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Gratta e Vinci vincenti individuati tramite un software: ecco come facevamo sempre a vincere

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di Chiara Compagnucci pubblicato il

Una rete di ex dipendenti, tramite software occulto, ha manipolato i Gratta e Vinci per individuare quelli vincenti, scatenando una frode scoperta nel 2020. L'inchiesta ha svelato danni economici.

Nel 2020 venne alla luce un sofisticato sistema fraudolento legato al settore dei giochi pubblici, in particolare ai cosiddetti biglietti Gratta e Vinci. La scoperta ha scosso profondamente la fiducia dei cittadini in uno dei giochi più diffusi e regolamentati in Italia. Secondo fonti giudiziarie, la Procura regionale della Corte dei Conti del Lazio ha avviato una complessa attività di accertamento, evidenziando l'ingenuità del sistema e la sua capacità di aggirare le normali procedure di sicurezza.

Cinque ex dipendenti di una società concessionaria del gioco Gratta e Vinci sono finiti al centro delle indagini. Grazie alle loro competenze informatiche e all'accesso privilegiato nei sistemi aziendali, è stato possibile configurare uno schema illecito che ha arrecato ingenti danni economici allo Stato italiano. La vicenda, emersa a seguito di approfondimenti giudiziari e investigativi svolti dalla Guardia di Finanza, ha posto l'accento su gravi vulnerabilità nella gestione dei giochi pubblici e ha imposto una riflessione sulla necessità di rafforzare le misure di sicurezza.

Come operavano gli ex dipendenti: accessi e software

Secondo le indagini, gli ex dipendenti coinvolti erano dotati di avanzate competenze informatiche e, avendo avuto precedenti mansioni di rilievo nell'ambito tecnologico, potevano accedere a informazioni riservate sui server della società concessionaria. L'elemento centrale della frode era la capacità di agire direttamente sui sistemi informatici interni all'azienda che gestiva il gioco.

L'accesso privilegiato alle credenziali aziendali ha permesso ai soggetti di sviluppare un software ad hoc. Questo programma era ideato per analizzare in tempo reale la distribuzione e l'assegnazione dei premi legati ai Gratta e Vinci presso le ricevitorie nazionali. In pratica, il software riusciva a estrapolare dati sensibili sulla posizione e il valore dei tagliandi vincenti, violando così i principi di casualità e trasparenza che dovrebbero essere garantiti nella filiera dei giochi a premi.

Il programma informatico si basava su algoritmi in grado di identificare rapidamente la presenza di premi rilevanti. Tale sistema ha consentito agli indagati di segnalare all'interno della loro rete i biglietti vincenti prima che questi venissero messi in vendita o acquistati da ignari giocatori. È emerso inoltre che il periodo in cui avvenivano queste operazioni si colloca tra il 2016 e il 2019, anni coperti dagli accertamenti investigativi.

L'utilizzo strategico delle proprie competenze informatiche dimostra l'elevato grado di preparazione dei responsabili. Hanno saputo sfruttare ogni anello debole del sistema informatico, eludendo i controlli interni e aggirando le procedure standard di auditing della società. In tal modo, hanno saputo integrare le tecnologie con pratiche illegali, arrecando un danno difficilmente stimabile non solo dal punto di vista finanziario, ma anche in termini di credibilità per l'intero comparto dei giochi pubblici.

Individuazione, acquisto e riscossione dei premi

L'organizzazione della frode prevedeva diverse fasi, tutte pianificate per massimizzare la possibilità di incassare premi senza destare sospetti. Una volta individuati, tramite il software, i biglietti vincenti distribuiti nelle ricevitorie su tutto il territorio nazionale, gli ex dipendenti coinvolti agivano attraverso una rete di soggetti terzi:

  • Identificazione preventiva dei tagliandi con premi tramite analisi dei dati informatici;
  • Acquisto dei biglietti attraverso prestanome, parenti o conoscenti, che entravano nelle ricevitorie e ritiravano formalmente i Gratta e Vinci;
  • Incasso delle vincite secondo le modalità previste dalla normativa vigente, suddivisa per fasce di premio.
La sofisticazione di questa strategia risiedeva nel rendere ogni passaggio compatibile con la liceità delle procedure ordinarie. Così facendo, le autorità preposte ai controlli risultavano spesso ignare della manomissione informatica sottostante. I premi, in vari casi di importo particolarmente elevato, venivano regolarmente riscossi dagli acquirenti prestati ma finivano poi nelle disponibilità dei veri organizzatori dell'illecito.

Le modalità di riscossione dei premi erano articolate sulla base degli importi:

  • Premi fino a 500 euro: pagabili direttamente in ricevitoria al momento della validazione;
  • Premi tra 501 e 10.000 euro: pagamento tracciato mediante procedura di prenotazione sul circuito bancario;
  • Premi superiori a 10.000 euro: riscossione presso l'Ufficio Premi della società concessionaria oppure tramite filiali bancarie autorizzate, con rilascio di ricevuta ufficiale.
Questa catena consentiva di muovere ingenti somme senza attirare l'attenzione finché non sono emersi i primi segnali sospetti e le conseguenti attività di audit interno e investigazione giudiziaria.

Le conseguenze per lo Stato: danno erariale e impatto

L'azione fraudolenta ha determinato un danno erariale di oltre 25 milioni di euro secondo quanto contestato dalla Procura della Corte dei Conti. In condizioni normali, il ricavato dalla vendita dei Gratta e Vinci confluisce nelle casse pubbliche tramite l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Le somme pagate come premi in modo illecito hanno rappresentato una sottrazione sistematica di risorse che, diversamente, sarebbero rimaste patrimonio pubblico.

Un elemento particolarmente significativo riguarda la riduzione delle entrate statali dovuta all'intercettazione di vincite che, senza la manipolazione, sarebbero rimaste non rivendicate e quindi trattenute. Di conseguenza, il meccanismo illecito ha inciso negativamente sulla capacità dello Stato di recuperare utili fondamentali per finanziare servizi e attività di interesse collettivo.

L'impatto non è stato solo economico. Secondo il bilancio degli inquirenti e della magistratura contabile, vi è stato anche un danno reputazionale per l'amministrazione pubblica. Il sistema dei giochi statali si fonda, infatti, su concetti chiave come trasparenza, casualità e affidabilità: la compromissione di queste garanzie rischia di minare la fiducia dei giocatori e dei cittadini nell'intero sistema regolatorio.

L'episodio ha provocato vaste reazioni nell'opinione pubblica e presso le istituzioni, generando richieste di revisione dei sistemi di controllo e di rafforzamento delle procedure di verifica sia nella fase di distribuzione dei biglietti che in quella di pagamento dei premi.

Di seguito una sintesi degli effetti principali della frode:

Tipologia di danno

Conseguenze concrete

Erosione delle entrate statali

Minori risorse per servizi pubblici

Danno all'immagine

Perdita di fiducia nella gestione dei giochi regolamentati

Alterazione della concorrenza

Favoritismi illeciti a danno degli altri giocatori

Elementi di rischio per il sistema bancario

Aumento delle segnalazioni di operazioni sospette

L'indagine della Guardia di Finanza e della Corte dei Conti

Le indagini sono state condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma, su mandato della Procura Regionale della Corte dei Conti del Lazio e sotto la direzione del Sostituto Procuratore Generale Eleonora Lener. Gli accertamenti contabili e le verifiche tecniche sono stati il risultato di una sinergia tra attività investigative e approfondimenti penali avviati in precedenza.

L'attività ha consentito di ricostruire con precisione le modalità di accesso ai sistemi informatici e lo sviluppo del software illecito. L'inchiesta ha rivelato la presenza di una rete strutturata, ben radicata nel contesto della società concessionaria, in grado di operare in modo coordinato per anni senza essere scoperta.

Sulla base degli elementi raccolti, è stato notificato ai cinque soggetti principali un invito a dedurre per un totale di 25.067.224 euro quale danno contestato allo Stato. Le risultanze hanno prodotto anche effetti disciplinari e di responsabilità amministrativa per quanto attiene al settore delle concessioni pubbliche nel comparto giochi.




Chiara Compagnucci

Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...