Ferrari chiude il 2025 con risultati economici brillanti e un premio record per i dipendenti, puntando su innovazione, crescita internazionale e grande attenzione ai mercati finanziari per consolidare il successo verso il 2026.
Ferrari si distingue ancora come simbolo di eccellenza industriale e finanziaria, confermandosi tra le realtà più resilienti e performanti nell’automotive globale di lusso. Gli ultimi esercizi hanno visto la società di Maranello raggiungere e superare in anticipo obiettivi di crescita, ricavi e marginalità, nonostante un contesto economico spesso segnato da turbolenze geopolitiche e oscillazioni del mercato valutario internazionale. Il trimestre conclusivo del 2025, in particolare, ha restituito un quadro di crescita solida, orientata alla qualità della redditività. La differenza viene fatta da un modello di business incentrato su esclusività, innovazione, marginalità elevata e gestione della scarsità. Tali pilastri hanno consentito a Ferrari non solo di consolidare la propria posizione tra i player mondiali del lusso, ma anche di offrire prospettive concrete e ben definite per il 2026: aumento di ricavi, ampliamento del portafoglio modelli, introduzione di novità elettriche e rafforzamento della presenza in mercati strategici.
I dati economici 2025 hanno confermato una traiettoria di crescita solida per il marchio di Maranello. Il giro d’affari è arrivato a quota 7,12 miliardi di euro, in linea con le attese del mercato e ulteriormente migliorato dalle stime per il 2026. Si registra un progressivo aumento dei margini operative, grazie a un EBITDA margin che sfiora il 40%, valore che colloca Ferrari come benchmark assoluto dell’industria automotive e vicino ai leader del settore lusso globale.
L’attenzione rimane sulla redditività per singola unità venduta: nella prima metà dell’anno, l’utile medio per vettura si è attestato intorno a 117.000 euro, grazie a un mix prodotto sempre più orientato alla personalizzazione e ai modelli hybrid. Il modello di business risulta così non dipendente dalla quantità, ma focalizzato sulla creazione di valore e sull’esclusività.
Il portafoglio ordini è stato pieno fino al 2027, assicurando – di fatto – la visibilità dei ricavi futuri. Questo permette una gestione predittiva e difensiva della produzione, che riduce l’esposizione alle fluttuazioni cicliche della domanda globale. Le performance finanziarie testimoniano come i target fissati a Capital Markets Day 2022 siano stati superati con un anno di anticipo, confermando la solidità strategica e l’efficacia delle politiche industriali attuate.
Nonostante la crescita contenuta registrata nell’ultimo trimestre rispetto all’anno precedente – ricavi pari a circa 2,07 miliardi e un utile per azione stimato a 2,48 euro – l’azienda ha saputo mantenere un livello di redditività e generazione di cassa sopra la media di settore. Il free cash flow industriale ha superato 1,3 miliardi. L’analisi quantitativa mostra, inoltre, segnali di robustezza e resilienza: la generazione di valore resta forte anche a fronte di momenti di volatilità tecnica sul mercato azionario.
Le performance raggiunte nell’ultimo esercizio sono state riconosciute anche a livello di premio di risultato per i dipendenti, con importi che sono arrivati fino a 14.000 euro. Un risultato che sottolinea quanto la strategia di Ferrari veda le persone come partner attivi nel successo collettivo. Non si tratta solo di un riconoscimento economico: questa scelta rafforza la fidelizzazione interna e riflette le migliori pratiche di welfare aziendale adottate da alcune delle più avanzate realtà globali.
L’azienda ha inoltre introdotto una politica di azionariato diffuso destinata al personale, promuovendo una partecipazione diretta dei lavoratori agli utili e alle strategie future. Questo strumento incentiva la condivisione degli obiettivi di lungo periodo e rappresenta una leva motivazionale e di allineamento degli interessi tra proprietà, management e forza lavoro.
Le tendenze riscontrate – in linea con quanto accaduto nei maggiori gruppi industriali e finanziari italiani – mostrano come il coinvolgimento del capitale umano generi valore aggiunto sia sotto il profilo della produttività sia nella resilienza organizzativa. Il risultato ottenuto durante le recenti elezioni delle rappresentanze sindacali, che hanno visto un aumento dei consensi e della presenza nelle trattative, testimonia quanto l’interazione tra azienda e dipendenti sia centrale nella cultura industriale di Maranello.
L’approccio alla crescita per il prossimo biennio si basa su innovazione, ampliamento del portafoglio e sostenibilità. La presentazione della prima Ferrari elettrica, prevista per ottobre 2025, rappresenta una svolta tecnologica e simbolica. L’introduzione di questa novità, unita al mantenimento della redditività elevata nei modelli tradizionali e hybrid, segna la volontà di coniugare esclusività e transizione ecologica senza snaturare il DNA del marchio.
Secondo quanto delineato dalla roadmap ufficiale:
La crescita dell’azienda si muove di pari passo con un rafforzamento della presenza sui mercati internazionali, in particolare nell’area asiatica. Nel 2025 si è registrata una contrazione delle consegne verso la Cina, legata soprattutto a cambiamenti normativi e alla tassazione penalizzante sui modelli a 12 cilindri.
Per rispondere a queste dinamiche, la strategia di Maranello si concentra, oggi, sul lancio di modelli come l’Amalfi e l’8 cilindri, costruiti per intercettare le preferenze di una clientela locale sempre più ampia. Allo stesso tempo, la nuova apertura in Corea del Sud rafforza l’assetto competitivo nell’Asia orientale. Secondo l’amministratore delegato, questa azione permetterà a Ferrari di adattare la propria offerta alle specificità fiscali e di consumo del mercato asiatico, mantenendo al contempo il brand su livelli di esclusività e valore percepito molto elevati.
L’internazionalizzazione permette di diversificare il rischio e di compensare eventuali flessioni regionali, in un contesto geopolitico che rimane incerto. Il presidio dell’area asiatica viene così affiancato da strategie distributive mirate e dalla selezione di partner e modelli in grado di mantenere le performance di crescita anche in presenza di nuove sfide regolatorie.
L’influenza delle performance finanziarie sulle quotazioni di borsa rimane elevata. Al termine dell’ultimo trimestre, il titolo Ferrari ha registrato una correzione tecnica che ha visto le azioni scambiare intorno ai 285 euro, valore distante dai massimi del 2025. Tuttavia, l’indicatore RSI collocava il titolo in zona di netto ipervenduto, segnalando possibili margini per un recupero tecnico.
Gli analisti mantengono una raccomandazione media pari a “Strong Buy”, sostenuti da risultati robusti, forte generazione di cassa industriale e attuazione di un ambizioso piano di buyback. La tabella seguente riassume alcuni valori chiave:
| Ricavi 2025 (mld €) | 7,12 | Ricavi stimati 2026 (mld €) | 7,5 |
| EBITDA margin 2025 (%) | ~40% | Piano buyback (fino al 2030, mld €) | 3,5 |
| Free Cash Flow 2025 (mld €) | 1,3 | Raccomandazione analisti | Strong Buy |
Il distacco tra solidità dei bilanci e quotazioni moderate rende Ferrari un asset tra i più interessanti del comparto lusso. Buyback e capacità di generare cassa rappresentano strumenti essenziali di difesa contro ulteriori ribassi, oltre a sostenere una visione di lungo periodo su sostenibilità e crescita del valore per tutti gli stakeholder.
Lo scenario che si apre vede il Cavallino Rampante proiettato verso nuovi traguardi industriali e finanziari. La combinazione di esclusività, risultati economici solidi, piani di investimento mirati in innovazione tecnologica – soprattutto su elettrico e soluzioni ibride – traccia un percorso ben definito verso il 2030. L’obiettivo di raggiungere un utile operativo di 2,75 miliardi appare raggiungibile alla luce dei risultati conseguiti e delle strategie già adottate.
La partecipazione attiva dei dipendenti e la cultura della collaborazione interna rappresentano riferimenti virtuosi nel panorama industriale italiano, mentre l’internazionalizzazione e la diversificazione di prodotto garantiranno robustezza anche in presenza di contesti macroeconomici incerti. Il marchio, storicamente sinonimo di performance ed eccellenza, si affaccia così agli anni Venti come benchmark di innovazione responsabile e sostenibile, pronto a cogliere sfide e opportunità offerte dal mercato globale.
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...