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Cuffie, composti chimici potenzialmente dannosi ci sono in quasi tutti i modelli secondo nuova ricerca

di Marcello Tansini pubblicato il

Le cuffie, oggetti di uso quotidiano, possono contenere composti chimici come bisfenoli e ftalati, potenzialmente dannosi per la salute. ToxFree LIFE for All svela rischi, norme attuali e consigli.

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Se da un lato si è diffusa l'abitudine di raccomandare prudenza per il rischio di danni all'udito causati da volumi troppo elevati, negli ultimi anni l'interesse si è spostato anche su un altro aspetto meno noto: i materiali a contatto con le orecchie e la pelle. Le ricerche, recentemente raccolte dal progetto ToxFree LIFE for All, evidenziano come in quasi tutti i modelli testati siano presenti sostanze chimiche che possono risultare dannose per la salute umana.

Il pericolo, pertanto, non riguarda solo l'apparato uditivo: il continuo e prolungato contatto della pelle con le parti plastiche delle cuffie apre la strada a una potenziale esposizione a sostanze indesiderate. Secondo i ricercatori, non si rilevano rischi immediati per la popolazione generale, ma viene sottolineata la necessità di considerare tutte le modalità e le condizioni d'uso di questi dispositivi, specie quando sudore e calore possono intensificare la migrazione di alcuni composti.

L'indagine ToxFree LIFE for All: quali cuffie sono a rischio?

L'aumento esponenziale dell'uso di cuffie in ogni contesto - dal lavoro allo svago - ha spinto il consorzio ToxFree LIFE for All ad avviare una ricerca paneuropea sui materiali impiegati per realizzare questi dispositivi. Oltre 81 modelli, sia in-ear sia over-ear, sono stati acquistati un po' ovunque nei negozi fisici e sulle piattaforme online più diffuse, inclusi prodotti di marchi leader (Apple, Sony, Samsung, Bose, Sennheiser), ma anche soluzioni low cost o destinate al gaming.

L'indagine ha esaminato in dettaglio circa 180 componenti diversi per ciascun modello: cavi, archetti, padiglioni, inserti morbidi e parti rigide.

Secondo i dati raccolti, non esisterebbero cuffie totalmente prive di sostanze chimiche attenzionate: sia dispositivi premium sia modelli economici hanno presentato tracce rilevabili di vari composti.

Le sostanze chimiche trovate nelle cuffie: bisfenoli, ftalati e altri composti dannosi

I dati dell'indagine hanno restituito un quadro inequivoco in merito alla presenza di diversi composti chimici nei materiali delle cuffie:

  • Bisfenolo A (BPA) e Bisfenolo S (BPS): Il BPA è stato rilevato nel 98% dei campioni, spesso anche in concentrazioni elevate. Anche il BPS, utilizzato come "alternativa" che promette maggiore sicurezza rispetto al BPA, è risultato presente in oltre tre quarti dei modelli testati. Entrambi appartengono alla categoria degli interferenti endocrini, in grado di simulare gli effetti degli estrogeni e alterare l'equilibrio ormonale.
  • Ftalati: Utilizzati per rendere le plastiche più flessibili, possono ridurre la fertilità e sono stati collegati a effetti avversi sullo sviluppo riproduttivo. I
  • Paraffine clorurate e ritardanti di fiamma: Questi composti, utilizzati anche per aumentare la sicurezza antincendio dei dispositivi elettronici, sono risultati presenti in molte componenti, specie tra le plastiche morbide e i cavi. Le paraffine clorurate a catena corta e media (SCCPs e MCCPs) sono state rinvenute a concentrazioni vicine al limite legale in particolari modelli per bambini. I ritardanti di fiamma organofosfati (OPFRs) sono sospettati di assumere un ruolo di interferenza endocrina simile ai bisfenoli: in alcuni casi, la concentrazione ha superato le soglie fissate dalle direttive sugli apparecchi elettronici.
È importante sottolineare che le quantità riscontrate di ciascun composto sono spesso relativamente basse. Tuttavia, la presenza costante e ricorrente di più sostanze appartenenti a "classi a rischio" rende il quadro degno di attenzione, poiché pone le basi per l'effetto "cocktail", tema molto dibattuto nella tossicologia moderna.

Come e perché queste sostanze possono migrare sulla pelle e nell'organismo

Le cuffie audio, specie in modalità over-ear e in-ear, si distinguono per l'esteso e prolungato contatto diretto con la pelle. Questa caratteristica le rende una potenziale via d'accesso per micro-dosi di composti chimici presenti nelle parti plastiche.

Il processo della migrazione chimica avviene principalmente attraverso il calore corporeo e la sudorazione: quando la pelle diventa umida, il sudore facilita il rilascio e l'assorbimento di molecole dalle plastiche verso la cute. In particolare, i bisfenoli hanno dimostrato, secondo diversi studi tossicologici, la capacità di attraversare la barriera cutanea e raggiungere il circolo ematico, anche in proporzione limitata (si stima circa il 2,2% della dose applicata).

L'esposizione cutanea si differenzia da quella alimentare per una minore "filtrazione" da parte del fegato: ciò significa che la porzione di sostanza che entra in circolo può risultare più attiva dal punto di vista biologico. La migrazione risulta più marcata in condizioni di surriscaldamento, sia nell'uso prolungato sia durante l'attività fisica intensa o le stagioni calde. Nei modelli in-ear, il rischio di esposizione aumenta ulteriormente per il contatto diretto con il condotto uditivo.

Va puntualizzato che il rischio effettivo dipende da molteplici fattori: la durata dell'uso, il tipo di materiale, il grado di sudorazione individuale e la presenza o meno di lesioni cutanee nei punti di contatto prolungato. 

I rischi per la salute: effetto cocktail e categorie vulnerabili

La complessità della questione sanitaria legata alle cuffie non si limita all'effetto di singoli composti. Gli esperti sottolineano sempre più spesso il fenomeno dell'"effetto cocktail": l'esposizione simultanea e quotidiana a molte sostanze chimiche, anche in minime quantità, può dare origine a un rischio aggiuntivo rispetto alle soglie considerate "sicure" per ciascuna di esse prese singolarmente.

Fra le conseguenze teorizzate e documentate per i principali interferenti endocrini figurano:

  • Alterazioni ormonali
  • Effetti sulla fertilità e sullo sviluppo riproduttivo
  • Disturbi metabolici e aumento del rischio di tumori
  • Danni agli organi come fegato e reni, specie con paraffine clorurate e ftalati
Le categorie più esposte risultano essere gli adolescenti e i giovani adulti, che sono tra gli utilizzatori più assidui di cuffie. Particolarmente a rischio sono anche i bambini e le donne in gravidanza, per la maggiore vulnerabilità dei sistemi in crescita e delle difese ormonali ancora in formazione.

Gli esperti, tuttavia, tengono a precisare che, in base alle evidenze attuali, non esiste un pericolo immediato e acuto. Le quantità rilevate risultano, nella maggioranza dei casi, inferiori ai limiti stabiliti per legge per le singole sostanze. Il vero punto critico riguarda l'esposizione cronica a un mix di tante sostanze presenti in diversi prodotti di largo consumo, dalle cuffie ai cosmetici, ai tessuti e agli imballaggi alimentari.

Come limitare l'esposizione alle sostanze chimiche con le cuffie

Nelle more di un aggiornamento delle normative e di maggiori controlli a monte nella filiera produttiva, è possibile adottare strategie pratiche per ridurre l'esposizione personale. Ecco alcune raccomandazioni, supportate dagli esperti:

  • Limitare il tempo di utilizzo continuativo delle cuffie: alternare sessioni di ascolto con pause regolari, in particolare per bambini e adolescenti
  • Durante attività fisica intensa o in ambienti caldi, preferire modelli facilmente lavabili oppure ridurre il tempo d'uso per evitare accumulo di sudore
  • Non dormire con le cuffie indossate: il contatto per molte ore consecutive in condizioni di calore corporeo favorisce la migrazione delle sostanze
  • Quando possibile, variare i dispositivi nell'arco della giornata, senza utilizzare sempre lo stesso paio per ore
  • Preferire, ove disponibili, prodotti certificati da etichette ecologiche riconosciute a livello europeo: EU Ecolabel, Blue Angel, ecc.
  • Per i più piccoli scegliere cuffie dedicate all'infanzia, che tendono a mostrare valori medi di contaminazione inferiori (pur non essendo totalmente esenti da rischi)
  • Prestare attenzione a eventuali segni di deterioramento visibile delle parti a contatto con la pelle: sostituire cuffie usurate riduce il rischio di rilascio di composti
  • Non fare affidamento solo sul prezzo o sul brand: modelli costosi non sono automaticamente più sicuri dal punto di vista chimico



Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...