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La carta igienica fa male e costa troppo: il Dr. Francesco Caruso spiega le alternative anche senza acqua

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di Dott.ssa Sara Melchionda pubblicato il

Le spiegazioni e i consigli del Dr. Francesco Caruso, specializzato in chirurgia, stanno facendo il giro del web, ma sono gli stessi dati da Bradley Morris, un altro medico specialista nel settore. E si inquadrano nei suggerimenti di Altroconsumo e di ricerche internazionali

La carta igienica secca, usata da sola, non è il modo più delicato di pulirsi: lo sostiene il Dr Caruso che, come altri specialisti, consiglia di lavarsi con l'acqua, per esempio con il bidet, e con detergenti intimi pensati apposta. Solo quando l'acqua manca si ricorre al dito con un po' di detergente. È un gesto ripetuto più volte al giorno per tutta la vita e quasi mai messo in discussione. Eppure nessun'altra parte del corpo viene pulita con un foglio asciutto, e il problema non è solo lo strofinamento, indicato da altri medici come causa di irritazioni, emorroidi e sanguinamento occasionale: anche le sostanze di cui la carta è fatta finiscono sotto la lente.

Alla salute si aggiunge il conto. Rotoli da ricomprare in continuazione, acqua e risorse impiegate per produrli: la carta pesa sul portafoglio e sull'ambiente. In questo articolo vediamo cosa spiega il Dr Caruso, di cosa è fatta la carta e perché può irritare, come si usa il detergente quando manca l'acqua, quanta carta consumiamo davvero e quali cautele servono, con i criteri di scelta indicati da Altroconsumo.

Perché la carta secca può dare fastidio

Il problema non è la carta in sé, ma come e quanto la si usa. Secondo il chirurgo colon-rettale Bradley Morris, citato da GreenMe, la causa principale di irritazioni, emorroidi e sanguinamenti occasionali è lo sfregamento eccessivo del foglio sulla pelle, in una zona particolarmente delicata. Morris fa notare che nessun'altra parte del corpo si pulisce con carta asciutta.

Il meccanismo è facile da riconoscere: più la pulizia sembra incompleta, più si strofina, più la pelle si irrita. Con feci molli o liquide succede più spesso, perché un foglio asciutto fatica a portare via tutto. In quel caso, spiega il medico, strofinare con più forza non è la soluzione: meglio una pulizia più accurata con acqua e un detergente specifico, che protegge la pelle da traumi e irritazioni.

Non solo sfregamento: le sostanze di cui è fatta la carta

Lo sfregamento non è l'unico sospettato. Anche le sostanze presenti nel foglio sono sotto osservazione, anche se le prove di un danno restano limitate.

Un test del 2022 promosso dalla community statunitense Mamavation, con analisi in un laboratorio certificato dall'EPA, ha cercato fluoro organico, indicatore di PFAS, in 17 marche di carta igienica e ne ha trovato in 4, con livelli tra 10 e 35 parti per milione. I livelli sono descritti come bassi e il rapporto stesso ammette che gli effetti dell'esposizione cutanea non sono ancora chiariti. Secondo Euronews, ricercatori dell'Università della Florida hanno trovato PFAS in 21 marche e chiedono nuovi studi.

Poi ci sono gli ingredienti più comuni. Sbiancanti, coloranti, profumi e lozioni rendono la carta morbida e gradevole, ma sono i prodotti colorati o profumati a provocare più reazioni in chi ha la pelle sensibile: arrossamenti, prurito, dermatiti da contatto. Nella carta riciclata possono comparire anche bisfenoli come il BPA, derivati dal riciclo di scontrini.

Nessuna fonte parla di pericolo assoluto: gli esperti consigliano cautela, non allarme.

La proposta del Dr Caruso: bidet con acqua e detergenti intimi fatti apposta

La soluzione indicata dal Dr Caruso, come da altri specialisti, parte dall'acqua: lavarsi con il bidet e con un detergente intimo realizzato appositamente per questa zona, al posto del solo foglio asciutto. Acqua e prodotto puliscono con più delicatezza dello sfregamento, perché il lavoro non lo fa più la carta.

La logica è la stessa che il chirurgo Morris suggerisce per i casi più difficili, come le feci molli: acqua e un prodotto specifico al posto di passaggi ripetuti. La carta non sparisce, ma cambia ruolo e serve soprattutto ad asciugare, con piccoli tamponamenti invece che con lo strofinio.

Conta la parola “apposta”. Si parla di prodotti formulati per l'igiene intima, non di un sapone qualunque: secondo Altroconsumo il pH di questi detergenti deve essere acido, in genere tra 4 e 5.

Senza acqua: cosa fare quando bidet e doccetta non ci sono

Il dito entra in gioco solo come ripiego, nei momenti in cui l'acqua manca: un bagno pubblico, un viaggio, un campeggio, un ufficio. Secondo il Dr Caruso, in assenza di acqua il detergente intimo si può usare comunque, applicandone un po' con un dito sulla zona da pulire. Il vantaggio è evitare di strofinare più volte con un foglio secco per arrivare allo stesso risultato.

Quando l'acqua c'è, la regola resta lavarsi con il bidet e il detergente: la procedura descritta da Altroconsumo prevede poche gocce diluite nel palmo con un po' d'acqua, risciacquo e poi si tampona senza strofinare. Il gesto con il dito è quindi un'alternativa per le situazioni in cui l'acqua non c'è, non una sostituzione del lavaggio quando è disponibile.

Quanto costa e quanta carta si consuma

Il conto in euro è meno pesante di quello ambientale, ma va fatto. Secondo i dati 2025, gli italiani spendono circa 1,39 miliardi di euro l'anno in carta igienica: circa 23,5 euro a testa, con un consumo di 70-80 rotoli a persona.

Un quadro più ampio lo dà Euronews: una persona media negli Stati Uniti, in Canada e nell'Europa occidentale usa tra 15 e 25 kg di carta igienica all'anno. Il tissue vale circa il 10% della produzione mondiale di prodotti cartacei. Secondo Giovanni De Feo, citato dalla stessa fonte, anche un solo foglio in meno fa risparmiare circa 3 litri d'acqua.

Quanto un detergente intimo incida sulla spesa dipende dal prodotto scelto e da quanto lo si usa. Le fonti consultate non riportano prezzi, quindi in questo articolo non si fanno confronti in euro tra carta e detergente.

I limiti: cosa dice Altroconsumo su pH, frequenza e ingredienti

Il detergente non va usato senza criterio. La guida di Altroconsumo, riferita ai detergenti intimi in generale, indica alcune regole pratiche:

  • controllare l'elenco degli ingredienti (INCI) più che le diciture sulla confezione;
  • preferire tensioattivi delicati: il Sodium Lauryl Sulfate può risultare aggressivo;
  • evitare i profumi allergeni, come Linalool, Limonene e Geraniol, e ingredienti sconsigliati come sodium salicylate e BHT;
  • scegliere un pH acido, in genere tra 4 e 5;
  • usarlo una volta al giorno, al massimo due, e solo sulla parte esterna.
Piccole quantità bastano: troppo prodotto o troppo spesso può alterare l'equilibrio della zona anche con un pH adeguato, mentre un prodotto sbagliato può causare irritazioni o secchezza. Altroconsumo non consiglia le salviette umidificate come abitudine e ricorda che per l'igiene quotidiana spesso basta l'acqua tiepida.

In caso di prurito, bruciore o odore persistente conviene sentire il medico, senza aumentare i lavaggi.

Riassumendo....

La carta igienica secca non va demonizzata, ma da sola non è il metodo più delicato: contano lo strofinio ripetuto e, per chi ha la pelle sensibile, le sostanze con cui la carta è fatta o trattata. Il Dr Caruso e altri specialisti consigliano acqua, per esempio con il bidet, e un detergente intimo fatto apposta; il dito con un po' di detergente resta una soluzione per quando l'acqua manca.

Prima di cambiare abitudini restano tre cose da ricordare: scegliere un prodotto con pH tra 4 e 5 e ingredienti delicati, usarlo al massimo una o due volte al giorno e solo all'esterno, e non insistere con i lavaggi se compaiono prurito, bruciore o odore persistente. In quel caso è il medico a dover decidere cosa fare.




Dott.ssa Sara Melchionda

La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...