Dalla nascita in Piemonte alla conquista dei mercati internazionali, la Molecola si distingue per la sua ricetta italiana, il packaging iconico, il gusto unico e l'impegno per sostenibilità e responsabilità.
L'Italia è patria di eccellenze gastronomiche riconosciute in tutto il mondo, ma solo nel 2013 è nata una vera e propria cola nazionale in grado di sfidare i colossi americani. Il progetto prende forma da un'antica ricetta piemontese dell'Ottocento e si concretizza grazie all'intuizione di imprenditori legati al territorio. L'obiettivo: creare una alternativa completamente italiana per gusto, ingredienti, valori e filiera. Questa bevanda, oggi diffusa ben oltre i confini nazionali, si impegna a rappresentare l'identità e la creatività tricolore, abbracciando anche cause sociali e la sostenibilità in ogni fase produttiva. La sua affermazione dimostra che innovare, senza rinunciare all'autenticità e ai valori locali, è possibile anche in un settore globalizzato come quello delle cole.
L'idea originaria nasce tra Torino e le colline piemontesi, in una terra da sempre sinonimo di cultura gastronomica e attenzione alla qualità. Nel 2012, Francesco Bianco, specialista in imballaggi, e Graziano Scaglia, fondatore dell'agrihamburgeria M**Bun, decidono di sviluppare una cola diversa. La volontà è quella di affermare, per la prima volta, una bevanda totalmente italiana sotto ogni profilo.
Ispirazione e solidità arrivano dall'importante lavoro con uno storico aromatiere di Firenze. L'inizio è tipico delle migliori storie imprenditoriali locali: i primi test coinvolgono solo M**Bun e alcuni bar torinesi, ma la risposta dei consumatori è subito positiva. La nuova cola trova dapprima consenso tra le famiglie e nei locali attenti alla filiera corta, per poi conquistare una fetta crescente di pubblico.
Nel 2013 viene lanciata sul mercato nazionale la versione classica e, quasi in parallelo, la molecola senza zucchero. La svolta arriva quando la catena della grande distribuzione Coop abbraccia il progetto: la produzione supera il milione di lattine in pochi mesi e la cola viene scelta da Eataly nel suo assortimento di eccellenze italiane. Già nel 2015 la distribuzione si espande oltre l'Italia, toccando anche l'Australia e, successivamente, ben 48 paesi tra Europa, Stati Uniti e oltre:
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Momenti chiave |
Anno |
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Prima produzione (test locali) |
2012 |
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Lancio nazionale Coop/Eataly |
2013-2014 |
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Internazionalizzazione |
2015 |
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Premi per il design |
2017 |
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Restyling bottiglia e logo |
2021-2023 |
Nonostante la crescita, la vocazione rimane quella di mantenere una produzione italiana certificata e una filiera trasparente. La conquista della grande mela e poi del mondo è avvenuta grazie a capacità di adattarsi, innovare e mantenere la promessa originale: offrire una cola dal cuore italiano, nata per diventare un brand riconoscibile anche a livello internazionale, ma senza mai perdere identità e autenticità.
La differenza principale rispetto alle cole tradizionali è racchiusa in una ricetta studiata in ogni dettaglio: ogni elemento è scelto con attenzione, preferendo ingredienti italiani e, quando necessario, materie prime da filiere etiche e sostenibili. Il gusto viene creato con oltre 50 aromi naturali diversi per garantire complessità, freschezza, sorprendente equilibrio:
Molto più di un semplice contenitore: il packaging di questa cola racconta l'anima e la creatività del Made in Italy. Bottiglie e lattine sono state disegnate prestando attenzione a stile e funzionalità, divenendo vere e proprie icone contemporanee.
La famosa bottiglia di vetro 90.60.90 prende ispirazione dalle curve delle dive anni '50 e dai tessuti tipici della sartoria italiana. Le sue linee morbide, unite a una lavorazione zigrinata antiscivolo e all'eleganza del vetro scuro, la rendono riconoscibile e premiata nel mondo del design internazionale. Questo formato ha vinto importanti riconoscimenti come l'International Design Award di Los Angeles (2017), a conferma del lavoro creativo compiuto dallo studio torinese Curve Creative Studio.
Particolare attenzione anche alla praticità e alla narrazione visiva:
Il banco di prova per ogni cola rimane il confronto sul gusto: ho deciso anche io di valutare la bevanda italiana. La versione classica si distingue per un giusto equilibrio tra dolcezza e nota asprigna finale, un profumo agrumato e una frizzantezza moderata che rende la degustazione piacevole e mai invadente.
A confronto con la Coca Cola, quella piemontese offre:
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Prodotto |
Punteggio |
Note distintive |
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Molecola classica |
8 |
Equilibrio e autenticità |
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Coca Cola |
8+ |
Sapore inimitabile |
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Lurisia/Altre alternative |
6-7 |
Ricette diverse, profilo etico |
Da questi miei test emerge che lo stile italiano nella categoria cola ottiene consensi, riuscendo ad attrarre sia chi cerca l'alternativa sostenibile sia chi non vuole rinunciare a un'esperienza gustativa autentica.
Oltre all'identità di prodotto, grande enfasi viene posta su sostenibilità ambientale e responsabilità sociale. Sin dall'inizio, la produzione è radicata in Italia: ingredienti, lavorazione e confezionamento sono nazionali ove possibile, mentre quando occorre ricorrere a noci di cola, zucchero di canna e guaranà, la scelta punta sempre su fornitori del commercio equo-solidale.
Dal 2019 l'azienda ha decretato la fine dell'utilizzo della plastica nel proprio ciclo produttivo, puntando tutto su vetro e materiali riciclabili. Una mossa dettata dalla volontà di proteggere gusto, ambiente e consumatore: il vetro infatti, oltre a essere riciclabile all'infinito, non altera il sapore e non rilascia sostanze nocive. Iniziative originali consentono anche di riutilizzare la bottiglia grazie a suggerimenti creativi condivisi direttamente dal produttore.
Non meno importante il rapporto con le comunità locali e i progetti solidali:
La Dott.ssa Sara Melchionda è un’esperta nel settore della sanità con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell'ambiente e alimenti all'Università Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora...