Negli ultimi anni, la sicurezza degli sportelli automatici è stata messa a dura prova da nuove e sofisticate forme di attacco. Una delle più insidiose minacce cyber-fisiche è rappresentata dalle operazioni criminali che puntano a svuotare gli ATM grazie a tecniche innovative e organizzazioni ben strutturate. Queste strategie, spesso legate a gruppi internazionali, hanno cambiato il paradigma classico della sicurezza bancaria, facendo emergere la necessità di maggiore attenzione sia da parte degli operatori che del pubblico.
Anche chi si limita al solo prelievo di contante può ritrovarsi, senza alcuna colpa, coinvolto in una situazione fraudolenta o subire disagi dovuti a sportelli compromessi. Le conseguenze di queste attività illecite non si esauriscono nel danno diretto agli istituti di credito: clienti e utenti finali rischiano di subirne le ripercussioni economiche e operative. La conoscenza di queste minacce e la capacità di riconoscerne i segnali rappresentano oggi una reale forma di tutela individuale e collettiva, in un contesto tecnologico che evolve rapidamente.
Come agiscono le bande del jackpotting sui bancomat
La tecnica nota come jackpotting, mutuata inizialmente dagli Stati Uniti ed esportata in Europa negli anni, consiste nell'utilizzare un accesso fisico diretto al bancomat per indurlo a erogare contanti senza alcuna transazione valida. Le organizzazioni specializzate in questa attività programmano con cura ogni fase dell'attacco: dopo aver forzato la scocca dell'ATM, i membri del gruppo collegano dispositivi elettronici o inseriscono un malware specifico nel sistema operativo della macchina:
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Accesso fisico forzato: Gli attaccanti operano spesso in orario notturno, lavorando con rapidità per evitare allarmi o segnalazioni. Forzano la parte frontale dello sportello, accedendo alle componenti interne.
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Collegamento hardware: Una volta dentro, utilizzano cavi di rete o porte USB per connettere la postazione ad apparecchiature esterne che parlano con il software del bancomat.
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Installazione del malware: Grazie a un apposito software malevolo, impartiscono comandi che convincono la macchina ad aprire i serbatoi di denaro e a distribuire rapidamente gran parte del contante disponibile.
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Complicità da remoto: Alcuni membri restano fisicamente sul posto, mentre altri, collegati da remoto, gestiscono il coordinamento tra il malware e il sistema bancario.
È importante sottolineare che,
in questo tipo di attacco, il correntista comune non viene colpito: il bersaglio è il denaro contenuto nel dispositivo e la perdita economica viene assorbita inizialmente dalla banca o dal gestore. Tuttavia, il rischio di manomissione estesa può mettere in pericolo la privacy e la sicurezza dei dati dei clienti, specialmente se vengono parallelamente installati dispositivi come skimmer o microcamere (altra tecnica, spesso associata).
Le operazioni vengono tipicamente eseguite da individui ben addestrati, in grado di compiere l'intero attacco in pochi minuti. In alcuni casi documentati, come gli eventi oggetto di indagine a Roma e in Belgio nel biennio 2021-2025, sono emerse connessioni tra la tecnica e altre strategie illecite, rendendo la minaccia ancora più articolata.
Chi sono i responsabili: profilo e organizzazione delle bande
L'analisi delle indagini evidenzia che i protagonisti di queste operazioni sono spesso gruppi criminali ben strutturati, attivi in più Paesi e dotati di tecniche e strumenti avanzati. Le bande individuate operano con una netta ripartizione dei ruoli tra chi agisce sugli ATM e chi, da remoto, gestisce la componente informatica e logistica dell'azione:
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Composizione internazionale: Diverse inchieste hanno accertato la presenza di cittadini stranieri (prevalentemente dell'Est Europa), già coinvolti in reati simili in differenti giurisdizioni. Questa transnazionalità consente di avvalersi di competenze complementari e di muoversi rapidamente tra Stati, rendendo complesso il contrasto investigativo.
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Organizzazione gerarchica: I gruppi sono formati da promotori, coordinatori e semplici esecutori. Mentre alcuni si occupano della pianificazione e della distribuzione dei compiti, altri si incaricano dell'esecuzione materiale e della fuga.
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Collegamenti tra bande: Non di rado, le stesse persone risultano collegate ad episodi analoghi avvenuti su scala europea, confermando l'esistenza di reti criminali internazionali ben più ampie rispetto ai piccoli gruppi occasionali.
La collaborazione fra forze dell'ordine di diversi Paesi, come emerso nelle indagini coordinate dalla Procura di Roma e dalle autorità belghe, si basa sulla condivisione di informazioni e mandati d'arresto europeo, seguendo i protocolli stabiliti da convenzioni internazionali. Questo tipo di approccio si è rivelato particolarmente efficace nell'individuare e bloccare responsabili di
pluralità di reati informatici e furti aggravati.
Perché può interessare anche chi preleva: rischi per i clienti
Pur colpendo, apparentemente, solo le casse degli istituti di credito, il fenomeno del jackpotting può coinvolgere di riflesso tutti coloro che fanno uso regolarmente degli sportelli automatici. Esistono infatti svariate modalità attraverso cui un cliente può subire disagi o addirittura danni, sia immediati che differiti.
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Coinvolgimento accidentale: Nel caso in cui una macchina sia stata già manomessa o sia in corso un'operazione illecita, l'utente rischia di incappare in funzioni anomale dell'ATM, quali il blocco della carta, la mancata erogazione del contante o la temporanea indisponibilità dello sportello, con conseguenze immediate sulla fruibilità del servizio.
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Rischio di furto dati: Se l'attacco viene accompagnato o preparato tramite strumenti dedicati alla clonazione delle carte (skimmer, microcamere ecc.), esistono pericoli di sottrazione del PIN e dei dati sensibili. Nella pratica, queste tecniche vengono spesso integrate, facendo uso delle stesse fessure o dei pannelli alterati per nascondere dispositivi fraudolenti.
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Danno economico indiretto: Le perdite subite dagli istituti di credito alimentano un aumento dei costi operativi e assicurativi, che può riflettersi in successive maggiorazioni di commissioni e spese di gestione per la clientela, o nella necessità di ingenti investimenti per il rafforzamento della sicurezza fisica e informatica.
Va specificato che, sebbene nella forma tecnica più pura il jackpotting non abbia come bersaglio diretto il correntista, la crescente
diffusione di attacchi combinati espone chiunque utilizzi il bancomat ad una serie di rischi che vanno ben oltre la semplice sottrazione di denaro all'istituto bancario.
C'è poi un'altra considerazione, meno immediata ma altrettanto concreta. Anche se il denaro sottratto tramite jackpotting appartiene formalmente alla banca o al gestore dello sportello, il costo di questi attacchi non scompare: nel tempo si riflette sugli investimenti in sicurezza, sulla manutenzione straordinaria degli ATM e, indirettamente, sulle commissioni e sui costi di gestione che gli istituti di credito applicano alla clientela. Non è un addebito diretto e riconoscibile in busta paga o in estratto conto, ma fa parte di quella catena di costi operativi che il sistema bancario tende a redistribuire nel tempo sull'utenza.
Come riconoscere i segnali di manomissione e proteggersi
La prevenzione dei rischi per i clienti degli sportelli automatici passa in gran parte da una maggiore consapevolezza dei segnali di pericolo. Esistono elementi visibili o comportamenti atipici della macchina che possono indicare la presenza di un tentativo di kompromissione, sia riconducibile al jackpotting che ad altre tecniche fraudolente.
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Parti allentate o fuori sede: Sportelli con coperture mobili, tastiere che sembrano applicate sopra quella originale oppure fessure irregolari sono campanelli d'allarme da non sottovalutare.
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Cavi esposti: La presenza di fili o cavi che fuoriescono dalla struttura della macchina, soprattutto in corrispondenza di sportelli secondari o meno frequentati, è sintomo di una possibile manomissione in corso.
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Microcamere e dispositivi supplementari: Piccole telecamere occultate, talvolta inserite nel telaio o nella cornice superiore, possono essere state installate per rubare le credenziali di accesso digitate.
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Comportamenti anomali dell'ATM: Una macchina che si blocca, che non restituisce la carta o che mostra schermate insolite può essere stata alterata. In questi casi è opportuno interrompere la transazione e contattare immediatamente il gestore dello sportello.
La
prudenza nell'utilizzo degli ATM rimane la migliore difesa: evitare di effettuare operazioni quando qualcosa appare sospetto e coprire sempre la tastiera durante la digitazione del PIN sono accorgimenti semplici ma efficaci. Inoltre, è importante
verificare con regolarità i movimenti del proprio conto per individuare tempestivamente eventuali addebiti non autorizzati, e denunciare subito episodi o apparati sospetti alle forze dell'ordine competenti.
I principali regolamenti bancari e le circolari di Bankitalia raccomandano da anni stringenti controlli periodici sugli sportelli, a tutela sia della sicurezza patrimoniale degli istituti che della protezione dei dati personali della clientela.
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Il dott. Luca Rossoni è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl...