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Costo del diesel più alto della benzina nei primi giorni del 2026. Come sarà nel resto dell'anno? Meglio o peggio?

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Benzina e diesel

Nel 2026 il diesel supera la benzina per costi, tra nuove accise e cambiamenti fiscali che impatteranno famiglie, trasporti e consumi. Stime, confronti europei e previsioni per l'anno.

Dopo anni in cui il gasolio ha rappresentato la scelta meno costosa rispetto alla benzina, per effetto di nuove norme fiscali e ambientali, la situazione si è ribaltata. Ora il gasolio risulta mediamente più caro della benzina presso le stazioni di servizio italiane. La ragione principale si trova nell'allineamento delle accise sancito nella Legge di Bilancio, che ha introdotto un aumento della tassazione sul diesel a scapito di una parallela riduzione sull'altro carburante.

Tale provvedimento, adottato in risposta alle direttive europee per la progressiva eliminazione dei cosiddetti sussidi ambientalmente dannosi, ha avuto un impatto diretto sui prezzi finali. Le rilevazioni dei primi giorni del nuovo anno hanno confermato questo sorpasso storico: il prezzo medio del diesel alla pompa ha superato quello della benzina, innescando discussioni sulle prospettive future e sulle conseguenze economiche per diversi comparti della società.

Le nuove accise su diesel e benzina: cosa cambia dal gennaio

Dal primo gennaio 2026, le politiche fiscali sui carburanti in Italia sono state modificate dalla Legge di Bilancio. Il punto centrale della riforma è l'introduzione di una identica aliquota di accisa per diesel e benzina, fissata a 672,90 euro ogni mille litri (67,29 centesimi al litro), abolendo così la storica agevolazione di cui godeva il gasolio. Fino al 2025, infatti, il diesel beneficiava di una tassazione minore per favorire trasporti e attività produttive che ne facevano ampio uso.

La nuova struttura delle accise è stata stabilita dall'art. 1 della Legge di Bilancio 2026 e prevede che:

  • La tassazione sulla benzina venga ridotta di 4,05 centesimi/litro.
  • Contemporaneamente, il carico fiscale sul gasolio aumenti della stessa cifra.
  • Di conseguenza, entrambi i carburanti sono ora gravati dalla medesima imposta specifica.
L'obiettivo dichiarato del Governo e dell'Unione Europea è duplice: da un lato, livellare il trattamento fiscale tra due tipologie di combustibile ormai equivalenti per diffusione e impatto ambientale, dall'altro contrastare i sussidi ambientali giudicati dannosi per il clima e la qualità dell'aria. Secondo le stime, questa politica permetterà allo Stato di incassare circa 600 milioni di euro aggiuntivi nel solo 2026, destinati in parte a finanziare il fondo nazionale per il trasporto pubblico.

Restano alcune esenzioni importanti: il gasolio destinato ad applicazioni agricole, industriali o a specifici servizi di logistica non è soggetto al nuovo aumento. Tuttavia, la maggior parte degli automobilisti privati e delle imprese di autotrasporto subisce questa riforma fiscale.

L'impatto sull'utente finale è reso più significativo dal meccanismo dell'IVA, applicata sul prezzo lordo: l'incremento di accisa genera un effetto moltiplicatore, facendo salire il prezzo finale del diesel di quasi 5 centesimi al litro rispetto al 2025. Questa rimodulazione sancisce una svolta che riflette le scelte nazionali ed europee sulla transizione ecologica e sulla distribuzione della pressione fiscale tra i carburanti.

Quanto aumenterà il prezzo del diesel rispetto alla benzina

Le simulazioni basate sui dati raccolti a fine 2025 aiutano a comprendere l'entità reale dell'aumento per chi utilizza veicoli diesel. Il rincaro non è solo una previsione teorica, ma si traduce in costi mensili e annuali facilmente calcolabili:

Carburante

Prezzo medio (dic 2025, €/l)

Nuovo prezzo stimato (gen 2026, €/l)

Variazione rispetto a dicembre

Benzina

1,684

1,650

-0,034

Diesel

1,636

1,666

+0,030

L'aumento si trasforma in maggiori spese annue: per un'auto a gasolio con 50 litri di serbatoio, si spendono circa 2,47 euro in più per ogni pieno. Su base annuale, considerando due pieni al mese, emerge un maggior costo stimato attorno ai 60 euro per automobilista (fonte: Codacons e Unione Nazionale Consumatori). Tali cifre si basano sulla nuova accisa e su una combinazione di prezzi medi alla pompa e di impatto dell'IVA.

Le simulazioni mettono in evidenza anche che il ribasso della benzina può essere meno incisivo sulle spese delle famiglie, dato che in passato i tagli sulle accise del carburante verde sono spesso rimasti in parte assorbiti dalla filiera extra-fiscale. Al contrario, gli aumenti delle imposte sul diesel si riflettono più rapidamente nei costi al distributore.

Per i veicoli del segmento C il costo di un pieno (40 litri) è salito da 64,64 a 66,60 euro per il diesel, mentre è sceso da 67,60 a 65,64 euro per la benzina. In termini pratici, il diesel è ora più caro della benzina di circa 3-6 centesimi al litro, secondo le oscillazioni di mercato e le strategie adottate dalle compagnie nella determinazione dei margini.

Questa inversione di tendenza rappresenta un caso unico in Italia, dando un nuovo assetto al mercato dei carburanti dal punto di vista dei costi e delle previsioni sui comportamenti di spesa degli automobilisti.

Impatto aumento delle accise su famiglie, trasporti e consumi

Il ritocco delle accise sul diesel si riflette sulle abitudini di spesa delle famiglie, sulle aziende di trasporto e, per estensione, sui prezzi dei beni trasportati su gomma. Secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori, ogni automobilista con un'auto diesel dovrà sostenere un onere aggiuntivo compreso tra 42 e 60 euro l'anno, per effetto dei rincari a partire dal 2026. Questi valori risultano da stime realizzate su frequenze medie di rifornimento e da proiezioni sull'andamento dei prezzi alla pompa.

L'effetto a catena interessa in particolare:

  • Le famiglie che utilizzano veicoli diesel, per le quali il costo della mobilità privata cresce sensibilmente, specie nelle aree suburban e rurali dove il gasolio è più diffuso.
  • Il settore del trasporto merci su strada, che in Italia si affida ancora prevalentemente al gasolio: anche se il cosiddetto gasolio commerciale per i tir destinati alla logistica gode di rimborsi fiscali, l'aggravio resta sensibile per le flotte aziendali non destinatarie di agevolazioni.
  • I servizi e i beni di largo consumo, con un possibile riflesso in aumenti generalizzati dei prezzi al dettaglio, dato l'impatto del caro-carburanti sulla catena distributiva.
La legge stabilisce che le nuove entrate fiscali siano in parte destinate a finanziare il fondo nazionale trasporti pubblici, rappresentando una scelta compensativa per investire nella mobilità sostenibile. Tuttavia, molti osservatori sottolineano come la distribuzione dell'impatto sia disomogenea, pesando maggiormente sui nuclei familiari e sulle imprese che non hanno possibilità di accesso a veicoli alternativi o mezzi a basso impatto ambientale.

Il timore diffuso è che l'incremento del costo del diesel possa generare un doppio aggravio: da un lato sui singoli automobilisti e sulle aziende, dall'altro sul costo finale dei beni trasportati su gomma, con effetti indiretti sull'inflazione.

Il confronto europeo: tassazione e prezzi diesel-benzina

La recente rimodulazione delle accise italiane ha collocato il Paese nella fascia alta del panorama europeo per quanto riguarda la pressione fiscale sul gasolio. Secondo i dati raccolti da enti indipendenti e dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'Italia detiene ora uno dei record per la tassazione del diesel in tutta l'Unione Europea, superando paesi come Francia e Germania.

L'allineamento delle accise ai livelli della benzina ha comportato che il prezzo finale del diesel, nel 2026, sia tra i più elevati d'Europa. A titolo di confronto:

  • In Francia l'accisa su gasolio è mediamente inferiore a quella italiana di oltre 10 centesimi al litro, mentre il prezzo medio del gasolio si mantiene sotto i livelli riscontrati nelle pompe italiane.
  • In Germania, nonostante un'elevata tassazione, il prezzo alla pompa per il diesel nel primo trimestre dell'anno risulta, in media, inferiore rispetto alle nuove tariffe italiane.
  • L'Italia, inoltre, ha superato anche paesi tradizionalmente caro-carburanti come Olanda e Svezia, che però offrono una rete di incentivi più ampia per i carburanti alternativi.
Questo differenziale di tassazione mina la competitività del trasporto su strada italiano e spinge molti operatori della logistica internazionale a preferire i rifornimenti in paesi confinanti dove le imposte sono minori. In ambito comunitario, la riforma italiana rappresenta un adeguamento alle direttive ambientali made in Bruxelles, che puntano a disincentivare l'uso di combustibili fossili in favore della transizione verso modelli di mobilità più sostenibili:

Paese

Accisa gasolio (€/1000 l)

Prezzo medio gasolio (€/l)

Italia

672,90

1,666 - 1,803

Francia

circa 600

1,60 - 1,70

Germania

615

1,60 - 1,68

Previsioni: cosa aspettarsi per il prezzo del diesel nel 2026

Le analisi prospettiche degli enti di settore e delle associazioni dei consumatori suggeriscono uno scenario di permanenza di prezzi elevati per il diesel nel corso del 2026. Dopo il sorpasso registrato a gennaio, gli esperti indicano che le quotazioni potrebbero restare stabili o crescere ulteriormente, a seconda di una serie di fattori:

  • Andamento dei prezzi internazionali del petrolio: le oscillazioni della materia prima potrebbero influenzare il prezzo finale alla pompa, ma il riallineamento delle accise è ormai strutturale.
  • Strategie delle compagnie petrolifere: in alcuni casi, i margini su diesel e benzina possono essere oggetto di rinegoziazione per contenere i rincari, ma l'effetto calmierante difficilmente potrà essere sostanziale nell'arco dell'anno.
  • Evoluzione della domanda: la diffusione di veicoli ibridi ed elettrici potrebbe incidere progressivamente sulla richiesta totale di diesel, ma nel breve termine il gasolio resta prevalente per la logistica e i trasporti commerciali.
  • Ulteriori misure fiscali a livello nazionale o comunitario, volte sia ad aumentare la sostenibilità sia a correggere eventuali squilibri di mercato.
Il prezzo medio del diesel dovrebbe mantenersi superiore di circa 3-6 centesimi al litro rispetto alla benzina per tutto il 2026, salvo interventi straordinari o correttivi. Alcuni analisti prospettano una leggera riduzione del differenziale nella seconda metà dell'anno in caso di calo delle quotazioni internazionali o di pressione concorrenziale tra operatori. Tuttavia, l'assetto fiscale stabilito dalla manovra pone le basi per un'applicazione stabile della nuova tassazione.