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La mia prova del nuovo EMC 6, l'auto italo-cinese da 17.690 euro per capire se batte i suv economici più conosciuti

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di Dott. Stefano Gallo pubblicato il

L’EMC 6 arriva a 17.690 euro con ambizioni da SUV di famiglia, ma il progetto cinese e il marchio italiano non bastano a definirne il valore. Spazio, consumi, garanzia e confronto con Duster diranno se conviene.

L’EMC 6 in promozione parte da 17.690 euro: 3.000 euro in meno rispetto al prezzo indicato per la versione manuale 1.5 benzina/GPL con Premium Pack. L’offerta riguarda vetture in pronta consegna, da immatricolare entro il 30 settembre 2026. Per un SUV lungo 4,44 metri è una cifra interessante, ma non coincide con il prezzo di tutte le versioni e non è destinata a restare sempre disponibile. Dopo oltre 1.500 km al volante della 1.5 Turbo automatica, il quadro è abbastanza definito: spazio, comfort e dotazioni fanno della EMC una scelta concreta per chi tiene d’occhio la spesa. Restano, però, alcuni aspetti su cui i concorrenti più affermati hanno un vantaggio, dalla sicurezza attiva alla varietà della gamma, fino alla notorietà della rete.

Un marchio italiano, un progetto nato in Cina

EMC, sigla di Eurasia Motor Company, è un’azienda italiana con sede a Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia. Si occupa di importare e distribuire automobili sviluppate in Cina. La EMC 6, che in precedenza era commercializzata come Wave 3, deriva dalla Kaiyi Showjet Pro, un modello legato al gruppo Chery. Definirla italo-cinese è quindi corretto: il progetto industriale ha origini asiatiche, mentre importazione, marchio e adattamento commerciale per il mercato italiano fanno capo a EMC.

Si colloca tra i SUV compatti di segmento C. Ha cinque posti, trazione anteriore e una proposta costruita soprattutto attorno al prezzo e alla dotazione. L’auto guidata era la 1.5 Turbo CVT Bi-Fuel, cioè la versione più potente e costosa della gamma: 147 CV, cambio automatico a variazione continua e impianto GPL BRC installato e collaudato in Italia. Non va confusa con il modello pubblicizzato a 17.690 euro. La promozione riguarda infatti la 1.5 benzina/GPL con cambio manuale.

Da dove arriva il prezzo di 17.690 euro

La cifra promozionale deriva da uno sconto commerciale di 3.000 euro sul prezzo indicato di 20.690 euro. Nella comunicazione compare anche il listino di 22.690 euro per la EMC 6 1.5 MT benzina/GPL con Premium Pack. In questo importo sono compresi messa su strada, immatricolazione, contributo per pneumatici fuori uso e IVA; resta esclusa l’imposta provinciale di trascrizione. Prezzo e condizioni vanno quindi letti in relazione alla specifica iniziativa, alla disponibilità delle auto e alle scadenze previste per l’immatricolazione.

La campagna era riservata alle vetture in pronta consegna, fino a esaurimento dello stock e presso i concessionari aderenti. La data indicata per la scadenza è il 30 settembre 2026. I 17.690 euro, dunque, non sono una tariffa permanente né una cifra garantita per ogni esemplare. Nell’iniziativa è incluso il Premium Pack; il vantaggio promozionale consiste in uno sconto sul veicolo, non in una fornitura di carburante gratuito.

Per orientarsi nella gamma occorre distinguere tra motore aspirato e turbo, cambio manuale e CVT, alimentazione solo a benzina oppure benzina/GPL. Un listino precedente pubblicato nel 2026 riportava 20.400 euro per la 1.5 manuale aspirata, 22.400 euro per la corrispondente versione GPL, 22.800 euro per la Turbo CVT e 24.800 euro per la Turbo CVT GPL. Non sono cifre da sovrapporre automaticamente alla promozione: si riferiscono a versioni e condizioni di listino diverse. Per confrontare le offerte serve un preventivo relativo alla vettura effettivamente disponibile, con motore e dotazioni precisi.

La dotazione di serie è ricca per questa fascia di prezzo. Comprende cerchi in lega da 18 pollici, ricarica wireless, strumentazione digitale da 7 pollici e schermo centrale da 10,25 pollici, oltre ad Apple CarPlay e Android Auto senza fili. Il Premium Pack, normalmente indicato a 290 euro, aggiunge le telecamere a 360 gradi, fari full LED anteriori e posteriori, sedili in ecopelle e regolazione elettrica del sedile del conducente. La composizione può cambiare in base all’allestimento o alla promozione: meglio controllare che cosa è presente sulla vettura proposta.

Abitacolo e bagagliaio, spazio per la famiglia

Con i suoi 4,44 metri di lunghezza e un passo di 2,63 metri, la EMC 6 lascia spazio ai passeggeri. Dietro si viaggia con agio sia per le gambe sia per la testa; i finestrini ampi contribuiscono a dare respiro all’abitacolo. Sulle versioni turbo c’è anche il tetto panoramico, che rende l’ambiente più luminoso.

Il bagagliaio ha una capacità di 360 litri, che sale a 1.100 abbattendo i sedili posteriori. Un dato utile per l’uso familiare, dalla spesa ai viaggi. L’impianto GPL non riduce la capacità dichiarata del vano, dettaglio che può tornare comodo a chi alterna tragitti quotidiani e spostamenti più lunghi.

La posizione di guida rialzata offre una buona visuale in avanti. Quando è presente, la regolazione elettrica del sedile aiuta a trovare in poco tempo una postura confortevole. Il volante, invece, si regola soltanto in altezza, non in profondità: per i conducenti più alti questa limitazione può risultare scomoda. Anche il lunotto è piccolo. Le telecamere panoramiche comprese nel pacchetto opzionale aiutano durante le manovre, ma non cambiano la visibilità diretta dal posto di guida.

La qualità percepita supera le aspettative che potrebbe suggerire il prezzo. Gli assemblaggi appaiono solidi; plancia e portiere hanno alcuni punti di contatto rivestiti in materiale morbido, mentre altrove si trovano superfici rigide e finiture lucide. I comandi fisici del climatizzatore sono semplici da usare e il sistema multimediale presenta menu lineari, con traduzioni curate. Nel corso della prova la connessione wireless con dispositivi Android è stata a tratti incerta. Il collegamento via cavo ha risolto il problema; con Apple la risposta è risultata più regolare.

Su strada: comfort e consumi

La versione 1.5 aspirata eroga 113 CV e 140 Nm ed è abbinata a un cambio manuale a cinque marce. La Turbo provata, invece, sviluppa 147 CV e 214 Nm, con trasmissione CVT e trazione anteriore. Al volante prevale un’impostazione votata alla regolarità: acceleratore e freno sono leggeri, lo sterzo non affatica e l’automatico gestisce il traffico senza strappi. In ripresa il motore risponde con prontezza. Se si chiede più accelerazione, però, il regime sale e il tipico rumore del CVT si fa sentire con maggiore evidenza.

Nel traffico cittadino la vettura è facile da condurre, pur misurando 1,83 metri in larghezza. Il diametro di sterzata dichiarato nella prova è di 10,8 metri. Le sospensioni assorbono bene pavé e buche, anche con i cerchi da 18 pollici; l’altezza da terra di 18,2 centimetri aiuta sulle rampe e sulle strade bianche. Non è un fuoristrada, perché la trazione integrale non è disponibile.

In autostrada il comfort rimane buono e fruscii e rumore di rotolamento restano contenuti. Nelle curve affrontate a velocità sostenuta si avverte invece un assetto morbido, più adatto a una guida tranquilla che a una condotta sportiva. È una distinzione che emerge soprattutto quando si passa da un’andatura regolare a una guida più impegnata.

Per la 1.5 manuale benzina/GPL, la scheda promozionale dichiara consumi combinati WLTP di 7,3 l/100 km a benzina e 9,3 l/100 km a GPL. Le emissioni indicate sono rispettivamente di 162 e 143 g/km di CO2. Si tratta di dati di omologazione, non di consumi garantiti su qualsiasi percorso. Sulla Turbo guidata per circa 1.500 km, i valori rilevati sono stati intorno a 12-13 km/l a benzina e circa 10 km/l a GPL. Motore e itinerari sono diversi: quei risultati non si possono trasferire direttamente alla versione d’ingresso.

Sulla Turbo provata, il serbatoio della benzina da 51 litri e quello GPL, con 44,5 litri di capacità netta utilizzabile, consentono un’autonomia complessiva superiore a 1.000 km nelle condizioni considerate. Il GPL costa meno al rifornimento, ma richiede più litri per chilometro; il risparmio dipende quindi dai prezzi locali e dalla percorrenza. La prova colloca attorno ai 30.000 km il punto di pareggio rispetto al maggiore esborso per l’impianto. È una stima orientativa, non una soglia valida per tutti gli automobilisti.

Sicurezza, garanzia e rete di assistenza

Tra i dispositivi della EMC 6 figurano i controlli elettronici di stabilità e trazione, l’assistenza alla partenza in salita e il controllo della velocità in discesa. Ci sono anche il monitoraggio della pressione degli pneumatici e freni a disco su tutte e quattro le ruote. I sensori posteriori sono presenti, mentre le telecamere a 360 gradi dipendono dal Premium Pack.

Durante la prova sono stati rilevati il cruise control tradizionale e l’avviso di abbandono corsia. Non risultano invece sistemi di guida assistita di livello 2, come il cruise control adattivo o il mantenimento attivo della corsia. Per chi viaggia spesso in autostrada o trasporta bambini, il divario rispetto ai modelli più aggiornati sul fronte ADAS è un elemento da considerare con attenzione.

Le informazioni disponibili non precisano durata e condizioni della garanzia commerciale della EMC 6. Non è quindi prudente attribuirle una copertura che non risulta documentata. Prima di firmare conviene leggere il contratto e verificare garanzia legale e convenzionale, componenti esclusi, assistenza stradale e procedure previste in caso di guasto.

EMC ha esteso la propria rete commerciale. I dati aziendali diffusi nel 2026 indicavano 83 concessionari e 150 punti vendita. La presenza sul territorio è in aumento, ma la distanza dal centro di assistenza e la disponibilità dei ricambi possono cambiare da una zona all’altra. Per un marchio meno radicato dei grandi gruppi europei, sono verifiche da fare nella propria area, prima dell’acquisto.

EMC 6, Duster e gli altri SUV economici

Tra i confronti più immediati ci sono la Dacia Duster, modello noto nel segmento dei SUV accessibili, e le proposte DR che puntano su dimensioni e dotazioni. Listini e allestimenti cambiano nel tempo. Le informazioni disponibili non permettono di fissare prezzi ufficiali aggiornati e omogenei per ogni concorrente, perciò una graduatoria numerica rischierebbe di mettere a confronto offerte non equivalenti. Il paragone più utile riguarda ciò che ciascuna vettura offre e i compromessi richiesti, da verificare poi in concessionaria su configurazioni comparabili.

La EMC si fa notare per gli accessori compresi: schermi ampi, ricarica wireless e cerchi da 18 pollici; con il pacchetto arrivano anche telecamere panoramiche e sedile elettrico. La Duster può essere più adatta a chi dà peso alla diffusione del marchio, alla familiarità della rete Dacia e alla disponibilità di motorizzazioni differenti, comprese soluzioni elettrificate a seconda della versione. Nella stessa fascia, i modelli DR possono proporre dotazioni ricche e alimentazioni bifuel. Il confronto, però, va fatto modello per modello, senza presumere che ogni accessorio sia di serie.

Per valutare un’offerta bisogna mettere a confronto il prezzo chiavi in mano e le eventuali spese accessorie, ma anche alimentazione, tipo di cambio, garanzia, ADAS e dotazioni effettive. Un concorrente con un prezzo di partenza più alto può includere dispositivi di sicurezza più evoluti. Un modello meno accessoriato, invece, può costare meno e appoggiarsi a una rete più capillare. La EMC 6 non è la scelta migliore in assoluto: convince soprattutto quando la priorità è ottenere spazio e comfort in rapporto alla cifra spesa.






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Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...