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Ingegneri, pochi posti di lavoro e stipendi bassi ma nei prossimi anni tutto potrebbe cambiare

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Tra crollo delle iscrizioni e stipendi bassi, la professione dell'ingegnere sembra in crisi. Tuttavia, nuovi scenari legati a innovazione, transizione digitale e sostenibile potrebbero riscrivere il futuro.

Per decenni, ingegneria è stata sinonimo di sicurezza economica e status. Tuttavia, l'immaginario collettivo che premiava la scelta della facoltà tecnica sta vivendo un momento di forte trasformazione.

In particolare, le nuove generazioni sembrano abbandonare le tradizionali certezze offerte da questa professione, scegliendo percorsi alternativi o settori legati all'innovazione, all'informatica e alle scienze applicate. A impattare sono fattori come le condizioni economiche, le prospettive occupazionali a breve termine e la costante ricerca di un migliore equilibrio tra vita e lavoro.

Le sfide per chi sceglie oggi di diventare ingegnere sono quindi molteplici: dall'incertezza del reddito alle difficoltà di inserimento nel mercato. Ma la contrazione degli iscritti e i cambiamenti demografici potrebbero anche aprire scenari più favorevoli nei prossimi anni. Questo scenario pone le basi per valutare in modo accurato la reale evoluzione delle opportunità professionali nella sfera ingegneristica.

Il crollo delle iscrizioni e la trasformazione della professione

Le statistiche universitarie degli ultimi dodici anni parlano chiaro: il numero di laureati in ingegneria civile e architettura è sceso da 9.119 nel 2012 a 5.608 nel 2024. Una riduzione di quasi il 39%, che segna una discontinuità storica nei flussi di accesso alla professione. Similmente, altri rami dell'ingegneria, pur restando tra i più scelti nell'area tecnico-scientifica, hanno visto segnali di rallentamento nell'attrattività.

La riduzione degli iscritti non è semplicemente il risultato di una scelta individuale: si intreccia con fattori macroeconomici e sociali come la natalità in calo, l'offerta di lavori più immediatamente spendibili e il fascino crescente di altre aree STEM. Sempre più studenti optano per percorsi ITS, corsi triennali, lauree in informatica, matematica e fisica, spesso percepiti come più agili nell'accesso al lavoro e nell'adattabilità ai cambiamenti tecnologici.

L'identità della professione ingegneristica sta rapidamente cambiando. Un tempo considerata la spina dorsale di grandi opere pubbliche e industriali, si confronta oggi con clienti e imprese che chiedono nuovi servizi, project management evoluto, digitalizzazione dei processi e sostenibilità. In parallelo, le quotazioni del mercato immobiliare e le dinamiche dei bonus edilizi hanno reso meno lineare il percorso nella libera professione, con molti laureati che scelgono di lavorare come dipendenti in ambito privato, nella pubblica amministrazione o nelle utility. Alcuni fattori caratterizzanti la nuova fase della professione ingegneristica:

  • Evoluzione dall'ingegneria tradizionale verso specializzazioni legate a digitale, energia, ambiente, mobilità intelligente.
  • Maggiore penetrazione della cultura del lavoro in team multidisciplinari.
  • Crescita dei percorsi formativi professionalizzanti extra-universitari, soprattutto negli ITS Academy.
  • Incremento delle richieste di skill su project management, soft skill e conoscenze normative.
Questo scenario ridisegna anche le aspettative dei giovani: si riduce la centralità dei titoli e cresce l'importanza del saper fare, della formazione continua e della capacità di adattamento in un contesto di rapida trasformazione del lavoro.

Redditi, condizioni di lavoro e disagio: la situazione attuale

Il quadro retributivo per chi esercita la professione tecnica in Italia è oggi contraddittorio. Non sono rari i casi in cui ingegneri giovani incontrano forti difficoltà nell'avviare un'attività autonoma in proprio; spesso i redditi dichiarati nei primi anni sono inferiori rispetto a quelli di altre categorie professionali, soprattutto per chi non si inserisce in grandi studi o aziende strutturate:

  • Diverse ricerche, tra cui indagini condotte da AlmaLaurea, mostrano un reddito annuo lordo medio dopo cinque anni dalla laurea spesso compreso tra 25.000 e 35.000 euro, con importanti differenze tra settori (edilizia, energia, ICT, meccanica).
  • Nelle aree infrastrutturali e nelle pubbliche amministrazioni, le condizioni contrattuali tendono a garantire maggiore stabilità, ma spesso con incrementi retributivi modesti ai primi livelli d'ingresso.
L'insoddisfazione collegata al rapporto tra sforzo formativo ed esito economico è alimentata anche dalla percezione di scarsa valorizzazione delle competenze tecniche rispetto ad altri paesi europei e dalla difficoltà nell'accumulare le esperienze necessarie per accedere a incarichi di responsabilità.

Il tema del bilanciamento vita-lavoro si inserisce come fattore di disagio soprattutto tra i giovani ingegneri. Si rileva una forte domanda di flessibilità, possibilità di smart working e valorizzazione del tempo personale, ma non sempre l'offerta professionale asseconda queste aspettative, in particolare nello studio autonomo e nell'imprenditoria individuale. Il rischio di burn-out e l'abbandono precoce della libera professione sono concreti.

Nonostante ciò, il settore ingegneristico mantiene il suo peso per prospettive di carriera a medio-lungo termine, specialmente in quelle aree più innovative e dinamiche del mercato.

Fattori strutturali e prospettive: demografia e domanda

Lo scenario demografico italiano si caratterizza per il continuo calo delle coorti giovanili. Questo fenomeno, già evidente nei flussi universitari, si riflette nella riduzione dei laureati in discipline tecnico-scientifiche. Mentre il numero di professionisti disponibili tende a diminuire, la domanda di nuove figure crescenti con competenze specialistiche non trova immediata corrispondenza nell'offerta.

Sul fronte della domanda, le proiezioni dei rapporti Unioncamere e Ministero del Lavoro anticipano la creazione tra il 2025 e il 2029 di oltre tre milioni di nuove posizioni lavorative in Italia. Si stima che ben il 45% delle assunzioni riguarderà profili tecnici, diplomati e laureati, con una domanda concentrata proprio sulle competenze che gli ingegneri portano nei settori edilizio, energetico, della consulenza tecnica, meccatronica, robotica, sicurezza e green economy:

Anno

Laureati Ingegneria Civile/Architettura

2012

9.119

2024

5.608

La combinazione di questi elementi suggerisce un'opportunità di posizionamento competitivo per chi sceglie oggi di formarsi e specializzarsi nelle aree chiave dell'ingegneria applicata, trasformando un apparente limite (pochi nuovi laureati) in una chance di crescita su un mercato che si prospetta meno affollato e sempre più selettivo:

  • Carenza di figure specialistiche: già oggi mancano annualmente circa 10.000 ingegneri industriali ed elettronici rispetto alla domanda stimata, oltre a migliaia di esperti informatici e nell'ambito della sicurezza digitale.
  • Innalzamento dell'età media: il parziale invecchiamento dei professionisti tecnici determina un ulteriore restringimento dell'offerta in un futuro prossimo.

Come cambierà il lavoro per gli ingegneri nei prossimi anni

I grandi piani di investimento pubblico e la doppia transizione energetica e digitale sottendono un cambiamento sostanziale nella struttura della domanda di lavoro ingegneristico per il prossimo quinquennio. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta la principale leva attualmente in campo per supportare:
  • Rigenerazione urbana e riqualificazione energetica degli edifici.
  • Digitalizzazione della pubblica amministrazione e delle infrastrutture.
  • Innovazione industriale, mobilità sostenibile, gestione delle risorse e valorizzazione delle aree verdi.
Per i professionisti tecnici, emergono opportunità lavorative nel supporto ai grandi cantieri infrastrutturali, nell'implementazione di processi di sostenibilità ambientale e nell'automazione dei sistemi produttivi. In particolare, l'apertura di concorsi pubblici, la richiesta di specialisti per l'analisi energetica, la gestione di progetti di efficientamento e la crescente attenzione alla cybersecurity nei servizi digitali stanno ridefinendo i profili ricercati. Le principali linee di cambiamento sono:
  • Crescente centralità di strumenti come BIM (Building Information Modeling) e digital twin nel settore edilizio.
  • Necessità di supporto professionale in ogni fase della transizione, dalla progettazione alla messa in esercizio.
  • Presenza di incentivi per la formazione continua e i percorsi di certificazione su temi green e digitali.
I dati confermano uno scenario dove chi possiede solide competenze tecniche, oltre all'aggiornamento continuo, potrà beneficiare di uno scenario più favorevole, specialmente se saprà adottare nuovi strumenti e linguaggi della sostenibilità e della digitalizzazione.

Le nuove competenze richieste: STEM, digitalizzazione

L'evoluzione dell'ingegneria sta portando alla richiesta di abilità sempre più trasversali e orientate all'innovazione. Le imprese e la pubblica amministrazione sono ormai alla ricerca di profili con competenze che sappiano integrare:

  • Conoscenze STEM applicate (scienze, tecnologia, ingegneria, matematica).
  • Padronanza di strumenti digitali avanzati, dalla modellazione alle piattaforme collaborative.
  • Competenze nell'ambito dell'efficienza energetica, dei materiali sostenibili e della gestione ambientale.
  • Capacità di project management, lavoro di squadra e soft skill relazionali.
Le politiche pubbliche e le strategie imprenditoriali favoriscono percorsi misti tra università e impresa, attraverso tirocini, percorsi ITS, formazione specialistica su green economy e automazione industriale.

I professionisti che puntano su aggiornamento continuo, specializzazioni verticali e la conoscenza dei nuovi trend tecnologici avranno una maggiore capacità di risposta alla domanda in rapido mutamento. La mancanza di competenze adeguate, invece, resta oggi il vero ostacolo all'occupabilità dei tecnici specializzati.




Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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