Deloitte cresce, assume oltre 2.000 persone e trova nella pubblica amministrazione il principale motore dei ricavi: un paradosso per la consulenza, tra nuovi progetti, IA e confronto con il privato.
Deloitte Italia ha chiuso l'esercizio compreso tra giugno 2025 e maggio 2026 con ricavi superiori a 1,8 miliardi di euro, in aumento del 9% rispetto all'esercizio 2025, e prevede oltre 2.000 nuove assunzioni entro maggio 2027. Il dato emerge dalla comunicazione sui risultati del network italiano, che segnala anche una crescita del 2,7% dell'organico nel 2026. Tra i comparti indicati, l'aumento più marcato riguarda però government & public services, cresciuto del 25% nell'esercizio 2026.
Il risultato crea un contrasto soltanto apparente. Una società privata di servizi professionali sta infatti aumentando il proprio giro d'affari anche attraverso incarichi destinati alla pubblica amministrazione e agli organismi pubblici. Quel “anche”, però, va letto con attenzione: il 25% indica la crescita percentuale del comparto. Non dice che la PA produca più ricavi o profitti di banche, assicurazioni e grandi imprese private.
Nel periodo giugno 2025-maggio 2026 Deloitte Italia ha superato quota 1,8 miliardi di euro di fatturato. L'incremento annuo è stato del 9% e, secondo quanto comunicato dalla società, si tratta del quindicesimo esercizio consecutivo di espansione.
L'organico è aumentato del 2,7% nello stesso arco temporale. I partner sono arrivati a 581, dopo la nomina di 46 nuovi partner nel corso del nuovo esercizio fiscale.
Il piano per il prossimo esercizio riguarda invece l'occupazione: entro maggio 2027 Deloitte prevede più di 2.000 assunzioni. La comunicazione sui risultati non indica come saranno distribuiti i posti tra regioni, funzioni e settori. Non è quindi possibile stabilire quanti ingressi finiranno sui progetti rivolti alla pubblica amministrazione.
La struttura italiana conta oltre 14.000 persone e opera in 23 città. Al suo interno rientrano audit e assurance, consulenza fiscale e legale, strategia, gestione dei rischi, operazioni finanziarie, tecnologia e trasformazione organizzativa.
Nel 2026 il segmento government & public services è cresciuto del 25% rispetto al 2025. È la variazione più alta tra quelle rese pubbliche per i principali comparti di attività. Energy, resources & industrial segue con un aumento del 12% nello stesso confronto annuale:
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Comparto |
Crescita indicata |
Periodo di confronto |
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Government & public services |
+25% |
2026 rispetto al 2025 |
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Energy, resources & industrial |
+12% |
2026 rispetto al 2025 |
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Deloitte Italia, ricavi complessivi |
+9% |
Esercizio giugno 2025-maggio 2026 rispetto al precedente |
Il network serve anche financial services, life sciences & health care, consumer e technology, media & telecommunications. Per questi ambiti, nei dati disponibili, non compare una ripartizione completa dei ricavi né l'indicazione delle variazioni registrate da ciascun settore.
Qui la distinzione da fare è semplice, anche se spesso viene trascurata: una cosa è la velocità di crescita, un'altra è la dimensione economica. Un comparto di dimensioni ridotte può salire del 25% e generare comunque meno ricavi assoluti di un settore maturo, cresciuto a un ritmo inferiore. Deloitte non ha pubblicato, nei dati esaminati, il fatturato assoluto delle singole industry e nemmeno il dettaglio dei margini per area.
La crescita del comparto pubblico si colloca in una fase nella quale amministrazioni e organismi statali devono intervenire su processi, servizi e infrastrutture tecnologiche. Tra le attività dichiarate da Deloitte rientrano la transizione digitale, l'intelligenza artificiale, la cybersecurity, la compliance, la consulenza organizzativa e il sostegno ai percorsi di trasformazione ecologica.
Per una pubblica amministrazione, queste competenze possono servire a riorganizzare i servizi destinati a cittadini e imprese, gestire i dati, proteggere i sistemi informativi e introdurre nuovi strumenti digitali. La richiesta può riguardare anche la progettazione, il monitoraggio e la rendicontazione di programmi finanziati con risorse europee e pubbliche, compresi gli interventi legati alla modernizzazione amministrativa.
Restano poi i problemi operativi con cui le amministrazioni devono fare i conti: mancano, in alcuni casi, competenze interne; le banche dati devono dialogare tra loro; le informazioni vanno protette e gli acquisti pubblici devono rispettare regole precise. È in questo spazio che si collocano società in grado di combinare consulenza gestionale, tecnologia, analisi finanziaria, audit e gestione del rischio.
Il confronto con i settori privati aiuta a dimensionare il dato, senza attribuirgli un significato che le informazioni disponibili non sostengono. Banche e assicurazioni acquistano servizi legati alla regolamentazione, alla gestione dei rischi, alla cybersecurity, alla revisione, agli adeguamenti tecnologici e alle operazioni finanziarie.
Le grandi imprese industriali, energetiche e dei servizi si trovano invece a gestire la transizione energetica, la digitalizzazione degli impianti e delle fabbriche, le catene di fornitura, la sostenibilità e la revisione dei processi interni.
Per energy, resources & industrial Deloitte indica una crescita del 12% nel 2026, meno della metà di quella registrata da government & public services. Il pubblico mostra dunque una dinamica più intensa tra i comparti comunicati. Il dato non dimostra, però, che abbia superato il privato per volume d'affari.
La stessa distinzione vale per la redditività. I ricavi rappresentano il valore delle attività fatturate; il profitto dipende dai costi del personale e dalle spese operative, ma anche dalla struttura dei contratti, dalla loro durata e dall'efficienza con cui gli incarichi vengono eseguiti. Senza dati separati su ricavi e margini delle singole industry, una graduatoria dei comparti più redditizi non avrebbe una base documentale sufficiente.
Il piano per le nuove assunzioni si aggiunge alle selezioni già aperte nelle sedi italiane. Le opportunità comprendono posizioni junior e senior e possono interessare diplomati, laureati, neolaureati e professionisti con esperienza. Le funzioni citate includono consulenza, tecnologia, amministrazione, finanza, controllo, fisco, audit e organizzazione.
Negli annunci esaminati compaiono, tra gli altri, questi profili:
Negli annunci esaminati le retribuzioni vanno, in base al ruolo e alla seniority, da circa 21.500 a 49.000 euro lordi annui. Per alcune posizioni con maggiore esperienza si arriva fino a 75.000 euro lordi annui.
Queste fasce non sono una media aziendale e non possono essere applicate automaticamente alle 2.000 assunzioni programmate. Il livello retributivo dipende dall'inquadramento, dall'esperienza, dal grade, dagli eventuali premi e dai benefit. Per alcuni ingressi junior è previsto uno stage con indennità; diverse posizioni fanno riferimento al CCNL Terziario Distribuzione e Servizi.
Il paradosso riguarda soprattutto la distanza tra la percezione comune e il modello economico della società. Deloitte è un'impresa privata che genera ricavi fornendo competenze a imprese, istituzioni e amministrazioni. Se il segmento pubblico cresce più rapidamente degli altri, una parte rilevante dell'espansione dipende quindi da esigenze dello Stato e degli enti pubblici, mentre l'attività viene svolta da un operatore privato.
Non c'è necessariamente una contraddizione. Un'amministrazione può avere bisogno, per un periodo limitato, di competenze specialistiche legate a un progetto complesso. Una società di consulenza, dal canto suo, può mettere a disposizione persone, tecnologie e metodologie utilizzabili su incarichi differenti.
Il punto da verificare riguarda piuttosto la misurazione dei costi, dei risultati e del trasferimento delle competenze alla struttura pubblica. Il ricorso a un fornitore esterno non dice da solo se l'intervento sia stato più o meno conveniente, né quanto know-how sia rimasto all'interno dell'amministrazione.
Il +25% identifica la maggiore accelerazione tra i comparti comunicati da Deloitte Italia per l'esercizio 2026. Non prova che la pubblica amministrazione sia il principale cliente per ricavi. Non dimostra neppure che gli incarichi pubblici siano quelli con i margini più elevati.
Il dato consente una conclusione più circoscritta: la domanda di trasformazione dello Stato è diventata una componente molto vivace del mercato dei servizi professionali.
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...