Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Banche, migliaia di assunzioni al via: gli istituti che ricercano personale, ruoli e requisiti, retribuzioni

di Marcello Tansini pubblicato il
Ruoli e requisiti, retribuzioni

Il settore bancario italiano si prepara a migliaia di nuove assunzioni: dai grandi gruppi alle banche medie, si rinnovano ruoli, requisiti e retribuzioni.

Dopo diversi anni segnati da uscite incentivate e da una crescita esponenziale dell'innovazione digitale, le principali banche tornano ad assumere. Si profilano oltre 3.300 nuove posizioni nella prima parte dell'anno, in risposta a esigenze aziendali ma anche a strategie di ricambio generazionale e inclusione. Mai come oggi il comparto del credito offre concrete prospettive occupazionali, specie per i giovani laureati e diplomati motivati ad acquisire nuove competenze in un contesto altamente evoluto. La ricerca di personale è guidata dai maggiori gruppi, ma coinvolge anche numerose realtà di medie dimensioni, tutte intenzionate a rafforzare squadre e competenze per affrontare un mercato sempre più sfidante.

Panorama delle assunzioni: i numeri e i protagonisti degli istituti bancari

Lo scenario delle nuove assunzioni vede coinvolti molti attori chiave del comparto finanziario, con numeri che segnano il ritorno di una vivace domanda di lavoro. Secondo fonti sindacali e dati Fisac Cgil, il settore prevede più di 3.300 assunzioni solo nei primi mesi dell'anno, un incremento notevole rispetto al trend degli anni precedenti caratterizzati da politiche di contenimento degli organici. I principali istituti hanno sensibilmente migliorato il tasso di sostituzione tra uscite e ingressi: se in passato si contavano due uscite per ogni nuovo ingresso, in questa fase si assiste a rapporti di sostituzione che superano l'80% e, in alcuni casi, raggiungono il 100%.

I protagonisti di queste dinamiche sono sia i grandi gruppi - che offrono svariate posizioni grazie a specifici protocolli sindacali - sia gli istituti di medie dimensioni, impegnati anch'essi in piani di rafforzamento delle competenze interne. Al centro di queste scelte c'è la consapevolezza che innovazione tecnologica, nuove regolamentazioni e rinnovamento demografico richiedono personale specializzato, in grado di garantire competitività e affidabilità nei servizi offerti alla clientela.

Tali numeri sono anche il frutto di una ritrovata fiducia nel comparto finanziario, sostenuto da condizioni economiche relativamente stabili, nuovi protocolli di lavoro più flessibili (come lo smart working) e contratti collettivi sempre più orientati alla valorizzazione delle risorse umane. La collaborazione tra azienda e sindacati si dimostra efficace nel bilanciare esigenze di efficienza con la necessità di preservare occupazione di qualità in ogni territorio.

I principali gruppi bancari che assumono: Unicredit, Intesa Sanpaolo e altri colossi

Le grandi banche italiane guidano la stagione delle nuove assunzioni, forti di accordi sindacali innovativi e strategie di sviluppo improntate sulla valorizzazione del capitale umano. Tra le realtà più dinamiche si distinguono Unicredit e Intesa Sanpaolo, leader del settore sia in termini di organico che per reputazione online, confermata anche da recenti ranking di settore:

  • Unicredit ha concordato con le organizzazioni sindacali un piano di 484 uscite nel triennio 2026-2028, ma già nel 2026 sono previste 436 nuove assunzioni, destinate a crescere fino a 494 grazie all'attuazione del Protocollo Abi contro la violenza di genere. Questo intervento assicura ingressi aggiuntivi e si inserisce in un quadro di misure finalizzate al rafforzamento delle politiche di diversity e inclusion.
  • Intesa Sanpaolo prosegue il suo percorso di ricambio generazionale, con 1.500 assunzioni programmate entro il mese di marzo, rientranti nell'ambito delle oltre 3.500 nuove posizioni previste dal protocollo d'intesa 2024. Peculiare l'attenzione alla parità di genere, con un 2% delle assunzioni riservate a donne vittime di violenza o ai figli di vittime di femminicidio.
  • Banco BPM si conferma nelle prime posizioni della classifica delle banche con la migliore reputazione e registra una crescita record degli utili, sostenuta anche dalle operazioni di rinnovamento degli organici previste per il 2026.
  • Crédit Agricole Italia innova la propria politica del personale, programmando 490 assunzioni nell'arco di tre anni, oltre alla stabilizzazione di 100 persone già assunte a tempo determinato, a fronte di 500 uscite.
Questi operatori si contraddistinguono per la capacità di attrarre talenti anche dalle università e attraverso programmi di partnership formativa.

Assunzioni nelle banche di medie dimensioni: trend, stabilizzazioni e prospettive

Gli istituti bancari di medie dimensioni stanno giocando un ruolo sempre più attivo nel rinnovamento del settore, illustrando come la crescita non sia prerogativa esclusiva dei grandi nomi. In questa fascia, l'approccio alle nuove assunzioni è spesso caratterizzato da piani di stabilizzazione e inserimento di giovani, non influenzati dai processi di aggregazione (“risiko bancario”) tuttora in atto:

  • Bper prevede 800 uscite ma annuncia 650 assunzioni e stabilizzazioni, riuscendo a mantenere un tasso di sostituzione superiore all'80%. Questo dimostra attenzione all'equilibrio tra esigenze aziendali e responsabilità sociale.
  • Credem ha effettuato 380 ingressi nel 2025, crescita del 15% sul 2024, e conferma la volontà di continuare su questa strada anche in base al nuovo integrativo aziendale.
  • Banco BPM conferma 90 nuove assunzioni a fronte di 120 uscite volontarie nel 2026, sottolineando la volontà di esercitare un ricambio progressivo.
L'attenzione delle banche intermedie si focalizza anche su iniziative di formazione, inclusione e welfare, per un settore pronto ad affrontare le sfide della digitalizzazione senza rinunciare a professioni di prossimità e relazione diretta con il cliente.

Ruoli ricercati e requisiti di accesso nelle nuove selezioni

I percorsi di selezione attivati dagli istituti si qualificano per ampiezza e diversificazione dei ruoli offerti. Il comparto bancario richiede profili dalle competenze sia tradizionali che innovative, in linea con le esigenze di una clientela sempre più multicanale e con la crescente adozione di strumenti digitali avanzati:

  • Ruoli commerciali e di consulenza: si cercano addetti al front office, gestori della clientela privata e imprese, oltre a figure specializzate in prodotti finanziari e assicurativi.
  • Ambiti digitali e tecnologici: richiesti analisti dati, esperti di cybersecurity, specialisti in processi digitali, con particolare interesse per le competenze nell'ambito dell'intelligenza artificiale e dei nuovi sistemi di gestione digitale.
  • Requisiti: in molti casi sono preferite lauree in discipline economiche, giuridiche o STEM. Decisivo risulta l'aggiornamento su strumenti digitali, la conoscenza delle normative di settore (MIFID, antiriciclaggio, GDPR) e soft skills come capacità relazionale, flessibilità e problem solving.
Nelle fasi di selezione, il valore dell'esperienza viene spesso integrato dalla propensione all'apprendimento continuo, con percorsi di formazione on the job e supporti per la crescita professionale anche dei neoinseriti.

Retribuzioni, condizioni di lavoro e cambiamenti contrattuali: cosa offre oggi il settore bancario

Le nuove condizioni offerte agli assunti riflettono la volontà di rendere il settore bancario sempre più attrattivo, soprattutto dopo gli ultimi rinnovi contrattuali che hanno introdotto importanti miglioramenti sul fronte economico e organizzativo:

  • Aumenti retributivi: con l'ultimo rinnovo del contratto collettivo nazionale (Abi, novembre 2023), si è registrato un incremento salariale medio del 15% - circa 435 euro mensili - segnando la ripresa del potere d'acquisto rispetto agli anni precedenti.
  • Orario di lavoro: passaggio a 37 ore settimanali, a conferma di una maggiore armonizzazione tra vita privata e professionale.
  • Smart working: sempre più diffuso, soprattutto per ruoli compatibili e in linea con le linee guida sulla digitalizzazione.
  • Welfare aziendale: piani integrativi sanitari, bonus produttività, benefit per la famiglia e soluzioni di flessibilità rappresentano spesso una parte significativa della proposta delle principali banche.
  • Cambiamenti contrattuali: l'imminente rinnovo del CCNL, atteso a fine marzo, potrebbe introdurre ulteriori avanzamenti, ma già ora il settore è allineato ai migliori standard nazionali in termini di stabilità, tutela e riconoscimento delle professionalità.
Queste condizioni permettono agli istituti di competere nell'attrazione di talenti con settori diversi e rispondono al mutato modo di intendere il lavoro da parte delle nuove generazioni.

Digitalizzazione e soluzioni di intelligenza artificiale stanno modificando profondamente il panorama occupazionale bancario, introducendo nuove sfide e opportunità. L'automazione dei processi di back office, l'adozione di piattaforme digitali per l'operatività quotidiana e l'arrivo dell'IA comportano una ridefinizione dei processi e delle competenze richieste:

  • Lato opportunità: nuove assunzioni per esperti IT, data analyst, sviluppatori di applicativi finanziari e security manager.
  • Lato rischio: il turnover generazionale potrebbe essere rallentato dal maggiore ricorso a tecnologie avanzate, con la conseguente diminuzione di alcune posizioni tradizionali-fenomeno già osservato nei mercati internazionali e oggetto di attenzione nei tavoli di confronto sindacale.
  • Formazione specifica: le aziende, di concerto con le rappresentanze dei lavoratori, puntano ad accompagnare la transizione, investendo nella riqualificazione dei dipendenti per garantire la centralità del fattore umano nel servizio al cliente, nonostante l'automazione crescente.
Le nuove assunzioni si concentrano quindi su profili in grado di coniugare capacità tecnica e relazione, per soddisfare bisogni complessi e diversificati della clientela privata e business.


Leggi anche