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Convegno numismatico di Parma: monete e banconote in lire ed euro più curiose e di valore e come trovarle

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Al convegno numismatico di Parma tra lire, euro rari e pezzi curiosi: ecco cosa cercare nei cassetti e nei salvadanai, perché un solo dettaglio può cambiare il valore di una moneta o di una banconota. Ma senza farsi prendere troppo da illusioni o false promesse

Tra i tavoli del 50° Convegno numismatico di Parma, allestito all’Hotel Parma & Congressi il 16 e 17 ottobre dal Circolo filatelico, numismatico e collezionistico Parmense, c’era di tutto: monete, francobolli, banconote, cartoline e medaglie, per tutte le tasche. Accanto a “pezzi grossi” come una medaglia d’argento dedicata alla battaglia di Pavia del 1525, stimata 10mila euro, non mancavano oggetti molto più familiari: le vecchie lire che molti italiani conservano ancora e gli euro che si possono trovare in un portafoglio. È proprio questo il fascino di una mostra mercato: ciò che sembra un ricordo di famiglia può diventare, per un collezionista, un pezzo da cercare. Ecco quali sono le curiosità più interessanti e cosa controllare a casa.

Gli euro «strani»: tagli da 3 e 7,50 euro che non si spendono ovunque

Tra le monete moderne più curiose c’erano gli euro di difficile reperimento, compresi quelli con tagli “strani” come 3 euro o 7 euro e mezzo. Non sono errori: sono emissioni commemorative a tiratura limitata che hanno corso legale solo nel Paese che le ha emesse. In altre parole, una moneta slovena da 3 euro si può spendere in Slovenia, ma non in Italia.

Le cifre danno un’idea del mercato. Le monete da 3 euro della Slovenia, secondo Money.it, si trovano su siti internazionali a meno di 5 euro, anche se alcuni esemplari valgono circa il quadruplo. L’Italia ha coniato una moneta da 3 euro per la presidenza del G7, il cui valore collezionistico è partito subito intorno ai 70 euro. La moneta da 7,50 euro, invece, è stata emessa dal Portogallo: nel 2024 ne sono stati coniati 25.000 esemplari della serie “Capitali Iberoamericane”, con una veduta di Lisbona. Per legge potrebbe essere usata nei pagamenti, ma la tiratura limitata la rende un oggetto da collezione.

Il motivo per cui questi pezzi interessano è semplice: tiratura limitata e domanda dei collezionisti fanno salire il prezzo oltre il valore nominale. In Slovenia, per esempio, le monete da 3 euro stanno sparendo dalla circolazione proprio perché le persone le tengono da parte.

Le lire: dalle banconote-lenzuolo ai numeri di serie consecutivi

Sui tavoli degli espositori, spiega il resoconto del convegno, c’erano “tante indimenticabili banconote delle lire”, messe in risalto soprattutto quando si hanno più esemplari con numeri di serie consecutivi. È uno dei criteri più apprezzati dai collezionisti: due o più banconote in sequenza possono valere molto più della somma dei singoli pezzi. Tra le protagoniste c’erano le banconote da 10mila lire, chiamate “lenzuolo”.

Quanto possono valere? Le quotazioni sono indicative e dipendono dallo stato di conservazione, ma alcune cifre aiutano a orientarsi:

  • 10mila lire “Michelangelo” (1962-1977): con serie che inizia per A1 circa 200 euro, con serie W fino a circa 100 euro.
  • 10mila lire “Volta” serie XA (1986): 600.000 esemplari, circa 1.100 euro in fior di conio; la serie XB (1988) circa 700 euro e la XD (1993) circa 350 euro.
  • 1.000 lire “Montessori”: con numeri di serie uguali o in sequenza circa 100 euro; le serie sostitutive con la X in fior di stampa fino a 200 euro; la “Roma Capitale” del 1970, in condizioni perfette, quasi 1.000 euro.
  • 500 lire “Aretusa”: secondo la fonte un esemplare comune circa 300 euro, la serie sostitutiva B6 oltre 600 euro.
  • 50.000 lire “Bernini”: alcune serie intorno a 1.000 euro e la serie sostitutiva Xe (1993) vicino ai 4.000 euro.
Sono cifre di siti divulgativi, non listini ufficiali, e si riferiscono a banconote in ottimo stato. Una banconota piegata, macchiata o sgualcita vale molto meno.

C’è poi una domanda che molti si pongono: e se le lire si potessero ancora cambiare in euro? In genere no. Il corso legale della lira è cessato il 28 febbraio 2002 e il termine per il cambio è stato anticipato al 6 dicembre 2011, poi giudicato illegittimo dalla Corte costituzionale (sentenza 216/2015). Oggi, secondo Money.it, il cambio è possibile solo per chi può dimostrare di aver presentato una richiesta formale tra il 6 dicembre 2011 e il 28 febbraio 2012. Le lire trovate per caso o ereditate non si possono cambiare, ma possono avere valore per i collezionisti.

Non solo monete e banconote: nella mostra mercato, secondo il resoconto, erano ben rappresentate anche le cartoline “centenarie” con le vedute della Parma che fu. Anche queste si possono trovare in casa, tra le lettere dei nonni o in vecchi album di famiglia, e per i collezionisti contano il soggetto, la rarità della veduta e lo stato di conservazione. Francobolli e medaglie completano un panorama in cui il valore dipende sempre dal dettaglio.

Nei cassetti e nei salvadanai: cosa cercare

Per chi vuole frugare tra vecchi cassetti, scatole di latta e salvadanai, ci sono alcune indicazioni pratiche.

Banconote in lire. Controllate il tipo (Michelangelo, Volta, Montessori, Bernini), la serie e il numero: le serie particolari, quelle sostitutive e i numeri consecutivi sono i più cercati. Verificate anche lo stato: una banconota “fior di stampa”, senza pieghe, vale molto più di una circolata.

Monete euro. Controllate soprattutto i 2 euro commemorativi, perché il lato “dritto” cambia da Paese a Paese. Tra gli esempi citati ci sono San Marino 2004 (110mila monete per Bartolomeo Borghesi), Finlandia 2004, Città del Vaticano 2005 (100mila monete per la Giornata della Gioventù), Principato di Monaco 2007 con Grace Kelly e la Germania 2008, con la vecchia mappa sul rovescio per un errore. Secondo un’analisi del 2019, alcune possono valere fino a oltre 2mila euro, altre solo poche decine di euro: la cifra generica va sempre verificata sul singolo pezzo.

Monete e medaglie vecchie. Se trovate pezzi antichi o d’argento, non cercate di aumentarne la lucentezza: pulire una moneta può farle perdere gran parte del valore.

Come muoversi senza farsi ingannare ed illudere da false esagerazioni

Il fascino delle “monete che valgono una fortuna” alimenta molte esagerazioni. Per evitare delusioni, conviene seguire alcune regole.

  1. Non fidarsi dei titoli sensazionalistici. Un valore da migliaia di euro riguarda in genere esemplari rari e in condizioni eccellenti, non tutte le monete di quel tipo.
  2. Confrontare più fonti e prezzi realmente pagati, non solo quelli richiesti dai venditori.
  3. Farsi valutare da un esperto. Circoli numismatici, mostre mercato e negozi specializzati possono dare una prima stima, e in un convegno come quello di Parma si incontrano gli espositori e i collezionisti.
  4. Non cedere subito. Se si ha un pezzo che sembra interessante, conviene prendersi il tempo di capire che cos’è, da quale serie viene e in che stato si trova prima di venderlo.
  5. Tenere conto dei costi. Commissioni, spedizioni e certificazioni possono ridurre il guadagno.
Il convegno di Parma, con il suo ingresso libero e la varietà dei pezzi, ha mostrato che la numismatica non è solo per specialisti. Chi ha in casa un salvadanaio dimenticato o un cassetto di vecchie lire può dare un’occhiata ai dettagli: la serie di una banconota, il Paese di una moneta, la sua condizione. Nella maggior parte dei casi si troverà un bel ricordo e poco più, ma ogni tanto un dettaglio fa la differenza, e sono quelli che i collezionisti vanno a cercare.


Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...