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La pizzeria dell'anno 2026 non è né a Napoli né a Roma ma in un piccolo paesino calabrese aperta con 10mila euro

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di Dott. Marco Castagna pubblicato il
Piccolo paesino calabrese

Da una relazione a distanza a una pizzeria premiata dal Gambero Rosso: in un piccolo paese calabrese, un progetto nato con 10mila euro è cresciuto tra code, drive-in e prenotazioni a mezzanotte, fino a raccontare una Calabria condivisa.

Nel 2016 Roberto Davanzo e Anna Rotella investirono 10mila euro per aprire una piccola pizzeria a Montepaone, in provincia di Catanzaro. Dieci anni più tardi, Bob Alchimia a Spicchi ha ricevuto il titolo di Pizzeria dell’Anno nella guida Pizzerie d’Italia 2027 del Gambero Rosso, editore specializzato in guide gastronomiche nazionali. Il riconoscimento è stato annunciato nel 2026 e fa riferimento all’edizione 2027. A colpire è anche la posizione del locale, lontano da Napoli e Roma, città che nell’immaginario collettivo rappresentano la pizza. Ma la storia di Bob comincia soprattutto da una scelta personale, prima che da un progetto di mercato.

Da una relazione a distanza alla scelta di fermarsi

Prima delle file, delle prenotazioni contese e dei riconoscimenti, c’erano due persone alla ricerca di un modo per vivere insieme. Nel 2016 Anna studiava a Roma; Roberto, invece, si spostava spesso per lavoro tra consulenze, formazione e panificazione. Stavano insieme da dieci anni, ma la distanza rendeva difficile condividere la quotidianità. Decisero di tornare in Calabria, la terra d’origine di entrambi, e di stabilirsi a Montepaone, sulla costa ionica catanzarese.

Volevano una casa vicino al mare e un ritmo di vita più tranquillo. La prospettiva di un successo nazionale non guidava la decisione. Poco lontano trovarono alcuni locali sfitti e uno di quegli spazi permise loro di trasformare il desiderio di fermarsi in un’attività. La pizzeria nacque prima come scelta di vita; solo in seguito sarebbe diventata un’impresa capace di attirare clienti da tutta Italia.

La vicenda di Bob prende forma proprio da questa origine: l’investimento iniziale era contenuto, mentre il progetto richiedeva competenze, presenza quotidiana e una proposta riconoscibile. All’inizio c’erano un piccolo laboratorio e un’idea semplice, quella di far convivere pane e pizza e di raccontare il territorio attraverso il cibo. La grande sala e un menu rivolto a un pubblico indistinto sarebbero arrivati, semmai, più avanti.

Il format iniziale tra bakery e pizza

All’apertura, Bob aveva due tempi di lavoro. Di giorno era bakery e panificio, la sera diventava pizzeria. Al centro del locale si trovava il bancone, da cui assaggiare le proposte disponibili; una lavagna indicava le pizze del momento. La selezione seguiva gli ingredienti reperiti e le idee della coppia, e cambiava di conseguenza.

Impasti differenti, preparazioni in evoluzione e prodotti selezionati nei dintorni: il formato puntava sulla varietà e sull’assaggio. La dimensione ridotta dello spazio favoriva un rapporto diretto con quello che arrivava in laboratorio. Roberto e Anna potevano provare nuovi accostamenti e seguire da vicino la lavorazione. La proposta variabile diventò parte dell’identità del locale, insieme alla possibilità di avvicinarsi alla pizza attraverso piccoli assaggi al bancone.

La ricerca riguardava anche gli ingredienti e gli artigiani locali. Da lì si consolidò una direzione precisa: portare in tavola una Calabria contemporanea, valorizzando i prodotti del territorio e facendoli entrare davvero nelle preparazioni. Per un’attività nata con risorse limitate, il legame con il luogo offriva una strada concreta per distinguersi. Bob aveva scelto Montepaone come casa; la cucina cominciò a raccontare quella scelta.

Le file cambiarono le dimensioni del locale

La risposta dei clienti arrivò presto. Il piccolo spazio andò sotto pressione: c’era chi si presentava prima dell’apertura per trovare posto, il servizio continuava fino a esaurimento dell’impasto e le prenotazioni diventavano sempre più difficili da gestire. Roberto e Anna recuperarono il garage al piano inferiore e lo trasformarono in una sala. Più domanda significava anche più investimenti, più lavoro e una nuova organizzazione delle attività.

Per un periodo la coppia sospese le prenotazioni. I clienti si presentavano direttamente davanti al locale e, nelle serate più affollate, l’attesa diventava parte dell’esperienza. Poi restava poco tempo per riposare. Roberto e Anna arrivarono a dormire in pizzeria, prima di ricominciare a impastare poche ore dopo. Una crescita rapida aveva un costo pratico evidente, soprattutto in una piccola impresa dove i titolari seguivano da vicino sia la produzione sia l’accoglienza.

Con il garage, la capienza aumentò, ma la popolarità continuò a crescere. Nel periodo della pandemia la coppia dovette riorganizzare ancora una volta l’attività. Quando il servizio al tavolo non poteva svolgersi normalmente, Bob sperimentò il drive-in per la pizza da ritirare in auto. L’iniziativa prese il nome di BOB Drive e trasformò una difficoltà operativa in una nuova modalità di servizio.

Il drive-in e la coda di circa 200 auto

Nel 2021, durante la fase pandemica, la formula drive-in attirò un numero inatteso di persone: la coda arrivò a circa 200 auto. Un’affluenza del genere impose anche di affrontare una questione pratica, quella del traffico. Il Comune e la Protezione civile parteciparono all’organizzazione dei percorsi e della vigilanza. Il ritiro richiedeva un coordinamento che coinvolgeva molte attività, ben oltre il lavoro al forno.

Per tanti clienti, ritirare la pizza significava poi raggiungere il mare e mangiare in spiaggia. Il drive-in dimostrò la capacità di Bob di adattarsi a condizioni eccezionali. La priorità dei titolari restava però legata al momento in cui la pizza viene preparata e consumata: tempo e qualità dell’esperienza hanno orientato anche le scelte organizzative.

Nel 2020 il locale si era trasferito in una sede più adatta alla crescita. La nuova apertura comportò un altro investimento, proprio mentre la pandemia modificava le abitudini del settore, e mise una realtà indipendente davanti a un’esposizione economica significativa. A rendere quel periodo ancora più difficile fu la morte del padre di Roberto, che collaborava con lui e seguiva gli aspetti contabili dell’attività. Per proseguire, il progetto dovette riorganizzarsi in una fase complicata sia sul piano personale sia su quello professionale.

Prenotazioni a mezzanotte e coperti limitati

Oggi Bob mantiene un numero contenuto di coperti. Le nuove prenotazioni vengono messe a disposizione ogni notte a mezzanotte, con gli slot aperti progressivamente. Il sistema distribuisce le possibilità di accesso nel tempo e lascia spazio anche a chi visita la Calabria o vuole provare il locale per la prima volta.

La gestione richiede attenzione e può alimentare aspettative elevate. La scelta dei titolari è accogliere un numero di persone che la squadra riesca a seguire con cura, salvaguardando il servizio. Limitare i coperti protegge l’esperienza e il lavoro che sta dietro ogni pizza. Forno, spazi, tempi di preparazione e disponibilità del personale stabiliscono quante persone si possono servire bene.

Per una piccola impresa, rinunciare a una parte della domanda può sembrare un freno alla crescita. A Montepaone il limite serve anche a mantenere il controllo sulla proposta e sul rapporto con gli ospiti. L’obiettivo è tenere insieme ciò che Bob promette e ciò che la squadra può offrire davvero. Una scelta imprenditoriale che mette la sostenibilità del lavoro davanti all’espansione senza misura.

Che cosa significa il premio del Gambero Rosso

Bob ha ottenuto il titolo di Pizzeria dell’Anno nella guida Pizzerie d’Italia 2027 del Gambero Rosso. Il riconoscimento, annunciato nel 2026, appartiene dunque all’edizione 2027. Una distinzione utile per leggere correttamente il premio.

Per Montepaone, il risultato porta l’attenzione nazionale su un paese calabrese lontano dai centri che il pubblico associa più facilmente alla pizza. La storia del locale mostra come una pizzeria possa affermarsi anche fuori dai circuiti metropolitani: servono una proposta riconoscibile, continuità nel lavoro e un legame tra ricerca gastronomica e identità del territorio. Il confronto con Napoli e Roma è solo uno dei modi per misurare la distanza percorsa da Bob.

Il premio arriva dopo anni di crescita, cambi di sede e sperimentazioni. Dal punto di vista dell’impresa, i 10mila euro investiti nel 2016 raccontano l’avvio, mentre il percorso successivo comprende l’ampliamento degli spazi, l’adattamento durante la pandemia, la gestione delle prenotazioni e il lavoro di una squadra. Il capitale iniziale è il punto di partenza di un’attività che si è evoluta per sostenere la domanda.

Il lavoro di promozione della Calabria prosegue anche fuori dalla pizzeria, con il Bob Fest, ideato da Roberto e Anna insieme ad altri collaboratori. Il nome richiama l’espressione Band of Brothers. L’evento mette in relazione professionisti della gastronomia, produttori e artigiani, e fa conoscere luoghi e competenze del territorio attraverso incontri e assaggi. La regione viene raccontata attraverso il lavoro di chi la abita, lontano dalle rappresentazioni folkloristiche.

Il festival ha anche una finalità solidale. Dopo la morte del padre di Roberto, il progetto è stato legato alla raccolta di fondi per la ricerca sul cancro; una parte del ricavato è stata destinata alla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro. Così il Bob Fest unisce la promozione gastronomica a una causa personale, trasformando un’esperienza di lutto in un’occasione di collaborazione e sostegno.

Il titolo assegnato dalla guida arriva al termine di una storia cominciata con una relazione a distanza e con la decisione di fermarsi in Calabria. A Montepaone, Roberto Davanzo e Anna Rotella hanno avviato il progetto con 10mila euro e lo hanno fatto crescere insieme alla fiducia dei clienti. Bob Alchimia a Spicchi ha costruito la propria notorietà attraverso il lavoro artigianale e una misura precisa: innovare, accogliere e raccontare la Calabria, rispettando i limiti che permettono alla squadra di curare l’esperienza.




Dott. Marco Castagna

Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...