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Ivory, che cosa è e come funziona il nuovo social network italiano al via dal 30 aprile

di Marcello Tansini pubblicato il

Ivory è il nuovo social network italiano che punta su competenze, confronto tematico e peer review. Dalla vision dei fondatori alle dinamiche tra algoritmo, privacy e inclusività, un ecosistema tutto da esplorare.

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Nel panorama dei social network europei, una nuova piattaforma italiana si prepara a portare un cambiamento significativo: il suo nome è Ivory. Questo progetto nasce con l’intento di premiare la competenza certificata e la qualità delle discussioni, offrendo uno spazio virtuale dedicato a chi desidera approfondire, argomentare e costruire un confronto basato su informazioni solide e riconoscibili. In un’epoca in cui la superficialità e la viralità dominano l’ecosistema digitale, l’obiettivo di Ivory è creare un ambiente in cui la credibilità conti più dell’impatto immediato.

Nel dettaglio, la piattaforma propone meccanismi innovativi di distribuzione e valorizzazione dei contenuti, introducendo una distinzione tra utenti certificati e non, con l’influenza delle qualifiche sul peso e sulla visibilità degli interventi. L’approccio si contrappone alla logica dei like e della visibilità ad ogni costo, invertendo la tendenza attuale e orientando l’attenzione sulla qualità. Il clima di crescente sfiducia nelle piattaforme tradizionali rende Ivory un esperimento che potrebbe rappresentare un punto di svolta per il dibattito online in Italia e in Europa.

Le origini del progetto e la visione dei fondatori

Ivory è il risultato di un percorso accademico e professionale che ha portato i fondatori Uel Bertin e Adam Nettles a interrogarsi su cosa significhi davvero costruire uno spazio digitale responsabile. Adam Nettles, statunitense trasferitosi in Italia durante il proprio dottorato, ha osservato da vicino la mancanza di un luogo digitale che valorizzasse il sapere certificato e l’approfondimento. Questo terreno ha dato spunto alla progettazione di una piattaforma che, pur essendo nata a Benevento in Campania, punta a inserirsi nel dibattito europeo sull’autonomia digitale.

La visione dei suoi ideatori è ambiziosa: restituire valore all’informazione di qualità in un’epoca dove la velocità dell’engagement sembra prevalere sulla riflessione, orientando le dinamiche di visibilità lungo le coordinate della competenza. Il co-fondatore Bertin ha sottolineato come la società “prima dei grandi social americani” favorisse un’espressione più informata e ponderata. Scrivere sulla piattaforma richiederà voglia di imparare, verifica personale e trasparenza. Ivory si presenta anche come risposta concreta alle esigenze di un’Europa che, attraverso iniziative normative come il GDPR, cerca maggiore autonomia dalle strategie globali in materia di digitale e privacy.

Come funziona Ivory: algoritmo, utenti e dinamiche di visibilità

Una delle prime caratteristiche che distinguono Ivory dagli altri social network è il meccanismo reputazionale integrato nell’algoritmo. In questa piattaforma, l’impatto di un contenuto dipende direttamente dalla competenza dichiarata e certificata dell’utente che lo crea. Le discussioni si articolano quindi su più livelli, con utenti identificati tramite verifica di identità e suddivisi in:

  • Utenti non verificati, con accesso limitato alle sole letture dei contenuti, senza possibilità di interagire attivamente (così si contrastano bot e profili falsi);
  • Utenti verificati, che possono pubblicare e partecipare alla valutazione e diffusione dei contenuti;
  • Utenti certificati per competenza, suddivisi tra base, avanzati (che presentano curriculum o esperienze specifiche) e accademici (studiosi e figure di riferimento nei loro settori).
Il sistema di ranking e visibilità dei post supera la logica virale dettata dai semplici like: la qualità, la profondità e il riconoscimento da parte della community sono parametri guida. I contenuti pubblicati da figure autorevoli, soprattutto quando riguardano i loro campi specifici, sono destinati ad acquisire maggiore rilievo. Allo stesso tempo, viene favorita una distribuzione tematica, grazie anche alle famose “Ivory Towers”, rendendo la piattaforma adatta allo scambio di idee tra esperti, professionisti e neofiti interessati a crescere.

Questa impostazione è pensata per ridurre la disinformazione, valorizzando il contributo di chi possiede conoscenza e comprovata esperienza, senza però chiudere le porte a chi desidera apprendere e migliorare la qualità del proprio approccio digitale.

Il sistema di verifica delle competenze e il ruolo degli esperti

L’elemento cardine di Ivory è la certificazione delle competenze, che può essere accademica o professionale. Il processo prevede la verifica di identità tramite documenti e la presentazione di titoli, con validazione da parte di un team interno e, nei casi più avanzati, dal sistema di peer review della comunità. Questo crea una gerarchia reputazionale basata su tre livelli, garantendo:

  • Trasparenza dei ruoli di chi interviene;
  • Riconoscimento della specializzazione nei diversi ambiti;
  • Affidabilità delle interazioni, in quanto ogni profilo può essere esplorato per verificarne credenziali e storico degli interventi.
In concreto, chi riceve l’etichetta di “esperto” ha facoltà di incidere maggiormente nel dibattito, influenzando la circolazione dei contenuti e promuovendo la crescita qualitativa della collettività. La piattaforma si impegna inoltre a contrastare la creazione di contenuti superficiali, premiando la costruzione di reputazione e la qualità nelle risposte. Ne deriva un ambiente di confronto costruttivo in cui il sapere diventa un vero e proprio capitale sociale digitale.

Le Ivory Towers: organizzazione dei contenuti e confronto tematico

Il cuore organizzativo di Ivory è rappresentato dalle Ivory Towers, spazi digitali tematici che raccolgono approfondimenti, analisi e dibattiti suddivisi per discipline o comunità di interesse. Questi “feed” funzionano come luoghi di aggregazione per argomenti specifici, in cui la gerarchia delle opinioni non dipende tanto dalla popolarità quanto dalla qualità e dalla credibilità dei partecipanti. Ogni area tematica offre:

  • Divisione rigorosa per settori di conoscenza, dalla tecnologia alla scienza, dalla cultura alla finanza;
  • Meccanismi di moderazione avanzata, dove le valutazioni degli esperti pesano di più nella visibilità del contenuto;
  • Possibilità di crescita della credibilità personale tramite interazioni virtuose e feedback del gruppo.
Questa struttura punta a creare comunità verticali, guidando utenti con interessi simili verso discussioni più dense e mirate. Il sistema richiama la tradizione accademica ma ne amplia l’accessibilità rendendo ogni settore permeabile a chi vuole imparare, portare idee, proporre confronti su basi solide, senza che il puro engagement distorca l’efficacia del dialogo digitale.

Aspetti accademici: peer review e spazio per la ricerca scientifica

Uno degli elementi di maggior rilievo nell’architettura di Ivory è l’integrazione di processi di peer review interni. I contributi scientifici o analitici – variano dagli articoli ai paper di ricerca veri e propri – vengono sottoposti a una valutazione da parte di almeno tre esperti indipendenti del settore d’interesse, scelti su base casuale tra gli iscritti qualificati e senza conflitti di interesse. Questo sistema:

  • Evita valutazioni arbitrarie, valorizzando la revisione tra pari;
  • Attribuisce crediti ai revisori, introducendo incentivi concreti alla partecipazione accademica;
  • Avvicina la piattaforma al modello di una rivista scientifica digitale.
Gli studiosi possono quindi trovare su Ivory non solo strumenti per la divulgazione qualificata, ma anche uno spazio riconosciuto per la pubblicazione e la discussione di ricerche, in sintonia con i migliori standard della comunità scientifica. Viene così favorita la circolazione del sapere verificato, utile non solo al mondo accademico ma anche al pubblico interessato a informarsi in modo approfondito e consapevole.

Modello economico e gestione dei dati: pubblicità e privacy

L’aspetto economico di Ivory è costruito intorno a una pubblicità mirata ma non invasiva, in linea con le direttive europee sulla privacy – in particolare il GDPR. Il servizio rimane accessibile a tutti e la profilazione degli utenti è limitata, escludendo forme invasive di tracciamento e soprattutto la condivisione dei dati con terzi. Non è previsto il monitoraggio costante del tempo speso in piattaforma, a differenza dei principali competitor statunitensi. Alla voce revenue, la piattaforma contempla anche la promozione di articoli scientifici e servizi per accademici. Gli elementi chiave della privacy sono:

  • Rispetto degli standard normativi europei in tema di protezione dati;
  • Assenza di vendita dei dati personali a soggetti esterni;
  • Possibilità per l’utente di accedere facilmente agli strumenti di gestione della privacy.
Questa scelta riflette la volontà dei fondatori di privilegiare la qualità della user experience rispetto alla semplice massimizzazione del profitto, ponendo attenzione alla sicurezza e alla fiducia degli utenti.

Un social inclusivo o elitario? Opportunità e possibili criticità

La natura selettiva del modello di Ivory solleva domande circa il rischio di esclusività e percezione elitaria. Sebbene chiunque possa accedere come lettore, il vero impatto sulle discussioni resta prerogativa degli utenti verificati e, ancora di più, degli esperti certificati. Tale impostazione può limitare l’accesso attivo, ma offre:

  • Una barriera efficace contro la disinformazione e la manipolazione tramite account falsi;
  • Un invito continuo ad elevare la qualità della partecipazione pubblica;
  • Opportunità di crescita individuale supportata dalla community e dalla trasparenza sulle qualifiche.



Marcello Tansini

Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...