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Cosa succede se ci sono più richieste di iscrizioni che posti liberi in una scuola: regole su gestione e priorità

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Regole su gestione e priorità

L'aumento delle iscrizioni in alcune scuole italiane genera problemi di overbooking: cause, criteri ministeriali e scolastici di accesso, e le procedure per le famiglie, tra diritto allo studio e selezione.

Da almeno dieci anni, il sistema scolastico italiano si confronta con un fenomeno che lascia intatti tutti i suoi effetti anche di fronte al calo demografico: l'affollamento delle richieste di iscrizione nei cosiddetti istituti di élite, specialmente nei licei delle grandi città. Nonostante un numero di ragazzi in età scolare in costante diminuzione, l'appeal dei licei resta immutato, alimentando una vera e propria corsa all'iscrizione, soprattutto in quegli istituti considerati come trampolini di lancio per il futuro accademico e professionale.

Nel cuore di metropoli come Milano e Roma, la pressione esercitata su un numero limitato di posti genera un fenomeno noto come overbooking scolastico. Tale contesto costringe le scuole a diventare arbitri nei processi di selezione delle domande, chiamate a stabilire criteri di priorità sempre più articolati. Ne deriva un sistema complesso, che influenza le scelte delle famiglie e mette alla prova la capacità degli istituti di garantire equità e trasparenza nella gestione degli esuberi.

Le cause dell'eccesso di domande: preferenze, tendenze e concentrazione verso i licei più ambiti

Il sovraffollamento delle richieste di iscrizione nelle scuole superiori italiane trova le sue radici in tendenze culturali consolidate e in nuove aspettative da parte delle famiglie. L'orientamento ormai quasi generalizzato verso il percorso liceale riguarda sia i grandi centri urbani che molte realtà di provincia, con una preferenza marcata verso licei classici e scientifici di maggiore fama. Tre fattori principali alimentano questa tendenza:

  • Valore sociale attribuito al liceo: le famiglie considerano il passaggio dal liceo come la scelta più sicura per il futuro dei figli, associando agli istituti più noti un maggior prestigio e migliori prospettive di carriera.
  • Passaparola e tradizione: le scuole del centro storico o con una lunga reputazione tendono ad attrarre le iscrizioni di intere generazioni. Il racconto di successi accademici e lavorativi, consolidatosi nel tempo, muove una sorta di migrazione interna che penalizza gli istituti periferici o tecnici.
  • Comunicazione e tendenze mediali: media e orientamento scolastico spesso rafforzano l'attrattività dei percorsi liceali, presentando i licei come punti di partenza obbligati per l'università e la realizzazione personale. La diffusione di progetti internazionali, laboratori di eccellenza e partnership con il mondo universitario contribuisce inoltre ad alimentare le aspettative di alunni e genitori.
Il risultato è una pressione selettiva accentuata nei confronti degli istituti centrali. In alcune città - Milano e Roma in testa - questa concentrazione genera ondate di richieste che più volte superano di gran lunga i posti disponibili. E il fenomeno non resta circoscritto: anche regioni come la Lombardia, il Lazio e l'Emilia-Romagna riscontrano dinamiche analoghe.

Il radicamento delle abitudini e la paura di perdere occasioni future rendono difficile invertire questa tendenza. Il sistema scolastico si trova così regolarmente a gestire una domanda sovradimensionata, con il rischio di tensioni e disparità tra i territori. In questo scenario, di particolare rilevanza si dimostrano le strategie operative messe in campo dalle scuole stesse, che cercano di rispondere all'emergenza elaborando una varietà di criteri selettivi.

Criteri generali di precedenza e gestione delle eccedenze secondo il Ministero

Il quadro normativo nazionale prende forma nella circolare annuale del Ministero dell'Istruzione e del Merito, che punta a fornire indicazioni di massima sulla gestione degli esuberi e sulle regole di ammissione in caso di domande superiori ai posti. Nella sostanza, la posizione del Ministero si caratterizza per una certa prudenza:

  • Viene ribadito che gli alunni provenienti dal medesimo istituto comprensivo hanno diritto di precedenza nelle iscrizioni al grado successivo (ad esempio nel passaggio dalle scuole primarie alle secondarie di primo grado).
  • In presenza di domande eccedenti, l'autonomia scolastica consente alle scuole di definire i propri criteri di selezione, a patto che siano concordati dal Consiglio d'Istituto e rispettino i principi di ragionevolezza e trasparenza.
  • Il Ministero esorta ad evitare la priorità legata all'ordine di presentazione delle domande, negando dunque ogni forma di click-day.
  • L'estrazione a sorte è prevista come soluzione solo residuale, qualora i criteri adottati non siano sufficienti a dirimere i casi di parità.
Le indicazioni ministeriali lasciano dunque ampio margine alle singole scuole, ma richiedono che i criteri adottati siano sempre ispirati a principi di ragionevolezza. Fra questi, spiccano la vicinanza alla sede, la presenza di fratelli/sorelle già iscritti e particolari condizioni lavorative dei familiari. Un passaggio significativo della circolare riguarda l'invito ad evitare ove possibile il ricorso ai test di valutazione come criterio principale. Ciononostante, molti istituti - in particolare i licei più richiesti - scelgono comunque di utilizzare prove orientative o graduatorie a punti, integrando questi strumenti con altri parametri.

I criteri delle singole scuole: graduatorie, valutazioni e territorialità

Nella prassi operativa, ogni scuola si trova a dover costruire un bilanciamento tra esigenze di equità, valorizzazione del merito e rispetto della comunità locale. L'autonomia garantita dalla normativa nazionale ha dato origine a una serie di modelli differenti di selezione, che variano anche da città a città:

  • Graduatorie a punteggio: Gli istituti dove la domanda supera largamente l'offerta predispongono articolate graduatorie, spesso attribuendo punti per:
    • Residenza nel comune o nel quartiere di riferimento
    • Presenza di fratelli/sorelle già iscritti
    • Curriculum degli anni precedenti (media dei voti, giudizi in materie chiave, certificazioni extrascolastiche)
    • Risultati di test di orientamento, se previsti
  • Test orientativi: Nonostante le raccomandazioni ministeriali, diverse scuole mantengono i test di ingresso come strumenti per valutare motivazione, abilità logico-matematiche e comprensione del testo. In alcuni casi, si tratta di prove facoltative ma utili per attribuire punteggi nella graduatoria finale.
  • Territorialità e quote: Accanto ai tradizionali parametri, molte scuole - specie nelle aree metropolitane - stabiliscono quote riservate a studenti residenti in determinati municipi o comuni limitrofi. È frequente anche il ricorso alla riserva di posti per studenti con disabilità, provenienti da famiglie con condizioni lavorative particolari o che abbiano già altri figli iscritti nell'istituto.
Esempi concreti illustrano la varietà di approccio: a Milano, lo Scientifico Alessandro Volta attribuisce fino a 93 punti considerando media delle pagelle, risultati di test sulla motivazione e capacità logico-matematiche; il Leonardo Da Vinci utilizza una somma tra media dei voti, giudizi in materie fondamentali e performance nei test. A Roma, il Visconti e il Mamiani danno precedenza a residenza nel municipio, fratelli/sorelle iscritti e condizione di disabilità, mentre scuole come il Cavour o il Vito Volterra applicano quote territoriali o considerano la distanza in metri tra residenza e istituto. Non mancano casi in cui viene valutato anche il possesso di certificazioni linguistiche.

La territorialità si conferma elemento decisivo per l'ammissione; molte scuole riservano una parte dei posti agli studenti residenti entro un raggio preciso. Dove la rete dei trasporti pubblici lo consente, si tiene conto anche della distanza ponderata, garantendo un equilibrio tra vicinanza, esigenze familiari e merito scolastico. In situazioni di egual punteggio, resta l'eventualità dell'estrazione a sorte, considerata tuttavia come ultima ratio.

L'iter per le famiglie: come funziona la procedura online e cosa succede se nessuna scuola ha posti disponibili

La fase d'iscrizione alle scuole superiori si realizza oggi quasi esclusivamente tramite procedura online, attraverso la piattaforma Unica del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM). Le famiglie hanno la possibilità di indicare fino a tre istituti in ordine di preferenza:

  • Compilazione online: La procedura d'iscrizione si svolge attraverso l'accesso con credenziali digitali (SPID, CIE, ecc.) tra gennaio e febbraio di ogni anno. All'interno della piattaforma, si possono selezionare le scuole desiderate, indicando ordine di preferenza e inserendo eventuali informazioni aggiuntive richieste dagli istituti (ad es. residenza, presenza di fratelli/sorelle, etc.).
  • Assegnazione dei posti: Ogni istituto, una volta chiusa la finestra di presentazione, analizza tutte le domande e applica i propri criteri selettivi. Le famiglie vengono informate tramite e-mail (e nella piattaforma stessa) in merito all'accoglimento o all'inserimento in lista d'attesa.
  • Cosa accade in caso di mancata ammissione: Se nessuna delle scuole indicate può offrire un posto disponibile, la domanda passa in gestione all'ultimo istituto scelto. In collaborazione con l'Ufficio scolastico territoriale, quest'ultimo ha il compito di individuare una soluzione alternativa in zona, tenendo conto delle esigenze di famiglie e studenti.
Per gli alunni in età di obbligo scolastico (fino a 16 anni), il sistema si attiva con particolare urgenza. L'ufficio scolastico territoriale supporta concretamente la ricerca di una soluzione, contattando altre scuole della zona e assistendo le famiglie nella scelta di istituti dove vi siano ancora posti residui. Il percorso può creare tensione e apprensione, specialmente laddove la domanda supera ripetutamente l'offerta, ma il supporto amministrativo rimane un riferimento per ridurre i disagi e garantire una soluzione per tutti.