L’attuale scenario energetico è dominato da profondi cambiamenti legati alla transizione verso le fonti rinnovabili, alla digitalizzazione delle reti e a una decisa spinta alla sostenibilità. In questo quadro, il gruppo Enel rappresenta uno dei principali player europei e mondiali, capace di affrontare con efficacia le nuove sfide del mercato. Dopo aver presentato risultati economico-finanziari di rilievo nel 2025, la società avvia un nuovo ciclo di investimenti che rafforzano sia la presenza internazionale, sia l’impatto sul territorio nazionale in termini di crescita e occupazione.
Risultati finanziari 2025 e principali driver di crescita del Gruppo Enel
I dati consolidati al 30 settembre 2025 confermano l’ottima performance economica del gruppo: i ricavi raggiungono 59,7 miliardi di euro (+3,6% rispetto al 2024), trainati dalla Generazione Termoelettrica e dal trading, che hanno saputo cogliere le opportunità di un mercato wholesale particolarmente dinamico. Parallelamente, la strategia di ottimizzazione degli asset e delle attività si è concretizzata nella dismissione di rami non strategici e nella focalizzazione sui mercati con maggior valore aggiunto.
- Il margine operativo lordo ordinario si attesta a 17,26 miliardi di euro, leggermente in calo rispetto al 2024 (-1,1%), ma registra una crescita (+0,9%) se depurato dagli effetti delle variazioni di perimetro (soprattutto la cessione di asset in Perù).
- L’EBIT raggiunge 10,92 miliardi, mostrando una resilienza significativa nonostante il fisiologico incremento degli ammortamenti provocato dagli ingenti investimenti infrastrutturali.
- Il risultato netto ordinario si assesta a 5,7 miliardi, in leggera flessione (-2,4%) ma con un incremento reale del +4,5% a parità di perimetro, grazie a una gestione operativa efficiente e alla diminuzione degli oneri finanziari.
- L’indebitamento finanziario netto è pari a 57,54 miliardi, in aumento controllato dovuto principalmente al sostegno di nuove progettualità e al pagamento di dividendi e acquisizioni mirate.
- Gli investimenti nei primi nove mesi toccano i 6,8 miliardi, mostrando una scelta chiara: il 69% destinato alle reti per accrescere affidabilità, efficienza e digitalizzazione, e una quota importante diretta verso le rinnovabili.
Se si considera il mix di produzione,
la generazione a zero emissioni ha raggiunto oltre l’83% della capacità totale del gruppo, confermando un posizionamento di rilievo nella decarbonizzazione in linea con l’obiettivo di
emissioni nette pari a zero entro il 2040. La crescita patrimoniale è stata sostenuta anche dal successo delle emissioni obbligazionarie internazionali e dall’apprezzamento di investitori istituzionali per la conduzione finanziaria del gruppo. Nel complesso, la solidità dei risultati 2025 pone le basi per
ulteriori avanzamenti competitivi, con una visione di crescita profittevole e sostenibile.
Le nuove strategie e il Piano Strategico 2025-2027: investimenti, innovazione e sostenibilità
Il Piano Strategico 2025-2027 ridefinisce le priorità del gruppo lungo tre direttive: selettività degli investimenti, ottimizzazione operativa ed equilibrio tra crescita economica e sensibilità ambientale. Sono previsti circa 43 miliardi di euro di investimenti lordi, valore in salita di 7 miliardi rispetto alla precedente pianificazione. Questa scelta è stata motivata dalla necessità di sostenere la resilienza delle reti – a cui andranno 26 miliardi –, espandere la capacità rinnovabile con oltre 12 GW previsti e modernizzare i servizi retail.
Il piano si articola sui seguenti assi:
- Redditività e flessibilità: allocazione del capitale mirata verso mercati “core” (Italia, Spagna, alcune aree dell’America Latina) e su asset regolati caratterizzati da ritorni prevedibili.
- Innovazione e ottimizzazione: perfezionamento dei processi interni e offerta di soluzioni digitali per aumentare la qualità dei servizi e sostenere la crescita di nuove linee di business.
- Sostenibilità e finanza ESG: forte attenzione alla riduzione delle emissioni e all’equilibrio finanziario anche in presenza di ingenti investimenti. Il gruppo mantiene chiara la priorità di sostenibilità ambientale e sociale, favorendo dialogo con territorio e stakeholder.
La remunerazione degli azionisti rimane centrale, tramite una politica di dividendi “floor” (minimo fisso) pari a 0,46 euro per azione, con potenziale incremento fino al 70% dell’utile netto ordinario. Oltre a ciò, è stato varato un programma di buyback per rafforzare il valore delle azioni e incrementare l’appeal per gli investitori. L’efficienza e la capacità di anticipare i trend di mercato, unite a una tariffazione intelligente e all’introduzione di tecnologie di ultima generazione sulle reti, consolidano
la reputazione di Enel come leader affidabile e innovativo nel panorama energetico internazionale.
Assunzioni e occupazione: nuove opportunità nel Gruppo Enel e nell'indotto
Negli ultimi mesi il tema delle opportunità professionali collegate alle strategie di sviluppo ha assunto una rilevanza crescente, anche grazie all’incremento degli investimenti e alla rotazione di mansioni dovuta alla transizione energetica. Nel 2025 il gruppo ha visto i dipendenti salire oltre quota 61 mila a livello globale, con un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni (+797 unità al netto delle variazioni di perimetro).
Nel settore degli appalti e dell’indotto, segnali significativi arrivano da accordi territoriali, come quello raggiunto presso la centrale "Federico II" di Cerano, dove sono state assicurate cinquanta nuove assunzioni full time destinate a specifiche mansioni tecniche e operative, con priorità agli ex dipendenti già impiegati nella filiera. Un simile approccio garantisce continuità occupazionale, valorizza le competenze storiche e sostiene la coesione sociale nei territori investiti dal phase-out del carbone.
La selezione si basa su criteri di esperienza e compatibilità tra mansioni svolte e nuove esigenze: sono state create opportunità sia nel comparto pulizie (26 addetti), sia nei segmenti metalmeccanico, elettrico ed edile, con l’applicazione del relativo CCNL, riconoscendo anzianità e livelli retributivi maturati. Accanto a questo, si pianifica il futuro tramite:
- la convocazione di tavoli interistituzionali per la gestione di una formazione mirata al personale coinvolto nelle nuove progettualità dell’indotto e nelle attività post-transizione;
- la riorganizzazione delle strutture per favorire la mobilità interna senza perdere il legame con le platee storiche dell’occupazione locale.
Sforzi simili stanno interessando tutto il perimetro nazionale, con iniziative di stabilizzazione del personale e nuovi innesti determinati dalle competenze richieste dalla digitalizzazione delle reti e dall’accelerazione sulle rinnovabili. Il
monitoraggio continuo degli accordi e la collaborazione con le organizzazioni sindacali confermano una strategia assunzioni e investimenti che punta a garantire
occupazione qualificata e crescita sostenibile nel medio-lungo periodo.
Miglioramenti per i dipendenti: benefit, bonus e welfare aziendale
L’attenzione per il benessere dei lavoratori viene rafforzata da un sistema di benefit che pone Enel tra le realtà più dinamiche sia in termini di retribuzione sia di welfare. La normativa sulla detassazione consente dal 2025 al 2027 l’erogazione di bonus annuali esenti fino a 1.000 euro (2.000 euro per dipendenti con figli), destinati ad esempio al pagamento delle bollette, mutui o affitti dell’abitazione principale—un aiuto concreto per fronteggiare i rincari e accrescere il potere d’acquisto.
Questi benefit, decisi e applicati a discrezione aziendale secondo le specifiche dei Ccnl applicabili, rientrano in un bouquet di strumenti di welfare che comprende:
- agevolazioni dedicate su strumenti digitali e soluzioni di smart working,
- iniziative di supporto alla genitorialità e sostegno alle famiglie,
- sviluppo di programmi per la cura della salute psicofisica e la promozione del work-life balance.
Fino al termine naturale per chi già lo percepisce, rimane in vigore il bonus fino a 5.000 euro per i neoassunti che hanno trasferito la residenza di oltre 100 km per motivi di lavoro (introdotto nel 2025 e non prorogato per il 2026), segno di quanto sia sentito il tema dell’inserimento dei giovani e della mobilità territoriale. Il potenziamento del welfare si riflette anche nella deducibilità totale dei benefit, contribuendo sia all’attrattività aziendale sia alla coesione interna.
L’impegno per i dipendenti non si esaurisce nei bonus, ma punta a rafforzarsi con azioni innovative che valorizzano la persona e il capitale umano quale leva competitiva distintiva.
Sfide e criticità: sindacati, outsourcing e gestione del personale nel post-transizione
L’evoluzione delle strategie industriali pone nuove questioni all’attenzione delle rappresentanze dei lavoratori e delle istituzioni. In particolare, la riorganizzazione dei servizi di customer care affidati sempre più spesso all’outsourcing ha generato tensioni, come dimostra il caso dei circa 400 operatori coinvolti nel cambio appalto tra le società Accenture Outsourcing e Datacontact. L’obbligo di trasferimento a nuove sedi anche a centinaia di chilometri di distanza viene duramente contestato dai sindacati, che sottolineano la necessità di garantire continuità territoriale e salvaguardia dei posti di lavoro.
Al centro della protesta c’è l’accusa di elusione di clausole contrattuali e di gare pubbliche che dovrebbero, secondo le organizzazioni dei lavoratori, evitare forzati trasferimenti e contenere il rischio di una riduzione indiretta del personale. Il timore è che questa impostazione possa innescare un circolo vizioso, con ulteriori esternalizzazioni e potenziali ricadute negative su oltre 6.000 addetti nella filiera dei servizi collegati a Enel.
La gestione dei rapporti sindacali si caratterizza quindi per un confronto serrato su temi come:
- l’applicazione delle clausole di salvaguardia nei cambi di appalto,
- la difesa della stabilità occupazionale nei territori,
- la richiesta di politiche attive per la formazione e la ricollocazione professionale.
Sul versante industriale, la transizione energetica impone la conversione di impianti con conseguente ripensamento dei fabbisogni occupazionali e di competenze. I sindacati chiedono quindi l’apertura sistematica di tavoli concertativi con il Ministero delle Imprese e con l’azionista pubblico per prevenire esuberi e sostenere una gestione partecipata del cambiamento. L’obiettivo condiviso è
coniugare la sostenibilità degli investimenti con la tutela dei lavoratori, rendendo il sistema energetico più equo e resiliente.
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...