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Ho venduto la collezione lego per avere un figlio, il sogno mio e di mia moglie: un racconto di un 40enne che emoziona

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Per realizzare il sogno di un secondo figlio, James ha scelto di vendere una collezione Lego costruita in vent’anni: 36 lotti all’asta per sostenere le cure private e sorprendere Jessica.

Ci sono collezioni che si costruiscono in vent'anni e che si smontano in un pomeriggio, quando qualcosa di più grande prende il loro posto. È quello che è successo a James Smith, 40enne inglese di Stockport, che il 17 settembre ha messo all'asta l'intera raccolta di set Lego accumulata da adolescente per aiutare la moglie Jessica, 39 anni, a coprire i costi di un nuovo percorso di fecondazione assistita. Un gesto che ha commosso il Regno Unito e che racconta, meglio di tante statistiche, quanto possa pesare oggi la scelta di allargare una famiglia quando la sanità pubblica non basta più.

Una collezione da 13mila dollari costruita in vent'anni

La collezione di James comprende circa 35 set, alcuni dei quali particolarmente rari e ricercati dai collezionisti di tutto il mondo. Tra i pezzi più preziosi figurano un Millennium Falcon di Star Wars, un Imperial Star Destroyer, una riproduzione della USS Enterprise e diversi set dedicati all'universo Marvel. A catturare l'attenzione è però soprattutto un pezzo unico, un cockpit a grandezza naturale restaurato personalmente da James, che dovrebbe fruttare all'asta circa mille sterline. Nel complesso, gli esperti hanno stimato il valore dell'intera collezione in oltre 13mila dollari, il risultato di più di vent'anni di passione per i mattoncini danesi.

James e Jessica avevano già affrontato un lungo percorso di fecondazione assistita per avere il loro primo bambino, nato nell'ottobre del 2024 dopo un anno e mezzo di tentativi falliti a causa di un'infertilità mai del tutto spiegata. Quel trattamento era stato coperto dal servizio sanitario nazionale britannico. Quando la coppia ha deciso di provare ad allargare ancora la famiglia, la situazione è cambiata radicalmente: non essendo più idonei a un ulteriore ciclo gratuito, hanno dovuto rivolgersi a cliniche private, affrontando un percorso fatto anche di delusioni, tra una gravidanza biochimica e un aborto spontaneo, prima di arrivare a un'unica blastocisti ancora disponibile per un futuro trasferimento.

Il costo della fecondazione assistita privata in Inghilterra

Proprio qui nasce il nodo economico della vicenda. I trattamenti di fecondazione assistita non coperti dal servizio sanitario pubblico inglese costano alla coppia circa 12mila dollari complessivi, di cui circa 9mila ancora da saldare. James e Jessica versano oggi quasi 1.400 dollari al mese per sostenere le cure, una cifra che l'aumento del costo della vita rende sempre più difficile da gestire. Nella somma rientrano un ciclo completo di fecondazione in vitro, gli stimolanti ormonali, i controlli medici, il prelievo degli ovociti, la fecondazione in laboratorio, la coltura degli embrioni e gli eventuali trasferimenti, ovvero l'intero percorso clinico che oggi separa migliaia di famiglie britanniche dal sogno di un secondo figlio.

A raccontare la propria scelta è stato lo stesso James, che non ha nascosto il legame affettivo con la sua collezione. «Amo la mia collezione Lego», ha spiegato, aggiungendo però di essere pronto a lasciarla andare per costruire un futuro con la sua famiglia. «Speriamo che vendendo questa collezione possiamo pagare tutto in una volta», ha raccontato, descrivendo un misto di emozioni contrastanti: «Sono triste, ma sono anche felice». Parole che si sono fatte ancora più intense quando ha parlato del futuro: «Sono triste di vedere la collezione andare via, ma allo stesso tempo sono emozionato all'idea di poter costruire Lego con nostro figlio e, speriamo un giorno, con un altro bambino».

Il regalo a Jessica e la gratitudine della moglie

Se la collezione è stata il patrimonio di una vita per James, il vero regalo è quello fatto a Jessica, per cui l'uomo ha scelto di rinunciare a un pezzo importante della propria identità pur di sostenerla in un percorso fisicamente ed emotivamente faticoso. Anche la moglie ha voluto esprimere pubblicamente la propria riconoscenza per questo gesto. «Sono grata a mio marito per aver rinunciato alla sua collezione», ha detto Jessica. «Sarebbe molto importante per noi poter crescere la nostra famiglia».

La vendita si è svolta il 17 settembre attraverso Vectis Auctions, una delle case d'aste britanniche specializzate in giocattoli da collezione, punto di riferimento per gli appassionati di Lego rare in tutto il mondo. James sperava che i suoi pezzi potessero raggiungere una cifra sufficiente a coprire una parte significativa delle spese ancora da sostenere per completare il percorso di fecondazione assistita. Al di là del risultato economico finale, la storia di James e Jessica resta prima di tutto quella di una scelta radicale compiuta per amore, e di un padre che ha trasformato vent'anni di passione in un investimento sul futuro della propria famiglia.

Quando una collezione cambia funzione

La storia degli Smith mostra cosa può accadere a un bene da collezione quando una famiglia deve sostenere una spesa sanitaria difficile da affrontare. Prima i Lego erano legati al tempo libero, ai ricordi e all’identità del proprietario. Con l’asta diventano uno strumento per ridurre il peso di un trattamento privato.

James ha raccontato di essere dispiaciuto per la separazione dai set, ma anche contento all’idea di poter tornare a costruire con il figlio e, se il trattamento avrà esito positivo, con un altro bambino. Non considera quindi chiusa la sua esperienza con questo passatempo. Ha scelto di rinunciare alla parte più preziosa della raccolta in un momento preciso della vita.

La vendita ha anche una ragione pratica. Monetizzare una collezione già disponibile consente di procurarsi denaro senza ricorrere necessariamente a un prestito o a una raccolta fondi. Il valore teorico, però, non coincide sempre con il ricavo: il mercato dei collezionisti può essere ristretto, mentre modelli e componenti devono essere controllati, imballati e spediti.




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...