Permessi Legge 104 per più caregiver nello stesso giorno: le novità normative, limiti mensili, le regole di cumulabilità e le procedure operative spiegate attraverso i chiarimenti dell'ARAN.
Organizzare l'assistenza a un familiare con disabilità grave richiede spesso una gestione attenta delle risorse umane all'interno della famiglia. La domanda se più lavoratori, tipicamente figli o coniuge, possano usufruire contemporaneamente dei permessi previsti dall'articolo 33 della Legge 104 per assistere lo stesso parente è sempre più frequente. Questo scenario si verifica spesso quando l'assistenza viene organizzata a turni tra fratelli, oppure quando coniuge e figli si dividono i compiti di caregiving durante la giornata o all'interno di uno stesso periodo. L'interpretazione della normativa e i chiarimenti forniti da istituzioni come l'INPS e l'ARAN hanno un impatto significativo sulle scelte operative delle famiglie e sull'organizzazione del lavoro delle amministrazioni pubbliche e delle aziende private.
Il parere reso da ARAN, n. 37654 del 16 luglio 2026, rappresenta un passaggio decisivo che introduce una maggiore flessibilità nella fruizione oraria dei permessi. Questo parere spiega come sia possibile per più familiari usufruire di permessi nello stesso giorno ma in orari diversi, rendendo l'organizzazione più agile e rispondendo alle esigenze reali di continuità assistenziale. In questa sede si analizzeranno i principali punti di questa disciplina, rispondendo con chiarezza alle domande più comuni poste da chi quotidianamente si occupa di un parente non autosufficiente.
Il paradigma del referente unico, che fino a pochi anni fa limitava a un solo familiare la possibilità di richiedere permessi per l'assistenza al disabile grave, è stato superato dal decreto legislativo n. 105/2022. Prima di questo intervento, solo un lavoratore per volta, individuato come referente principale, poteva ottenere dal datore di lavoro i benefici previsti dalla Legge 104, relegando gli altri familiari aventi diritto in una posizione subordinata, salvo casi particolari quali l'impossibilità o l'indisponibilità dell'altra persona.
A partire dall'aggiornamento normativo introdotto nel 2022, la normativa riconosce a più soggetti la possibilità di alternarsi regolarmente nell'assistenza al familiare in situazione di gravità. Il diritto ai permessi non è più appannaggio esclusivo di un singolo referente, ma può essere esercitato dai membri della famiglia che rientrano tra i soggetti indicati dalla legge:
Uno dei nodi centrali nella gestione dei permessi ex Legge 104 è rappresentato dalla determinazione del tetto massimo mensile di assenza riconosciuto per ciascuna persona assistita. Mentre sul piano individuale ogni lavoratore-dipendente può fruire fino a tre giorni di permesso mensile, la normativa stabilisce che il limite si riferisce sempre al beneficiario dell'assistenza, non a ciascun caregiver. Quindi, anche nel caso in cui più familiari siano autorizzati come assistenti, il tempo complessivo di permesso retribuito resta invariato, ossia tre giorni al mese complessivi fra tutti i richiedenti, o 18 ore se il permesso è frazionato orariamente secondo quanto previsto dal CCNL.
Questa regola appare chiara anche nelle ultime circolari INPS e nelle disposizioni dei contratti collettivi del pubblico impiego. Nel comparto Funzioni Centrali, l'art. 33 del CCNL 2018 ribadisce la possibilità di trasformare i permessi giornalieri in permessi orari, con le modalità dettagliate nella disciplina di settore. Tuttavia, la soglia numerica resta fissa: la somma dei permessi fruiti da tutti i caregiver per lo stesso assistito non può superare i tre giorni mensili.
Sono previste specifiche modalità di calcolo nel caso in cui il permesso venga suddiviso tra due o più lavoratori. In particolare:
Uno dei temi maggiormente discussi riguarda la possibilità di utilizzare nello stesso giorno i permessi da parte di più caregiver a favore dello stesso familiare con disabilità. A questa domanda ha dato risposta l'ARAN con il parere n. 37654 (16 luglio 2026), dichiarando che il contratto collettivo non prevede l'obbligo di collocare i permessi in giornate differenti tra chi assiste la stessa persona, purché non si verifichi una sovrapposizione nelle ore di assenza.
Il meccanismo consentito rende quindi più elastica l'organizzazione dell'assistenza: la giornata può essere suddivisa in fasce e i vari caregiver possono coordinarsi nell'assentarsi in periodi distinti dello stesso giorno, ad esempio uno di mattina e uno di pomeriggio. Le uniche condizioni irrinunciabili sono:
Nessuna condizione ulteriore, oltre ai limiti di legge e contratto, può essere imposta dalle amministrazioni. Il parere dell'ARAN ribadisce che ogni nuova richiesta deve essere valutata soltanto in relazione al rispetto del tetto massimo mensile per l'assistito e all'assenza di coincidenze orarie tra più caregiver. Questo sistema agevola chi necessita di una presenza costante accanto al familiare non autosufficiente e consente una migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro.
È utile sottolineare che la finalità del permesso deve sempre essere legata all'assistenza diretta e concreta; qualunque utilizzo distorto, come assenze sovrapposte senza attendere alle effettive necessità del disabile, costituisce un abuso e può comportare contestazioni disciplinari o revoca dei benefici.
Il maggior margine di elasticità nell'organizzazione delle assenze richiede, per contro, una maggiore attenzione da parte dei datori di lavoro, siano essi enti pubblici o imprese private. L'amministrazione ha il compito di:
L'obiettivo primario rimane sempre l'interesse della persona assistita e il rispetto della normativa vigente. L'adozione di procedure organizzative chiare tutela tanto l'azienda o l'ente quanto i lavoratori, riducendo il rischio di contestazioni o abusi. Qualsiasi deroga non prevista dalla legge, come la concessione di più di tre giorni mensili per lo stesso assistito, sarebbe illegittima e passibile di sanzione.
Affinché la fruizione dei permessi da parte di più caregiver avvenga secondo le regole, occorre seguire procedure precise nella richiesta e nella relativa comunicazione. La domanda va inoltrata tramite i canali telematici predisposti dall'INPS, allegando la certificazione che attesti la condizione di disabilità grave. Quando più familiari intendono alternarsi nell'assistenza, è opportuno:
Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...