Vetri appannati, macchie scure negli angoli e aria pesante: da dove nascono umidità, condensa e muffa e quali gesti a costo zero suggeriscono Enea e l’Oms per proteggere la casa e la salute in inverno
Con il primo freddo e i termosifoni che si accendono, nelle case italiane tornano i soliti segnali: vetri appannati al mattino, aloni scuri negli angoli, odore di chiuso, panni che non asciugano. Non è solo una questione estetica. L’umidità eccessiva, la condensa e la muffa incidono sulla salute e sulla bolletta, e in buona parte si possono ridurre senza spendere nulla. Ecco da dove nascono i problemi e quali soluzioni gratuite indicano Enea e Organizzazione mondiale della sanità.
Il primo equivoco è pensare che l’umidità arrivi solo da fuori. In realtà ce n’è molta che produciamo noi. Respirare, cucinare, fare la doccia e asciugare il bucato in casa immettono vapore nell’aria: secondo una ricerca neozelandese, una persona produce circa un litro d’acqua al giorno solo respirando. Un carico di bucato steso dentro casa rilascia, a seconda delle stime, un paio di litri d’acqua, di più se la centrifuga è bassa.
Quando fuori fa freddo e le finestre restano chiuse, quel vapore non ha vie d’uscita. Si deposita sulle superfici più fredde: vetri, angoli delle pareti esterne, dietro armadi appoggiati al muro, infissi vecchi. È la condensa, che si vede come un velo d’acqua sui vetri e, col tempo, come macchie scure sui muri.
A peggiorare le cose contribuiscono altri fattori. Case poco isolate, impianti di riscaldamento inefficienti, stanze non riscaldate e ventilazione insufficiente favoriscono i ristagni. L’Enea ricorda che pareti e infissi freddi peggiorano la sensazione di freddo anche con l’aria calda, e che correnti d’aria, abbigliamento e attività svolta incidono sul comfort. Un ambiente umido, in pratica, sembra più freddo di quanto dica il termostato, e spinge ad alzarlo.
La condensa da sola è fastidiosa, ma è la muffa a creare i problemi maggiori. Dove l’umidità persiste, crescono funghi e batteri che rilasciano nell’aria spore, frammenti cellulari e sostanze chimiche. Le linee guida dell’Oms su umidità e muffa negli ambienti interni, basate su una revisione di oltre cento studi condotta da trentasei esperti, collegano questa esposizione a sintomi respiratori, allergie, asma e reazioni immunitarie. I bambini sono particolarmente vulnerabili.
I numeri dell’Oms sono eloquenti. Chi vive o lavora in edifici umidi o ammuffiti ha un rischio fino al 75% maggiore di sintomi respiratori e asma. In molti Paesi dell’Unione europea il 20-30% delle famiglie ha problemi di umidità, e circa il 13% dell’asma infantile nei Paesi sviluppati della regione europea sarebbe attribuibile a case umide. Si tratta di dati del 2009, ma restano il riferimento internazionale sul tema.
Anche la temperatura conta. Un centro di ricerca neozelandese, richiamando le indicazioni dell’Oms, riporta una temperatura minima in casa di 18 °C, meglio 21 °C se vivono neonati o anziani. Sotto i 16 °C aumenta il rischio di malattie respiratorie, perché le case fredde tendono a essere anche umide. Le spore della muffa possono provocare allergie e irritazioni e peggiorare l’asma, soprattutto dove la ventilazione è scarsa.
La buona notizia è che le misure più efficaci non richiedono spese. Mettendo insieme le indicazioni dell’Enea per l’inverno 2026-2027 e quelle dell’Oms, si arriva a un elenco di cose da fare subito.
Tenere la temperatura intorno a 19 °C. Secondo l’Enea bastano 19 gradi per un ambiente confortevole, e ogni grado in meno può far risparmiare fino al 10% di combustibile. Scaldare di più non risolve il problema dell’umidità, e riscaldare male alcune stanze lascia pareti fredde dove si forma la condensa.
Mantenere l’umidità tra il 40% e il 60%. È l’intervallo indicato dall’Enea come ideale. Per saperlo basta un igrometro, che costa pochi euro, ma il punto è non lasciare che l’aria si saturi.
Arieggiare poco e spesso. L’Enea consiglia di aprire le finestre per pochi minuti, preferibilmente nelle ore centrali della giornata, senza lasciarle aperte a lungo. Altri esperti suggeriscono 5-10 minuti al giorno anche col freddo e, dopo la doccia, almeno 15 minuti di ventilazione del bagno con finestra aperta o aspiratore. Meglio un ricambio rapido e deciso che una finestra socchiusa per ore, che raffredda muri e arredi.
Non ostruire i termosifoni. L’Enea avverte che tende e mobili davanti ai termosifoni riducono molto la resa termica. Lo stesso vale per i mobili appoggiati a pareti esterne fredde: tra armadio e muro l’aria non circola e la muffa trova il suo posto.
Schermare le finestre di notte. Tapparelle abbassate e tendaggi spessi limitano le dispersioni e tengono più calde le superfici vetrate, dove la condensa si forma per prima.
Gestire bene acqua, riscaldamento e ventilazione. È la raccomandazione dell’Oms per chi abita la casa: evitare un’umidità eccessiva con comportamenti quotidiani, non solo con interventi tecnici.
Alle indicazioni di Enea e Oms si affiancano alcune abitudini suggerite da altri esperti, tutte gratuite.
In questi casi servono un sopralluogo tecnico e interventi più impegnativi: isolamento delle pareti e dei ponti termici, serramenti con vetri doppi, ventilazione meccanica. Il deumidificatore può aiutare nei periodi umidi, in particolare con umidità sopra il 60% e temperature sopra i 18 °C, ma non risolve da solo un’infiltrazione. Va ricordato anche che infissi molto ermetici, se non accompagnati da un buon ricambio d’aria, possono far salire l’umidità.
Per ora, però, la regola è una sola: l’umidità si combatte prima di tutto con il comportamento. Aria fresca a intervalli brevi, temperatura costante intorno a 19 gradi, vapore del bagno e della cucina tenuto lontano dalle stanze fredde e superfici libere. Sono gesti che non costano nulla e che, secondo gli esperti, riducono il rischio di muffa e proteggono la salute di chi vive in casa.
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...