Ivory è il nuovo social network italiano che punta su competenze, confronto tematico e peer review. Dalla vision dei fondatori alle dinamiche tra algoritmo, privacy e inclusività, un ecosistema tutto da esplorare.
Nel panorama dei social network europei, una nuova piattaforma italiana si prepara a portare un cambiamento significativo: il suo nome è Ivory. Questo progetto nasce con l’intento di premiare la competenza certificata e la qualità delle discussioni, offrendo uno spazio virtuale dedicato a chi desidera approfondire, argomentare e costruire un confronto basato su informazioni solide e riconoscibili. In un’epoca in cui la superficialità e la viralità dominano l’ecosistema digitale, l’obiettivo di Ivory è creare un ambiente in cui la credibilità conti più dell’impatto immediato.
Nel dettaglio, la piattaforma propone meccanismi innovativi di distribuzione e valorizzazione dei contenuti, introducendo una distinzione tra utenti certificati e non, con l’influenza delle qualifiche sul peso e sulla visibilità degli interventi. L’approccio si contrappone alla logica dei like e della visibilità ad ogni costo, invertendo la tendenza attuale e orientando l’attenzione sulla qualità. Il clima di crescente sfiducia nelle piattaforme tradizionali rende Ivory un esperimento che potrebbe rappresentare un punto di svolta per il dibattito online in Italia e in Europa.
Ivory è il risultato di un percorso accademico e professionale che ha portato i fondatori Uel Bertin e Adam Nettles a interrogarsi su cosa significhi davvero costruire uno spazio digitale responsabile. Adam Nettles, statunitense trasferitosi in Italia durante il proprio dottorato, ha osservato da vicino la mancanza di un luogo digitale che valorizzasse il sapere certificato e l’approfondimento. Questo terreno ha dato spunto alla progettazione di una piattaforma che, pur essendo nata a Benevento in Campania, punta a inserirsi nel dibattito europeo sull’autonomia digitale.
La visione dei suoi ideatori è ambiziosa: restituire valore all’informazione di qualità in un’epoca dove la velocità dell’engagement sembra prevalere sulla riflessione, orientando le dinamiche di visibilità lungo le coordinate della competenza. Il co-fondatore Bertin ha sottolineato come la società “prima dei grandi social americani” favorisse un’espressione più informata e ponderata. Scrivere sulla piattaforma richiederà voglia di imparare, verifica personale e trasparenza. Ivory si presenta anche come risposta concreta alle esigenze di un’Europa che, attraverso iniziative normative come il GDPR, cerca maggiore autonomia dalle strategie globali in materia di digitale e privacy.
Una delle prime caratteristiche che distinguono Ivory dagli altri social network è il meccanismo reputazionale integrato nell’algoritmo. In questa piattaforma, l’impatto di un contenuto dipende direttamente dalla competenza dichiarata e certificata dell’utente che lo crea. Le discussioni si articolano quindi su più livelli, con utenti identificati tramite verifica di identità e suddivisi in:
Questa impostazione è pensata per ridurre la disinformazione, valorizzando il contributo di chi possiede conoscenza e comprovata esperienza, senza però chiudere le porte a chi desidera apprendere e migliorare la qualità del proprio approccio digitale.
L’elemento cardine di Ivory è la certificazione delle competenze, che può essere accademica o professionale. Il processo prevede la verifica di identità tramite documenti e la presentazione di titoli, con validazione da parte di un team interno e, nei casi più avanzati, dal sistema di peer review della comunità. Questo crea una gerarchia reputazionale basata su tre livelli, garantendo:
Il cuore organizzativo di Ivory è rappresentato dalle Ivory Towers, spazi digitali tematici che raccolgono approfondimenti, analisi e dibattiti suddivisi per discipline o comunità di interesse. Questi “feed” funzionano come luoghi di aggregazione per argomenti specifici, in cui la gerarchia delle opinioni non dipende tanto dalla popolarità quanto dalla qualità e dalla credibilità dei partecipanti. Ogni area tematica offre:
Uno degli elementi di maggior rilievo nell’architettura di Ivory è l’integrazione di processi di peer review interni. I contributi scientifici o analitici – variano dagli articoli ai paper di ricerca veri e propri – vengono sottoposti a una valutazione da parte di almeno tre esperti indipendenti del settore d’interesse, scelti su base casuale tra gli iscritti qualificati e senza conflitti di interesse. Questo sistema:
L’aspetto economico di Ivory è costruito intorno a una pubblicità mirata ma non invasiva, in linea con le direttive europee sulla privacy – in particolare il GDPR. Il servizio rimane accessibile a tutti e la profilazione degli utenti è limitata, escludendo forme invasive di tracciamento e soprattutto la condivisione dei dati con terzi. Non è previsto il monitoraggio costante del tempo speso in piattaforma, a differenza dei principali competitor statunitensi. Alla voce revenue, la piattaforma contempla anche la promozione di articoli scientifici e servizi per accademici. Gli elementi chiave della privacy sono:
La natura selettiva del modello di Ivory solleva domande circa il rischio di esclusività e percezione elitaria. Sebbene chiunque possa accedere come lettore, il vero impatto sulle discussioni resta prerogativa degli utenti verificati e, ancora di più, degli esperti certificati. Tale impostazione può limitare l’accesso attivo, ma offre:
Nato a Milano nel 1979, laureato alla Bocconi dopo il liceo classico ai Salesiani di Milano. Uno dei pionieri dell'Internet italiano, uno dei fondatori tra l'altro del celebre sito degli anni 90-2000 webmasterpoint.org, si occupa di organizzare tutta la parte editoriale di Businessonline, ma scrive anche lui stesso sia sulle tematiche legate ai suoi studi che alle sue passioni. In modo particolar...