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Abbiamo indagato su qual è vero taglio dei prezzi della benzina e diesel e su distributori aumentano ancora i prezzi

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di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

Tra effetti delle accise, rincari persistenti e differenze regionali, perché i prezzi di benzina e diesel spesso non scendono davvero, come agiscono i distributori e cosa attende i consumatori.

Negli ultimi giorni, l'Italia ha assistito a un susseguirsi di annunci e decreti con al centro la promessa di una riduzione delle accise su benzina e diesel. Il governo ha varato un provvedimento urgente, presentato come risposta alle fluttuazioni internazionali e all'escalation del prezzo del greggio, per dare un respiro agli utenti messi in difficoltà dai rincari alla pompa. La misura, entrata in vigore dal 19 marzo, dovrebbe garantire una riduzione di 25 centesimi al litro; tuttavia, dalla nostra indagine diretta su diversi distributori dislocati sul territorio nazionale, emergono aspetti meno ottimistici rispetto alle attese ufficiali.

L'esperienza sul campo dimostra che, sebbene il decreto sia operativo, i benefici reali sono risultati spesso inferiori alle aspettative degli automobilisti. Alcuni impianti non hanno ancora abbassato i prezzi come previsto, mentre altri addirittura li hanno aumentati, nonostante l'intervento normativo. Diversi operatori di settore e associazioni consumatori hanno denunciato incrementi ingiustificati e anomalie, segnalando una reazione eterogenea che sta causando confusione tra gli utenti.

Il contesto internazionale e i fenomeni di mercato esercitano un'influenza significativa, riducendo l'impatto immediato del taglio deciso a livello governativo. La nostra indagine, supportata da verifiche nelle stazioni di servizio e dal confronto con dati ufficiali, si propone di chiarire la portata effettiva di questa operazione e le sue ricadute sulla quotidianità di milioni di automobilisti.

Come funziona il taglio delle accise su benzina e diesel

Il decreto-legge approvato il 18 marzo stabilisce una riduzione temporanea delle accise sui carburanti di 25 centesimi al litro, estesa anche all'IVA per un totale di circa 24,4 centesimi di euro. Questa misura è valida dal 19 marzo e avrà una durata di soli 20 giorni, scadendo il 7 aprile, salvo eventuali proroghe in base all'evolversi dello scenario internazionale e delle finanze pubbliche.

Il taglio risulta, dunque, un intervento emergenziale e a tempo determinato, impostato come sconto secco e non come accisa mobile, ovvero non legato dinamicamente all'andamento delle entrate fiscali. L'entità dell'abbattimento fiscale è stata quantificata così:

  • Accise su benzina e gasolio ridotte da 672,90€ a 472,90€ per 1.000 litri;
  • Risparmio stimato di oltre 12€ su un pieno da 50 litri;
  • Riduzione di 12 centesimi al litro per il GPL.
Va sottolineato che la misura, pur decisiva sul piano mediatico, ha suscitato preoccupazioni circa la sua efficacia nel medio termine: il brevissimo orizzonte di validità, la mancata inclusione di una soglia mobile per future oscillazioni, e l'esclusione di alcune categorie produttive rischiano di ridurne l'impatto complessivo.

Abbiamo verificato: perché i prezzi non scendono davvero?

Durante le nostre verifiche, l'atteso calo dei prezzi alla pompa non si è manifestato ovunque. Anzi, in due dei quattro distributori esaminati i prezzi sono persino aumentati rispetto al giorno precedente: in un caso di 2 centesimi, in un altro addirittura di 10 centesimi. Tale anomalia è stata confermata anche dalla relazione settimanale FIGISC, che ha evidenziato come, nel caso del gasolio, l'82% del taglio sia andato già riassorbito dall'aumento delle quotazioni internazionali in appena due giorni. Sulla benzina, la perdita del beneficio fiscale arriva al 30%.

Questa dinamica viene definita effetto missile e piuma: quando il prezzo del petrolio sale, quelli dei carburanti esplodono all'istante; quando scende, il calo si diffonde molto più lentamente. La motivazione principale va ricercata nella gestione delle scorte da parte delle compagnie: i distributori sostengono di non poter abbassare immediatamente i prezzi a causa del carburante acquistato precedentemente a prezzi più alti. Per contro, non esitano ad aumentare i listini non appena si affacciano previsioni di nuovi rincari internazionali.

L'evoluzione degli ultimi giorni è stata fortemente influenzata dal rincaro del Brent, balzato sopra i 110 dollari, e dalle aspettative sulle forniture. Il mercato interconnesso e globalizzato reagisce più forte agli allarmi geopolitici che agli interventi statali temporanei:

  • Compagnie e raffinazione: margine aumentato a causa della corsa delle quotazioni internazionali;
  • Gestori degli impianti: costretti ad applicare listini suggeriti dalle compagnie, con scarse possibilità di manovra autonoma;
  • Consumatori: di fronte ad aspettative disattese e a una percezione di incertezza generalizzata.
Una crisi che si presenta, secondo la Federazione Gestori, più acuta di quella del 2022, con conseguenze che rischiano di vanificare interamente la riduzione fiscale nei prossimi giorni.

Distribuzione dei prezzi: differenze regionali e comportamenti

Le nostre rilevazioni effettuate nelle principali regioni italiane mettono in luce un fenomeno che le associazioni dei consumatori hanno definito come divari regionali ingiustificabili. Dopo il taglio delle accise, i differenziali fra le aree del Paese persistono, con il Friuli Venezia Giulia che si distingue per i prezzi più bassi, fino a -18 centesimi sul gasolio rispetto ad altre regioni; in alcune zone il distacco si riduce a -12 centesimi. Durante la nostra ricognizione abbiamo osservato che:

  • Un solo distributore tra i quattro esaminati ha effettivamente abbassato il prezzo del carburante, seppur solo di 2 centesimi;
  • Un secondo impianto ha mantenuto i listini invariati rispetto al giorno precedente;
  • Due distributori hanno invece aumentato i prezzi, ignorando di fatto l'intervento del governo.
Resta da sottolineare un punto chiave: i prezzi finali dipendono dalle politiche delle compagnie petrolifere, non dai singoli gestori di impianto, che spesso subiscono le condizioni imposte senza margine di autonomia reale. La presenza di code alle casse e la segnalazione di variazioni repentine, anche nell'arco della stessa giornata, rafforzano la sensazione di instabilità normativa e commerciale tra gli utenti.

Impatto reale sui consumatori: risparmi, delusioni e la realtà

Il calcolo del risparmio effettivo per il cittadino si scontra oggi con una realtà fatta di forti delusioni: invece dei 12 euro in meno su un pieno da 50 litri, spesso il vantaggio reale viene azzerato dal rialzo repentino dei prezzi di mercato. La Federazione Gestori lo sottolinea chiaramente: la quotazione del raffinato, in particolare per il diesel, è raddoppiata in meno di un mese, rendendo pressoché invisibile il vantaggio fiscale.

Dalla nostra indagine diretta, emerge che per molti automobilisti lo sconto previsto si è tradotto in un beneficio parziale o nullo. Alcuni utenti intervistati riferiscono che durante la stessa giornata il prezzo alla pompa era calato nella mattinata, per poi risalire nel pomeriggio dopo il rifornimento delle cisterne. Tali oscillazioni alimentano sentimenti di sfiducia verso la filiera e verso le autorità di controllo. Gli operatori di settore richiedono l'introduzione di misure complementari, quali:

  • Promozione del trasporto pubblico e del car sharing;
  • Politiche di incentivo per la mobilità sostenibile e il lavoro da remoto;
  • Tutela delle fasce più deboli e sostegno al settore agricolo, attualmente escluso dalle misure emergenziali.
Il vissuto quotidiano, quindi, è segnato da una percezione di vantaggio effimero e da una diffusa preoccupazione per il futuro dei prezzi dei carburanti, in assenza di una strategia a medio-lungo termine.

Quali scenari ? Tra ritorno delle accise e altre possibili misure

Il futuro appare quanto mai incerto. Al termine della finestra temporale fissata dal decreto (7 aprile), salvo rinnovi, le accise torneranno al livello precedente e il vantaggio per gli automobilisti si esaurirà. Diversi scenari sono aperti, a seconda dell'andamento del prezzo del petrolio e delle risposte istituzionali:

  • Scenario ottimistico: attenuazione della crisi internazionale, riduzione del prezzo del Brent, stabilizzazione e percezione reale dello sconto agli occhi dei consumatori.
  • Scenario intermedio: prezzo del petrolio stabile su livelli medi alti, ritorno delle accise e mantenimento dei prezzi mediamente elevati alla pompa.
  • Scenario peggiore: il petrolio supera i 110 dollari, lo sconto svanisce, e si rende necessario un nuovo provvedimento per evitare un incremento esponenziale dei listini.
Restano aperte le ipotesi di misure supplementari, come l'introduzione dell'accisa mobile e il rafforzamento del credito d'imposta per i soggetti più colpiti. Alcune voci suggeriscono la necessità di interventi a livello europeo, dato che altri stati membri hanno già introdotto restrizioni o modelli fiscali innovativi, come la tassazione extra sugli extraprofitti o il divieto di modifiche giornaliere ai listini.


Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...