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Due donne pugliesi lanciano un brand di design esposto a New York da zero usando dei centrini della nonna: la storia

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di Dott. Marco Castagna pubblicato il

Centrini della nonna che si trasformano in lampade di design: la storia di Silvia e Annamaria De Cataldo racconta come tradizione, artigianato pugliese e innovazione si intrecciano.

Negli ultimi anni il design d'interni ha assistito a una sorprendente riscoperta dei centrini fatti a mano, tradizionalmente associati alle case delle nonne. Un oggetto quotidiano, a lungo dimenticato nei cassetti delle famiglie pugliesi, ha trovato nuova vita grazie all'ingegno e alla passione di Silvia e Annamaria De Cataldo. Le due sorelle, originarie di una piccola località del Salento, sono riuscite a trasformare la memoria di un gesto antico in una vera e propria icona contemporanea, dando origine al progetto Corten Style.

Alla base del loro percorso non c'è solo la volontà di conservare il patrimonio della manualità femminile salentina, ma anche il desiderio di trasmettere emozione e valore agli oggetti recuperati. In un momento storico in cui l'arredo è spesso uniformato e standardizzato, l'intuizione delle due sorelle si distingue proprio per la capacità di intrecciare tradizione, innovazione ed etica del recupero. Il centrino passa da simbolo del passato a elemento pulsante di un nuovo modo di intendere la casa: più personale, immersivo e sostenibile.

La loro produzione di lampade di design, realizzata partendo da centrini antichi e lavorando il corten (acciaio dalle tonalità calde e vissute), è diventata sinonimo di esperienza, estro e profondo radicamento territoriale. In questo processo si coglie appieno la potenza narrativa degli oggetti: ogni lampada è unica perché racconta una storia, restituisce identità e contribuisce alla bellezza degli interni contemporanei senza dimenticare le radici.

Silvia e Annamaria De Cataldo: storia e passione

Le origini del percorso di Silvia e Annamaria De Cataldo sono profondamente radicate nel tessuto storico e sociale della Puglia. Il patrimonio artigianale locale riveste da sempre un peso decisivo nella loro formazione: sin da bambine crescono circondate dal lavoro paziente delle nonne, attente al dettaglio e orgogliose della propria abilità nel ricamo e nell'uncinetto.

I valori dell'educazione manuale si intrecciano con i ritmi della vita di paese, la cultura della famiglia allargata, la ricerca della bellezza nel quotidiano. Proprio l'impegno per la riscoperta delle tradizioni diventa il punto di partenza per il percorso creativo delle due sorelle, che dopo esperienze di studio e di lavoro fuori dalla Puglia scelgono di tornare nella terra d'origine per valorizzarne il potenziale nascosto.

Nel 2019 nasce così Corten Style: un laboratorio in cui i centrini della nonna vengono recuperati, restaurati e poi trasformati in paralumi e installazioni luminose dal design fortemente materico. La scelta dell'acciaio corten come materiale di base non è casuale: oltre a citare l'arredo industriale, richiama la terra rossa del Salento e l'idea stessa di resistenza nel tempo.

La professionalità di Silvia, esperta in restauro e materiali, si combina con l'estro progettuale di Annamaria, designer autodidatta, dando vita a una collezione viva, concepita per durare ma anche per adattarsi a nuovi contesti stilistici. Molto più che una semplice attività artigianale, il loro progetto si pone come un esempio concreto di imprenditoria femminile radicata ma aperta all'innovazione.

In pochi anni Corten Style ha conquistato il mercato nazionale e internazionale con pezzi unici e collezioni in edizione limitata, sempre rispettose dell'identità pugliese. Il loro contributo è oggi riconosciuto come leva di sviluppo culturale e modello di sinergia fra tradizione, design e manualità contemporanea.

Da simbolo di tradizione a chiave del Grandmillennial style

La rivalutazione dei centrini, protagonisti indiscussi dell'arredamento di una volta, si inserisce pienamente all'interno delle tendenze attuali come il Grandmillennial style. Questa corrente estetica, nata negli Stati Uniti e ormai diffusa anche in Italia, celebra il recupero di dettagli caldi, stratificati e sentimentali propri delle case delle nonne, contrapponendosi all'omologazione minimalista degli ultimi decenni.

Il centrino da semplice oggetto decorativo si trasforma così in dichiarazione di personalità: la sua presenza in un interno racconta attenzione al dettaglio, gusto per la memoria e desiderio di autenticità. La cultura social ha contribuito in modo decisivo a questa inversione di prospettiva: vedere coetanei arredare con pizzi e lampade vintage ha sdoganato l'estetica del passato, mescolandola a tocchi attuali.

Gli interni Grandmillennial valorizzano il mix & match di oggetti artigianali, tessuti ricamati, porcellane, carta da parati floreale e lampade realizzate con materiali recuperati. Il centrino, in questo schema, diventa il protagonista discreto che aggiunge carattere e storia anche agli ambienti più contemporanei. Tra i must di questo stile troviamo:

  • l'utilizzo di tessili decorativi nelle cucine e nei salotti
  • l'inclusione di centrini come runner su tavoli o consolle
  • l'inserimento di lampade con paralumi in pizzo nella zona notte o studio
  • la creazione di atmosfere accoglienti attraverso piccoli dettagli vintage
Nella scelta cromatica, predomina la regola del more but meaningful, ovvero abbondanza calibrata di dettagli ma sempre con un senso: il centrino arreda e racconta senza risultare mai eccessivo, al servizio di ambienti personalizzati e ricchi di sfumature. È proprio su questo palcoscenico di riscoperta che l'idea di Silvia e Annamaria De Cataldo si innesta con coerenza, portando il valore della tradizione artigianale nel cuore della contemporaneità.

La trasformazione: come i centrini diventano lampade

Il viaggio dalle scatole di ricordi all'inizio di un'esclusiva produzione di design è denso di significato e di ricerca tecnica. Il processo parte sempre dalla selezione dei centrini originali, pezzi unici che conservano il fascino dei filati naturali, della cura manuale e, spesso, delle piccole imperfezioni dovute al tempo.

Una volta raccolti, i centrini vengono lavati, restaurati e irrigiditi con processi di inamidatura tradizionale o con nuovi composti, come colla vinilica o amidi naturali. Questa fase permette di conservare i dettagli del ricamo e conferire la resistenza necessaria per la successiva lavorazione.

Vengono poi integrati nella struttura di lampade che sfruttano la sofisticata versatilità dell'acciaio corten. Il corten, scelto per la sua capacità di resistere alla corrosione e per le calde sfumature ruggine, viene tagliato e sagomato artigianalmente con tecniche di lasercut o lavorazione a mano. Le trame e le trasparenze del centrino vengono così accostate ai profili materici del metallo, generando suggestivi giochi di luce e ombra.

Il risultato è una lampada che non solo illumina l'ambiente, ma restituisce personalità, evocando atmosfere intime e affettuose come quelle delle case delle nonne. La ricerca formale è sempre fondata sull'equilibrio:

  • nessuna lampada è uguale a un'altra, ogni combinazione centrino-corten è irripetibile;
  • il design unisce contemporaneità e rispetto della tradizione locale;
  • l'oggetto finale è volutamente parlante: un ponte fra passato e futuro.
L'attenzione al dettaglio si estende anche alla scelta delle fonti luminose (preferibilmente a basso consumo), ai sistemi di montaggio pensati per una facile manutenzione, e alla possibilità di personalizzazione nei colori e nelle dimensioni.

Le lampade Corten Style sono realizzate a mano in edizione limitata: molti clienti scelgono di utilizzare come base i centrini di famiglia, contribuendo a rendere l'oggetto finale ancora più significativo. Questo percorso mette in luce la capacità delle sorelle De Cataldo di dare nuova dignità a materiali ed emozioni, trasformando il ricordo in elemento decorativo essenziale nei progetti di interior design più contemporanei.

Dall'uncinetto alle lampade di Corten Style

Il cuore della produzione Corten Style è la sintesi fra l'antica arte dell'uncinetto e la tecnologia artigianale del metallo. La maestria manuale è il tratto distintivo del progetto: ogni lampada è il risultato di una filiera quasi interamente realizzata a mano, dalla selezione del filato (o dal recupero del centrino già esistente) fino al taglio, all'inserimento e assemblaggio della struttura. I passaggi del processo creativo prevedono:

  • identificazione dei centrini più adatti in base al tipo di ricamo e dimensione;
  • pulizia approfondita secondo le regole del lavaggio delicato per salvaguardare i filati antichi;
  • invenzione della soluzione di irrigidimento tramite amido naturale, zucchero o colla, con attenzione all'ambiente e alla salute;
  • modellazione su stampi sferici o geometrici che conferiscono la forma desiderata, lasciando asciugare e stabilizzando il manufatto;
  • interazione con artigiani del metallo per realizzare la base e le componenti in corten tagliate su misura;
  • assemblaggio e verifica dell'equilibrio estetico, strutturale e luminoso.
L'attenzione alla tecnica si coglie anche nella cura degli accostamenti cromatici fra il bianco dei filati e le tonalità bruciate del corten, nella scelta dei dettagli funzionali (come portalampada, cavi e supporti) sempre improntati alla sicurezza e alla valorizzazione delle materie prime.

Nelle fasi finali, le lampade vengono dotate di sistemi di illuminazione LED per preservare il ricamo e garantire efficienza energetica. La passione per il lavoro artigianale si manifesta anche nella volontà di trasmettere competenze attraverso corsi, laboratori e collaborazioni con scuole del territorio, rilanciando la filiera degli antichi mestieri in chiave attuale.




Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...