Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Gratta e Vinci, 2 biglietti perdenti uniti diventano vincenti per 10 milioni: il dettaglio che l'ha tradito

WhatsApp X Telegram
di Dott. Luca Rossoni pubblicato il
Uniti con lo scotch

Due biglietti perdenti, uniti, avrebbero fruttato una richiesta da oltre 10 milioni di euro. Ma una cifra fuori regolamento e un dettaglio sul tagliando hanno fatto emergere il caso, finito in tribunale a Roma.

Il 22 agosto 2019 un uomo di 50 anni originario della provincia di Cosenza si presentò all’Ufficio premi di Lotterie Nazionali, a Roma, per chiedere la riscossione di 10.000.540 euro. La vincita, sosteneva, era stata ottenuta con un Gratta e Vinci “Il Miliardario Maxi”. Il biglietto mostrava però una giunzione centrale, ricomposta con nastro adesivo: fu quel dettaglio a far partire i controlli e a fermare il pagamento.

La verifica del tagliando fece emergere anche un’incongruenza nei numeri: l’importo richiesto non figurava fra i premi massimi previsti per quel gioco. Il caso è quindi approdato in tribunale con un’accusa di tentata truffa. Al centro della vicenda, una pretesa da oltre dieci milioni di euro e un biglietto che, a un esame più attento, risultò composto da parti di due tagliandi perdenti.

La richiesta da 10.000.540 euro

L’uomo si recò di persona nella sede romana dell’Ufficio premi e sottopose il tagliando alla procedura di riscossione. Disse di aver vinto con “Il Miliardario Maxi” grazie a una combinazione che comprendeva il moltiplicatore X5. La somma indicata nella richiesta era di 10.000.540 euro.

Prima di pagare, l’ufficio doveva esaminare il biglietto e verificare che fosse autentico, oltre a controllare la corrispondenza dei simboli e delle combinazioni con le regole del gioco. Sul supporto cartaceo apparve subito un’anomalia: una linea di giunzione attraversava il tagliando e sembrava chiusa con comune nastro adesivo.

Gli accertamenti tecnici approfondirono l’esame. Il tagliando presentato risultò ottenuto unendo due biglietti distinti e perdenti, ritagliati e ricomposti in modo da simulare una combinazione vincente. La giuntura al centro rendeva visibile l’intervento; la richiesta di incasso venne così sottoposta alle autorità.

Lo scotch che ha tradito il biglietto

Il nastro attirò subito l’attenzione degli addetti. Non era soltanto un adesivo fuori posto: la separazione artificiale e la successiva ricomposizione di porzioni appartenenti a tagliandi diversi incidevano sull’autenticità della combinazione presentata.

In base alla ricostruzione esaminata in sede giudiziaria, le due parti non provenivano da un unico biglietto vincente. L’assemblaggio avrebbe accostato elementi ricavati da due “Miliardario Maxi” perdenti, facendoli apparire come un’unica giocata. A fermare la richiesta furono le irregolarità rilevate sul supporto e i controlli avviati sul tagliando.

La procedura di riscossione prevede l’esame del biglietto e il confronto con le caratteristiche del gioco. L’operatore incaricato verifica il titolo presentato prima di autorizzare il pagamento; se individua un’alterazione, la somma non viene liquidata automaticamente. In questo caso, la giunzione rese necessario approfondire l’origine delle parti e la validità della combinazione.

La cifra non prevista dal regolamento

Alla manomissione visibile si aggiunse un’altra anomalia. I controlli rilevarono che i 10.000.540 euro reclamati non rientravano fra i premi massimi contemplati dal regolamento del “Miliardario Maxi” in questione. La cifra indicata dall’uomo non corrispondeva dunque a un premio previsto per quel gioco.

Il tagliando presentava una giunzione realizzata con lo scotch e l’importo richiesto non coincideva con i premi stabiliti dal regolamento. Sono due aspetti emersi durante le verifiche: il primo riguarda le condizioni materiali del documento, il secondo la compatibilità della somma con le vincite previste.

La ricostruzione del biglietto e l’incongruenza dell’importo furono indicate fra gli elementi che portarono alla denuncia e al procedimento penale. I 10.000.540 euro rimasero la somma chiesta dall’uomo: il premio non venne riconosciuto e non fu pagato.

Dalla verifica alla denuncia

Il personale individuò la giunzione e gli esami tecnici stabilirono che il biglietto era stato ottenuto combinando due tagliandi perdenti. L’incasso venne bloccato. La vicenda fu segnalata e l’uomo denunciato, dando avvio al passaggio dalla procedura amministrativa di controllo alla valutazione della magistratura.

L’accusa riguarda il tentativo di ottenere denaro presentando un titolo che, secondo la ricostruzione accusatoria, era stato alterato per simulare una vincita. Il procedimento penale si concentra sulla richiesta di pagamento e sulle modalità con cui il tagliando fu presentato all’Ufficio premi.

Il controllo di autenticità si svolse prima dell’erogazione e impedì che la richiesta si trasformasse in un pagamento. Sul biglietto era visibile una discontinuità; gli esami successivi ricondussero le diverse parti a due tagliandi distinti. Da qui la segnalazione alle autorità e l’avvio del procedimento.

Il processo e i testimoni a Roma

Per la vicenda il cinquantenne è stato chiamato a rispondere davanti al giudice a Roma. Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati i testimoni. Il pubblico ministero è Mario Pesci, mentre Lotterie Nazionali è rappresentata dall’avvocato Anna Russo.

Il procedimento esamina la richiesta di incasso e le circostanze legate alla presentazione del tagliando. In aula vengono portati gli elementi sulla verifica, sulla formazione del biglietto e sulla domanda di pagamento, così da ricostruire come si svolsero i controlli e da dove provenissero le parti unite con il nastro adesivo.

La vicenda giudiziaria riguarda dunque un’accusa di tentata truffa e un’istruttoria che ha incluso l’audizione dei testimoni. La contestazione formulata nei confronti dell’uomo è legata alla presentazione del biglietto e alla richiesta dei 10.000.540 euro; gli accertamenti sul ticket costituiscono uno degli elementi esaminati nel processo.

Come vengono controllate le vincite

La richiesta di un premio viene sottoposta a verifiche prima della consegna del denaro. Nel caso di un tagliando cartaceo, gli addetti ne esaminano l’integrità e controllano che i dati e la combinazione siano compatibili con il gioco. Questo passaggio permette di verificare il titolo presentato e la sua conformità alle condizioni previste.

Il premio viene riconosciuto quando il biglietto supera i controlli richiesti e corrisponde al regolamento del prodotto. Gli addetti verificano il supporto e i simboli riportati, oltre alla combinazione indicata dal giocatore. Nella vicenda romana, la giunzione centrale rese visibile l’alterazione; gli esami successivi ricondussero i frammenti a due tagliandi diversi.

Per i consumatori, la regola pratica è conservare il biglietto integro e rivolgersi ai canali di riscossione previsti. Le richieste di pagamento anticipato per “sbloccare” una vincita rientrano in schemi di frode distinti. In caso di dubbi, è opportuno utilizzare i canali ufficiali e non affidarsi a promesse o documenti non autenticati.

La richiesta milionaria presentata all’Ufficio premi si fermò prima del pagamento. Il tagliando, secondo gli accertamenti, era stato ricomposto con nastro adesivo usando parti di due biglietti perdenti; inoltre, i 10.000.540 euro non corrispondevano ai premi massimi fissati dal regolamento del “Miliardario Maxi”.

L’uomo, originario della provincia di Cosenza, è stato denunciato e chiamato a rispondere a Roma dell’accusa di tentata truffa. Nel procedimento sono stati ascoltati testimoni; il pubblico ministero è Mario Pesci e Lotterie Nazionali è rappresentata dall’avvocato Anna Russo. Il premio non fu incassato: i controlli sul tagliando ne bloccarono la riscossione.

Prima dell’erogazione vengono verificati sia il supporto sia la corrispondenza con il regolamento. In questo caso, la giuntura rese riconoscibile la manipolazione e l’importo richiesto non trovava riscontro fra le vincite previste. La richiesta da oltre dieci milioni di euro si arrestò durante la verifica del biglietto.




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...