Il Festival dell'Economia si conferma crocevia di incontri tra istituzioni, esperti e territori: evoluzione, impatti, protagonisti e le nuove prospettive per cittadini, risparmiatori, aziende.
Il Festival dell'Economia che si tiene annualmente a Trento rappresenta un appuntamento di riferimento per l'analisi degli scenari economici e per la discussione tra esperti, istituzioni, aziende e cittadinanza. Il tema dell'edizione “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”, introduce un confronto tra le incertezze prodotte dalla geopolitica attuale, l'evoluzione del mercato e le aspettative delle nuove generazioni, considerate autentico motore per il rinnovamento.
L'evento si caratterizza per una forte apertura al dialogo interdisciplinare, coinvolgendo non solo addetti ai lavori ma anche studenti, famiglie e semplici appassionati. Questa ampiezza di pubblico riflette la volontà di promuovere una cultura economica capace di abbracciare il sociale, l'innovazione e le prospettive di crescita collettiva. Gli obiettivi dichiarati sono quelli di sostenere la partecipazione informata, diffondere consapevolezza sui processi economici e innescare un dibattito costruttivo sulla costruzione del futuro, specialmente attraverso il protagonismo delle nuove leve.
Attraverso conferenze, incontri e attività parallele, il festival si impegna a delineare una mappa chiara delle sfide economiche, dal lavoro alle politiche fiscali, dall'innovazione digitale alla sostenibilità territoriale, offrendo analisi utili per cittadini, professionisti, imprese e risparmiatori.
Nato oltre vent'anni fa, il Festival dell'Economia ha saputo evolversi affiancando il programma scientifico tradizionale a iniziative di coinvolgimento sociale come il Fuori Festival, piattaforma dove l'economia si intreccia con cultura, arte e scienza.
Negli anni, i temi portanti hanno seguito le grandi trasformazioni internazionali. Si è passati dall'analisi degli effetti della pandemia nelle edizioni precedenti, fino all'ultimo ciclo dedicato alle speranze e alle responsabilità delle nuove generazioni in una società segnata da big tech, mutamenti climatici e nuove sfide democratiche. L'attenzione si è spostata sulla ricerca di soluzioni per dare spazio al potenziale dei giovani, in risposta a una realtà globale sempre più complessa.
Protagonisti di spicco affollano il calendario: economisti di fama internazionale, ministri e rappresentanti delle istituzioni, manager, imprenditori innovativi e accademici, oltre a giovani talenti selezionati per portare una prospettiva fresca e concreta. Il comitato scientifico e l'Advisory Board contribuiscono con una supervisione autorevole, sottolineando la qualità e la pluralità degli interventi.
Un aspetto peculiare dell'edizione è la dimensione territoriale: gli incontri sono ospitati in palazzi storici, piazze e teatri della città, creando un legame tangibile tra festival e comunità locale. La partecipazione di media partner nazionali e internazionali amplifica la capillarità e l'impatto delle idee discusse.
Le giornate di lavoro hanno visto salire sul palco autorevoli personalità del mondo politico, economico e sociale con interventi che abbracciano sia questioni nazionali sia temi di respiro internazionale. Ad esempio, il viceministro dell'Economia ha illustrato le nuove strategie fiscali, sottolineando l'impegno per ampliare la seconda aliquota Irpef fino a 60mila euro e il rafforzamento dell'educazione finanziaria, soprattutto tra le giovani generazioni.
Tra le voci di spicco si citano quelle che hanno affrontato i grandi rischi geopolitici, l'emergere dei nuovi poteri digitali e la resilienza dei cittadini: la Nobel Tawakkol Karman, con un appello per regole a difesa della democrazia economica, e relatori da università, think tank e associazioni imprenditoriali, che hanno proposto una visione dell'Europa come potenza autonoma, aiutando il pubblico a comprendere scenari e opportunità future.
I risparmiatori e le imprese hanno trovato spunti su questioni chiave come previdenza complementare, digitalizzazione dei servizi finanziari, gestione delle crisi aziendali e sviluppo dell'autonomia energetica. Le discussioni si sono concentrate anche su modelli di welfare innovativi, sostegno al credito e strategie per la crescita sostenibile, sottolineando la necessità di collaborazione fra pubblico e privato.
L'edizione si è distinta pure per l'ampio ventaglio di tematiche trasversali, come l'impatto dell'intelligenza artificiale sul lavoro e la sicurezza, nonché il connubio tra cultura e imprenditorialità quale asset per la competitività locale e nazionale.
I festival contemporanei si rivelano generatori di valore a livello locale e nazionale. Gli appuntamenti dedicati all'economia, come quello di Trento, insieme agli eventi musicali di medio e piccolo formato monitorati da Assomusica, rappresentano un patrimonio per il territorio che va oltre la semplice aggregazione di pubblico.
Secondo i dati, tra maggio e agosto 2025 sono stati organizzati oltre 1.200 eventi musicali che hanno richiamato circa 1,8 milioni di spettatori paganti, generando un fatturato diretto di 80 milioni di euro. Oltre la metà delle entrate deriva dalla biglietteria, ma il valore complessivo comprende introiti da sponsor, vendita di food & beverage, imprese locali e cofinanziamenti pubblici. L'indotto interessa lavoratori, imprese di servizi e fornitori di territorio, in media 135 operatori per festival, mentre il 40% del pubblico arriva da fuori provincia e il 10% da altre regioni, dimostrando un potente effetto attrattivo con ricadute su alberghi, trasporti e offerta culturale.
La ricerca ha evidenziato che questi eventi attivano un ecosistema territoriale: diventano piattaforme di rete tra aziende, istituzioni e comunità, favorendo la destagionalizzazione dei flussi turistici e la valorizzazione di format riproducibili. Sanremo, modello di punta, ha generato nel 2026 un business di oltre 200 milioni di euro per la Riviera dei Fiori, il trend degli arrivi, soggiorni e consumi mostra una crescita costante, specie per l'ospitalità e la ristorazione. L'aumento della visibilità mediatica, la destagionalizzazione e il branding turistico sono leve strategiche che i festival mettono in moto per promuovere la crescita sostenibile e integrare la cultura nel tessuto produttivo locale.
L'impatto sul tessuto locale è stato oggetto di numerosi studi e report. Gli eventi economici producono ricadute dirette e indirette sui territori coinvolti, stimolando occupazione, servizi, attrattività, innovazione e coesione sociale. Le principali evidenze a livello territoriale comprendono:
Il Terzo settore italiano, come rilevato dal Terzjus Report 2025, è entrato in una fase di consolidamento e sviluppo dopo quasi un decennio di riforme (Legge Delega 106/2016). Nel 2025 si sono completate le ultime tappe normative e fiscali, incoraggiando innovazione, trasparenza e crescita. Le principali direttrici di sviluppo riguardano:
Il destino dell'ex Ilva rappresenta uno dei più complessi dossier industriali italiani. Sono stati stanziati ulteriori 240 milioni di euro in prestiti pubblici, a completamento del plafond autorizzato dalla Commissione Europea, per garantire la continuità degli impianti produttivi e la salvaguardia dei posti di lavoro mentre proseguono le negoziazioni per la cessione degli asset.
Le difficoltà non mancano: la gara di cessione coinvolge pochi player internazionali, tra cui il gruppo indiano Jindal e il fondo statunitense Flacks, mentre nuove possibili cordate e soluzioni si stanno prospettando. Le condizioni richieste riguardano la sostenibilità ambientale, l'efficientamento produttivo e la protezione dell'occupazione. Il finanziamento pubblico resta vincolato a obblighi di restituzione e utilizzo limitato a costi operativi, come disposto dall'Unione Europea.
Il confronto istituzionale, stimolato anche durante il festival, ha messo in luce l'urgenza di scelte strategiche in grado di conciliare tutela ambientale, salvaguardia sociale e rilancio competitivo della siderurgia nazionale. Le soluzioni saranno decisive per ridefinire il futuro industriale del Mezzogiorno e le modalità stesse di transizione green nei grandi comparti produttivi.
Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...