'El Mundo: la Russia sarebbe pronta ad attaccare l'Italia con droni nel Mediterraneo. Crosetto conferma il rischio e spiega dove e come potrebbero avvenire queste incursioni sulle coste italiane.'
Il quotidiano spagnolo El Mundo ha pubblicato un'analisi, ripresa in Italia dal Sole 24 Ore, secondo cui la Russia sarebbe pronta a condurre attacchi con droni nel Mediterraneo, con obiettivi che riguarderebbero in particolare infrastrutture marittime di Italia, Francia e Spagna. Il report si inserisce in un quadro più ampio di tensione che da mesi coinvolge lo spazio aereo europeo: negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli avvistamenti di droni non identificati sopra aeroporti e basi militari in Romania, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Germania, Lituania ed Estonia, episodi che l'Unione Europea attribuisce, con diversi gradi di certezza, a operazioni riconducibili a Mosca.
Fino a questo momento, secondo quanto riferito da fonti qualificate dell'intelligence italiana già lo scorso novembre, "non è stato registrato alcun episodio significativo" sul territorio nazionale. Questo non significa però che il rischio venga considerato remoto: al contrario, proprio la capacità tecnica di alcuni droni di raggiungere l'Italia partendo da basi russe rende la questione tutt'altro che teorica.
Un elemento chiave per capire la plausibilità dello scenario riguarda l'autonomia dei droni oggi in dotazione alle forze russe. Secondo un'analisi ripresa da Euronews e basata su un report di Defence Express, i droni Shahed, di fabbricazione iraniana ma ampiamente utilizzati dal Cremlino, avrebbero ormai un raggio d'azione compreso tra 1.800 e 2.500 chilometri, capace di trasportare cariche esplosive più consistenti rispetto alle versioni precedenti. Le tre aree di lancio più favorevoli individuate dagli analisti sono Capo Chauda in Crimea, una base nell'oblast di Bryansk e un sito nei pressi di San Pietroburgo.
Con un raggio esteso fino a 2.500 chilometri, la copertura di questi mezzi arriverebbe a comprendere quasi tutta la Francia, la Svizzera, l'intera Italia, il Regno Unito e l'Irlanda. Gli analisti aggiungono che, in uno scenario di conflitto esteso, la Russia potrebbe creare rapidamente nuove postazioni di lancio, ad esempio in Bielorussia o nella regione di Kaliningrad, riducendo ulteriormente le distanze e portando alla portata anche Madrid e il nord della Spagna. Per il momento, secondo la stessa analisi, Lisbona risulterebbe l'unica capitale europea considerata "al sicuro" per ragioni puramente geografiche.
Va precisato che questi calcoli riguardano la capacità tecnica teorica dei mezzi, non un piano operativo confermato: la differenza tra "potrebbe raggiungere" e "sta per colpire" resta sostanziale, ed è proprio su questo crinale che si muove il dibattito tra chi minimizza e chi invita alla massima prudenza.
Le modalità di attacco più probabili potrebbero essere:
Il ministro ha ricordato che l'Italia si trova, in linea d'aria, più vicina al confine russo rispetto a Bruxelles (circa 1.750 chilometri contro 2.000), un dato che rende la questione geograficamente meno remota di quanto si potrebbe pensare guardando solo alla posizione dell'Italia nel Mediterraneo. Di segno diverso è invece la posizione più volte espressa dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che in diverse occasioni ha dichiarato di non credere che l'Italia sia un obiettivo militare diretto per Mosca, pur riconoscendo che la difesa aerea nazionale è comunque in grado di monitorare la situazione e intervenire in caso di minacce concrete. Questa differenza di accento tra i due ministri riflette una dinamica comune anche ad altri governi europei, dove convivono la linea di chi invita alla massima allerta preventiva e quella di chi preferisce evitare allarmismi che potrebbero alimentare tensioni percepite come sproporzionate rispetto al rischio reale.
Al di là delle diverse sfumature politiche, resta il tema concreto delle capacità difensive. Gli esperti di sicurezza interpellati sul tema sottolineano che il vero nodo non riguarda solo l'intercettazione dei droni una volta in volo, ma anche l'identificazione di chi li pilota: in diversi episodi avvenuti in altri Paesi europei, come il sorvolo della base dei sottomarini nucleari di Ile Longue in Francia, i droni sarebbero stati lanciati da pochi chilometri di distanza, un dettaglio che fa pensare alla presenza di agenti o infiltrati sul territorio piuttosto che a lanci diretti dalla Russia. Per l'Italia, come per il resto d'Europa, la sfida riguarda quindi tanto la tecnologia di intercettazione quanto la capacità di individuare tempestivamente eventuali reti di supporto logistico sul territorio nazionale.
Sul piano industriale, l'Unione Europea si è impegnata a creare un "muro antidroni" lungo il fianco orientale entro la fine del 2027, un progetto che punta a rafforzare la rete di sorveglianza e i sistemi di neutralizzazione condivisi tra gli Stati membri. Nel frattempo, l'Italia dispone già di una rete di avvistamento radar e di sistemi di difesa contro i mini droni, tra cui dispositivi di disturbo elettromagnetico e il lanciamissili portatile terra aria Stinger, con una gittata di 7-8 chilometri, oltre alla possibilità di attivare caccia intercettori in coordinamento con gli assetti Nato.
Resta però il fatto che, come ammesso dagli stessi analisti della Difesa, non esiste uno scudo impenetrabile, e che la tecnologia dei droni continua a evolversi più rapidamente rispetto ai sistemi pensati per neutralizzarli. Il quadro che emerge, quindi, è quello di un rischio che oggi resta teorico e non confermato da episodi concreti sul suolo italiano, ma che le autorità di difesa preferiscono trattare con la massima serietà, proprio per non farsi trovare impreparate nel caso in cui lo scenario delineato da El Mundo dovesse concretizzarsi nei prossimi mesi.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...