Riparte il confronto per il rinnovo del CCNL Cooperative Sociali 2026-2028: coinvolti 437mila lavoratori tra educatori, OSS e assistenti sociali. Le richieste sindacali e il calendario degli incontri.
Ripartono le trattative contrattuali per il rinnovo del Ccnl Cooperative Sociali 2026. Sono circa 437mila i lavoratori e le lavoratrici in attesa di conoscere le novità che riguarderanno il proprio inquadramento, il proprio stipendio e le proprie condizioni di lavoro nei prossimi anni. Parliamo di educatori, operatori sociosanitari (OSS), assistenti sociali e di tutte le altre figure professionali impiegate nelle oltre 30mila cooperative che operano nei servizi sociosanitari, assistenziali, educativi e di inserimento lavorativo su tutto il territorio nazionale.
Il CCNL Cooperative Sociali, sottoscritto il 26 gennaio 2024 per il triennio 2023-2025, è formalmente scaduto il 31 dicembre 2025. Come previsto dalla normativa in materia di contratti collettivi, il contratto resta comunque in vigore in regime di ultrattività fino alla firma del nuovo accordo, ma la pressione dei sindacati per accelerare i tempi del rinnovo si fa sempre più forte, anche alla luce dell'inflazione degli ultimi anni e delle crescenti difficoltà del settore nel reperire e trattenere personale qualificato.
Il percorso di rinnovo del contrattto per chi lavora in cooprative sociali ha preso ufficialmente forma nei primi mesi del 2026. A marzo 2026 i sindacati di categoria hanno presentato la piattaforma rivendicativa unitaria, elaborata da FP CGIL, CISL FP, FISASCAT CISL, UIL FP e UILTUCS insieme alle rispettive federazioni. La piattaforma, sottoposta a consultazione tra i lavoratori del comparto, ha raccolto un'adesione altissima, superiore al 97% dei consensi, segnale di una forte condivisione delle richieste da parte della base.
Il primo incontro ufficiale della trattativa si è tenuto il 21 luglio 2026 a Roma, presso il Palazzo della Cooperazione, tra le organizzazioni datoriali della cooperazione (le Centrali Cooperative) e le sigle sindacali di categoria. In quella sede le organizzazioni sindacali hanno illustrato nel dettaglio i contenuti della piattaforma unitaria, ribadendo come il rinnovo del contratto nazionale rappresenti uno strumento imprescindibile per garantire tutele, diritti e qualità del lavoro in un comparto che rappresenta uno dei pilastri del sistema di welfare italiano.
Il confronto è quindi proseguito con un secondo incontro in seduta plenaria l'8 settembre 2026, sempre a Roma, durante il quale le sigle sindacali hanno ribadito alle Centrali Cooperative gli obiettivi della piattaforma, sottolineando la necessità di costruire un rinnovo capace di valorizzare davvero il lavoro e le professionalità del settore, tutelando al tempo stesso il potere d'acquisto di lavoratrici e lavoratori.
Le parti hanno già definito un calendario di incontri, alternando sessioni plenarie e tavoli ristretti, che accompagnerà la trattativa fino ai primi giorni di novembre 2026. Un percorso serrato, che testimonia la volontà di entrambe le parti di arrivare a una nuova intesa in tempi relativamente rapidi, anche se al momento non esiste ancora alcuna ipotesi di aumento retributivo definita: le cifre, le decorrenze e gli eventuali arretrati dovranno essere stabiliti solo al termine del negoziato.
Il CCNL Cooperative Sociali è applicato a un bacino occupazionale enorme e composito. Si tratta del contratto collettivo con il maggior numero di addetti nell'ambito della cooperazione, e per questo i sindacati chiedono che diventi un punto di riferimento pienamente esigibile anche nei capitolati di gara pubblici e nei sistemi di accreditamento dei servizi.
Tra le figure professionali interessate dal rinnovo figurano in particolare:
La piattaforma unitaria presentata dai sindacati tocca numerosi aspetti del rapporto di lavoro, con l'obiettivo dichiarato di rendere il settore più attrattivo e di trattenere le competenze qualificate, in un momento storico in cui il comparto fatica sempre più a reperire nuovo personale. Ecco, nel dettaglio, i principali punti richiesti.:
Salario e potere d'acquisto
Il capitolo economico è al centro della trattativa. I sindacati chiedono l'incremento dei minimi tabellari e degli istituti economici, per recuperare il potere d'acquisto eroso dall'inflazione degli ultimi anni. Tra le richieste più significative figura anche il pieno riconoscimento della quattordicesima mensilità: attualmente erogata al 50%, i sindacati puntano a ottenerne il passaggio a mensilità intera, corrisposta con le stesse modalità della tredicesima. Viene inoltre richiesto il rafforzamento del sistema indennitario e degli scatti di anzianità.
Welfare contrattuale e previdenza
Un altro asse portante della piattaforma riguarda il potenziamento del welfare contrattuale e della previdenza complementare, strumenti considerati essenziali per garantire maggiore tutela economica e sociale ai lavoratori del comparto, spesso esposti a carichi di lavoro gravosi e a condizioni organizzative complesse.
Classificazione professionale e carriere
I sindacati chiedono una revisione del sistema di classificazione del personale e degli inquadramenti, per valorizzare in modo più coerente competenze, responsabilità e percorsi di crescita professionale. L'obiettivo è superare le rigidità attuali e riconoscere meglio, dal punto di vista contrattuale, la qualifica effettivamente svolta da educatori, OSS, assistenti sociali e altre figure specializzate.
Stabilità occupazionale e orario di lavoro
Tra le priorità della piattaforma spicca il rafforzamento del lavoro stabile e a tempo pieno, con la richiesta di ridurre il part time involontario a favore di meccanismi di consolidamento dell'orario individuale. Viene inoltre richiesta una nuova organizzazione dell'orario di lavoro, con particolare attenzione a turni, riposi, prevedibilità delle prestazioni e conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, oltre al riconoscimento del diritto individuale alla formazione continua.
Tutele nei cambi di appalto
Un capitolo particolarmente sentito riguarda le tutele occupazionali nei cambi di appalto e nelle riorganizzazioni dei servizi. I sindacati chiedono che la clausola sociale diventi pienamente esigibile nei passaggi di gestione, così da garantire la continuità lavorativa, il mantenimento dei trattamenti economici e normativi e il coinvolgimento effettivo delle rappresentanze sindacali in ogni fase del processo.
Salute, sicurezza e benessere organizzativo
Ampio spazio è dedicato anche ai temi di salute e sicurezza sul lavoro, alla prevenzione dello stress lavoro correlato e delle aggressioni, al benessere organizzativo e al contrasto di molestie e discriminazioni. La piattaforma prevede inoltre attenzione specifica a pari opportunità, sostegno alla genitorialità e tutela dei caregiver, temi centrali in un settore a prevalente occupazione femminile.
Un fondo per il sostegno al reddito
Tra le proposte più innovative figura la richiesta di istituire un fondo contrattuale dedicato al sostegno al reddito, da attivare in caso di crisi aziendali, lavori discontinui, inidoneità alle mansioni e per accompagnare i lavoratori verso il trattamento di quiescenza.
Relazioni sindacali e contrasto al dumping
Infine, i sindacati chiedono di rafforzare il sistema delle relazioni sindacali e il ruolo degli Osservatori nazionali e territoriali, affinché appalti, accreditamenti, fabbisogni professionali, formazione, sicurezza e qualità dei servizi siano oggetto di un monitoraggio costante. Un obiettivo trasversale a tutta la piattaforma è il contrasto al dumping contrattuale e organizzativo, fenomeno che negli ultimi anni ha contribuito a indebolire le condizioni di lavoro nel comparto e a rendere meno attrattive le professioni sociali.
Dopo l'incontro dell'8 settembre 2026, il confronto tra le Centrali Cooperative e i sindacati proseguirà nelle prossime settimane secondo il calendario già concordato tra le parti, che prevede una serie di sessioni plenarie e di tavoli ristretti destinati a proseguire fino ai primi giorni di novembre 2026. Sarà proprio in questa fase che si capirà con maggiore chiarezza quale direzione prenderà effettivamente il negoziato e se le richieste economiche e normative dei sindacati troveranno un riscontro concreto da parte delle Centrali Cooperative.
Per i 437mila lavoratori del settore, che ogni giorno garantiscono servizi essenziali nell'ambito sociosanitario, assistenziale, educativo e dell'inserimento lavorativo, il rinnovo del CCNL Cooperative Sociali rappresenta un appuntamento decisivo. Non si tratta solo di una questione salariale, ma di un passaggio necessario per rendere il settore più attrattivo, trattenere le professionalità qualificate e garantire la tenuta di un comparto strategico per il welfare italiano, chiamato a rispondere a bisogni sociali sempre più complessi, dall'invecchiamento della popolazione all'aumento delle fragilità sul territorio.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...