Cosa accade quando si chiama il 118 in una piccola città italiana? Il funzionamento della centrale operativa, i diversi mezzi di soccorso impiegati, le procedure adottate all'arrivo e le tipiche emergenze affrontate, con uno sguardo ai limiti del sistema
Hai mai chiamato il 118 da un piccolo comune italiano e aspettato molto più di quanto ti aspettassi? Non sei solo. Dietro quel silenzio che segue la telefonata si nasconde un sistema complesso, spesso sottofinanziato, che rivela molto di più di una semplice disfunzione organizzativa: racconta lo stato reale dei servizi pubblici nelle aree interne del Paese. Cosa accade davvero, operativamente, a livello logistico e e burocratico dal momento in cui componi il numero di emergenza fino all'arrivo dei soccorsi.
Quando chiami il 118, la tua chiamata non arriva direttamente all'ambulanza più vicina. Viene gestita da una Centrale Operativa 118, struttura provinciale o regionale che coordina tutti i mezzi di soccorso del territorio.
Nelle grandi città metropolitane, Milano, Roma, Napoli, le centrali sono dotate di sistemi GPS in tempo reale, software di dispatch automatico e operatori dedicati H24. Nelle realtà più piccole, invece, la centrale può essere distante decine di chilometri e condivide le risorse con un'area geografica vastissima.
Nei primi 60 secondi l'operatore deve:
Questo è il punto che sorprende di più. Nei piccoli comuni italiani, spesso non esiste un presidio fisso di ambulanza. Il mezzo più vicino può trovarsi in un comune limitrofo, a 20, 30 o anche 50 chilometri di distanza.
Esistono tre tipologie principali di presidio sul territorio:
Secondo diversi rapporti regionali e studi pubblicati da associazioni di settore, nelle aree interne del Centro-Sud, delle isole e delle zone appenniniche, i tempi medi di intervento possono superare i 30-40 minuti, con punte ancora più elevate in condizioni meteorologiche avverse o durante i mesi estivi quando le strade sono congestionate dal turismo.
Per alcune emergenze, infarto, ictus, arresto cardiaco, ogni minuto conta in modo critico. La letteratura medica indica che per ogni minuto senza defibrillazione in un arresto cardiaco, la probabilità di sopravvivenza diminuisce del 10%. In questo contesto, la distanza non è solo un dato geografico: è una variabile clinica determinante.
Anche la composizione dell'equipaggio varia significativamente:
Una volta stabilizzato, il paziente viene trasportato all'ospedale più vicino con le competenze adeguate al caso. Nelle piccole città italiane, i Pronto Soccorso spesso non hanno tutti i reparti specialistici. Un trauma cranico, un infarto STEMI, un ictus ischemico richiedono centri specializzati, HUB che possono essere lontani decine o centinaia di chilometri. Questo significa che in certi casi il 118 non ti porta all'ospedale del tuo comune, anche se esiste, ma direttamente a un centro Hub regionale, aumentando ulteriormente i tempi totali dell'intervento.
Il quadro normativo è frammentato. In Italia la sanità è materia regionale, il che significa che i livelli di copertura del 118 variano enormemente da Regione a Regione.
Alcune Regioni virtuose come l'Emilia-Romagna e la Valle d'Aosta, hanno sviluppato reti di elisoccorso e postazioni avanzate che coprono anche le zone più impervie. Altre, soprattutto nel Sud e nelle isole, scontano decenni di sottofinanziamento strutturale.
Il PNRR ha stanziato risorse per il potenziamento dell'assistenza territoriale (Case di Comunità, Ospedali di Comunità), ma i tempi di realizzazione sono lunghi e l'impatto sul 118 non è diretto né immediato.
La corretta attivazione del numero di emergenza è essenziale per garantire una risposta efficiente e non sovraccaricare il sistema. In un contesto di piccola città, l’abitudine alla comunità “familiare” può portare a richieste inappropriate.
È opportuno chiamare il 118 soltanto di fronte a:
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...