La sicurezza nei crossover economici cambia volto con i nuovi standard Euro NCAP 2026. Prestazioni, punti di debolezza, sistemi ADAS e risultati di Volkswagen T-Cross e Hyundai Kona.
La ricerca della miglior protezione in viaggio coinvolge sempre più consumatori nella fascia dei crossover compatti e accessibili. Negli ultimi anni, l'affidabilità della sicurezza è diventata elemento chiave, sia per acquirenti privati che per flotte aziendali. Il programma Euro NCAP (European New Car Assessment Programme) rappresenta in Europa il riferimento assoluto per la valutazione dei veicoli nuovi in termini di resistenza agli urti e tecnologie di prevenzione. L'edizione 2026, grazie all'aggiornamento dei protocolli, modifica lo scenario, spingendo i costruttori ad alzare ulteriormente gli standard.
Volkswagen T-Cross e Hyundai Kona, tra i modelli più diffusi nella fascia di prezzo media, affrontano tali sfide con soluzioni diverse, ma entrambi puntano a convincere chi mette la protezione al primo posto. La reale efficacia in caso di incidente, soprattutto per chi cerca una vettura compatta, è oggi più documentata che mai, attraverso dati certificati e punteggi dettagliati.
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Modello |
Anno del test |
Stelle |
Adulti |
Bambini |
Utenti vulnerabili |
Safety Assist |
|---|---|---|---|---|---|---|
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Volkswagen T-Cross |
2025 |
3 |
74% |
81% |
60% |
57% |
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Hyundai Kona |
2023 |
4 |
80% |
83% |
64% |
60% |
La scheda Euro NCAP della T-Cross si riferisce alla 1.0 TSI con guida a sinistra e massa di 1.238 kg. Il giudizio copre anche la 1.5 TSI venduta in Europa. La scheda della Hyundai Kona nasce dal test della versione elettrica da 1.750 kg, ma Euro NCAP estende il rating alle varianti 1.0 T-GDI, 1.6 T-GDI, Full Hybrid, Mild Hybrid e alle due configurazioni elettriche indicate nella propria tabella di validità.
La Kona guadagna sei punti percentuali nella protezione degli adulti, due in quella dei bambini, quattro verso pedoni e ciclisti e tre nei dispositivi di assistenza. Non domina con margini enormi, ma non perde nessuna categoria. È questo insieme, più della singola stella, a orientare il verdetto.
Hyundai Kona chiude la protezione degli occupanti adulti all’80%, contro il 74% della Volkswagen. Nei singoli crash fisici, però, la situazione è meno lineare di quanto suggerisca il dato finale. Nell’urto frontale disassato l’abitacolo di entrambe rimane stabile. Sulla Kona le misurazioni indicano una protezione buona per ginocchia e femori di conducente e passeggero, ma alcuni elementi della plancia possono ferire persone di corporatura o posizione differente. Il torace del guidatore riceve un giudizio marginale.
Nel test frontale a tutta larghezza la Hyundai evidenzia il difetto più serio: il torace del conducente è protetto debolmente e il manichino scivola sotto la fascia addominale della cintura, fenomeno chiamato “submarining”. La penalità porta a un giudizio scarso per ginocchia e femori in quella prova. La T-Cross presenta a sua volta una protezione debole del torace del guidatore nel frontale disassato. Nel test contro barriera rigida, invece, protegge bene le aree vitali del conducente, mentre il torace del passeggero posteriore riceve una valutazione marginale.
Euro NCAP rileva anche che la Volkswagen può essere un partner d’urto piuttosto aggressivo nei confronti del veicolo colpito. La Kona, nonostante la massa maggiore della versione elettrica provata, viene descritta come più benevola verso l’altra auto.
Nei conteggi dettagliati, Kona ottiene 10,9 punti su 16 nell’impatto frontale e 15,4 su 16 nell’area laterale. T-Cross si ferma rispettivamente a 10,2 e 12 punti. La Hyundai dispone di una contromisura centrale che limita il contatto tra conducente e passeggero negli urti dal lato opposto; la Volkswagen non la offre. Questo elemento pesa nel distacco laterale, pur avendo la T-Cross ottenuto buoni esiti contro barriera e palo.
Kona raggiunge l’83%, T-Cross l’81%. Entrambe permettono di installare correttamente tutti i seggiolini previsti dalla prova e conquistano 12 punti su 12 nella verifica di montaggio. La Hyundai totalizza 22,6 punti su 24 nelle prove dinamiche con i manichini di 6 e 10 anni. La protezione è buona nella maggior parte delle zone corporee e massima nell’urto laterale, ma il collo del bambino di 10 anni riceve un giudizio debole nel frontale.
Volkswagen ottiene 20,8 punti su 24. Le forze misurate sul collo del manichino di 10 anni indicano una protezione marginale nell’urto frontale; anche la testa dello stesso manichino è valutata marginalmente nel laterale.
La T-Cross offre attacchi Isofix/i-Size anche sul sedile anteriore del passeggero oltre che sui due posti posteriori esterni, un vantaggio pratico rispetto alla configurazione riportata per Kona. L’airbag anteriore del passeggero può essere disattivato su entrambe per ospitare un seggiolino rivolto all’indietro, con indicazioni chiare sullo stato del dispositivo. Chi trasporta spesso bambini trova quindi nella Kona un risultato dinamico leggermente migliore, ma dovrebbe controllare anche posizione, compatibilità e fissaggio del proprio seggiolino. Due punti percentuali non compensano un sistema di ritenuta installato male.
La protezione degli utenti vulnerabili assegna il 64% alla Kona e il 60% alla T-Cross. Il dato deriva dalla somma di due aspetti diversi: danni causati dalla carrozzeria nell’investimento e capacità dei sistemi automatici di evitare o attenuare l’urto.
Sul primo fronte la Volkswagen fa meglio. T-Cross totalizza 28,2 punti su 36 nella protezione fisica, contro 23 punti della Kona. Il cofano Volkswagen protegge in modo buono o adeguato gran parte della testa, mentre montanti e base del parabrezza restano aree dure. La protezione del bacino è disomogenea, ma femori, ginocchia e tibie ottengono risultati buoni.
La Kona protegge abbastanza bene la testa nella maggior parte della superficie, però ottiene zero punti per il bacino e appena 1,8 punti per il femore. Ginocchia e tibie raggiungono invece il massimo disponibile. La situazione si ribalta nella prevenzione. Il sistema Hyundai totalizza 17,9 punti su 27 contro i 10,1 della Volkswagen. Kona reagisce in modo adeguato ai pedoni, se la cava bene con diversi scenari che coinvolgono ciclisti e ottiene il punteggio pieno nell’AEB dedicato ai motociclisti.
Non riconosce bene il ciclista quando l’auto svolta attraversandone la traiettoria e non prende punti per il rischio di “dooring”, cioè l’apertura della portiera davanti a una bicicletta in arrivo.
Il Front Assist della T-Cross, pur essendo di serie e capace di riconoscere pedoni e ciclisti, offre prestazioni marginali in diversi scenari. Non protegge chi si trova dietro l’auto in retromarcia, non interviene contro il “dooring” e riceve un giudizio debole verso i motociclisti.
Il 60% della Kona contro il 57% della T-Cross non descrive un divario ampio. Sono valori lontani dai migliori modelli più recenti e spiegano perché nessuna delle due raggiunga cinque stelle. Entrambe dispongono di promemoria delle cinture anteriori e posteriori, assistenza al mantenimento della corsia, riconoscimento dei limiti e frenata automatica. La Kona sottoposta alla valutazione dispone di un sistema che riconosce alcune forme di distrazione insieme alla stanchezza.
Euro NCAP descrive quello della T-Cross come un monitoraggio indiretto, concentrato sulla fatica e non capace di seguire lo sguardo del guidatore.
Sulla Volkswagen il Lane Assist è di serie e il Front Assist include la frenata automatica con riconoscimento di pedoni e ciclisti. L’Adaptive Cruise Control è invece compreso dalla versione Life. La presenza in listino di un dispositivo non garantisce però che abbia ottenuto risultati elevati nei test: Euro NCAP ne valuta anche la risposta reale.
Nelle operazioni di soccorso la T-Cross conquista 4 punti su 4. Dispone di scheda di soccorso conforme, eCall avanzato, frenata dopo la collisione e sistemi verificati per consentire l’uscita dall’auto in caso di immersione. Kona si ferma a 2,5 punti su 4. Ha eCall avanzato, scheda di soccorso e frenata multicollisione, ma la verifica sull’immersione non risulta conforme. Hyundai ha dimostrato che le porte bloccate si aprono entro due minuti dalla perdita di alimentazione, non che gli alzacristalli elettrici restino funzionanti abbastanza a lungo per agevolare la fuga.
È uno degli ambiti in cui la Volkswagen offre la risposta migliore. Non basta per ribaltare il giudizio complessivo, ma può incidere in incidenti molto gravi, quando rapidità di estrazione e accesso dei soccorritori diventano determinanti.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...