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I falsi e rischiosi consigli medici che l'Intelligenza Artificiale ha dato e può dare

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di Marcello Tansini pubblicato il

L'Intelligenza Artificiale può generare consigli medici ingannevoli, alimentare la disinformazione e mettere a rischio la salute pubblica, soprattutto attraverso i social.

Il velo di autorevolezza indossato da chatbot sofisticati, unito alla facilità con cui possono produrre informazioni apparentemente credibili, ha alimentato la diffusione di suggerimenti sanitari non verificati e talvolta pericolosi. Il rischio non si limita al tipico Dr. Google: le ultime generazioni di sistemi di IA, infatti, si presentano con linguaggio tecnico e dettagli accurati, inducendo gli utenti a fidarsi ciecamente.

Il problema è aggravato dalla crescente abitudine a rivolgersi a queste tecnologie anche per decisioni delicate riguardanti la salute. I chatbot medici, disponibili in qualsiasi momento, sembrano una soluzione pratica ai tempi di attesa odierni e agli elevati costi sanitari. Tuttavia, la scarsa capacità di distinguere tra consigli validi e informazioni infondate può diventare una seria minaccia per chi cerca soluzioni rapide a problemi complessi.

Il caso Dr John Valentine e i rischi della viralità sui social

Le piattaforme social sono diventate terreno fertile per la diffusione di identità sanitarie fittizie. Il caso di Dr John Valentine rappresenta una manifestazione eclatante di questo fenomeno: un personaggio digitale, con camice e modi rassicuranti, capace di raccogliere oltre un milione di follower tra Instagram, TikTok, X, Threads, Facebook e YouTube. In apparenza esperto, si è imposto come guru della salute su temi di grande interesse, ma si tratta di un prodotto interamente generato dall'Intelligenza Artificiale.

I contenuti creati dal falso dottore sono diventati virali, nonostante siano privi di ogni fondamento scientifico. Tra i video più visualizzati, emergono consigli su presunti effetti benefici del perossido di idrogeno, come la pratica di immergere i piedi in acqua ossigenata per rafforzare il sistema immunitario: un'informazione completamente falsa e senza alcun supporto scientifico. La dottoressa Margot Burnell, presidente della Canadian Medical Association, ha definito tali affermazioni fuorvianti e inquietanti.

Un'analisi dei profili social, come quello sotto il nome @healthylifesage creato a settembre 2025, conferma un modello replicato da numerosi altri account: se ne contano decine, diffusi principalmente sulle piattaforme di Meta. Questi profili presentano un mix tossico tra messaggi sanitari ingannevoli e promozioni di prodotti in affiliazione, spesso mascherati da suggerimenti di benessere o pseudo-terapie. La velocità e il fascino della viralità rendono particolarmente difficile distinguere i contenuti informativi attendibili dalle strategie di marketing mascherate da medicina.

Come l'IA può diffondere consigli medici sbagliati

L'affidamento a chatbot medici alimentati dall'IA per il riconoscimento e la gestione di problemi sanitari si sta diffondendo rapidamente: secondo alcuni sondaggi, circa un adulto su sei si rivolge mensilmente a queste tecnologie per ottenere suggerimenti sulla salute.

Eppure, numerosi studi confermano una realtà assai diversa dalle aspettative: le risposte fornite dagli algoritmi presentano errori nel 70% dei casi e fonti bibliografiche inesatte fino al 30%. Ricerche condotte presso centri come l'Humanitas University di Rozzano e pubblicate su riviste peer reviewed evidenziano che i chatbot possono commettere errori gravi - dalla confusione tra tipi diversi di tumore al seno fino a diagnosi errate di patologie cutanee.

Questi sistemi, progettati per simulare il pensiero umano attraverso modelli linguistici di grande portata, spesso creano risposte basate su pattern linguistici plausibili più che su dati clinici verificati. Alcuni chatbot arrivano persino a inventare riferimenti a studi clinici che non esistono, mascherando le loro lacune con una parvenza di accuratezza:

  • La problematica diventa ancora più grave quando le informazioni fornite sono presentate con toni di sicurezza e urgenza tipici della comunicazione sanitaria professionale.
  • I consigli errati non solo nascondono il rischio di errori diagnostici, ma possono anche indurre pratiche dannose o inutili terapie casalinghe.
  • Le ripercussioni spaziano dal semplice ritardo di diagnosi appropriate a potenziali danni fisici, specialmente nei casi in cui si omettono dettagli clinici rilevanti nelle richieste o si ricevono output mescolati tra suggerimenti utili e indicazioni fuorvianti.
Le grandi aziende tecnologiche stesse - come OpenAI, Apple e Microsoft - avvertono delle limitazioni insite nei loro prodotti: nella migliore delle ipotesi, i chatbot possono essere considerati strumenti di supporto, mai sostituti della competenza medica umana.

La disinformazione medica alimentata dai chatbot

Gli effetti dei suggerimenti forniti artificialmente si misurano in errori, ritardi e insicurezze che coinvolgono l'utenza sia laica che specialistica. Secondo uno studio premiato dall'Ordine dei Medici di Milano e pubblicato sull'European Journal of Pathology, su 200 quesiti clinici proposti alla IA (in particolare ai chatbot più diffusi), le risposte davvero senza errori sono limitate a poco più del 30%. I restanti output presentano errori riscontrabili, dalla valutazione del rischio alla scelta della terapia. Persino i riferimenti bibliografici forniti, nel 18% dei casi, sono completamente inventati e assenti nel panorama scientifico reale.

La problematica non risparmia neppure le sub-specialità più delicati: sono stati rilevati errori rilevanti nella gestione di patologie oncologiche come il carcinoma cutaneo o le neoplasie al seno. Tali dati devono spingere all'estrema prudenza: una fiducia acritica nelle risposte del chatbot può indurre scelte diagnostiche sbagliate o sottovalutazioni del quadro clinico:

  • Secondo una ricerca condotta presso l'Università di Oxford, i chatbot possono indurre l'utente a sottovalutare la gravità di sintomi gravi, suggerendo valutazioni mediche inappropriate o ritardando interventi necessari.
  • Negli Stati Uniti, uno studio su patologie pediatriche ha evidenziato che la percentuale di errori dei suggerimenti arriva anche all'83%.
  • L'inclinazione del paziente ad affidarsi alle tecnologie digitali comporta la diffusione di abitudini sanitarie scorrette e la perdita di fiducia nei confronti dei professionisti in carne e ossa.
I risultati di queste ricerche sono condivisi nel mondo accademico e confermati da realtà normate come la European Society of Pathology. In termini di privacy e tracciabilità, la natura anonima delle interazioni digitali complica ulteriormente il quadro, rendendo difficile la verifica e la responsabilità dei suggerimenti medici ottenuti:

Dati chiave sugli errori dei chatbot sanitari

Fonte

70% di risposte mediche errate

European Journal of Pathology (2025)

83% di errori in patologie pediatriche

Studio statunitense (Oxford, 2025)

Un adulto su sei consulta chatbot ogni mese

KFF Health Misinformation Tracking Poll (2024)

Il ruolo dei social media nella diffusione di falsi consigli medici

I social network veicolano una mole enorme di diffusione per le informazioni sanitarie, affidandosi sempre meno a filtri editoriali o controllo scientifico. Il meccanismo della viralità premia i contenuti che appaiono semplici, rassicuranti e facilmente condivisibili, a scapito della loro accuratezza. I profili costruiti artificialmente, come quello del Dr John Valentine, sfruttano pienamente il fenomeno. In questo scenario, i social di Meta si confermano la piazza principale per la viralizzazione di account fittizi, con decine di profili che ripropongono contenuti simili sotto nomi diversi.

Le strategie più utilizzate dagli account IA includono:

  • Pubblicazione di video divulgativi accompagnati da istruzioni pratiche, formulati in maniera semplice ma autorevole;
  • Promozione indiretta di prodotti e servizi via sistemi di affiliazione, anche se privi di efficacia clinica comprovata;
  • Assenza di etichettatura come richiesto dai regolamenti interni delle piattaforme (Community Standards di Meta), facilitando l'inganno;
  • Utilizzo di volti, voci e modi di personaggi fittizi costruiti artificialmente, come nel caso di interventi recitati con la voce di celebrità reali per accrescere l'effetto credibilità.
La moderazione dei contenuti, quando avviene, è spesso lenta rispetto alla crescita della viralità: su 27 account segnalati nel solo caso Dr Valentine, solo 7 sono stati rimossi. Questo gap tra diffusione e controllo alimenta la proliferazione incontrollata dei consigli medici errati intorno all'Intelligenza Artificiale, polarizzando l'opinione pubblica tra chi si affida ciecamente e chi rimane diffidente verso le potenzialità delle nuove tecnologie digitali nella salute.

Come riconoscere i falsi consigli medici e affidarsi alle fonti

Il primo antidoto per difendersi dalla diffusione di pseudo-informazioni sanitarie risiede nella consapevolezza critica e nella verifica delle fonti. Nessun assistente virtuale, per quanto sofisticato sia il motore linguistico che lo alimenta, può sostituire il giudizio professionale di un vero operatore sanitario:

  • Prestare attenzione ai dettagli: i contenuti di qualità sono spesso accompagnati da riferimenti normativi seri, come circolari istituzionali o pubblicazioni su riviste riconosciute.
  • Verificare la presenza di etichette che segnalano la produzione di contenuti tramite IA, come richiesto dai regolamenti delle principali piattaforme social.
  • Diffidare di consigli univoci che promettono risultati rapidi o dall'applicazione di semplici rimedi naturali a patologie complesse.
  • Affidarsi ai portali istituzionali del Ministero della Salute, dell'AIFA o di società scientifiche per il controllo delle informazioni di salute.
Solo una formazione costante alla lettura critica e la consultazione di professionisti abilitati possono mettere al riparo dall'influenza di canali non affidabili. Le autorità sanitarie continuano a monitorare il fenomeno, sollecitando gli sviluppatori di chatbot e le piattaforme social ad adottare sistemi di verifica, trasparenza e segnalazione più efficaci. In definitiva, l'esperienza autentica, la competenza riconosciuta e la tracciabilità delle fonti rimangono le principali difese contro la proliferazione di consigli medici errati generati dall'Intelligenza Artificiale.


Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...