrozzeria nuova per Ford europee degli anni Sessanta e Settanta.
Un gruppo di sette vetture nuove, in particolare, fu messo da parte dalla donna per i nipoti: tre Sierra, una Escort, una Orion e due Fiesta. Le fonti non spiegano nel dettaglio perché si fosse accumulato un numero così alto di vetture invendute, ma il quadro di un concessionario in difficoltà contro la concorrenza di Audi aiuta a immaginarlo. Per anni lei continuò a occuparsi del locale e delle auto, pulendo il salone e proteggendole dalla polvere, pur essendo l'attività cessata. Negli ultimi tempi, secondo le fonti, la donna è stata trasferita in una casa di riposo e il concessionario è rimasto senza quella presenza che per lungo tempo lo aveva preservato.
Qui sta forse l'unico elemento che si può definire "segreto": non una custodia clandestina, ma una cura discreta e silenziosa, portata avanti lontano dai riflettori, che ha tenuto le auto lontane dal mercato e dalla strada. Non risulta che la vedova avesse nascosto qualcosa a qualcuno: semplicemente, per anni nessuno è andato a guardare.
La vicenda lascia diverse domande aperte, e alcune fonti sono in disaccordo tra loro. Alcune ricostruzioni parlano di sei auto, altre di sette, e una indica che il concessionario avrebbe chiuso a metà degli anni Ottanta, mentre quella più dettagliata colloca la chiusura dopo il 1994. Anche la cronologia delle vendite dei veicoli non è chiara: secondo una versione, nel 1995 la famiglia vendette la maggior parte delle auto, comprese quelle nuove, e restò soltanto il gruppo destinato ai nipoti.
Resta poi un nodo pratico: le auto, secondo quanto riportato, non possono circolare su strada pubblica perché non sono mai state immatricolate, e non è chiaro se oggi sia possibile registrarle e riportarle in strada. Non sappiamo nemmeno chi sia attualmente il proprietario, se siano in vendita o cosa ne sarà del locale ora che chi lo custodiva non è più in grado di farlo. Sono domande a cui le fonti disponibili non rispondono, e che rendono il ritrovamento ancora più interessante. Per chi scrive di storie come questa, la regola è la stessa che vale per tutte le vicende di ritrovamenti: distinguere con cura ciò che è documentato dai video e dalle testimonianze da ciò che è stato aggiunto nel passaparola, e ricordare che il condizionale, in molti passaggi, non è una formula di stile ma una necessità.
Quello che rimane è la fotografia di un'epoca: un salone fermo agli anni Ottanta, con le auto in vetrina e la polvere come unico segno del tempo. Qui, come hanno osservato molti commentatori, non c'è stata una ricostruzione successiva né una collezione messa insieme con il tempo: le automobili e il concessionario sono semplicemente rimasti insieme mentre intorno cambiavano intere generazioni di vetture. Ed è questa la parte più preziosa della storia.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...