Lasciare un lavoro stabile, con uno stipendio sicuro, per scommettere su una malga di montagna: cosa insegna e vuole dimostrare la storia di Alessandro
Lasciare un lavoro stabile, con uno stipendio sicuro, per scommettere su una malga di montagna. Può sembrare una scelta folle, eppure sempre più persone scelgono di abbandonare professioni tradizionali per abbracciare uno stile di vita radicalmente diverso. È quello che ha fatto Alessandro Tavelli, giovane di Memmo, una frazione del Comune di Collio, in Valtrompia, nel Bresciano. Imbianchino di professione, ha trasformato l'amore per la montagna in un vero e proprio progetto di vita, diventando malgaro e imprenditore agricolo.
La sua storia è un esempio concreto di come sia possibile reinventarsi, a patto di avere passione, coraggio e una buona dose di determinazione.
Alessandro Tavelli ha lasciato il settore delle pitture edili dopo anni di lavoro nel settore. Il settore degli imbianchini e dei pittori edili offre spesso retribuzioni decorose, soprattutto per chi ha esperienza e clientela consolidata. Eppure, per Alessandro, il guadagno non era tutto.
Come ha spiegato lui stesso, il percorso verso la montagna è iniziato quasi per caso: prima faceva l'imbianchino, poi aveva lavorato anche in officina, ma il lavoro cominciava a diminuire. "A un certo punto mi sono detto che era il momento di provarci davvero", ha raccontato. Una frase semplice, che nasconde però una riflessione profonda sulla qualità della vita, sul senso del lavoro e sulla ricerca di qualcosa in più rispetto a un semplice stipendio.
La svolta arriva nel 2023, quando il Comune di Collio pubblica un bando per la gestione dell'alpeggio comunale di Memmo, la Malga Mà. Alessandro vi partecipa "quasi come una scommessa", senza sapere esattamente cosa lo aspettasse. Vinc il bando e da quel momento la sua vita cambia radicalmente.
Malga Mà è l'alpeggio comunale situato sopra la frazione di Memmo, a Collio, nel cuore della Valtrompia bresciana. Quando Alessandro ne prende la gestione, la cascina ha bisogno di cure e attenzione. Il giovane malgaro non si tira indietro: sistema il tetto, tinteggia gli interni, allunga le grondaie, migliora la strada d'accesso e recupera parte dei pascoli.
"Le migliorie non finiscono mai. Si fa quello che si riesce, un passo alla volta", dice Alessandro con la pragmaticità di chi ha imparato a fare i conti con la realtà della vita in montagna. Il prossimo obiettivo dichiarato è trovare una stalla più grande per aumentare il numero di mucche allevate.
L'attività ha radici che affondano nel 2020, quando Alessandro aveva già avviato i suoi primi esperimenti con tre asini e una vitella. Da allora, stagione dopo stagione, il progetto è cresciuto fino a diventare una vera azienda agricola che oggi conta:
Chi immagina la vita in alpeggio come una sorta di idillio bucolico lontano dallo stress della città, farà bene a ricredersi. La realtà del malgaro è fatta di sacrifici quotidiani, giornate senza orari e una presenza costante che non conosce festività.
Alessandro lo dice chiaramente a chi volesse intraprendere la stessa strada: "A chi pensa di fare questo mestiere dico di farlo solo se è consapevole dell'impegno. Qui non esistono domeniche o festività, anche se un pomeriggio libero ogni tanto si riesce a ritagliarlo".
Ma la fatica non spaventa chi ha scelto consapevolmente. In malga il lavoro è condiviso con i genitori, Norma e Ivano, che collaborano attivamente dividendosi i compiti ogni giorno. Un'impresa familiare nel senso più autentico del termine, dove ogni membro contribuisce alla crescita del progetto.
E non ci si ferma mai di imparare. Alessandro, ad esempio, nell'inverno 2025 ha seguito a Brescia un corso di fecondazione artificiale: "Mi piace confrontarmi con altri allevatori e continuare a imparare", spiega. Una mentalità aperta e curiosa, lontana da qualsiasi approccio improvvisato.
La storia di Alessandro Tavelli non è un caso isolato. Negli ultimi anni si è registrato un fenomeno crescente di persone che abbandonano professioni tradizionali, anche ben remunerate, per scegliere la vita rurale o montana. Questo trend, spesso definito "ritorno alla terra" o "downshifting", è alimentato da diversi fattori:
Ricerca di senso e autenticità. Molti lavoratori, dopo anni trascorsi in settori considerati "sicuri", avvertono un senso di vuoto o insoddisfazione. La vita in montagna, con il contatto diretto con la natura e i ritmi stagionali, offre una concretezza che molte occupazioni urbane non riescono a dare.
Stress e qualità della vita. Paradossalmente, anche lavori ben remunerati come quello dell'imbianchino comportano ritmi spesso frenetici, trasferte, clienti difficili e pressione costante. La vita in alpeggio, pur faticosa, segue un ritmo diverso, legato alle stagioni e agli animali.
Opportunità legate ai bandi pubblici. In molte aree montane italiane, i Comuni mettono a bando la gestione di malghe e alpeggi per evitare l'abbandono del territorio. Questi bandi rappresentano un'occasione concreta per chi vuole fare il salto, abbattendo significativamente i costi di avvio.
Valorizzazione dei prodotti locali. Il mercato dei prodotti tipici, del miele artigianale, delle marmellate e dei formaggi di montagna è in forte crescita, sostenuto da consumatori sempre più attenti alla qualità e alla filiera corta. Chi lavora in alpeggio ha accesso diretto a questo mercato.
La storia di Alessandro non ha rilevanza solo a livello personale. La sindaca di Collio, Mirella Zanini, ha sottolineato il valore che esperienze come questa hanno per l'intera comunità montana. "La gestione degli alpeggi è fondamentale per la cura del territorio e la tutela del paesaggio", ha spiegato. "Sapere che un giovane ha scelto di investire qui, con competenza e voglia di crescere, è un segnale importante."
Per l'Amministrazione comunale, sostenere queste realtà significa dare prospettive concrete alla montagna, contribuendo a mantenerla viva non solo dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Gli alpeggi gestiti e curati contrastano l'abbandono del territorio montano, presidiano i pascoli, prevengono il dissesto idrogeologico e mantengono vive tradizioni centenarie.
In un momento storico in cui molte aree montane dell'arco alpino soffrono di spopolamento e abbandono, giovani come Alessandro Tavelli rappresentano una risposta concreta e operativa, fatta di lavoro quotidiano invece che di slogan.
Da punto di partenza come cascina da rimettere in sesto, Malga Mà si è trasformata in una baita accogliente e un riferimento per escursionisti e amanti della montagna. La struttura è attiva da giugno a metà settembre, il periodo dell'alpeggio, durante il quale Alessandro e la sua famiglia si dedicano agli animali, agli alveari, ai piccoli frutti e all'accoglienza dei visitatori.
Chi percorre i sentieri della Valtrompia può fermarsi alla malga su prenotazione, acquistare prodotti tipici come miele e marmellate, e vivere un contatto autentico con la realtà dell'allevamento di montagna. Un'esperienza che va ben oltre la semplice tappa escursionistica: è un incontro con un modo di vivere e di lavorare che molti considerano alternativo, ma che in realtà affonda le radici nella tradizione più antica delle comunità alpine.
La vicenda di Alessandro Tavelli ci invita a riflettere su cosa significhi davvero "stare bene" nel lavoro. Gli imbianchini, come molti altri artigiani, possono guadagnare cifre dignitose, soprattutto con esperienza e una clientela fedele. Eppure, il guadagno economico non è l'unico metro di misura della soddisfazione professionale.
Alessandro ha scelto la montagna, gli animali, il miele e la fatica quotidiana perché quella vita gli assomiglia di più. Ha colto un'opportunità, quella del bando del Comune di Collio, e ne ha fatto un progetto di vita solido, che cresce stagione dopo stagione. La sua storia dimostra che cambiare vita è possibile, a qualsiasi età e da qualsiasi punto di partenza.
La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...