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I nuovi prezzi attuali di diesel e benzina e durata dei tagli accise stabiliti decreto carburanti approvato il 6 giugno 2026

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Il Decreto Carburanti del 6 giugno 2026 proroga i tagli alle accise su benzina e diesel e aggiorna i prezzi alla pompa. Impatto sulle famiglie, sulle imprese e possibili scenari futuri per il settore.

Il nuovo decreto interministeriale pubblicato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e dal Ministero dell'Ambiente rappresenta un passaggio decisivo nella gestione dei prezzi dei carburanti. La norma estende fino al 3 luglio 2026 la misura di contenimento dei rincari energetici, agendo direttamente sulle accise di benzina e gasolio. Si tratta di un intervento che garantisce un alleggerimento dei costi per categorie diverse di automobilisti e imprese, calibrando la strategia di tutela economica secondo l'andamento dei prezzi e le effettive disponibilità finanziarie dello Stato. La principale novità riguarda l'allineamento dello sconto fiscale tra i due carburanti: mentre la riduzione per la benzina resta invariata, per il gasolio lo sconto viene dimezzato. L'obiettivo della proroga è contenere l'impatto dei rincari energetici senza aggravare il bilancio pubblico, sfruttando le risorse provenienti dall'extragettito derivante dall'imposta sul valore aggiunto.

Come funzionano le accise mobili: meccanismo e coperture

Le cosiddette accise mobili costituiscono uno strumento di flessibilità fiscale finalizzato ad adattare le aliquote delle imposte indirette sui carburanti in funzione delle oscillazioni del gettito IVA generate dalle variazioni dei prezzi al dettaglio. Questo meccanismo prevede che l'aumento dei prezzi dei carburanti, che determina maggiori entrate IVA per lo Stato, sia utilizzato per generare uno sconto temporaneo direttamente sulla tassazione alla pompa. In altri termini, parte del maggior introito fiscale è destinato a finanziare il taglio delle accise, garantendo così un contenimento parziale degli aumenti per consumatori e imprese.

Nel caso in esame, il decreto firmato dal MEF attinge a una dote di 149,4 milioni di euro, provenienti dall'extragettito IVA maturato tra il 1° e il 31 maggio 2026. Un aspetto rilevante è che questo tipo di finanziamento non grava direttamente sulla spesa pubblica ordinaria, ma si aggancia a un incremento momentaneo delle entrate fiscali. La misura è attivabile rapidamente e non richiede un nuovo passaggio legislativo, semplificando così i tempi di reazione dello Stato di fronte alla volatilità nel mercato energetico.

L'accisa, per sua natura, rientra nella base imponibile dell'IVA. Tagliando una quota di accisa, l'impatto effettivo sul prezzo finale è superiore allo sconto nominale: un taglio di 5 centesimi genera un risparmio di circa 6,1 centesimi considerando anche l'effetto IVA. Solo in caso di raccolta aggiuntiva superiore alle attese il Governo può estendere o intensificare tali sconti, secondo la dinamica delle risorse disponibili dal gettito IVA, rendendo questo sistema adattabile alle condizioni reali del mercato.

I nuovi prezzi di benzina e diesel: simulazioni e confronto

Dal 7 giugno, il nuovo assetto varato con il decreto comporta importanti implicazioni sulle tabelle di prezzo applicate dalle stazioni di servizio su tutto il territorio nazionale. Secondo le ultime rilevazioni ufficiali disponibili, la benzina self sulla rete stradale risulta mediamente a 1,921 euro/litro, mentre per il gasolio la quotazione media si attesta attorno a 1,980 euro/litro. L'incidenza delle nuove aliquote incide in modo differenziato:

  • Il taglio per la benzina resta invariato a 5 centesimi al litro, con uno sconto totale di circa 6,1 centesimi una volta applicata anche la riduzione dell'IVA.
  • Per il gasolio, lo sconto viene ridotto alla stessa misura, dimezzato rispetto al periodo precedente (da 10 a 5 centesimi, equivalenti a circa 6,1 centesimi effettivi per litro).
Sulla base di queste aliquote e degli andamenti, è possibile simulare i nuovi prezzi per il periodo di validità del decreto:

Tipologia

Prezzo medio 6 giugno (€)

Sconto accisa effettivo (€)

Prezzo stimato dal 7 giugno (€)

Benzina Self

1,926

-0,061

~1,92

Gasolio Self

1,984

-0,061

~1,98

Benzina Autostrada

2,028

-0,061

~1,97

Gasolio Autostrada

2,068

-0,061

~2,01

Nella pratica, per chi utilizza il gasolio si registra un incremento di circa 6 centesimi al litro rispetto alle settimane precedenti, tornando sopra la soglia dei 2 euro al litro soprattutto sulle tratte autostradali. La benzina invece mantiene una quotazione inferiore ai 2 euro. Il trend complessivo, tuttavia, mostra una lieve tendenza alla riduzione dei prezzi rispetto ai picchi raggiunti nei mesi scorsi, anche in correlazione alla stabilizzazione delle quotazioni internazionali del petrolio.

Le ragioni della riduzione dello sconto sul diesel

L'azzeramento parziale dello sconto previsto per il gasolio riflette una scelta mirata del Governo, dettata sia da considerazioni di equilibrio finanziario sia da un'analisi dei fabbisogni e dei dati di mercato. Le rilevazioni hanno evidenziato un andamento in calo dei prezzi per entrambi i carburanti, ma una diminuzione percentualmente superiore per il diesel, giustificando così una correzione selettiva e progressiva del sostegno pubblico. Il taglio precedente, superiore rispetto alla benzina, è stato ora normalizzato anche per evitare possibili distorsioni settoriali, tenendo conto che il diesel copre una fetta importante dell'autotrasporto e dei servizi logistici sull'intero territorio.

Per famiglie e automobilisti, la diminuzione dello sconto comporta un aumento contenuto della spesa al distributore. Tuttavia il differenziale resta più ammorbidito rispetto alla fase in cui i rincari energetici avevano toccato il picco e il Governo, per garantire continuità nella tutela, aveva potenziato le misure di mitigazione fiscale. Le imprese dell'autotrasporto, da parte loro, continuano a beneficiare di una dotazione specifica per il credito d'imposta, attualmente pari a 300 milioni di euro; ciò contribuisce a ridurre gli effetti sugli operatori più esposti alle variazioni del prezzo del carburante.

È stato inoltre evidenziato che questa riduzione della misura generalizzata rappresenta una scelta orientata ad accrescere l'efficacia e la sostenibilità delle politiche pubbliche, riservando sempre più risorse ai soggetti effettivamente più vulnerabili. Il tutto in attesa di possibili interventi mirati o selettivi collegati a soglie di reddito o alla tipologia di utilizzo del carburante.

Riepilogo delle aliquote e durata dei tagli: cosa succede

Il decreto entrato in vigore prevede nuove aliquote di accisa efficaci dal 7 giugno e valide fino al 3 luglio 2026. Nello specifico, il quadro delle aliquote attuali è così strutturato:

  • Benzina: 622,90 euro per mille litri
  • Gasolio: 622,90 euro per mille litri
  • GPL: 242,77 euro per mille chilogrammi
  • Gas naturale per autotrazione: 0 euro per metro cubo
I livelli in vigore comportano una parità tra accisa su benzina e gasolio, riducendo la differenza storica tra i due carburanti. Si tratta di un intervento che pone l'accento su una maggiore coerenza fiscale e permette di semplificare i meccanismi di calcolo sia per le autorità competenti sia per i distributori.

La misura rimarrà operativa fino al 3 luglio, data dopo la quale sarà necessario valutare, sulla base delle risorse disponibili e delle condizioni macroeconomiche, l'eventuale introduzione di nuove misure o, al contrario, il ripristino delle aliquote ordinarie. Questo assetto, disposto attraverso il sistema delle accise mobili, si pone come soluzione temporanea e adattabile, utile ad accompagnare il settore verso scelte più strutturali e selettive.

Bonus carburante, misure selettive e prospettive europee

Guardando oltre la scadenza temporanea del provvedimento, il dibattito sulle politiche di sostegno ai costi del carburante si concentra sempre più su strumenti selettivi. Tra le ipotesi in valutazione, vi è quella di un bonus energia di 100 euro per le famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro, che potrebbe essere erogato tramite le carte di pagamento già in uso per altri interventi di welfare. Questa misura, pur non essendo ancora formalizzata dal Consiglio dei Ministri, viene considerata come possibile strumento per garantire una protezione mirata ai nuclei più esposti a incrementi dei costi energetici.

A livello comunitario, la gestione italiana delle accise mobili si inserisce nel contesto del negoziato europeo sulla flessibilità di bilancio e l'attuazione delle regole relative al deficit. L'Unione Europea ha concesso margini straordinari per investimenti nella transizione energetica, ma non permette di finanziare sconti generalizzati sui carburanti fossili con risorse riservate alla resilienza energetica. Da qui la necessità di privilegiare strumenti temporanei basati su entrate straordinarie, in attesa di nuove scelte strategiche a livello continentale.

Nel medio periodo, la tendenza è quella di abbandonare gradualmente forme di sconto generalizzato sulle accise, a favore di interventi specifici per le categorie più vulnerabili e di investimenti strutturali orientati alla mobilità sostenibile, alle energie rinnovabili e al rafforzamento della filiera energetica nazionale. In quest'ottica, l'attuale assetto rappresenta una fase-ponte verso una gestione finanziariamente più sostenibile ed ecologicamente compatibile dei prezzi dei carburanti, sempre in linea con le indicazioni europee in materia di sostenibilità e disciplina di bilancio.






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Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...