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I robot aspirapolvere e lavapavimenti diventano sempre più capaci e umani e costano meno di una colf che aiuta in casa

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di Marcello Tansini pubblicato il

Sensori laser, rilevamento tridimensionale e videocamere, secondo il modello, permettono di costruire mappe, individuare ostacoli e organizzare i percorsi.

Un robot può raccogliere un calzino, riconoscere una macchia e lavare il pavimento spendendo meno di quanto costa un aiuto domestico durante l’anno? La risposta cambia secondo il prodotto e il lavoro da svolgere, ma l’evoluzione dei robot aspirapolvere e lavapavimenti rende il confronto meno azzardato di qualche anno fa. Le macchine più avanzate combinano pulizia, riconoscimento degli oggetti e movimenti che richiamano alcuni gesti delle persone. Il loro costo può risultare inferiore alla spesa annua per una colf, anche con un impegno di poche ore settimanali. La differenza resta nell’ampiezza del servizio: automatizzare i pavimenti copre una parte del lavoro domestico, mentre una persona può occuparsi di molti altri compiti.

Come migliorano aspirazione e lavaggio

Il cambiamento si vede prima di tutto nella capacità di orientarsi in casa. Sensori laser, rilevamento tridimensionale e videocamere, secondo il modello, permettono di costruire mappe, individuare ostacoli e organizzare i percorsi. La navigazione si accompagna a una gestione più selettiva della pulizia: alcune macchine riconoscono i tappeti, modificano l’aspirazione e sollevano i panni per evitare di bagnarli. Nello Xiaomi X20 Max, per esempio, il produttore indica un sollevamento di 10 millimetri, ma consiglia di escludere dal lavaggio i tappeti più spessi o con frange. Un dettaglio che mostra quanto contino le condizioni reali della casa.

Anche il lavaggio ha acquisito funzioni più sofisticate. Ai panni trascinati sul pavimento si affiancano moci rotanti e rulli, con sistemi che esercitano pressione e gestiscono l’acqua. Sul Roborock Saros 20 Flow Complete, il costruttore descrive un rullo risciacquato continuamente con acqua calda e la separazione dell’acqua sporca. L’obiettivo è contenere il trasferimento dei residui da un tratto di pavimento all’altro. La stessa macchina utilizza la visione RGB per riconoscere i tipi di sporco e adattare la pulizia, secondo quanto dichiarato dall’azienda.

La ricerca prosegue anche sul trattamento delle macchie. Dreame annuncia per Aqua20 Pro Ultra Roller X Complete un doppio lavaggio a vapore ad alta temperatura, un sistema per rilevare lo sporco attraverso la luce e un elemento di lavaggio estensibile. Nella pagina italiana consultata il prodotto è indicato come in arrivo: queste caratteristiche descrivono quindi una novità annunciata, senza dimostrare da sole quali risultati otterrà nelle abitazioni. Il passaggio dai dati del produttore alle prove sul campo resta decisivo per valutare incrostazioni, aloni e residui.

Una parte del progresso si concentra nella stazione di servizio. La base può svuotare il contenitore della polvere, lavare i panni e asciugarli; nei modelli compatibili può anche rifornire d’acqua il robot. Xiaomi X20+ offre già raccolta automatica della polvere, lavaggio dei moci e asciugatura ad aria. L’X20 Max aggiunge il lavaggio dei panni con acqua a circa 55 gradi, secondo le condizioni di prova indicate dal produttore. La temperatura riguarda la pulizia dei panni nella base: non significa che il pavimento venga lavato alla stessa temperatura.

Perché sembrano più umani e quali limiti restano

Il senso dell’espressione “sempre più umani” emerge soprattutto quando il robot comincia a intervenire sugli oggetti, oltre ad aggirarli. Il Roborock Saros Z70 incorpora OmniGrip, un braccio meccanico pieghevole a cinque assi. Il produttore dichiara che può raccogliere alcune categorie di oggetti leggeri, tra cui calzini, piccoli asciugamani, fazzoletti e pantofole, con un limite di 300 grammi. Gli elementi vengono spostati verso punti predefiniti attraverso la configurazione dell’app, così da liberare porzioni di pavimento prima occupate. È un’estensione del lavoro di pulizia verso il riordino, ancora circoscritta.

La presenza di un braccio richiede però di distinguere la capacità dichiarata dall’affidabilità. Nella prova pubblicata da Wired il 18 luglio 2025, la giornalista Adrienne So ha descritto difficoltà nel riconoscimento e nella gestione degli oggetti da parte dello Z70, pur apprezzandone la navigazione e la pulizia. Quell’esperienza riguarda il prodotto e il software testati allora; non consente di giudicare ogni aggiornamento seguente. Documenta però un limite preciso: un gesto riuscito in una dimostrazione può risultare meno affidabile nella varietà degli ambienti domestici.

Il richiamo alle persone riguarda anche il movimento. Al CES 2026 Roborock ha presentato Saros Rover, un aspirapolvere con due strutture articolate che combinano ruote e gambe. Il progetto prevede il superamento e la pulizia dei gradini, oltre alla gestione di pendenze e dislivelli. Nel comunicato di presentazione l’azienda lo definisce un prodotto in sviluppo, con data di lancio non confermata. Il successivo annuncio del settembre 2026 sul riconoscimento ricevuto da Fast Company ne valorizza il progetto, senza fornire una data di vendita. La capacità di affrontare una scala resta quindi distinta dalle funzioni già acquistabili sui modelli ordinari.

Questi ultimi migliorano soprattutto nel passaggio tra stanze. Per il Saros 20 Flow Complete Roborock dichiara il superamento di soglie a doppio livello fino a 8,8 centimetri. La precisazione “a doppio livello” conta: il dato non equivale alla capacità di salire qualsiasi gradino verticale di quell’altezza, né di percorrere un’intera scala. Anche l’interazione diventa più familiare. Lo Z70 dispone di un assistente vocale integrato, con comandi per avviare la pulizia, scegliere stanze e regolare modalità. Parlare alla macchina rende l’uso più diretto, ma resta un’interazione entro le funzioni previste dal sistema.

Quanto costano i robot aspirapolvere e lavapavimenti

Sul prezzo, la distanza tra le fasce di mercato è ampia. Nelle pagine ufficiali consultate per questo articolo, al 30 settembre 2026, Xiaomi X20+ compare a 299,99 euro, X20 Max a 349,99 euro e Robot Vacuum 5 Pro a 529,99 euro. Il Roborock Qrevo S Pro Set è proposto a 367,99 euro, mentre Saros 20 Flow Complete è indicato a 1.299 euro. Sono prezzi esposti, in parte promozionali, soggetti a cambiamenti e disponibilità. Mostrano comunque che aspirazione, lavaggio e base automatica possono essere accessibili anche con una spesa di alcune centinaia di euro. www.mi.com

La fascia più economica e quella superiore non offrono le stesse capacità. La presenza di aspirazione e lavaggio va letta insieme al tipo di navigazione, alla gestione dei tappeti, alla pulizia lungo i bordi e alle operazioni eseguite dalla base. Persino il dato sull’aspirazione richiede attenzione: i pascal misurano una pressione e, da soli, non descrivono l’intero risultato. Per esempio, Xiaomi specifica che il valore massimo dell’X20+ viene misurato all’ingresso di aspirazione. La qualità della pulizia deve essere verificata sulla superficie e sullo sporco che il robot dovrà affrontare.

Quanto costa una colf che aiuta in casa

Per confrontare queste cifre con una colf serve un riferimento altrettanto preciso. Nel 2026 il minimo contrattuale orario per una colf non convivente di livello B è di 7,01 euro. Assindatcolf distingue questo inquadramento da quello di livello A, a 6,51 euro, riservato alle mansioni esecutive svolte sotto il diretto controllo del datore. Sono minimi contrattuali, non una tariffa media valida per ogni città e ogni prestazione. Il Ministero del Lavoro conferma che le nuove tabelle decorrono dal 1° gennaio 2026.

Una simulazione chiarisce il rapporto tra le spese. Ipotizzando quattro ore settimanali e una retribuzione lorda concordata di 12 euro l’ora, la paga ordinaria su 52 settimane raggiunge 2.496 euro annui. La tredicesima aggiunge circa 208 euro, portando queste due voci a 2.704 euro. Il conteggio è esemplificativo: i 12 euro sono un’ipotesi di accordo, senza pretesa di descrivere il prezzo medio del lavoro domestico. Alla cifra si sommano la quota dei contributi a carico del datore, la contribuzione contrattuale e il TFR; le ferie retribuite sono considerate nella continuità della paga annua ipotizzata, evitando di contarle due volte.

I contributi meritano attenzione anche per un rapporto di poche ore. L’INPS ha pubblicato gli importi per il 2026, articolati secondo le fasce retributive e le caratteristiche del contratto. Nel valutare il costo per la famiglia va distinta la quota del datore di lavoro da quella a carico della lavoratrice o del lavoratore. Confrontare un robot con la sola somma consegnata per ogni intervento rischia quindi di sottostimare il costo del rapporto regolare.

Il costo del robot tra acquisto e manutenzione

Anche la macchina ha spese oltre al prezzo iniziale: sacchetti, filtri, spazzole, panni, detergente, acqua ed elettricità, secondo il modello. Restano da considerare guasti e sostituzioni, insieme al tempo dedicato alla manutenzione. Per dare un ordine di grandezza senza attribuirlo a un prodotto, si può ipotizzare un robot da 600 euro utilizzato per quattro anni e un budget annuo di 100 euro per consumabili e consumi. In questo scenario il costo medio annuo sarebbe di 250 euro: 150 euro di acquisto ripartito su quattro anni, più 100 euro di gestione. Durata e budget sono assunzioni di calcolo; eventuali riparazioni straordinarie farebbero aumentare la spesa.

È su questa scala temporale che un robot può costare meno di una colf. Il vantaggio non vale per qualsiasi combinazione: pochi interventi domestici durante l’anno possono costare meno dell’acquisto di una macchina di fascia alta. Il risparmio effettivo dipende poi dalle ore di lavoro davvero ridotte. Se la persona continua a lavorare per lo stesso tempo e impiega le ore liberate dai pavimenti per pulire il bagno, stirare o sistemare la cucina, la famiglia ottiene un servizio più ampio, senza ridurre il compenso. Se il robot assorbe invece una parte delle attività e diminuisce l’impegno concordato, il beneficio economico diventa misurabile. Occorre quindi confrontare il costo della macchina con il lavoro che riesce ad assorbire.




Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...