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Ho provato i fagioli di Bud Spencer e la sua pizza, birra e snack: non sono soddisfatto in ugual modo

di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

Ho assaggiato fagioli, pizza, birra e snack firmati Bud Spencer, tra gusto, quantità e nostalgia, per capire il successo del marchio, la sua diffusione e cosa ricomprerei davvero.

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I nipoti Carlo ed Alessandro Pedersoli hanno trasformato nel 2022 i fagioli associati ai film di Bud Spencer in un prodotto da supermercato, facendo crescere Bud Power dai circa 700 mila euro del 2023 agli 8 milioni del 2025. La cifra aiuta a capire perché una scatoletta abbia attirato attenzione anche fuori dalla cerchia dei cinefili: sull'etichetta c'è il volto di un attore, mentre nel barattolo si trova una ricetta che richiama le scene condivise con Terence Hill.

Ho cominciato proprio dai fagioli. Poi ho provato la birra, la pizza e gli altri articoli legati al marchio. Il quadro che ne esce è meno compatto di quanto potrebbe suggerire la forza del personaggio. Il ricordo vende davvero, ma non trasforma ogni prodotto in una scelta competitiva. Per alcuni acquisti il sovrapprezzo ha una sua logica; in altri casi la confezione promette più di quanto l'assaggio riesca a mantenere.

Fagioli Bud Spencer, dentro la scatola

La linea dei fagioli Bud Power parte dalla ricetta familiare associata al set: legumi, pancetta e pomodoro, disponibili nella versione classica e in quella piccante. Il riferimento è ai momenti conviviali dei film, dove il piatto diventava una gag, un'abitudine condivisa e un segno di semplicità. La produzione è italiana e affidata a Dega Food, società del gruppo D'Amico, nello stabilimento di Rovereto.

La confezione si fa riconoscere subito. Il viso di Bud Spencer occupa la parte più evidente del fronte e la grafica rimanda al cinema popolare degli anni Settanta e Ottanta. Non si tratta quindi di un richiamo casuale: Bud Power è un'iniziativa dei nipoti e della famiglia Pedersoli, nata per dare una prosecuzione commerciale al patrimonio d'immagine dell'attore.

Il contenuto, però, non va scambiato per la riproduzione documentata di ciò che veniva servito sul set, in ogni dettaglio. Secondo il racconto familiare, Carlo Pedersoli cucinava personalmente i fagioli durante le riprese. Quello che si acquista oggi è comunque una conserva industriale, realizzata secondo le regole dell'etichettatura alimentare. Nel barattolo c'è una ricetta pronta, non l'intera esperienza cinematografica trasferita senza cambiamenti nel prodotto.

Il mio assaggio tra gusto, consistenza e quantità

Una volta aperta la confezione, arriva subito il pomodoro. Seguono la morbidezza dei fagioli e la nota sapida della pancetta. La consistenza è quella di un alimento pronto: il fondo è cremoso, mentre i legumi conservano una certa consistenza sotto i denti.

Non è un piatto da trattoria. È una soluzione veloce, da scaldare in padella o da consumare seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. La versione classica si presta più facilmente all'abbinamento con pane, uova o carne; quella piccante ha una spinta più netta e si rivolge a chi gradisce il peperoncino.

Una singola confezione può bastare per un pasto rapido o per dividere un assaggio. In una famiglia, invece, funziona più facilmente come parte del pranzo che come piatto unico particolarmente abbondante. La resa convince soprattutto per la praticità. L'effetto sorpresa diminuisce quando l'aspettativa deriva direttamente dalla fama di Bud Spencer.

Per la valutazione nutrizionale bisogna fermarsi alle informazioni effettivamente disponibili. Non sono indicati in modo completo, per il singolo formato, il peso netto, i valori energetici, i grassi, i carboidrati, le proteine e il sale. Attribuire al prodotto numeri non verificati sarebbe quindi scorretto.

Lo stesso vale per il prezzo. Alcune segnalazioni dei consumatori collocano una confezione intorno ai 3,30 euro nel 2026, ma il costo può cambiare in base alle offerte e al canale di vendita. Un dato trovato online non basta, da solo, a stabilire il prezzo valido in ogni supermercato.

Il paragone con prodotti equivalenti va letto su due piani, senza confondere il contenuto con il valore del marchio. Una conserva tradizionale di fagioli al pomodoro, oppure una versione piccante di una marca generalista, compete direttamente sul prodotto e può contare su una distribuzione più ampia. Bud Spencer aggiunge la licenza, la grafica e la storia associata al nome.

Senza pesi e listini omogenei non è possibile fare un confronto preciso al centesimo. Il punto pratico, però, rimane: si paga anche il marchio, oltre ai legumi, alla salsa e alla lavorazione.

Pizza, birra e snack: qui il risultato cambia

La birra Bud Spencer è una lager. Nell'assaggio risulta più coerente con il progetto rispetto a un alimento la cui riuscita dipende da una ricetta molto caratterizzata. È una birra da abbinamento, con un'identità affidata soprattutto all'etichetta e al racconto del marchio.

Il piacere può essere sufficiente, ma nelle informazioni disponibili non compare un elemento che la renda necessariamente migliore delle lager concorrenti. Il nome contribuisce all'acquisto; non basta, da solo, a dimostrare una superiorità nel bicchiere.

La pizza surgelata è stata invece il punto più debole della prova. Il prodotto associato a Bud Spencer è realizzato da Roncadin, impresa friulana specializzata nella pizza surgelata. Tra le proposte figura anche il cosiddetto "Pizzone", con salsiccia e fagioli.

Nel mio assaggio la base tendeva al biscotto, più vicina a una piadina che a una pizza. C'era una nota acidula e il finale risultava metallico. Sulla superficie ho osservato scaglie bianche, che non sono state ricondotte con certezza a un ingrediente leggibile.

Questa esperienza non equivale a un test di laboratorio e non permette di estendere il giudizio a ogni lotto. Segnala però un problema concreto: al primo assaggio il prodotto non ha convinto, soprattutto se messo a confronto con altre pizze surgelate della grande distribuzione. Anche l'etichetta, nella prova descritta, è risultata poco leggibile. Quando si deve scegliere, questo aspetto pesa più della grafica.

Gli snack e le barrette proteiche risalgono alla fase iniziale del progetto. Bud Power era nato proprio con prodotti proteici collegati al passato sportivo di Pedersoli; in seguito la famiglia ha ampliato l'offerta, dopo aver capito che il pubblico cercava anche articoli da condividere. Nel catalogo comunicato compaiono snack e accessori, ma per molti formati mancano dati completi e confrontabili su ingredienti, valori nutrizionali e prezzi.

Il peso concreto della nostalgia

Il successo non dipende soltanto dal sapore. La biografia di Bud Spencer va ben oltre il cinema: fu nuotatore e pallanuotista olimpionico, pugile, compositore, pilota e imprenditore. La linea alimentare sceglie però un'immagine precisa, quella dell'uomo grande e rassicurante seduto davanti a un piatto abbondante, dentro scene costruite su amicizia, ironia e appetito.

Su uno scaffale affollato il packaging lavora come un'insegna. Il volto consente di riconoscere la confezione prima ancora di leggere il nome del prodotto. La fan base dei film con Terence Hill porta l'acquisto oltre il pubblico abituale delle conserve. Un genitore può comprare la scatoletta per il ricordo e usarla per raccontare ai figli chi fosse quell'attore; le nuove generazioni entrano così in contatto con un'immagine che non hanno conosciuto al cinema.

Dietro la nostalgia c'è comunque una struttura industriale definita. La produzione italiana coinvolge aziende note come D'Amico, Roncadin e Fiorentini. La famiglia mantiene il controllo della società attraverso Ikigai Holding, che detiene il 54,7% di Bud Power; un ulteriore 16% è attribuito a Nicolò Denaro, mentre la quota restante appartiene a soci di minoranza.

La nostalgia è sostenuta da una filiera reale. Non si tratta soltanto di un articolo promozionale costruito attorno a una fotografia famosa.

Vendite, scaffali e presenza fuori dall'Italia

I ricavi comunicati raccontano una progressione molto rapida: circa 700 mila euro nel 2023, 2,7 milioni nel 2024 e 8 milioni nel 2025. Un'altra ricostruzione riporta 600 mila euro nel 2023, 2,5 milioni nel 2024 e 10 milioni nel 2025.

Le due serie non coincidono. La differenza dipende probabilmente da criteri societari o da perimetri diversi, ma il testo disponibile non chiarisce quale sia la ragione precisa. Per questo è più prudente parlare di una crescita multimilionaria, senza scegliere un unico valore come se fosse certo.

I prodotti sono arrivati nei principali supermercati italiani. I fagioli sono stati segnalati sugli scaffali di Conad ed Esselunga e in altri punti vendita; si trovano anche su marketplace che propongono confezioni multiple. Qui la spesa iniziale può aumentare, perché alcuni canali vendono gruppi da tre, sei o otto barattoli invece della singola unità.

La convenienza cambia molto con le promozioni. Un prezzo scontato può modificare il giudizio più del nome stampato sulla lattina.

La presenza estera è stata indicata in Germania, Svizzera, Austria e Ungheria. L'obiettivo dichiarato è allargare ulteriormente i mercati. La popolarità dei film di Bud Spencer e Terence Hill fuori dall'Italia offre una base commerciale comprensibile, ma non sono disponibili dati indipendenti sulle quote di mercato o sul numero di confezioni vendute.

Il fatturato dimostra che il progetto ha trovato trazione, non che ogni prodotto sia di qualità superiore. Sono misure diverse e vanno tenute separate.

Verdetto: che cosa comprerei

I comprerei i fagioli soprattutto per un pasto rapido o per condividere il riferimento ai film, non come alternativa più conveniente alle conserve generaliste. Il sovrapprezzo può avere senso quando il prezzo è in promozione o quando il valore del marchio conta nella scelta:

  • Fagioli: il compromesso più riuscito per praticità, identità del prodotto e disponibilità nei supermercati.
  • Birra: adatta a un acquisto da collezione o a un abbinamento, senza elementi sufficienti per preferirla alle lager concorrenti.
  • Pizza: da valutare con cautela, considerando l'esito dell'assaggio e la scarsa uniformità delle informazioni sul prezzo.
  • Snack proteici: interessanti solo per chi cerca specificamente quel tipo di alimento.
Prima dell'acquisto conviene controllare formato, ingredienti, valori nutrizionali, leggibilità dell'etichetta e prezzo al chilo. La filiera italiana e il legame con la famiglia Pedersoli rendono il catalogo riconoscibile, ma non sostituiscono il confronto tra gusto, quantità e costo.


Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...