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Grande successo per il robot barman italiano: che cosa riesce a fare, quanto costa e prospettive per il futuro

di Marcello Tansini pubblicato il

Il robot barman italiano segna una svolta fra innovazione tecnologica e il mondo della ristorazione. Storia, funzioni pratiche, costi, esperienze reali e prospettive.

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La presenza di robot collaborativi è diventata una realtà sempre più diffusa negli ambienti produttivi e nei servizi, spostandosi gradualmente anche nei contesti della ristorazione. Quello che fino a poco tempo fa sembrava esclusivo delle catene di montaggio, oggi entra nei bar e nei locali con naturalezza. L'avanzamento della robotica applicata al food & beverage risponde sia alla crescente domanda di automazione sia alle esigenze di efficienza, controllo dei costi e sicurezza alimentare. In Italia, dove il tema della carenza di personale nel settore horeca è particolarmente sentito, il robot barman rappresenta una risposta innovativa alle nuove sfide gestionali e operative. Questo trend ha trovato un terreno fertile nelle città più attente alla sperimentazione, come Torino, e sta ridefinendo la percezione della tecnologia presso imprenditori e clienti: non più un surrogato dell’esperienza umana, ma un alleato per migliorare il servizio, aumentare la produttività e proporre esperienze sempre più uniche e coinvolgenti alla clientela.

Makr Shakr e la nascita di Toni: storia e tecnologia

Makr Shakr è il frutto dell’intuizione dell’architetto Carlo Ratti e dell’ingegnere Emanuele Rossetti, nata nel 2013 e subito protagonista di grande attenzione internazionale. La presenza di Makr Shakr a Torino a partire dal 2017 ha reso la città un punto di riferimento per l’innovazione nel settore della robotica applicata al beverage. L’azienda, fin dalla sua fondazione, si è contraddistinta per una visione pionieristica e per la capacità di anticipare i bisogni del mercato globale.

La presentazione del primo prototipo Toni al Google I/O di San Francisco segna l’inizio di una storia di successo. In tredici anni, la società ha installato 27 robot barman nei cinque continenti, dagli Stati Uniti (nei casinò e nelle navi della Royal Caribbean) a Singapore e in diversi paesi europei. In questo periodo, Makr Shakr ha saputo consolidare il proprio vantaggio competitivo grazie anche a una gestione strategica della proprietà intellettuale: il brevetto che impedisce, su vasta scala geografica, la connessione tra shaker e bracci robotici, ha infatti protetto l’azienda dalle imitazioni salvaguardando l’esclusività della tecnologia.

L’aggiornamento continuo degli algoritmi di machine learning ha reso Toni un sistema sempre più preciso ed efficiente, mentre la partnership con grandi brand (come Lavazza) ha favorito l’espansione delle funzionalità offerte. Anche la capacità di ascolto e di adattamento a vari contesti di mercato, unita a una forte impronta locale ha definito Makr Shakr come leader nella robotica da bar, con prodotti in grado di rispondere sia alle esigenze di spettacolarità che a quelle di produttività intensiva.

Funzionalità del robot barman: cosa riesce a fare e come

Toni e le sue varianti rappresentano una sintesi tra precisione industriale e creatività del mixology. Nei locali pubblici, questi robot sono progettati per garantire performance costanti e servizi personalizzabili, a partire dalla loro capacità di:

  • Preparare cocktail classici e ricette su misura con accuratezza millimetrica nel dosaggio degli ingredienti, replicando la mano di un barman esperto;
  • Gestire ordini in modo automatizzato tramite app e interfacce digitali, permettendo la personalizzazione delle bevande e ottimizzando l’attesa;
  • Svolgere fino a 250 drink l’ora nei modelli ad alta produttività;
  • Eseguire, su richiesta, altre preparazioni come caffè (grazie all’integrazione con sistemi sviluppati in collaborazione con Lavazza) e colazioni e paste fresche.
Il design modulare permette l’installazione in vari contesti, dalle navi ai grandi locali, fino a spazi innovativi come aeroporti o casinò. Toni interagisce in modo sicuro accanto all’operatore umano, superando la dicotomia tra sostituzione e supporto: la macchina non elimina il lavoro umano, ma si pone come complemento, gestendo le attività più ripetitive, la coda degli ordini o l’elaborazione dei big data consumi. L’esperienza per il cliente si arricchisce attraverso show, presentazioni scenografiche e personalizzazione completa. La raccolta dati permette inoltre un’inedita analisi dei gusti e delle abitudini, offrendo al locale l’opportunità di raffinare menu e proposte in tempo reale.

Quanto costa un robot barman: modelli, mercato e ritorno

Uno dei temi più analizzati dagli imprenditori del settore resta il costo d’acquisto e la sostenibilità economica dell’investimento in robot barman. Nel caso dell’azienda piemontese, il prezzo ha subito una drastica diminuzione negli ultimi anni, passando da circa 1 milione di euro dei primi esemplari, ai 100.000 euro attuali per le configurazioni standard. Questa riduzione ha aperto il mercato anche a locali di medie dimensioni, catene e realtà non seriali:

Modello

Produttività

Prezzo Indicativo

Toni

Show e personalizzazione

100.000 €

Toni Compatto

Spazi contenuti

su richiesta

Toni Veloce

250 drink/ora

su richiesta, più elevato

Toni Compatto-Veloce

130 drink/ora

su richiesta

Il ritorno dell’investimento avviene soprattutto grazie a:

  • Risparmio sui costi del personale nelle ore di maggiore affluenza o difficoltà di reperimento staff;
  • Riduzione di sprechi grazie al dosaggio preciso degli spiriti;
  • Incremento della produttività e funzionamento continuo anche durante turni notturni o festivi;
  • Effetto attrattivo su nuovi clienti, grazie alla componente esperienziale e di intrattenimento.
La scelta del modello adatto dipende dalle dimensioni del locale, dal flusso di clientela e dalla volontà di offrire spettacolo o massimizzare i volumi di preparazione.

Esperienze di utilizzo: casi reali e testimonianze

L’installazione dei robot barman nei più prestigiosi locali e a bordo delle navi della Royal Caribbean ha portato a feedback eterogenei, ma generalmente positivi, sia dal punto di vista della gestione che dell’esperienza del pubblico. Imprenditori e manager hanno rilevato vantaggi concreti nella rapidità del servizio e nella possibilità di differenziare la propria offerta. Molti clienti raccontano di aver vissuto un’esperienza unica ordinando drink da un braccio robotico, apprezzando al tempo stesso la precisione e la scena. Tra le impressioni registrate spiccano:

  • Curiosità iniziale e coinvolgimento da parte dei clienti, soprattutto giovani e famiglie;
  • Un’accettazione crescente del servizio automatizzato, che diventa rapidamente “normale”, pur mantenendo la sua attrattiva visiva;
  • Valutazione positiva della qualità del prodotto beverage servito;
  • Capacità del robot di gestire picchi di affluenza senza perdita di qualità o di attenzione agli ingredienti.
In alcuni casi, anche le difficoltà di integrazione, tipiche delle prime installazioni (come spazi poco idonei oppure necessità di formazione per il personale umano), sono state superate tramite l’adattamento degli ambienti e l’ottimizzazione degli algoritmi di navigazione e servizio. Nell’insieme, i racconti parlano di una trasformazione silenziosa ma incisiva del modo di vivere il bar, che affianca e valorizza la parte umana anziché sostituirla completamente.

Evoluzione, nuove applicazioni e impatto sulla ristorazione

L’affermazione del robot barman rappresenta solo il primo stadio di un più vasto percorso che vede la robotica sempre più protagonista dietro il bancone, in caffetteria e nelle grandi mense. Nel prossimo futuro, la tendenza identifica tre direttrici principali:

  • Ampliamento delle funzioni: l’integrazione di moduli per preparazioni di caffetteria, dolci, snack caldi e piatti veloci;
  • Sviluppo di robot umanoidi con capacità di interazione avanzate, maggiore agilità e adattamento a contesti complessi;
  • Analisi dei dati di consumo e adattamento dinamico delle proposte in base alle tendenze e preferenze emerse dai big data raccolti dagli ordini digitali.
Sul piano del mercato, i costi sempre più contenuti e la standardizzazione delle tecnologie promettono una rapida diffusione di questi sistemi, non solo nelle realtà di fascia alta ma anche in catene di fast food, mense aziendali e piccoli bar di quartiere. L’impatto previsto è notevole: maggiore efficienza, riduzione degli sprechi, miglioramento dell’igienizzazione e della sicurezza degli alimenti, ma anche nuove opportunità per il personale specializzato, chiamato ad affiancare la macchina nella gestione dei dati, nella manutenzione e nell’accoglienza della clientela.

Alla luce delle normative vigenti in materia di sicurezza sul lavoro e igiene (ad esempio Regolamento UE 852/2004 su alimenti e D.Lgs. 81/08 in materia di sicurezza dei lavoratori), le nuove soluzioni robotiche dovranno continuare a integrare sistemi di monitoraggio, tracciabilità e gestione delle emergenze pensati per tutelare sia l’utente finale sia i collaboratori umani presenti. In sintesi, le prospettive di crescita sono guidate dal desiderio di innovare l’esperienza senza snaturare il valore sociale e culturale della convivialità, il tutto nel rispetto delle normative e dell’autenticità dei sapori italiani.




Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...