Deodoranti spray dei marchi più famosi al mondo contenevano benzene, un cancerogeno accertato. Dai test indipendenti ai ritiri di prodotto, fino alle cause milionarie: cosa è emerso davvero
Nel novembre del 2021, un laboratorio farmaceutico indipendente americano chiamato Valisure pubblicò un rapporto che fece tremare alcuni dei più grandi gruppi della cosmetica mondiale. Nei deodoranti spray e negli antitraspiranti aerosol di marchi tra i più venduti al mondo, Old Spice, Secret, Suave, Tag, erano stati trovati livelli di benzene enormemente superiori ai limiti di sicurezza. Il benzene è una delle sostanze più studiate in tossicologia: è un cancerogeno umano accertato, causa riconosciuta di leucemia e altri tumori del sangue. Da quel rapporto sono nate class action multimilionarie, ritiri di prodotto su scala nazionale e un dibattito scientifico che non si è ancora chiuso. Ecco cosa è emerso davvero.
Valisure non è un'organizzazione di consumatori né un ente governativo. È una farmacia e laboratorio di analisi con sede a New Haven, nel Connecticut, che si è costruita una reputazione testando prodotti di largo consumo prima che arrivino sugli scaffali o quando già ci sono. Nel maggio del 2021 aveva già trovato benzene nelle creme solari spray, scatenando una serie di ritiri da parte di Johnson & Johnson, Coppertone e altri. Poi aveva fatto lo stesso con i disinfettanti per le mani. A novembre 2021 era il turno dei deodoranti.
Il test copriva 108 lotti di prodotto appartenenti a 30 marchi diversi. I risultati erano inequivocabili nella loro gravità: 59 lotti su 108 mostravano livelli rilevabili di benzene. Il limite massimo accettabile fissato dalla FDA americana per i farmaci è 2 parti per milione (ppm). Alcuni lotti di Old Spice Pure Sport raggiungevano 17 ppm, quasi nove volte il limite. Secret Powder Fresh arrivava a 16 ppm. Non si trattava di tracce marginali.
La differenza tra i prodotti contaminati e quelli non contaminati nello stesso studio era netta, e non seguiva una logica semplice di "brand buono o cattivo": dipendeva dai lotti, dai sistemi di propellente usati, e dalla catena di produzione specifica.
Tra i marchi con i livelli più alti di benzene nelle campionature analizzate figuravano Old Spice e Secret, entrambi di proprietà di Procter & Gamble, insieme a Suave e Tag. Al contrario, 49 lotti su 108 non mostravano alcuna traccia di benzene, appartenenti a 19 marchi diversi. Tra quelli con livelli bassissimi o non rilevabili figuravano lotti di Dove, Calvin Klein e Axe. Cruciale, però, è la parola "lotti": non tutti i prodotti di un marchio erano contaminati, e non tutti i marchi erano coinvolti in egual misura. La contaminazione era irregolare e discontinua.
La prima azienda a muoversi fu Procter & Gamble, che avviò il ritiro volontario di 18 varietà di spray Old Spice e Secret. Nella comunicazione ufficiale, l'azienda specificò che il benzene non era un ingrediente dei prodotti e che la contaminazione era "inaspettata", implicando un problema nella catena produttiva piuttosto che nella formula. P&G dichiarò inoltre di non aver ricevuto segnalazioni di effetti avversi sulla salute correlati ai prodotti richiamati.
Unilever seguì con i propri ritiri, che nel tempo si estesero anche ai dry shampoo a base aerosol di marchi come Dove, Pantene e Herbal Essences. Le cause e le class action si moltiplicarono negli anni successivi, coinvolgendo consumatori che chiedevano rimborsi per i prodotti acquistati e, in alcuni casi, risarcimenti per danni alla salute.
Non tutto, però, è andato nella direzione che Valisure aveva prospettato. L'aspetto più rilevante e meno raccontato è che la FDA, dopo aver ricevuto la petizione del laboratorio, ha condotto test propri e in alcuni casi è arrivata a conclusioni diverse.
In un caso analogo relativo ai prodotti a base di perossido di benzoile per l'acne, un'altra categoria testata da Valisure con risultati allarmanti, la FDA ha comunicato nel marzo 2025 che oltre il 90% dei 95 prodotti testati mostrava livelli di benzene non rilevabili o estremamente bassi. Solo sei prodotti su 95 presentavano livelli elevati. Un risultato che ridimensionava significativamente l'allarme originale del laboratorio privato.
Questo non significa che il problema fosse inesistente. Significa che la metodologia di test di Valisure, che in alcuni casi prevede l'esposizione dei prodotti a condizioni di calore accelerato per simulare il degrado nel tempo, produce risultati che non sempre corrispondono alle condizioni reali d'uso. È un dibattito scientifico aperto, con esperti divisi, e che i tribunali dovranno in parte risolvere.
La scoperta della contaminazione da benzene ha dato il via, a partire dal 2022, a una vasta azione di classe legale contro Unilever e altri colossi del settore. La class action, originata nel distretto del Connecticut, è stata sostenuta da consumatori che chiedevano risarcimenti per essere stati esposti inconsapevolmente a una sostanza cancerogena presente in numerosi shampoo secchi spray e deodoranti.
L’iniziale proposta prevedeva un accordo da oltre 3,6 milioni di dollari in favore degli acquirenti, ma il tribunale federale ha bloccato l’accordo eccependo che:
La class action ha mostrato non solo l’enorme complessità legale nel dimostrare la provenienza di un contaminante nel tempo, ma anche le forti difficoltà per i consumatori nell’ottenere risarcimenti tangibili. Nonostante la bocciatura dell’accordo preliminare, la causa resta aperta e il caso costituisce un riferimento per futuri contenziosi sulla sicurezza dei prodotti di largo consumo.
Il benzene è classificato come cancerogeno di gruppo 1 dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro: non c'è soglia di esposizione considerata completamente sicura. L'esposizione prolungata a livelli elevati è associata a leucemia, anemia aplastica e altri tumori del sangue. Questo è un dato scientifico solido e non contestato.
Ciò che invece è più difficile da quantificare è il rischio reale derivante dall'uso di un deodorante spray contaminato nella vita quotidiana. La FDA stessa, al momento del ritiro degli spray Old Spice e Secret, dichiarò che i livelli di benzene rilevati, basandosi sui modelli di esposizione giornaliera, "non ci si aspetta causino conseguenze negative sulla salute". Una posizione che molti avvocati delle class action contestano vigorosamente, ma che fotografa l'incertezza scientifica sul tema della dose-risposta in questo specifico contesto di esposizione.
I fattori che rendono difficile la valutazione del rischio individuale sono diversi:
Per chi utilizza deodoranti spray, alcune indicazioni pratiche emergono da questa vicenda:
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...