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La Gran Bretagna con il fiato sospeso: la nave più importante di tutte la deve restaurare e salvare un italiano

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di Dott. Marco Castagna pubblicato il
Salvare un italiano

A Portsmouth, l’italiano Bortolami affronta il delicato restauro di una nave legata a Nelson e alla battaglia di Trafalgar. Un progetto di conservazione che intreccia incisioni storiche, competenze diverse e il valore insostituibile dell’artigianato.

Nell’estate del 2023 Leonardo Bortolami è entrato nel cantiere della HMS Victory come maestro d’ascia e coordinatore della squadra di carpenteria. Nel 2026 dirige 18 carpentieri e quattro capi. Il lavoro si svolge a Portsmouth, nel sud dell’Inghilterra, su uno dei simboli della storia navale britannica: il suo obiettivo è conservarlo e proteggerlo dagli agenti atmosferici per almeno altri 50 anni.

Il compito di Bortolami a Portsmouth

La responsabilità di Bortolami tiene insieme organizzazione e conoscenza diretta del legno. Pianifica e coordina le attività dei carpentieri impegnati sullo scafo, in raccordo con le altre professionalità del progetto, tra cui archeologi e conservatori. Il suo incarico richiede di conoscere la costruzione della nave, valutare le condizioni dei singoli elementi e trasformare le esigenze di conservazione in interventi concreti.

La squadra lavora sulla HMS Victory nell’ambito di The Big Repair, il programma di conservazione avviato nel 2022. Il progetto si sviluppa su più anni e riguarda la struttura lignea, le parti esterne dello scafo e gli elementi che riparano la nave da pioggia e umidità. Per coordinare i lavori occorre anche tutelare i materiali storici: la sostituzione di una parte deteriorata è una possibilità, da considerare insieme alla riparazione e alla stabilizzazione.

Le dimensioni danno la misura dell’intervento. La nave è lunga circa 70 metri e, secondo le indicazioni divulgative riferite al 2026, supera le 3.500 tonnellate. Una struttura di questa scala richiede competenze diverse da quelle della carpenteria ordinaria. Ogni elemento appartiene a un sistema complesso; intervenire su una porzione dello scafo può ripercuotersi su quelle vicine. Il cantiere affianca quindi il lavoro artigianale a rilievi, documentazione e valutazioni conservative.

Una nave legata a Nelson e Trafalgar

Varata nel 1765, la HMS Victory è legata soprattutto alla figura dell’ammiraglio Horatio Nelson. Nel 1805 fu la sua nave ammiraglia nella battaglia di Trafalgar, combattuta contro le flotte francese e spagnola. Nelson morì durante lo scontro, concluso con una vittoria britannica. Da allora il vascello occupa un posto centrale nella memoria nazionale del Regno Unito.

La storia della nave si legge anche nella sua struttura. Il legno conserva tracce di costruzioni, riparazioni e trasformazioni avvenute in epoche diverse. Nel corso della sua lunga vita alcune parti sono state sostituite o modificate, e il materiale visibile oggi appartiene a fasi differenti. Riconoscere queste stratificazioni aiuta a stabilire l’età dei singoli elementi e a comprenderne il valore storico.

Dal 1922 la HMS Victory è custodita nel bacino di carenaggio a secco del Portsmouth Historic Dockyard, dove è esposta come nave storica e museo. La posizione consente di raggiungere dall’esterno lo scafo; al tempo stesso, il legno resta esposto alle variazioni del clima. Pioggia, vento e aria salmastra accelerano il deterioramento quando l’involucro esterno perde la propria capacità di protezione.

Il progetto punta alla conservazione

Il cantiere mira a mantenere stabile il manufatto storico nel luogo in cui è esposto e a limitare l’ingresso dell’acqua attraverso lo scafo. La nave resterà nel bacino asciutto, mentre il lavoro si concentra sulla protezione della materia e della struttura per gli anni a venire. È questa la direzione del progetto.

Gli interventi interessano le tavole esterne e le ordinate, le strutture curve che formano le costole dello scafo. In alcune zone il rivestimento deteriorato è stato rimosso per controllare il legno sottostante. Una volta aperte, quelle porzioni hanno rivelato danni più estesi di quanto apparisse in superficie: vernice e stucco nascondevano marcescenza e cedimenti. Prima di scegliere la soluzione, è servita un’ispezione diretta.

Una grande copertura e l’impalcatura che avvolge la nave riparano l’area di lavoro dalle intemperie e consentono agli specialisti di raggiungere le parti interessate. La copertura scherma anche lo scafo dalla pioggia mentre il legno si asciuga gradualmente. Il programma prevede il ripristino dell’involucro esterno, così da impedire all’acqua meteorica di infiltrarsi nelle giunzioni e alimentare nuovi processi di degrado.

La scelta dei materiali e delle tecniche tiene conto della funzione strutturale, della compatibilità con il legno esistente e della durata prevista. In alcune lavorazioni si impiegano elementi curvi realizzati con lamelle di teak, sagomati per riprodurre la forma delle ordinate. Progettazione e montaggio esigono precisione: il nuovo pezzo deve sostenere la struttura e integrarsi con le parti storiche che restano in opera.

Le incisioni che raccontano il cantiere

La rimozione degli strati esterni e l’esame di alcune porzioni delle ordinate offrono l’occasione di approfondire la storia della nave. Nel corso dei lavori sono emerse incisioni sul legno delle ordinate, segni usati per riconoscere e distinguere i componenti durante la costruzione. Nei cantieri navali del Settecento, dove si lavorava contemporaneamente su più scafi, contrassegnare i pezzi aiutava a individuare la nave e la posizione a cui erano destinati.

Questi segni documentano l’organizzazione del lavoro e le procedure di costruzione e montaggio. Lettere, numeri o simboli incisi possono indicare il pezzo, la sua collocazione o la sequenza di lavorazione. Per interpretarli si osservano con attenzione la posizione, la forma e il confronto con altri elementi della nave: il loro significato dipende da questi dettagli.

Prima di rimuovere o riparare un componente, il cantiere registra ciò che può raccontare della costruzione e della vita successiva del vascello. Anche un’incisione minuta può collegare un’ordinata alla fase costruttiva o a una riparazione passata. La documentazione archeologica accompagna così il recupero materiale e permette di ricostruire con maggiore precisione la storia della nave.

Le incisioni riportano l’attenzione anche sui carpentieri che lavorarono alla HMS Victory prima della squadra attuale. Nomi e segni possono essere rimasti sotto i rivestimenti oppure conservati su parti rimosse durante interventi precedenti. Ogni apertura dello scafo può portare alla luce informazioni sulle tecniche e sull’organizzazione del lavoro nei cantieri navali del passato.

La formazione tra architettura e carpenteria

Il percorso di Bortolami unisce competenze progettuali e abilità manuale. Padovano, ha studiato Scienze dell’Architettura allo IUAV di Venezia e ha poi seguito una specializzazione in design navale e nautico attraverso un percorso interuniversitario. Ha conseguito in seguito un dottorato in Tecnologia dell’Architettura all’Università di Ferrara, con una ricerca sulla conservazione delle imbarcazioni in legno.

Agli studi si affianca il diploma di maestro d’ascia, ottenuto in laguna tra il 2007 e il 2008. La qualifica attesta una formazione pratica nella costruzione e nella riparazione delle barche in legno. Nel cantiere della HMS Victory, la conoscenza dei materiali e della progettazione si accompagna alla capacità di leggere il comportamento del legno, lavorarlo e riconoscere le tracce degli interventi precedenti.

Le due esperienze offrono prospettive complementari. La formazione progettuale permette di comprendere l’insieme strutturale; il lavoro in cantiere traduce quell’analisi in operazioni precise, coordinate con quelle della squadra. La conoscenza delle imbarcazioni storiche orienta le decisioni verso soluzioni rispettose della costruzione originaria e delle trasformazioni che ha attraversato nel tempo.

La squadra diretta da Bortolami nel 2026 è composta da 18 carpentieri e quattro capi. Il lavoro mostra quanto conti la trasmissione delle competenze artigianali nella conservazione di un grande vascello. Chi interviene sullo scafo deve conoscere le tecniche tradizionali e collaborare con gli specialisti che documentano, studiano e valutano ogni operazione. La tutela di un oggetto storico è un lavoro collettivo: dipende dalla precisione dei singoli interventi e dal modo in cui vengono inseriti in un piano comune.

Per Bortolami ogni pezzo di legno ha una forma, una storia e una funzione. Conservare significa decidere quando riparare, quando rinforzare e quando sostituire, registrando con chiarezza le scelte compiute. Il maestro d’ascia mette in relazione l’esperienza dei carpentieri, l’analisi archeologica e gli obiettivi del museo.

La HMS Victory continuerà a essere custodita a Portsmouth, nel bacino a secco che è diventato la sua sede storica. Il progetto lavora per mantenere lo scafo stabile e protetto per le generazioni successive. Le incisioni recuperate, le tecniche di lavorazione e l’esperienza di una squadra guidata da un artigiano formatosi tra Padova e Venezia mostrano il contributo congiunto di ricerca storica e sapere manuale alla tutela di un patrimonio britannico per identità e internazionale per valore.




Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...